di Armando Borrelli
La prima edizione del nuovo Mondiale per Club a 32 squadre si sta rivelando un torneo spietato e ricco di colpi di scena, riscrivendo le gerarchie del calcio globale. A una settimana dalla finalissima del 13 luglio, le sorprese hanno superato di gran lunga le conferme, con le clamorose eliminazioni agli ottavi di finale dei campioni d’Europa del Manchester City e dei vice-campioni dell’Inter, che hanno mandato in frantumi i pronostici della vigilia.
Il tonfo più assordante è senza dubbio quello del Manchester City di Pep Guardiola. I vincitori della Champions League 2023/24 si sono arresi all’Al Hilal al termine di una partita rocambolesca e spettacolare, terminata 4-3 per la squadra saudita dopo i tempi supplementari. La formazione allenata da Simone Inzaghi, ha giocato una partita tatticamente perfetta, sfruttando la velocità dei suoi attaccanti come Marcos Leonardo, autore di una doppietta fondamentale, e mettendo a nudo una fragilità difensiva inaspettata da parte degli inglesi. L’eliminazione del City ha privato il torneo di una delle sue principali favorite e ha lanciato un segnale potente sulla crescente competitività delle squadre non europee.
Non meno scioccante è stata la caduta dell’Inter. I nerazzurri, approdati agli ottavi dopo un girone dominato, si sono dovuti arrendere per 2-0 di fronte ai brasiliani del Fluminense. La squadra di Rio de Janeiro, con una prestazione solida e cinica, ha imbrigliato la manovra dell’Inter e ha colpito nei momenti decisivi con i gol di Germán Cano ed Hercules. Una delusione cocente per la squadra italiana, incapace di trovare le contromisure al gioco intenso e organizzato dei campioni della Libertadores.
Il torneo ha messo in luce anche la profonda crisi del calcio argentino a livello di club. Sia il River Plate che il Boca Juniors, storiche potenze sudamericane, hanno abbandonato la competizione già nella fase a gironi. Il River è stato eliminato dopo una sconfitta decisiva proprio contro l’Inter (2-0), mentre il Boca non è riuscito a superare un girone che comprendeva Bayern Monaco e Benfica, raccogliendo la miseria di due punti, frutto di un deludente pareggio per 1-1 contro l’esponente oceanica, l’Auckland City.
Proprio la prestazione dell’Auckland City merita un’analisi a parte. Se da un lato i neozelandesi hanno confermato la pochezza tecnica generale della confederazione oceanica, subendo una pesante sconfitta per 6-0 contro il Benfica, dall’altro hanno scritto una piccola pagina di storia strappando un punto prestigioso contro il Boca Juniors. Un risultato che, pur non evitando l’eliminazione, rappresenta un momento di gloria e un’iniezione di fiducia (e di fondi FIFA) per un movimento calcistico ancora ai margini.
Va analizzato anche come in un torneo che ha visto cadere molte stelle affermate, altre ne sono nate. L’esempio più lampante è quello di Gonzalo García, attaccante classe 2004 prodotto della “cantera” del Real Madrid. Chiamato a sostituire un Kylian Mbappé messo k.o. da un’indisposizione nella fase a gironi, il giovane spagnolo ha risposto presente con una personalità da veterano. Ha segnato tre gol nel girone e, soprattutto, ha siglato di testa il gol decisivo che è valso la vittoria per 1-0 contro la Juventus negli ottavi di finale, trascinando i Blancos ai quarti. Le sue prestazioni ne hanno fatto uno dei giocatori rivelazione del torneo, un nuovo talento pronto a prendersi la scena internazionale.
Trattiamo per ultima, ma certamente non per importanza, la vicenda riguardante la sospensione dei match a causa dell’allerta fulmini (qualora ne venga rilevato uno entro un raggio di 10km dallo stadio), evento occorso per ben sei volte, con ritardi nei tempi di gioco che hanno oltrepassato le 7 ore. Questa misura di sicurezza, utilizzata anche in altri sport negli USA, ha portato qualche polemica, soprattutto da parte di mister Maresca che lamenta come queste neutralizzazioni alterino ritmi e naturalezza delle partite, e preoccupazioni per il Mondiale per le nazioni in programma l’estate prossima da disputare sempre sul territorio dello zio Sam.
Mentre il Mondiale per Club avanza verso le sue fasi finali, il quadro che emerge è quello di un calcio sempre più livellato e imprevedibile. Le eliminazioni eccellenti e l’emergere di nuove forze hanno reso questa prima edizione un successo in termini di spettacolo e competitività, dimostrando che il dominio europeo non è più così scontato.
