{"id":1532,"date":"2026-04-08T08:18:59","date_gmt":"2026-04-08T08:18:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.euro-challenge.eu\/?p=1532"},"modified":"2026-04-08T09:02:48","modified_gmt":"2026-04-08T09:02:48","slug":"analisi-secondo-turno-champions","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.euro-challenge.eu\/index.php\/2026\/04\/08\/analisi-secondo-turno-champions\/","title":{"rendered":"Analisi dei quarti di finale &#8211; partite di andata"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>di Armando Borrelli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>La notte magica dei quarti di finale di Champions League 2025\/26 si \u00e8 aperta questo marted\u00ec 7 aprile con due sfide che hanno confermato il fascino e la crudelt\u00e0 di questa competizione. Al Santiago Bernab\u00e9u, il Real Madrid di \u00c1lvaro Arbeloa \u00e8 caduto sotto i colpi di un Bayern Monaco cinico e tatticamente impeccabile, capace di espugnare la &#8220;Casa Blanca&#8221; per 1-2. Parallelamente, a Lisbona, l&#8217;Arsenal ha strappato una vittoria pesantissima contro lo Sporting CP, risolvendo nel recupero una gara che sembrava stregata, chiudendo sullo 0-1. Due risultati che mettono le compagini in trasferta in una posizione di forza, ma che lasciano aperti spiragli per i match di ritorno.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Real Madrid &#8211; Bayern Monaco: 1-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:18px\"><strong><em>41&#8242; Diaz (B) &#8211; 46&#8242; Kane (B) &#8211; 74&#8242; Mbappe (R)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La sfida tra le due &#8220;nobili&#8221; d\u2019Europa \u00e8 stata una partita a scacchi giocata su ritmi altissimi, dove la gestione dei momenti ha fatto la differenza. Il Bayern Monaco \u00e8 sceso in campo con un\u2019aggressione sistematica, mandando in crisi la costruzione dal basso dei padroni di casa. Gi\u00e0 al 9&#8242;, i bavaresi hanno sfiorato il vantaggio: Upamecano, sugli sviluppi di un corner, ha calciato a botta sicura, ma Carreras ha salvato sulla linea strozzando l\u2019urlo in gola ai tifosi ospiti. La squadra di Arbeloa ha faticato a trovare le giuste distanze tra i reparti, affidandosi alle fiammate individuali di Mbapp\u00e9, murato per\u00f2 da un monumentale Neuer in due occasioni distinte tra il 15&#8242; e il 29&#8242;. La chiave tattica del match \u00e8 stata la fragilit\u00e0 della linea difensiva madrilena nelle transizioni negative. Al 27&#8242;, un clamoroso errore in retropassaggio di Pitarch ha liberato Gnabry, che ha per\u00f2 fallito l\u2019occasione. Il vantaggio dei teutonici \u00e8 arrivato al 41&#8242; in modo rocambolesco: Olise ha intercettato un pallone di Vinicius J\u00fanior (proteste vane per un tocco di braccio giudicato aderente al corpo) e ha innescato Luis D\u00edaz. L&#8217;attaccante colombiano ha approfittato di un posizionamento errato della difesa delle &#8220;Merengues&#8221; per battere Lunin.<br>Il colpo di grazia psicologico \u00e8 arrivato appena 20 secondi dopo l\u2019inizio della ripresa. Olise, ancora una volta architetto della manovra, ha servito Harry Kane al limite dell&#8217;area: il centravanti inglese, con un piattone destro chirurgico, ha firmato lo 0-2. Il Bayern ha poi sfiorato il tris a pi\u00f9 riprese, con Lunin chiamato agli straordinari su Olise e Stani\u0161i\u0107, mentre Upamecano ha fallito di un soffio la deviazione vincente al 58&#8242;.<br>La reazione del Real Madrid, tardiva ma feroce, \u00e8 arrivata dopo l&#8217;ora di gioco. Vinicius ha sprecato un tu-per-tu con Neuer al 61&#8242;, ma al 74&#8242; la pressione ha dato i suoi frutti: Alexander-Arnold ha pennellato un cross basso che Mbapp\u00e9 ha trasformato nel gol dell&#8217;1-2, riaprendo il discorso qualificazione. L&#8217;assedio finale dei &#8220;Blancos&#8221; ha visto Neuer protagonista assoluto su Brahim D\u00edaz e Milit\u00e3o, mentre Musiala ha fallito il colpo del KO per i bavaresi nel finale. Una vittoria di spessore per i tedeschi, che portano a casa un vantaggio prezioso grazie a una compattezza collettiva superiore.<br>Dal punto di vista puramente tattico, la sfida del Bernab\u00e9u ha evidenziato una netta contrapposizione tra il calcio relazionale di Arbeloa e la struttura rigorosa del Bayern. I bavaresi hanno vinto la partita a centrocampo, dove lo scaglionamento dei mediani ha sistematicamente impedito al Real di innescare le transizioni veloci verso Mbapp\u00e9 e Vin\u00edcius. Il Bayern ha giocato con una linea difensiva altissima, accettando il rischio dell&#8217;uno contro uno per mantenere la squadra corta e soffocare il palleggio dei &#8220;Blancos&#8221;. L&#8217;errore di Pitarch e le difficolt\u00e0 in fase di uscita non sono stati episodi casuali, ma il risultato di una pressione asfissiante che ha tolto tempo e spazio ai creatori di gioco madrileni.<br>Nonostante la vittoria esterna, il discorso qualificazione resta tutt\u2019altro che chiuso. L&#8217;1-2 \u00e8 un risultato che premia il cinismo tedesco, ma il forcing finale del Real Madrid ha dimostrato che, non appena il Bayern ha abbassato l&#8217;intensit\u00e0 della pressione, la qualit\u00e0 individuale degli spagnoli \u00e8 emersa prepotentemente. Il ritorno all&#8217;Allianz Arena vedr\u00e0 un Bayern favorito dal punteggio e dal fattore campo, ma la storia recente insegna che il Real Madrid esprime il suo miglior calcio proprio quando \u00e8 spalle al muro. L&#8217;ago della bilancia pende leggermente verso la Baviera (60\/40), ma un gol precoce degli uomini di Arbeloa a Monaco potrebbe sbriciolare le certezze tattiche costruite stasera.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#fcb900\" class=\"has-inline-color\">Spettacolarit\u00e0: 85\/100<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Sporting CP &#8211; Arsenal: 0-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>90+1&#8242; Havertz (A)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;Est\u00e1dio Jos\u00e9 Alvalade \u00e8 andata in scena una partita di sofferenza, ordine tattico e colpi di scena. L&#8217;Arsenal ha affrontato uno Sporting CP coraggioso e ben organizzato, capace di mettere in seria difficolt\u00e0 i londinesi con una pressione uomo su uomo a tutto campo. I &#8220;Le\u00f5es&#8221; hanno iniziato con il piede sull&#8217;acceleratore, colpendo una traversa clamorosa al 6&#8242; con Ara\u00fajo dopo un tocco provvidenziale di Raya, che si sarebbe rivelato l&#8217;uomo partita. Lo Sporting ha continuato a premere, sfiorando il gol ancora con Ara\u00fajo e con una deviazione aerea di Zubimendi finita di un soffio a lato.