Anticipiamo di qualche settimana quello che a breve sarà visibile a tutti. Il ranking, quell’indicatore piuttosto autorevole che valuta la salute di un movimento calcistico, è divenuto improvvisamente famoso allorquando, nella revisione della massima competizione continentale, è stato previsto il premio di un posto aggiuntivo, direttamente al Girone unico, delle due federazioni col miglior punteggio nel ranking annuale. Un meccanismo ben noto in quel di Bologna perché ha garantito alla galattica squadra di Thiago Motta di approdare, del tutto inaspettatamente, alla Champions (occasione poi sprecata con Italiano in panchina).
In quell’anno il Belpaese ha fruito dell’ incredibile defaillance del calcio inglese che ha mancato un traguardo che probabilmente non avrà mai più il minimo problema a raggiungere ( per dire quest’anno lo ha conquistato con mesi di anticipo) mentre, all’opposto l’Italia rischia seriamente di non toccare un’altra volta.
Ma c’è molto di più, cioè che quest’anno, lungi da raggiungere il posto accanto ai britannici, se va bene arriveremo quarti ma c’è sentore pure di scivolare un gradino sotto. Infatti leggendo con occhiali spessi e la necessaria ponderazione, ci giocheremo quel posto, e non altri, con il Portogallo. E quindi dovremmo egoisticamente gioire delle sconfitte di Sporting e, soprattutto Braga, che hanno lenito la stesa della Dea.
Guardando in prospettiva, è ovvio che rimarremo senza compagini ai quarti di Champions contro ⅔ squadre spagnole, le solite, e ½ squadre teutoniche, tra cui una abituale, mentre fortunatamente dovrebbe sparire, per mano di quel Bodo che aveva travolto anche la nostra migliore squadra, anche il Portogallo ma, attenzione, rimarrà ben viva la squadra francese. Altrettanto palese anche una rappresentante italica in EL mentre non metteremo certo la mano sulla usuale frequentatrice della CL. Di contro i lusitani schiereranno certamente il Porto nella seconda coppa e possono anche sperare che il Braga ribalti il risultato contro una squadra non imbattibile. Niente per loro in CL, che, vale dire, ha un peso inferiore rispetto all’Europa League e ancora più pesa la UCL. Abbiamo accennato al PSG, ovvio candidato a confermare il successo dell’anno scorso, ancora più dopo la scoppola inferta al Chelsea, perché, pur maggiormente staccato ( il Portogallo ha oggi un divario di 928 millesimi mentre la Francia è ben più staccata a 2 punti e un quarto di distanza), può fare avanzare un maggior numero di compagini. Due sicure, PSG e Strasburgo, e due che ancora se la possono giocare, in particolare il Lione che partirà in casa dal pareggio di Vigo mentre più dura per il Lilla, che dovrà provare a recuperare col forte Aston Villa. Ricapitolando se il Portogallo portasse una squadra in più e la Francia due, almeno una avrebbe la possibilità di superarci e spedire l’Italia al quinto posto nel ranking annuale, più difficile per gli incastri che comporta, al sesto. E questo impatterebbe non poco anche sul ranking quinquennale, quello per capirci che ci garantisce 4 squadre promosse direttamente in League Phase, mentre, giusto per informare, la quinta di quel ranking più esteso, ne promuove due direttamente e la terza deve passare comunque dai preliminari. Ma questo è un discorso, lungo, che affronteremo più avanti.
