di Armando Borrelli
Le notti europee, anche se di luglio, sanno sempre regalare emozioni. Scontri affascinanti sono stati vissuti in questo secondo turno preliminare della Champions League 2026/27, con risultati che non sempre hanno rispettato le attese, tra emozioni pure, ribaltamenti, goleade e sfide ai rigori.
Ararat-Armenia – Shamrock Rovers 2-0 / 1-2 (Finale 3-2)
Partiamo subito con una sorpresa.
Gli armeni hanno colpito duro all’andata, dominando il match. Sandro Lima al 51’ ha sbloccato con un destro dal centro dell’area, sfruttando un errore in fase di costruzione degli ospiti. Al 80’ lo stesso Lima, lanciato sulla sinistra, ha servito il subentrato Banjaqui, che ha sparato a rete un destro potente e preciso. Al ritorno a Tallaght, gli irlandesi hanno reagito con orgoglio: Healy all’11’ con un mancino dal limite dell’area e Greene (già autore dell’assist sulla marcatura precedente) al 36’ con un tap-in nell’area piccola dopo recupero palla in area ospita da parte di Byrne, hanno portato in pareggio l’aggregato. Dopo tante occasioni fallite dai biancoverdi, al 73’ è stato ancora Lima a firmare il gol della qualificazione, spegnendo i sogni dei Rovers.
Una doppia sfida combattuta, in cui l’Ararat-Armenia ha mostrato grande carattere e saputo resistere alla pressione. Gli Shamrock partivano con un coefficiente più alto, ma gli armeni hanno meritato sul campo.
Mjällby AIF – Lincoln Red Imps 3-0 / 0-0 (Finale 3-0)
Gli svedesi del Mjällby hanno fatto il lavoro sporco già all’andata a Strandvallen. Al 18’ Kjær ha calciato dai 25 metri: la respinta del portiere è finita sui piedi di Samuelsen, che, dopo essere rientrato in area, ha trovato la rete con un rasoterra a giro aiutato da un fortunoso rimbalzo. Sei minuti dopo un’azione di squadra meravigliosa (Kjær, Gustafsson e Gustavsson) ha aperto la porta a Samuelsen, che ha siglato il raddoppio. Qualificazione già in ghiaccio al 32’, quando Granath ha trovato Bergström in area: il centravanti locale si è creato lo spazio e ha messo il pallone nell’angolo basso. Un primo tempo devastante, con la ciliegina sulla torta fallita da Samuelsen, che si è fatto parare il rigore della possibile tripletta. Al ritorno, a Gibilterra, lo 0-0 è stato un risultato di gestione perfetta. Il Mjällby non ha concesso quasi nulla e ha conquistato il passaggio con meriti tecnici e mentalità: partivano nettamente favoriti e non hanno tradito.
Sabah Baku – KuPS Kuopio 1-0 / 2-0 (Finale 3-0)
Gli azeri del Sabah hanno dominato la doppia sfida. All’andata, Simić ha danzato sulla linea del fuorigioco e sbloccato la partita al 45+1’ con un destro “da biliardo” che si è conficcato nell’angolo alto, assistito da Lepinjica. Un gol di puro cinismo a ridosso dell’intervallo. Al ritorno, a Kuopio, i finlandesi del KuPS non sono riusciti a reagire: ancora Simić al 52’ (assist di Puchacz) ha aperto le danze, poi JMickels al 70’ ha chiuso i conti con un destro dal centro dell’area, servito da Severina. Dominio completo, clean sheet e un passaggio del turno mai in discussione. Il Sabah ha dimostrato solidità e cinismo, confermando di essere la squadra più attrezzata.
Kí Klaksvík – Kauno Žalgiris 0-0 / 0-1 (Finale 0-1)
Due squadre molto equilibrate e un solo gol ha deciso tutto. All’andata nelle Isole Fær Øer lo 0-0 è stato un match teso e di pochi spazi. Al ritorno a Kaunas, si è dovuto attendere il minuto 85’ per avere il gol decisivo: Kreković, su assist di Benchaib, ha trovato la rete decisiva con un sinistro sul primo palo che si è conficcato nell’angolo basso. Un gol da attaccante puro che ha regalato ai lituani un passaggio sofferto ma meritato. Una partita di pure nervi e un gol che vale l’accesso al prossimo turno. Il Kauno Žalgiris aveva leggermente più qualità e ha saputo aspettare il momento giusto.