<br>Tatticamente, l&#8217;Arsenal di Arteta ha cercato di abbassare i ritmi per disinnescare l&#8217;entusiasmo portoghese, affidandosi alla gestione palla di \u00d8degaard e alla fisicit\u00e0 di Madueke, che al 15&#8242; ha colpito un legno sugli sviluppi di un corner. La gara \u00e8 rimasta in un equilibrio precario per lunghi tratti; al 53&#8242;, una punizione velenosa di \u00d8degaard ha testato i riflessi di Rui Silva, ma lo Sporting ha risposto trovando la rete con Gy\u00f6keres al 65&#8242;, annullata per\u00f2 prontamente per fuorigioco.<br>Il finale \u00e8 stato un monologo di emozioni. David Raya ha compiuto due autentici miracoli su Catamo tra l&#8217;83&#8217; e l&#8217;87&#8217;, opponendosi prima a un colpo di testa e poi a un diagonale potente, neutralizzando anche il tap-in di Su\u00e1rez. Nel momento di massima pressione dei biancoverdi, l&#8217;Arsenal ha colpito con la freddezza della grande squadra. Al 91&#8242;, una transizione rapida orchestrata da Martinelli ha liberato Kai Havertz davanti alla porta: il tedesco non ha sbagliato, siglando lo 0-1 che condanna uno Sporting autore di una prestazione maiuscola ma punito dall&#8217;assenza di cinismo. Gli uomini di Arteta tornano a Londra con il massimo risultato con il minimo scarto, in una gara decisa dai dettagli e dalla straordinaria serata del proprio portiere.<br>A Lisbona abbiamo assistito a una lezione di pragmatismo europeo. Lo Sporting ha interpretato la gara in modo magistrale sotto il profilo dell&#8217;aggressivit\u00e0, utilizzando un sistema di marcature a uomo che ha mandato fuori giri il centrocampo di Arteta per lunghi tratti. Tatticamente, la scelta dei portoghesi di puntare sui duelli fisici ha messo a nudo alcune fragilit\u00e0 dell&#8217;Arsenal nella gestione dei palloni alti e delle seconde palle. Tuttavia, la variabile tattica decisiva \u00e8 stata David Raya: un portiere moderno che non si limita a parare, ma che agisce come un libero aggiunto, permettendo alla difesa di restare profonda senza perdere il controllo dell&#8217;area.<br>Il gol di Havertz nel recupero sposta pesantemente l&#8217;inerzia del passaggio del turno. Lo Sporting ha speso moltissimo a livello energetico e tornare a Londra con uno svantaggio, dopo aver dominato sul piano delle occasioni, \u00e8 un colpo psicologico durissimo. L&#8217;Arsenal, tra le mura amiche dell&#8217;Emirates, \u00e8 una squadra che sa gestire il cronometro e lo spazio con una maturit\u00e0 superiore. Sebbene lo Sporting abbia dimostrato di avere le armi per colpire, il vantaggio acquisito dai londinesi e la solidit\u00e0 difensiva mostrata stasera rendono la qualificazione dell&#8217;Arsenal molto probabile. Il fattore campo nel ritorno sar\u00e0 decisivo per consolidare un vantaggio che, al momento, appare come un macigno sulle speranze dei &#8220;Le\u00f5es&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#fcb900\" class=\"has-inline-color\">Spettacolarit\u00e0: 75\/100<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Commento Redazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un inizio frizzante coronato da una traversa clamorosa e un finale volitivo proteso verso una rete sfiorata in un paio di occasioni, non sono bastare alla formazione biancoverde a lasciare inviolato il terreno dell\u2019Alvalade che, per la prima volta in stagione, viene espugnato dai corsari londinesi dell\u2019Arsenal che, pur non scintillando, non hanno rubato niente. E infatti la squadra di Arteta, che segna beffardamente proprio a tempo scaduto quando i portoghesi stavano dominando, hanno comunque giocato un match di alto livello, patendo l\u2019inizio effervescente dei padroni di casa ma poi alzando le linee fino a mettere all\u2019angolo la squadra di Borges che si \u00e8 difesa bene come suo costume ma per un\u2019ora almeno ha dovuto cedere la sfera ai gunners. Dopo le batoste nelle coppe nazionali a Lisbona abbiamo assistito a una buona versione dei capolisti della Premier che hanno adeguatamente sfruttato la super rosa di cui dispongono che gli ha permesso di inserire nella ripresa assi come Martinelli e Havertz, che hanno confezionato il colpo vincente, nonch\u00e9 un ragazzino di sedici anni da poco compiuti che far\u00e0, molto, parlare di s\u00e9. L&#8217; Emirates ospiter\u00e0 una gara di ritorno che certamente vede gli inglesi nettamente favoriti per la qualificazione alla semi ma sar\u00e0 bene che non sottovalutino le energie nervose e la squisita tecnica di cui dispongono a profusione gli uomini di Rui Borges, un tecnico zen che vede molto lontano e ha costruito un vero gioiellino in grado di continuare anche in futuro di far parte dell\u2019elite del calcio europeo.<br><\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:25px\"><strong>Analisi degli ottavi di finale &#8211; partite di ritorno<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>di Armando Borrelli <\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>La Champions League non smette mai di rimescolare le gerarchie del calcio continentale, e la serata appena conclusa ne \u00e8 la prova definitiva. Mentre i giganti della Premier League barcollano, lasciando all&#8217;Arsenal di Arteta l&#8217;onere e l&#8217;onore di rappresentare l&#8217;Inghilterra ai quarti (in attesa degli esiti dei match di domani di Newcastle, Liverpool e Tottenham), il Real Madrid e il Paris Saint-Germain confermano la loro legge, spegnendo sul nascere i sogni di rimonta di Manchester City e Chelsea con una spietata continuit\u00e0 di risultati tra andata e ritorno.Ma il vero cuore pulsante della serata \u00e8 stato l&#8217;Alvalade di Lisbona. In una competizione che vive di momenti epici, lo Sporting ha scritto una pagina destinata a rimanere nella storia: ribaltare un triplo svantaggio contro il Bod\u00f8\/Glimt sembrava un&#8217;allucinazione, trasformata invece in realt\u00e0 da un gol al 92&#8242; dei supplementari che ha sancito un incredibile 4-0. Una notte di conferme per i colossi, ma soprattutto di gloria eterna per chi non ha mai smesso di crederci.