Armando Borrelli
Napoli – nuovo ciclo, stessa fame d’Europa
Il Napoli arriva in Champions League da vicecampione d’Italia, dopo aver chiuso la Serie A 2025-26 al secondo posto alle spalle dell’Inter. Un piazzamento che lascia comunque l’amaro in bocca a chi sognava il quinto scudetto e non è stato praticamente mai in corsa per vincerlo, ma che garantisce comunque l’accesso diretto alla fase campionato.
Il mercato: rivoluzione in panchina, austerità in campo
La notizia più importante della stagione azzurra riguarda la panchina: Antonio Conte ha lasciato il Napoli e il nuovo timoniere è Massimiliano Allegri, che apre un ciclo tecnico completamente diverso rispetto a quello vissuto negli ultimi due anni.
Sul mercato, il club ha impostato l’estate più prudente degli ultimi cinque anni in termini di spesa. Le uscite pesanti sono state gestite con lucidità: Romelu Lukaku è stato ceduto al Fenerbahçe, Eljif Elmas è tornato al Lipsia, Juan Jesus è partito a parametro zero e Miguel Gutiérrez è stato girato al Bayer Leverkusen per 26 milioni. Anche Vanja Milinković-Savić è finito ai margini del progetto tecnico, con Meret che si riprende la titolarità tra i pali. Attenzione però: Kevin De Bruyne resta, ed è ancora lui il faro del centrocampo azzurro insieme a Lobotka, Anguissa (anche lui confermato) e McTominay.
Sul fronte entrate, non arrivano grandi nomi ma innesti mirati: Benoît Badiashile dal Chelsea (prestito con opzione, rinforza una difesa già solida con Rrahmani, Beukema e Rafa Marín, soprattutto dopo l’infortunio di Buongiorno che lo terrà fuori fino a gennaio) e Costantino Favasuli dal Catanzaro. In avanti si punta ancora su Rasmus Højlund e Alisson Santos, ormai confermati dopo il prestito, con Lucca, Lang, Neres e Giovane a completare un reparto offensivo affollato ma privo di un vero nome-copertina di livello internazionale assoluto.
Il verdetto sul mercato: operazione di consolidamento più che di rilancio. Il Napoli non ha comprato per stupire l’Europa, ma per restare competitivo in campionato cambiando filosofia tattica con Allegri. In Champions parte con una rosa solida ma senza il salto di qualità che una big come questa, in teoria, meriterebbe.
Quanti punti farà il Napoli nella League Phase?
Il calendario azzurro è probabilmente il più duro fra le italiane: include la vice-campionessa d’Europa (Arsenal) e il Manchester City, oltre a un Bodø/Glimt che l’anno scorso ha battuto City e Atletico Madrid, oltre ad avere eliminato l’Inter dalla Champions — tutt’altro che una comparsa. La mia proiezione realistica è di circa 11-13 punti, con margine di errore ampio legato all’incognita Allegri e all’adattamento tattico della squadra.
Le otto avversarie, una ad una
Arsenal (Casa) — I Gunners sono una seria candidata alla vittoria finale e ha dimostrato che raramente sbaglia nella prima fase. A questo aggiungiamo la maturità acquisita con la vittoria della Premier League e certamente anche con la sconfitta in finale della passata stagione, contro il PSG a Budapest. Guidati da Mikel Arteta, con una rosa che unisce solidità difensiva ed esplosività offensiva. L’uomo simbolo resta Bukayo Saka, ma occhio anche a Viktor Gyökeres davanti. Giocarla in casa al Maradona all’esordio è un test durissimo ma anche uno stimolo enorme per misurare subito il livello della squadra.
Vittoria Napoli 15% – Pareggio 25% – Vittoria Arsenal 60%
Villarreal (Trasferta) — Il “Sottomarino Giallo” sta tornando ad essere una realtà consolidata in Europa, guidato da Marcelino ad un ottimo terzo posto in Liga, con panchina poi affidata da questa stagione ad Iñigo Pérez. Il pericolo pubblico numero uno è Georges Mikautadze, centravanti georgiano capocannoniere della squadra la scorsa stagione. Trasferta spagnola complicata ma non impossibile.