Iberia 1999 Tbilisi – Slovan Bratislava 0-2 / 1-1 (Finale 1-3)
Gli slovacchi hanno fatto il lavoro all’andata a Tbilisi. I padroni di casa si sono visti due gol annullati dal VAR per fuorigioco nel match, mentre gli ospiti hanno capitalizzato. Šporar al 25’ ha sbloccato di testa dal centro dell’area su angolo di Cruz. Sei minuti dopo Yirajang ha raddoppiato con una splendida conclusione in acrobazia. Al ritorno a Bratislava, Kukharevych (44’) ha allungato con un colpo di testa su una palla rimasta vagante in area, poi Sikharulashvili al 51’ ha accorciato le distanze con un destro dai 20 metri. Lo Slovan ha gestito con professionalità e ha chiuso la pratica senza troppi sobbalzi. Un passaggio del turno netto e prevedibile: i campioni slovacchi erano nettamente superiori e lo hanno dimostrato.
Egnatia – Celje 3-3 / 2-2 (dts), 1-4 ai rigori (Finale 5-6)
Questa è stata la sfida più spettacolare e drammatica. All’andata, a Rrogozhinë, un’autogol di Daniel al 7’ ha messo in vantaggio gli albanesi su sviluppo di corner. Kvesić ha pareggiato al 45’ sempre su azione nata dalla bandierina, poi Kučys ha ribaltato al 54’ con un destro al volo. Dopo il 2-2 di Medeiros al 58′ con un destro morbido da centro area, il 3-2 ospite con il piattone di Kvesić al 66’ è stato nuovamente pareggiato al 78′ dal destro di Diabaté, che, sporcato da un difensore, non ha lasciato scampo al portiere, con il match terminato in un 3-3 di pura follia. Al ritorno, a Celje, l’autogol del padrone di casa Hrka al 21’ ha aperto le danze, prima del pareggio giunto al 34′ con la splendida punizione calciata da Kvesić. La sfida non poteva che protrarsi ulteriormente: ai supplementari Kvesić ha trasformato un rigore al 97’, ma l’Egnatia non molla e Smajli al 114’ ha trovato un mancino rasoterra potente e preciso per portare il match ai rigori. Qui, però, il sogno albanese si è spento: dagli 11 metri infatti gli sloveni Ai calci di rigore gli sloveni sono stati perfetti, mentre Bitri, Xhemajli e Ndreca fallivano per l’Egnatia. Il Celje passa, ma è stata una sorpresa relativa: gli sloveni avevano il coefficiente migliore e alla fine la freddezza dagli undici metri ha fatto la differenza.
Sturm Graz – Hearts 4-0 / 2-0 (Finale 6-0)
Goleada austriaca e umiliazione scozzese. All’andata a Graz, dopo soli 4 minuti Stanković ha sfruttato la lunga rimessa di Mitchell e ha colpito di testa per l’1-0. Nella ripresa un treno di tre gol in nove minuti: la zuccata di Mitchell su corner (50’), Weinhandl con un destro deviato al termine di un batti e ribatti (53’) e Heil con un potente diagonale di destro (59’) hanno smontato gli Hearts. Al ritorno a Tynecastle, Seidl al 64’ ha chiuso a rete con tiro angolato potente, e quattro minuti dopo Soglo si è liberato in area e ha ribadito in rete al secondo tentativo dopo la respinta di Schwolow. Gli Hearts non hanno mai trovato il modo di reagire, soffrendo una superiorità tecnica e fisica evidente. Lo Sturm Graz ha dominato in ogni reparto: un passaggio del turno più che prevedibile, quasi scontato per qualità e esperienza europea.
Risultati Primo turno qualificazione Champions League
di Armando Borrelli
Mentre il mondiale disputava quarti e semifinali, lontano dal pubblico delle grandi occasioni e dal clamore mediatico, la strada verso le stelle della UEFA Champions League 2026/27 è ufficialmente iniziata!
Il primo turno di qualificazione ci ha già regalato una girandola di emozioni, gol spettacolari e quel dramma sportivo che, già da questo turno, solo la coppa delle grandi orecchie sa offrire.
Ararat-Armenia – Riga FC 4-3 (and: 2-0 / rit: 2-3)
Avevamo puntato qualche fiches in più sulla squadra della Lettonia, ma gli armeni ci stupiscono e staccano il pass per il secondo turno.