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Chelsea &#8211; Paris SG: 0-3<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;era bisogno di un miracolo sportivo, di una di quelle serate mistiche che solo la Champions League sa regalare, ma la realt\u00e0 si \u00e8 abbattuta con gelida spietatezza sulle speranze britanniche. Il prato dello Stamford Bridge si \u00e8 trasformato nel palcoscenico di una vera e propria esibizione di maturit\u00e0 da parte della corazzata parigina, capace di imporsi per 3-0 e di bissare cos\u00ec il gi\u00e0 travolgente 5-2 della gara di andata. Un risultato complessivo che non ammette repliche e che proietta i campioni di Francia dritti ai quarti di finale, certificando una superiorit\u00e0 tecnica e tattica a tratti disarmante.La lavagna della sfida ruotava tutta attorno al disperato tentativo dei padroni di casa di ribaltare l&#8217;inerzia della qualificazione. Rosenior, ha tentato la carta della sorpresa stravolgendo completamente il modulo rispetto alle sue consuetudini: un assetto tattico atipico e ultra-offensivo, pensato per togliere ossigeno al celebre palleggio transalpino e cogliere impreparato Luis Enrique fin dai primissimi istanti di gioco. L&#8217;idea di inondare la trequarti con una pressione asfissiante e una trazione anteriore esasperata, tuttavia, non ha prodotto minimamente i frutti sperati. I rossobl\u00f9, forti del cospicuo vantaggio maturato sotto la Torre Eiffel, hanno disinnescato la trappola con una lucidit\u00e0 glaciale. Guidati dalle geometrie impeccabili del proprio centrocampo, gli ospiti hanno eluso il forcing furioso ma inevitabilmente disordinato dei rivali, trovando praterie sconfinate nelle quali scatenare la letale verticalit\u00e0 dei propri esterni.L&#8217;illusione britannica di poter riaprire il discorso qualificazione \u00e8 durata lo spazio di un sospiro. Quando i transalpini hanno deciso di accelerare, la retroguardia di casa si \u00e8 scoperta tragicamente fragile. Il vantaggio ospite \u00e8 arrivato al 6&#8242; con il solito Kvaratskhelia: una doccia gelata che ha spento gli ardori iniziali grazie a una transizione perfetta che ha squarciato in due la linea difensiva inglese, insaccando il pallone e chiudendo virtualmente ogni contesa. La fiammata ha tolto le ultime certezze ai portacolori del leone rampante, le cui trame offensive si sono fatte via via pi\u00f9 confuse, sbattendo sistematicamente contro la solida cerniera difensiva schierata dall&#8217;allenatore iberico. Dopo il 2-0 firmato da Barcola al 14&#8242;, la ripresa ha assunto i contorni di una dolorosa passerella. Senza pi\u00f9 nulla da perdere e svuotata di energie mentali, la compagine di casa si \u00e8 allungata a dismisura, prestando il fianco alle ripartenze avversarie, con il terzo gol di Mayulu al 62&#8242; che ha dato il colpo di grazia anche al pubblico locale, che ha scelto di abbandonare le tribune di Stamford Bridge in un esodo silenzioso e amaro, che ha lasciato uno stadio via via pi\u00f9 vuoto e ammutolito a fare da unica cornice ai festanti cori del settore ospiti.La notte di Londra decreta l&#8217;uscita di scena dell&#8217;orgoglio inglese e la prepotente candidatura dei francesi per la vittoria finale della competizione: una squadra cinica, matura e capace di punire ogni singola debolezza avversaria. Vedremo se ora i parigini riusciranno ad avere la meglio anche nei quarti sulla vincente di Liverpool-Galatasaray.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#8ed1fc\" class=\"has-inline-color\">Spettacolarit\u00e0: 75\/100<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Manchester City &#8211; Real Madrid: 1-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La notte di Manchester cala come un sipario gelido sulle ambizioni europee dei padroni di casa, consegnando agli archivi una sfida che ha vissuto sul sottile filo dell&#8217;orgoglio e della supremazia tecnica. Il risultato dell&#8217;Etihad Stadium ha sancito il definitivo passaggio del turno della formazione spagnola, capace di imporsi per 2-1 in terra britannica e di archiviare una qualificazione gi\u00e0 pesantemente ipotecata con il rotondo 3-0 maturato all&#8217;andata. Un match vibrante, in cui la corazzata iberica ha fatto valere la legge del pi\u00f9 forte, ma che ha visto la compagine inglese uscire dal campo a testa altissima, onorando il prestigio della competizione fino all&#8217;ultimo secondo disponibile.Dal punto di vista tattico, l&#8217;attesa per la clamorosa rimonta si \u00e8 scontrata quasi subito con la dura realt\u00e0 del campo, mandando in frantumi il piano gara preparato minuziosamente durante la settimana. L&#8217;idea di asfissiare la costruzione avversaria con un pressing ultra-offensivo \u00e8 infatti naufragata dopo una manciata di minuti a causa dell&#8217;episodio che ha tracciato il solco definitivo del doppio confronto. Un intervento scomposto ha portato all&#8217;espulsione diretta di Bernardo Silva, lasciando i padroni di casa in inferiorit\u00e0 numerica e concedendo un calcio di rigore agli avversari. Dal dischetto si \u00e8 presentato Vin\u00edcius J\u00fanior, che con una freddezza glaciale (differentemente dall&#8217;andata) ha spiazzato Donnarumma, firmando il vantaggio e spegnendo di fatto ogni residua, flebile speranza di superare il turno per gli uomini in maglia celeste, chiamati a quel punto all&#8217;impossibile missione di segnare quattro reti in dieci contro undici solo per raggiungere i supplementari.Eppure, \u00e8 proprio nel momento di massima difficolt\u00e0 che \u00e8 emerso l&#8217;incredibile spessore caratteriale della formazione d&#8217;Oltremanica. Invece di capitolare psicologicamente e prestare il fianco a una potenziale imbarcata, i britannici hanno riorganizzato le proprie linee, abbassando il baricentro ma mantenendo una feroce densit\u00e0 centrale per inaridire le fonti di gioco madrilene. La densit\u00e0 e il sacrificio hanno pagato i dividendi sperati, portando a un inaspettato quanto meritato pareggio firmato dal solito Haaland. Il gigante norvegese ha sfruttato al massimo una delle rare sbavature della difesa madridista, insaccando con prepotenza la rete dell&#8217;1-1 e riaccendendo l&#8217;entusiasmo di un pubblico che non ha mai smesso di sostenere i propri beniamini, tributando loro un applauso scrosciante per l&#8217;attaccamento alla maglia dimostrato.Il copione della ripresa ha visto gli uomini con lo stemma della corona reale gestire il possesso palla con l&#8217;abituale maestria, narcotizzando i ritmi per far scorrere il cronometro ed evitare inutili dispendi energetici. La truppa di casa, pur stremata dall&#8217;inferiorit\u00e0 numerica, ha tenuto botta con una resilienza encomiabile, respingendo le sortite avversarie e cercando di pungere in transizione. Tuttavia, la spietata legge della Champions League non fa sconti e si \u00e8 materializzata proprio al tramonto della contesa. Al 92&#8242;, nel momento di massimo sforzo disperato degli inglesi, una micidiale ripartenza ha tagliato in due la retroguardia scoperta: su un cross dalla destra, ancora una volta Vin\u00edcius J\u00fanior ha evitato la trappola del fuorigioco e trafitto l&#8217;estremo difensore avversario con un tocco morbido e chirurgico che \u00e8 valso la personale doppietta e il definitivo 1-2.Il fischio finale decreta il trionfo dei Blancos che volano ai quarti di finale con la consapevolezza di una superiorit\u00e0 totale in questo doppio incontro ma anche con la certezza di dover sfoderare un&#8217;altra doppia prestazione importante se vorr\u00e0 superare il Bayern Monaco e staccare il pass per la semifinale. Agli Sky Blues resta l&#8217;onore delle armi per aver lottato con il cuore oltre ogni ostacolo, cadendo solo di fronte al cinismo dei fuoriclasse avversari.