Vittoria Villarreal 30% – Pareggio 30% – Vittoria Napoli 40%
Bodø/Glimt (Casa) — Attenzione, attenzione, attenzione: chi pensa a una semplice pratica norvegese si sbaglia di grosso. La squadra artica, allenata da Knutsen sa come splendere nelle notti di Champions League. Il capitano Patrick Berg è il cuore pulsante del progetto, in una rosa composta praticamente solo da norvegesi, fatta eccezione per i danesi Nielsen e Bro Hansen. Il Napoli deve arrivarci con la massima concentrazione: sarebbe l’errore più costoso del girone sottovalutarli.
Vittoria Napoli 55% – Pareggio 25% – Vittoria Bodø/Glimt 20%
Porto (Trasferta) — I Dragões restano una delle grandi tradizioni europee, sempre temibili nella loro tana. Farioli hanno ritrovato non solo la vittoria nel campionato portoghese ma anche una grande qualità nel gioco. Il giovane Samu Aghehowa (attaccante spagnolo, tra i più interessanti prospetti emersi in Portogallo) è il nome da tenere d’occhio. Trasferta suggestiva ma alla portata di una squadra come il Napoli.
Vittoria Porto 30% – Pareggio 25% – Vittoria Napoli 45%
Manchester City (Trasferta) — Anche qui, capitolo storico: dopo un decennio, Pep Guardiola non è più in panchina, sostituito da Enzo Maresca. Ma la sostanza cambia poco: Erling Haaland resta la macchina da gol più letale del calcio europeo, reduce da una stagione monstre da 38 gol con la casacca degli Sky Blues. Trasferta all’Etihad tra le più difficili in assoluto del calendario continentale.
Vittoria Manchester City 70% – Pareggio 20% – Vittoria Napoli 10%
Club Brugge (Casa) — I belgi arrivano da campioni del proprio campionato, con un cambio in panchina in corsa (da Nicky Hayen a Ivan Leko) che non ne ha compromesso il rendimento. Con l’aquisto di Yann Sommer i nerazzurri hanno blindato la porta, ma i riflettori rimangono accesi sull’italo-tedesco Nicolò Tresoldi, terminale offensivo autore di 23 gol totali nella scorsa stagione. Partita in casa che il Napoli deve provare a vincere per blindare la classifica.
Vittoria Napoli 55% – Pareggio 25% – Vittoria Club Brugge 20%
Sabah Baku (Trasferta) — L’avversario più esotico e meno noto del lotto: club azero fondato solo nel 2017, alla sua primissima storica partecipazione in Champions League, allenato dal lituano Valdas Dambrauskas (soprannominato “il Mourinho lituano”). Il bomber è Joy-Lance Mickels, autore di 19 gol nel campionato azero. Trasferta scomoda logisticamente (oltre sei ore di volo) ma sulla carta la partita più semplice del calendario.
Vittoria Napoli 75% – Pareggio 15% – Vittoria Sabah 10%
Viking (Casa) — Altra debuttante assoluta in Champions, arrivata dalla Norvegia dopo aver eliminato la Dinamo Zagabria ai playoff. Co/allenata da Aarsheim e Jenesn, il riferimento tecnico è ancora l’esperto esterno Zlatko Tripić, capitano e numero 10 della rinascita biancoblù, ma occhio a non sottovalutare la punta Christiansen. Giocandola in casa, è l’occasione giusta per chiudere il proprio girone con altri tre punti pieni.
Vittoria Napoli 70% – Pareggio 20% – Vittoria Viking 10%
Il Napoli di Allegri ha tutte le carte per fare un cammino dignitoso, magari con qualche sorpresa pesante contro le big se la squadra troverà rapidamente l’identità giusta — ma la vera insidia di questo girone non sono solo i nomi altisonanti come Arsenal e City: sono le “matricole” scandinave, capaci come abbiamo visto lo scorso anno di far tremare chiunque.