Nell’andata il discorso sembra subito indirizzarsi: sfruttando il fattore campo, i campioni d’Armenia infatti portano il parziale sul 2-0 grazie al gol in mischia di Hugo Oliveira al 63′ e, dopo un ingenuo rosso al portiere ospite Orols – che, al 72′, a causa del notevole vento, scavalcato dal pallone è stato costretto a toccare il pallone con la mano fuori dall’area di rigore su un rinvio lungo della difesa locale -, con un potente destro dal limite di França.
Tuttavia il ritorno in terra lettone è stato ricco di gol: gli ospiti sembrano partire meglio ma al 14′ sbagliano in fase di impostazione e regalano a Iago Siqueira un pallone solo da spingere in rete, mentre al 23′ è Ankrah a rimettere tutto in parità con un destro dai 18 metri non potentissimo ma efficace per battere il portiere ospite. I campioni di Armenia però non ci stanno e nella ripresa tornano a far pendere l’ago della bilancia della qualificazione dal loro lato: Shagoyan al 46′ (che sfrutta un clamoroso errore di controllo del portiere Zviedris su un retropassaggio) e Lima al 63′ (con un bellissimo destro al volo dai 25 metri, centrale ma con il pallone che prende una traiettoria maligna che scende improvvisamente proprio sotto la traversa) praticamente chiudono il discorso qualificazione, con il Riga che si toglie quantomeno lo sfizio di vincere questo incontro grazie al rigore segnato al 94′ da Reginaldo Ramires, che rimane però utile solo per il tabellino.
Lincoln Red Imps – Inter Club d’Escaldes 4-2 (and: 3-1 / rit: 1-1)
Niente da fare per gli andorrani che cedono ai campioni di Gibilterra.
La situazione si mette in discesa già all’andata: al 16′ Nano segna su rigore il vantaggio, poi al 26′ serve l’assist per il raddoppio di Toledano. L’autogol di Rutjens (ex conoscenza del calcio italiano avendo vestito le maglie di Benevento, Recanatese, Cesena, Torres e Foggia) prima dell’intervallo non spegne l’entusiasmo dei gibilterriani, che trovano il 3-1 con Alvarez al 67′, servito proprio da Rutjens che rimedia all’errore precedente.
Il ritorno scorre senza particolari emozioni fino al 62′ Álex Mula porta a +3 il vantaggio dei rossoneri, con i nerazzurri che trovano invece il gol del pareggio finale al minuto 80 grazie a Da Cunha.
Sabah Baku – The New Saints 4-1 (and: 2-0 / rit: 2-1)
Dopo la grande campagna della passata stagione del Qarabağ, il Sabah Baku dimostra che il calcio azero sembra essere davvero in crescita, ottenendo un doppio successo sui gallesi.
Nei primi 90′, la contesa si sblocca al 66′ su sviluppi di corner grazie alla zuccata vincente di Simić, con il 21 che serve poi a Parris – con uno splendido filtrante a tagliare in due la difesa dei Saints – il pallone del raddoppio al minuto 84.
I biancoblù espugnano poi il “Park Hall” per 2-1: Mickels trova il vantaggio al 28′ su assist di Malouda (vera spina nel fianco della difesa dei biancoverdi nell’arco di entrambi gli incontri), mentre al 42′ è Dashdamirov a trovare il temporaneo 2-0, ancora su sviluppi di corner. Il gol della bandiera dei campioni della Welsh Premier League viene firmato da Parris all’84’.
Floriana – Shamrock Rovers 3-5 (and: 2-0 / rit: 1-5)
Lo Shamrock Rovers soffre più del previsto per avere la meglio sul Floriana.
I campioni di Malta infatti vincono sorprendentemente per 2-0 il match di andata, con il gol allo scadere del primo tempo di Murić e quello al 79′ di Jan (dopo che gli irlandesi erano rimasti in dieci al 58′ per la doppia ammonizione di Healy), che fanno festeggiare il Cenetenary Stadium di Ta’Qali.