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#8ed1fc\" class=\"has-inline-color\">Spettacolarit\u00e0: 80\/100<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Sporting &#8211; Bodo\/Glimt: 5-0 d.s.<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Arsenal &#8211; Leverkusen: 2-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Le notti di Champions League sono un teatro spietato in cui le gerarchie continentali vengono spazzate via o ribadite con brutale fermezza, e questo mercoled\u00ec sera ha emesso sentenze che ridisegnano la mappa del potere calcistico europeo. Il ritorno degli ottavi di finale ha staccato gli ultimi, pesantissimi pass per i quarti, consegnando le chiavi del tabellone ad Atl\u00e9tico Madrid, Bayern Monaco, Barcellona e Liverpool. L&#8217;epilogo di questa tornata suona come un drammatico e inaspettato ridimensionamento per lo strapotere della Premier League: delle sei corazzate d&#8217;Oltremanica presentatesi ai blocchi di partenza degli ottavi, soltanto due sopravvivono tra le magnifiche otto.La serata ha infatti certificato l&#8217;inesorabile caduta di Newcastle e Tottenham. I bianconeri sono stati letteralmente spazzati via da un Barcellona dominante, capace di imporsi con un tennistico e umiliante 7-2. Diversa, ma ugualmente amara, l&#8217;uscita di scena degli Spurs: la vittoria d&#8217;orgoglio per 3-2 davanti al proprio pubblico non \u00e8 bastata a ribaltare il pesante passivo dell&#8217;andata, premiando cos\u00ec il cinismo dei Colchoneros. Spettacolo e goleade non sono mancati nemmeno sugli altri campi. Il Bayern Monaco ha archiviato la qualificazione seppellendo l&#8217;Atalanta sotto un clamoroso 10-2 aggregato, decretando l&#8217;addio definitivo delle italiane alla competizione. Intrisa della consueta mistica europea, infine, la prova di forza del Liverpool: chiamati a rimettere in piedi il discorso qualificazione, i Reds hanno ribaltato l&#8217;1-0 dell&#8217;andata schiantando il Galatasaray con un inappellabile 4-0. Il quadro dei quarti di finale \u00e8 ora delineato e la corsa verso la coppa dalle grandi orecchie promette scintille.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Bayern Monaco &#8211; Atalanta: 4-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il sipario cala fragorosamente all&#8217;Allianz Arena, e con esso si spegne l&#8217;ultima fiammella di speranza per il calcio italiano nella massima competizione europea. Il ritorno degli ottavi di finale tra la corazzata di Monaco e la compagine bergamasca si \u00e8 concluso con un perentorio 4-1, fissando un aggregato complessivo di 10-2 che non ammette repliche. Se il 6-1 dell&#8217;andata aveva gi\u00e0 emesso un verdetto quasi definitivo, i novanta minuti odierni hanno certificato un divario atletico e strutturale che, in questo momento, appare incolmabile per le rappresentanti del nostro tricolore. Sotto il profilo puramente tattico, l&#8217;approccio dei nerazzurri nella prima frazione \u00e8 stato encomiabile per dignit\u00e0 e organizzazione. Schierata con un blocco medio-basso volto a inaridire le fonti di gioco tedesche, la formazione ospite \u00e8 riuscita per lunghi tratti a limitare le imbucate centrali dei padroni di casa, costringendoli a un possesso palla sterile. Tuttavia, la chiave che ha scardinato il match \u00e8 stata l&#8217;intensit\u00e0 del pressing bavarese negli half-spaces. L&#8217;episodio che ha rotto l&#8217;equilibrio \u00e8 arrivato su un tiro di Kane deviato con un braccio da Scalvini: un rigore che ha vissuto un momento di puro dramma sportivo. Sportiello era riuscito a ipnotizzare il capitano della nazionale inglese nella prima battuta, ma il VAR ha ravvisato il mancato posizionamento di almeno un piede sulla linea di porta, portando alla ripetizione. Al secondo tentativo, il numero nove biancorosso non ha perdonato, fissando l&#8217;1-0 con cui si \u00e8 andati al riposo.Nella ripresa, la lettura tattica della sfida \u00e8 cambiata radicalmente. Come un allenatore che vede la propria squadra perdere le distanze tra i reparti sotto i colpi di un avversario superiore, \u00e8 stato evidente il crollo della &#8220;Dea&#8221; dopo il raddoppio. Al 54&#8242;, Kane ha estratto dal cilindro un pezzo di bravura degno della sua fama mondiale, una giocata d&#8217;alta scuola che ha di fatto svuotato mentalmente i bergamaschi. Da quel momento, gli uomini in maglia nerazzurra sono letteralmente &#8220;spariti&#8221; dal campo, prestando il fianco alle letali transizioni positive della compagine teutonica. La squadra di Vincent Kompany ha banchettato negli spazi lasciati deserti da una difesa ormai sfilacciata: al 56&#8242; Karl ha firmato il 3-0 e al 70&#8242; Luis Diaz ha calato il poker, entrambi finalizzando contropiedi condotti con una velocit\u00e0 di esecuzione disarmante. Il gol della bandiera firmato da Samardzi\u0107 all&#8217;85&#8217;, nato da un assist di Pa\u0161ali\u0107 sugli sviluppi di un corner, \u00e8 servito solo a rendere il passivo meno amaro per le statistiche, ma non ha scalfito la sensazione di impotenza totale emersa nel doppio confronto.Questo risultato risuona come il definitivo de profundis per il movimento calcistico italiano in questa edizione della Champions League. Con la caduta dell&#8217;ultimo baluardo orobico, l&#8217;Italia rimane senza rappresentanti ai quarti di finale. Un bilancio fallimentare iniziato con l&#8217;uscita del Napoli nella League Phase e proseguito con i blackout di Inter e Juventus nei playoff, eliminate rispettivamente da Bod\u00f8\/Glimt e Galatasaray (formazioni poi cadute in questi ottavi contro Sporting Lisbona e Liverpool). Mentre il nostro calcio riflette sulle proprie fragilit\u00e0, il club pluricampione di Germania festeggia il passaggio del turno e si proietta verso un quarto di finale da brividi contro il Real Madrid: un &#8220;Derby d&#8217;Europa&#8221; che promette di essere lo zenit tecnico della stagione.