Nessuna sorpresa hanno prodotto le gare di ritorno dei quarti dopo che molto, se non tutto, era stato definito nel match di andata. Naturalmente le quattro contese non hanno avuto andamenti uguali anzi alcune squadre hanno in tutti modi cercato di raddrizzare la disfida ma neppure i due squadroni big del calcio spagnolo sono alfine riusciti nell’intento e hanno dovuto fermarsi ben prima del previsto nella corsa verso la Coppa. Martedì il Barca aveva assaltato fin dall’inizio il fortino di Simeone ma pur sfiorandola l’impresa era fallita e fa il paio con l’anno passato in cui, però uno step dopo, i catalani erano stati eliminati dal gol di Acerbi a tempo scaduto. La sera dopo è staro il turno dei blancos, quindici volte vincitori della massima manifestazione calcistica europea, a non riuscire a recuperare il minimo svantaggio accusato al Bernabeu. Per il secondo anno consecutivo, dall’arrivo del fenomeno M’Bappe, i plurivincitori castigliani si arrendono quindi ai quarti dí finale in modo oltremodo inconsueto dopo aver già traballato nella League Phase senza raggiungere la qualificazione diretta e ricorrendo agli spareggi. Sembra un declino davvero imprevedibile per chi aveva vinto cinque volte nei dieci anni precedenti. Che l’inserimento dell’asso francese nel motore abbia causato una qualche crisi di rigetto sembra adesso più che plausibile e Perez deve pagar pegno oltre al fatto di aver affrontato la delicata sfida col Bayern con un apprendista allenatore in panchina. Una macchina così potente probabilmente ha bisogno anche di un pilota di grande polso e di capacità tattiche straordinarie. Potremmo consigliare per la bisogna un Thiago Motta o, con budget maggiore, un Unay Emery. Ben poche speranze rimanevano a Liverpool e Benfica che non hanno neppure accarezzato l’idea delle semifinali anche se il percorso strepitoso dei portoghesi e la loro ottima figura contro un avversario decisamente più attrezzato va messo in risalto considerando anche che è la punta dell’iceberg di un movimento, piccolo, calcistico di grande storia che quest’anno precederà nel ranking nazioni molto più grandi come Francia e Italia. La sfida finale è adesso, in tema di ranking, chi arriverà davanti fra i due giganti del calcio europeo capaci di vincere sei mondiali ma non di superare il piccolo Portogallo che ha meno abitanti della Lombardia e dell’Ile de France. Ma che insegna ai suoi ragazzi a giocare al calcio!