Tuttavia il tasso tecnico dei dublinesi viene fuori nel match di ritorno, vinto on uno schiacciante 5-1. Il Tallaght Stadium esplode già al 7′ per la zuccata su corner di Grace, ma il pareggio di Gudelj al 13′ con un tap-in nella area piccola sembrano dare illusione di speranza ai maltesi. Non sarà però così. McGovern infatti prima al 29′ incorna il cross di Brennan e poi al 48′ sfrutta l’assist di Watts per spingere con la coscia il pallone in rete da pochi passi, rimettendo il discorso in parità. Gli Hoops poi fanno valere la maggiore qualità: Burke al 61′ si produce in uno slalom tra i difensori ospiti prima di insaccare con l’esterno mancino per rubare il tempo all’italiano guardiapali ospite Cioletti, che poi nulla può nemmeno sul precisissimo tiro a giro di Byrne al 74′.
KÍ Klaksvík – Atert Bissen 4-2 (and: 2-1 / rit: 2-1)
I campioni delle Isole Faroe si impongono con un doppio 2-1 sui lussemburghesi.
Qualificazione praticamente mai in discussione, con il Klaksvík che sfrutta il fattore campo (e gli 11 gradi del við Djúpumýru) con le reti di Ali al 13′ e Klettskarð al 50′, prima che Da Costa accorci le distanze. Al ritorno, nella più estiva temperatura di 28 gradi dello Stade de Luxembourg, gli isolani non si sono sciolti e hanno subito trovato il vantaggio con Frederiksberg al 9′. Il pareggio al 25′ di Ferber ha dato un po’ di vita alla sfida, ma ancora Klettskarð ha trovato al 59′ il gol che ha chiuso tutti i discorsi.
Flora Tallinn – Iberia 1999 4-5 (and: 2-3 / rit: 2-2)
Avevamo previsto una sfida molto combattuta e così effettivamente è stato tra i campioni di Estonia e Georgia, con quest’ultimi a riuscire a spuntarla, grazie alla decisiva vittoria per 3-2 nel match di andata in trasferta.
Infatti al Lilleküla Stadium la squadra di Tbilisi si è portato sul doppio vantaggio nel primo quarto di gara, sfruttando un uno-due letale firmato da Natchkhebia al 18′ (destro a giro sotto al sette) e Jinjolava al 21′ (con Grünvald che intuisce ma non riesce a parare il rigore). I Rohevalged però non ci stanno: al 28′ accorciano le distanze con un rasoterra dai 20 metri di Kreida e, nonostante l’inferiorità numerica giunta al 61′ per il rosso diretto mostrato a Kollo dopo revisione VAR, al 73′ trovano il pareggio con il piattone destro di Alamaa su cross di Zenjov.
Passano però solamente 120 secondi e le aquile rosse trovano il vantaggio che risulterà poi essere decisivo nell’economia del doppio confronto, con la zuccata di Kardava su corner di Kutsia che beffa sul primo palo il disattento portiere locale.
Nel ritorno disputato al Mikheil Meskhi I Stadium, tutto sembra mettersi per il meglio ancora una volta per la squadra georgiana: Sikharulashvili sigla una doppietta, incornando al 13′ la punizione battuta da Kutsia e con un tap-in al 36′ sul cross basso di esterno destro di Natchkhebia. Sembra tutto al sicuro, ma il Tallinn ha un’altra idea in merito: il diagonale al 69′ di Varjund e il rigore siglato da Sappinen all’84’ regalano un finale vivo, ma senza cambiamenti di risultato.
Petrocub – Egnatia 2-7 (and: 1-1 / rit: 1-6)
Semplicemente troppo Egnatia per il Petrocub.
Nell’andata i campioni di Moldavia riescono a strappare un pareggio tra le mura amiche dello Stadionul Zimbru, con vantaggio lampo di Popescu (che dopo 40” insacca sfruttando un errore in fase di uscita della difesa ospite) pareggiato al 35′ dal piattone destro di Kryeziu.
L’equilibrio dell’andata però va completamente dimenticato nel match di ritorno, con gli albanesi che si impongono con un nettissimo 6-1: dopo il vantaggio in mischia dopo 90” di Bitri su sviluppi di calcio d’angolo, già nella prima frazione i neroverdi si portano sul 3-0 grazie al tiro dalla distanza dell’italo-belga Alessandro Albanese al 31′ e l’autorete al 44′ di Plâticâ sempre su calcio d’angolo. Nella ripresa il piattone destro di Yago al 59′ anticipa il gol della bandiera moldava di Rotaru al 64′ (controllo a centro area e destro che si insacca), prima che anche Bakayoko e Gruda iscrivano il proprio nome nel tabellino.