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#8ed1fc\" class=\"has-inline-color\">Spettacolarit\u00e0: 75\/100<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Tottenham &#8211; Atl\u00e9tico Madrid: 3-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una notte di elettricit\u00e0 pura al Tottenham Hotspur Stadium ha regalato agli appassionati di calcio europeo un match che \u00e8 stato un manifesto di tutto ci\u00f2 che la Champions League sa offrire: intensit\u00e0, ribaltamenti emotivi e una sottile ferocia tattica. Questa sera i padroni di casa hanno superato per 3-2 la compagine di Madrid, ma il tabellino finale non basta a raccontare la storia di una qualificazione che prende la strada della Spagna. Grazie al pesantissimo 5-2 maturato all&#8217;andata, i Rojiblancos staccano il pass per il turno successivo con un aggregato complessivo di 7-5, lasciando ai londinesi l&#8217;onore delle armi e una vittoria che profuma (forse) di rinascita psicologica.Sotto il profilo della scacchiera tattica, la sfida tra Igor Tudor e il &#8220;Cholo&#8221; Simeone \u00e8 stata una lezione di stili contrapposti. L\u2019allenatore croato ha approcciato la gara con un sistema estremamente aggressivo, volto a soffocare la costruzione dei portacolori madrileni fin dalle prime battute. Il pressing alto degli Spurs ha dato i suoi frutti nella prima frazione, portando al vantaggio siglato al 30&#8242; da Kolo Muani, abile a capitalizzare una supremazia territoriale schiacciante. Per larghi tratti, la compagine inglese \u00e8 sembrata in grado di segnare quel raddoppio che avrebbe fatto vacillare le certezze spagnole, spingendo con una ferocia atletica che ha messo in crisi le scalature difensive madrilene. Solo un intervento prodigioso di Vicario sul finire del primo tempo \u2014 reattivo su un tiro di Simeone deviato fortuitamente da Romero \u2014 ha evitato che il parziale andasse al riposo su una parit\u00e0 che sarebbe stata ingiusta per quanto visto in campo.La ripresa ha offerto il volto pi\u00f9 cinico e discusso della filosofia dei Colchoneros. In un momento di massima pressione britannica, Julian Alvarez ha gelato lo stadio finalizzando un contropiede fulmineo, nato per\u00f2 da un intervento molto dubbio dell&#8217;attaccante argentino su Xavi Simons. Nonostante le proteste, la rete \u00e8 stata convalidata, dando l&#8217;impressione di aver messo la parola fine alle speranze di rimonta. Eppure, il calcio \u00e8 materia viva: appena cinque minuti dopo, al 52&#8242;, lo stesso Xavi Simons ha risposto con una gemma d&#8217;autore, un tiro a giro millimetrico che ha trafitto Musso e ridato fuoco alle polveri del match. Da quel momento la partita si \u00e8 trasformata in un assedio: gli Spurs hanno iniziato un vero e proprio &#8220;tiro a segno&#8221;, costringendo Musso a una serie di interventi salva-risultato.Analizzando la gara con occhio clinico, il paradosso tattico \u00e8 emerso proprio nel momento di massimo sforzo dei locali: la necessit\u00e0 di sbilanciarsi ha offerto praterie per le ripartenze degli uomini di Simeone. Al 75&#8242;, la doccia fredda definitiva: su uno splendido calcio d&#8217;angolo, teso e tagliato sul primo palo da un ispiratissimo Julian Alvarez, Hancko ha svettato con una zuccata imperiosa firmando il 2-2. \u00c8 stato il colpo che ha spento le velleit\u00e0 di qualificazione, ma non l&#8217;orgoglio degli uomini in maglia bianca. Il rigore trasformato al 90&#8242; da Xavi Simons ha sancito il 3-2 finale, regalando al Tottenham una vittoria di prestigio che, sebbene inutile ai fini del passaggio del turno, potrebbe rappresentare la scintilla necessaria per risalire la china in Premier League.Mentre gli inglesi tornano a concentrarsi sul campionato, per l&#8217;Atl\u00e9tico Madrid si spalancano le porte di un tesissimo derby spagnolo nei quarti di finale contro il Barcellona. La strada verso la finale si fa sempre pi\u00f9 rovente, ma stasera \u00e8 stata la notte in cui il cuore del Tottenham ha lottato contro il cinismo dei Rojiblancos, uscendo sconfitto solo nel computo dei 180 minuti.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#8ed1fc\" class=\"has-inline-color has-black-color\">Spettacolarit\u00e0: 85\/100<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Barcellona- Newcastle: 7-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Liverpool &#8211; Galatasaray: 4-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:25px\"><strong>Analisi degli ottavi di finale &#8211; partite di andata<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>di Armando Borrelli<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>La magia delle notti europee ha colpito ancora, ma questa volta lo ha fatto con la spietatezza di un giudice inappellabile. Questo mercoled\u00ec sera di met\u00e0 marzo profuma gi\u00e0 di verdetti definitivi, l&#8217;andata degli ottavi di finale di UEFA Champions League ha scavato solchi profondissimi, delineando in maniera quasi netta il tabellone dei futuri quarti di finale. Se il fascino di questa competizione risiede storicamente nella sua imprevedibilit\u00e0 e nelle folli rimonte, i risultati maturati oggi sui campi di mezza Europa sembrano aver scritto un copione gi\u00e0 chiuso a doppia mandata per ben tre incroci su quattro.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Paris SG &#8211; Chelsea: 5-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>10&#8242; Barcola (P) &#8211; 28&#8242; Gusto (C) &#8211; 40&#8242; Dembele (P) &#8211; 57&#8242; Fernandez (C) &#8211; 74&#8242; Vitinha (P) &#8211; 86&#8217;\/90+4&#8242; Kvaratskhelia (P)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il prato del Parco dei Principi \u00e8 stato testimone di un match folle, dove la compagine francese ha travolto i &#8220;Blues&#8221; con un 5-2 che profuma di sentenza, ma che per lunghi tratti ha raccontato una storia diversa. La chiave tattica iniziale ha visto gli inglesi dominare il campo grazie a una gestione del possesso fluida e a una pressione che mandava in affanno la costruzione dei padroni di casa, abili per\u00f2 a sfruttare ogni minima disattenzione della retroguardia londinese. Nonostante l&#8217;immediato vantaggio dei transalpini siglato da Bradley Barcola al 10&#8242;, servito da un ispirato Neves, la formazione di Londra non ha perso la bussola. La reazione britannica \u00e8 stata veemente e si \u00e8 concretizzata prima con il pareggio di Gusto al 28&#8242;. Al 40&#8242;, dopo una parata di Safonov su un piatto di Palmer, il Paris parte in contropiede e trova con Demb\u00e9l\u00e9 il nuovo vantaggio, che viene per\u00f2 nuovamente pareggiato al 57&#8242; da Fern\u00e1ndez, che batte nuovamente il portiere parigino sul cross basso di Pedro Neto. Tuttavia, il calcio a questi livelli non perdona cali di tensione: un&#8217;incertezza fatale di J\u00f6rgensen ha spianato la strada a Vitinha, che al 74&#8242; ha siglato il 3-2 cambiando radicalmente l&#8217;inerzia emotiva della sfida. Da quel momento, i ragazzi di Luis Enrique hanno azzannato la partita con una ferocia agonistica spaventosa e il subentrato Kvaratskhelia ha deciso di mettere il punto esclamativo con una doppietta: all&#8217;86&#8217; il georgiano, dopo essersi liberato lo spazio con due belle finte, scocca dal limite dell&#8217;area di rigore un destro potentissimo che non lascia scampo al portiere dei blues; al 94&#8242; insacca col piattone il cross basso di Hakimi.<br>Marted\u00ec prossimo, allo Stamford Bridge, il compito per gli uomini di Rosenior appare titanico. Fino all&#8217;errore del proprio portiere, gli inglesi avevano dato l&#8217;impressione di poter uscire indenni da Parigi, se non addirittura con una vittoria. Ora, invece, dovranno vincere con tre gol di scarto solo per pareggiare i conti. Le possibilit\u00e0 di riaprire il discorso qualificazione passano per una partita perfetta, ma il morale scosso dalla goleada subita e la capacit\u00e0 dei parigini di colpire negli spazi rendono il ribaltone un&#8217;impresa ai limiti del miracoloso. La squadra britannica ha dimostrato di avere le armi tecniche per far male, ma la fragilit\u00e0 difensiva mostrata nel finale di stasera rischia di essere un macigno troppo pesante da sollevare.<br>Che dire invece sui padroni di casa? Dimostrano ancora una volta di essere una squadra difficile da battere, anche grazie alle grandissime capacit\u00e0 di finalizzazione degli attaccanti, che, senza dare punti di riferimento, stanno facendo impazzire dalla passata stagione le difese di tutta Europa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Real Madrid &#8211; Manchester City: 3-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>20&#8217;\/27&#8217;\/42&#8242; Valverde<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Santiago Bernab\u00e9u ha vissuto questa sera un\u2019altra di quelle recite che rimarranno scolpite nella storia del calcio continentale. I blancos hanno impartito una lezione di pragmatismo e furore agonistico alla corazzata di Manchester, chiudendo l&#8217;andata degli ottavi con un netto 3-0.<br>Dal punto di vista tattico, la scacchiera ha premiato in modo netto l&#8217;impostazione castigliana. Gli spagnoli hanno accettato con maturit\u00e0 di lasciare il possesso palla ai rivali d&#8217;Oltremanica, difendendosi con un blocco basso e compatto, per poi innescare transizioni offensive letali. La rapidit\u00e0 nel ribaltare l&#8217;azione e l&#8217;aggressivit\u00e0 dei centrocampisti madrileni hanno mandato costantemente in cortocircuito il consueto e ragnatelico palleggio della formazione inglese, apparsa incapace di trovare varchi centrali e tremendamente vulnerabile alle micidiali ripartenze iberiche. Il protagonista assoluto \u00e8 stato l&#8217;uomo della Provvidenza con il numero 8 sulla schiena: Federico Valverde. Il &#8220;Pajarito&#8221; ha messo in piedi una prestazione totale, una tripletta meravigliosa che ha sublimato la chiave tattica di Arbeloa. L&#8217;uruguaiano ha ci ha messo solamente 42 minuti per inserire per tre volte il suo nome nel tabellino: ha aperto le danze al 20&#8242; con una conclusione fulminante dopo aver sfruttato un errato posizionamento di O&#8217;Reilly su un rinvio di Courtois; ha raddoppiato al 27&#8242; con un diagonale mancino perfetto dopo aver ricevuto un assist di Vin\u00edcius J\u00fanior.; al 42&#8242; ha trovato il tris ricevendo da Brahim Diaz, saltando con un sombrero Gu\u00e9hi e battendo nuovamente Donnarumma con un perfetto destro al volo, mandando in estasi i fan delle &#8220;Merengues&#8221; e annichilendo i piani difensivi della squadra in maglia celeste.<br>Nonostante il passivo pesante, la sfida \u00e8 stata costellata da momenti di altissima tensione tecnica che hanno impedito al risultato di assumere proporzioni ancora pi\u00f9 umilianti o, al contrario, di riaprirsi improvvisamente. Un momento cruciale si \u00e8 verificato al 62&#8242; quando Vin\u00edcius J\u00fanior ha avuto l&#8217;occasione di calare il poker dal dischetto; tuttavia, Donnarumma &#8211; che precedentemente aveva commesso il fallo &#8211; ha risposto da campione, ipnotizzando il brasiliano e parando il rigore con un riflesso prodigioso che ha evitato il tracollo definitivo dei &#8220;Citizens&#8221;. Di contro, la difesa dello stemma con la corona reale ha trovato nel suo estremo difensore un muro invalicabile: al 75&#8242;, Thibaut Courtois si \u00e8 reso protagonista di un intervento che ha del miracoloso, strozzando in gola l&#8217;urlo del gol a O&#8217;Reilly su un tiro ravvicinato che sembrava destinato in rete.<br>Questi due episodi, il rigore parato dall&#8217;italiano e il riflesso felino del belga, rappresentano gli unici sottili fili di speranza a cui la compagine di Guardiola pu\u00f2 aggrapparsi in vista del ritorno all&#8217;Etihad. Sebbene il 3-0 rappresenti una montagna quasi impossibile da scalare, la mancata quarta segnatura e il gol sfiorato dagli inglesi lasciano aperto un minimo spiraglio, per quanto il discorso qualificazione appaia oggi pesantemente indirizzato verso la capitale spagnola. Rimontare tre reti a questa versione del Real Madrid richieder\u00e0 un&#8217;impresa che trascende la tattica, entrando nel regno del sovrannaturale calcistico.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Non si pu\u00f2 certo dire che le gare di andata degli ottavi non abbiano indirizzato le sorti della qualificazione al turno successivo. A parte le sfide tra Newcastle e Barcellona e quella tra Leverkusen e Arsenal che decretano pareggi abbastanza punitivi per le formazioni di casa e il risicato successo dei turchi sul Liverpool ( con le tre big che restano chiare favorite i per l\u2019 approdo ai quarti) le altre cinque hanno visto una chiara supremazia di una contendente sull\u2019altra e le sorti della sfida quasi definite. Meglio naturalmente non distrarsi perch\u00e9 in questo torneo pu\u00f2 succedere di tutto ma la sorte di Atalanta, City, Tottenham, Sporting e Chelsea sembra segnata. E qui comincia l\u2019avventura potremmo dire perch\u00e9 tre di queste sventurate sono club inglesi mentre gli altri devono comunque ancora meritarsi i il posto ai quarti. E la notizia \u00e8 bella grossa : al primo scoglio pi\u00f9 elevato la corazzata inglese rischia il naufragio ! Saremmo tentati di prevedere che \u201c solo\u201d due inglesi raggiungeranno il porto dei quarti di finale rischiando seriamente il sorpasso degli spagnoli che hanno buone possibilit\u00e0 di lanciare i suoi tre big oltre questa fase. Quasi inutile parlare del miracolo norvegese mentre i tedeschi sono sempre sorretti dalla corazzata bavarese e i cugini d\u2019oltralpe dal ricco PSG. Spiace la probabile scomparsa del calcio portoghese che \u00e8 sempre prodigo di spettacolo mentre su quello italico val la pena di stendere un velo pietoso.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Bodo\/Glimt &#8211; Sporting: 3-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>32&#8242; Fet &#8211; 45+1&#8242; Blomberg &#8211; 71&#8242; Hogh<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sul terribile sintetico casalingo che tanto aveva indignato gli interisti, salvo perdere poi anche sul \u201c biliardo\u201d di San Siro, i vikinghi non fanno prigionieri e affondano anche una squadra tosta come lo Sporting. Ineffabili verrebbe da dire sui norvegesi che, da Paese di fiordi, navigano sulle acque limacciose della Champions come se vi fossero nati. Il ritorno al\u2019 Alvalade non sar\u00e0 la passeggiata di via Montenapoleone di due settimane fa ma la pratica sembra quasi archiviata. Anzi possiamo quasi cominciare ad immaginare un inedito confronto Bodo\/Arsenal che oggi potrebbe anche essere una sfida aperta ad ogni esito. I ragazzi di Borges, forse stregati dal fascino delle ragazze nordiche, hanno approcciato la gara con buon piglio ma ben presto la potenza dei garretti dell\u2019 undici di casa ha preso il sopravvento e il talentuoso Hauge ha cominciato a seminare il panico tra le linee lusitane. Servir\u00e0 tanto orgoglio al ritorno per mostrare un altro volto del football portoghese.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Leverkusen &#8211; Arsenal: 1-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>46&#8242; Andrich (L) &#8211; 89&#8242; Havertz (A)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un penalty decisamente generoso ha salvato la capolista della Premier da una sorprendente sconfitta in terra di Germania ad opera delle aspirine che, pur senza strafare, non avrebbero demeritato il successo. Si conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che le figlie di Albione, quando solo si avvicina la primavera, perdono smalto e possono inciampare anche su ostacoli non troppo complicati. Al ritorno la squadra di Arteta deve mantenere ben alta la concentrazione e fare girare le gambe a dovere se vuole mantenere un pronostico che, comunque, continua ad essere completamente dalla sua parte. Per conto del club tedesco, se anche andasse male il ritorno, si pu\u00f2 essere soddisfatti di un percorso comunque pi\u00f9 che dignitoso.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Le notti europee hanno il potere unico di trasformare un giorno qualunque in un\u2019epopea sportiva, ricordandoci perch\u00e9 la Champions League resti il palcoscenico pi\u00f9 ambito e spietato del mondo. Sono serate che regalano emozioni viscerali, dove il battito accelera a ogni rincorsa e l\u2019atmosfera negli stadi si fa elettrica, quasi tangibile. Eppure, dietro il fascino dei grandi palcoscenici, si nasconde un\u2019insidia letale: la necessit\u00e0 di una concentrazione ferrea.<br>In questo torneo, il minimo calo di tensione o un singolo errore tecnico possono innescare una reazione a catena devastante, trasformando un sogno in un incubo nel giro di pochi minuti. Come abbiamo visto oggi, non c\u2019\u00e8 spazio per le esitazioni: incappare in uno scivolone, sia esso metaforico o letterale, pu\u00f2 compromettere irrimediabilmente il discorso qualificazione gi\u00e0 nei primi 90 minuti, rendendo la gara di ritorno una scalata impossibile contro giganti che non concedono sconti.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Atalanta &#8211; Bayern Monaco: 1-6<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>12&#8242; Stanisic (B) &#8211; 22&#8217;\/64&#8242; Olise (B) &#8211; 25&#8242; Gnabry (B) &#8211; 52&#8242; Jackson (B) &#8211; 67&#8242; Musiala &#8211; 90+3&#8242; Pasalic<\/em><\/strong> <strong><em>(A)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;andata degli ottavi di finale di UEFA Champions League ha emesso una sentenza inappellabile: sotto i riflettori dello Stadio di Bergamo, si \u00e8 assistito a una vera e propria lezione di calcio, con i campioni bavaresi hanno travolto i padroni di casa con un perentorio 1-6, mettendo in mostra una superiorit\u00e0 fisica, tecnica e mentale schiacciante. Se la massima competizione europea non smette mai di sorprendere, il verdetto maturato stasera trasforma la gara di ritorno in una pura formalit\u00e0.<br>La sfida a scacchi tra Palladino e Kompany \u00e8 durata lo spazio di pochi minuti. I nerazzurri hanno tentato un approccio coraggioso e spregiudicato, lasciando il consueto 3-4-2-1 e schierandosi con una difesa a quattro per cercare di ribattere colpo su colpo e giocare a viso aperto. Questa mossa, tuttavia, si \u00e8 rivelata fatale contro il collaudatissimo 4-2-3-1 tedesco.<br>Il pressing asfissiante e l&#8217;incredibile verticalit\u00e0 dei trequartisti ospiti hanno mandato costantemente fuori giri le scalature difensive della Dea. Sfruttando l&#8217;ampiezza e le sovrapposizioni, esterni come Olise e Gnabry hanno imperversato negli spazi lasciati vuoti dai quinti atalantini, punendo ogni minima disattenzione con un cinismo glaciale. I teutonici si sono dimostrati profondi e spietati, capaci di rompere le linee di pressione con irrisoria facilit\u00e0.<br>La gara si sblocca rapidamente e prende subito la via della Germania: al 12&#8242;, sugli sviluppi di un calcio d&#8217;angolo battuto corto, la difesa di casa si fa trovare gravemente impreparata, permettendo a Gnabry di eludere la marcatura, penetrare in area e servire un cioccolatino a centro area per Stani\u0161i\u0107, che deve solo spingere in rete lo 0-1.<br>I bavaresi continuano a pigiare sull&#8217;acceleratore e al 25&#8242; sono gi\u00e0 sullo 0-3: al 22&#8242; Olise sale in cattedra, sfrutta gli spazi e trafigge Canresecchi con una pregevole conclusione a giro sul palo pi\u00f9 lontano, raccogliendo anche gli sportivi applausi del pubblico di fede orobica; al 25&#8242; giunge la spallata psicologica definitiva quando Gnabry rompe la pressione di Kola\u0161inac, si crea lo spazio e calcia in diagonale trovando il tris.<br>Nonostante i cambi all&#8217;intervallo per provare a blindare la difesa (tornata a tre con l&#8217;ingresso di Djimsiti per Scamacca), il copione non muta, anzi i bavaresi chiudono il primo set: il poker porta la firma di Jackson al 52&#8242;, servito da un pregevole assist di tacco di Luis D\u00ecaz; la manita giunge al 64&#8242; con un altro mancino a giro letale di Olise; tre minuti pi\u00f9 tardi c&#8217;\u00e8 gloria anche per Musiala, che sfrutta il preciso cross dal fondo di Jackson e deposita in rete.<br>Nel terzo minuto di recupero, con gli ospiti in dieci uomini per l&#8217;uscita precauzionale di Musiala a cambi esauriti, c&#8217;\u00e8 tempo per il gol della bandiera di Pa\u0161ali\u0107, che sfrutta l&#8217;unica disattenzione difensiva ospite sul cross di Bellanova.<br>Il divario ammirato stasera sul prato di Bergamo non lascia spazio a dubbi o calcoli: il discorso qualificazione \u00e8 nettamente delineato. Il ritorno all&#8217;Allianz Arena di Monaco si preannuncia come una passerella accademica per la corazzata di Kompany, che prenota con largo anticipo e prepotenza un posto tra le migliori otto d&#8217;Europa. Per la compagine italiana, resta la consapevolezza di aver incrociato i guantoni con quella che, attualmente, appare come una delle macchine pi\u00f9 perfette e letali del continente, ma il movimento nazionale ne esce ancora una volta con le ossa rotte.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Atletico Madrid &#8211; Tottenham: 5-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>6&#8242; Llorente (A) &#8211; 14&#8242; Griezmann (A) &#8211; 15&#8217;\/55&#8242; Alvarez (A) &#8211; 22&#8242; Le Normand (A) &#8211; 26&#8242; Porro (T) &#8211; 76&#8242; Solanke (T)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un autentico uragano di emozioni nella capitale spagnola. I padroni di casa hanno letteralmente annichilito la formazione londinese con un roboante 5-2, capitalizzando al massimo un avvio shock degli avversari. Una prestazione corale mostruosa che proietta la squadra iberica prepotentemente verso il prossimo turno.<br>Il piano gara disegnato dai Colchoneros \u00e8 stato magistrale: un&#8217;aggressione altissima e ultra-offensiva fin dal primo fischio per soffocare la consueta costruzione dal basso degli avversari. La scelta si \u00e8 rivelata devastante, inducendo la retroguardia d&#8217;Oltremanica, e in particolare il portiere Kinsky (preferito a sorpresa a Vicario), in una serie di errori clamorosi. Mentre i padroni di casa recuperavano palloni sanguinosi nella trequarti avversaria con una ferocia inaudita, il sistema difensivo britannico andava in totale tilt, incapace di reggere l&#8217;urto fisico e l&#8217;intensit\u00e0 della compagine di casa.<br>L&#8217;avvio del match al Metropolitano \u00e8 stato un autentico monologo biancorosso, una tempesta perfetta che ha travolto i londinesi prima ancora che riuscissero a prendere le misure del campo. Il disastro degli Spurs ha iniziato a materializzarsi gi\u00e0 al 6&#8242;, quando Kinsky \u00e8 incappato in uno scivolone fantozziano nel tentativo di rinviare; la sfera, recuperata sulla trequarti, \u00e8 transitata rapidamente dai piedi di Lookman a quelli di Alvarez, abile nell&#8217;apparecchiare al limite per l&#8217;accorrente Llorente, il cui rasoterra chirurgico nell&#8217;angolino basso ha fatto esplodere lo stadio.<br>Lungi dal reagire, la difesa britannica ha continuato a sbandare paurosamente con un altro scivolone di van de Ven che permette a Griezmann di involarsi verso la porta e trafiggere con estrema eleganza il portiere con un mancino millimetrico. Nemmeno sessanta secondi dopo, un altro macroscopico errore di Kinsky, che cicca il rinvio, ha consegnato palla al &#8220;Ragno&#8221; Alvarez, che tutto solo a centro area ha appoggiato in rete il gol del 3-0. Una situazione talmente surreale da costringere la panchina inglese a sostituire il visibilmente frastornato portiere ceco con Vicario, senza tuttavia arrestare l&#8217;emorragia: al 22&#8242; Le Normand ha svettato in area calando addirittura il poker, rendendo il passivo umiliante dopo appena un quarto di gara. Solo un guizzo d&#8217;orgoglio al 26&#8242; ha permesso agli uomini in maglia bianca di accorciare le distanze, grazie a un contropiede finalizzato da Pedro Porro su assist di Richarlison, chiudendo cos\u00ec una prima frazione di gioco letteralmente da infarto per intensit\u00e0 e colpi di scena.<br>Nella ripresa, i ritmi si abbassano leggermente ma lo spettacolo non manca. Al 55&#8242;, i Rojiblancos mettono in mostra tutta la loro immensa qualit\u00e0 in ripartenza: Griezmann si trasforma in uomo assist e rifinisce magistralmente per il solito Alvarez, che dal centro dell&#8217;area insacca col destro nell&#8217;angolino basso, firmando la sua personale doppietta e il pesantissimo 5-1. L&#8217;orgoglio degli Spurs emerge solamente nel finale, quando al 76&#8242; Solanke riesce a trovare la zampata vincente del 5-2, rendendo il passivo appena un filo meno amaro.<br>Il risultato maturato stasera delinea un quadro netto in vista della sfida di ritorno a Londra. Il divario tecnico, l&#8217;intensit\u00e0 e la maturit\u00e0 europea visti oggi in campo sorridono ampiamente alla formazione spagnola. Per la compagine britannica il discorso qualificazione \u00e8 quasi compromesso: per poter sperare quantomeno di trascinare il match ai tempi supplementari, gli inglesi saranno infatti obbligati a vincere in casa con ben tre reti di scarto. Una vera e propria montagna da scalare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Newcastle &#8211; Barcellona: 1-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>86&#8242; Barnes (N) &#8211; 90+6&#8242; Lamine Yamal (B)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Galatasaray &#8211; Liverpool: 1-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>7&#8242; Lemina (G)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p style=\"font-size:25px\"><strong>Analisi dello spareggio playoff delle partite di ritorno<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Atalanta &#8211; Borussia Dortmund: 4-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#8ed1fc\" class=\"has-inline-color\">5&#8242; Scamacca (A) &#8211; 45&#8242; Zappacosta (A) &#8211; 57&#8242; Pasalic &#8211; 75&#8242; Adeyemi (D) &#8211; 90+8&#8242; Samardzic (A)<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p>In una notte di fine febbraio che entrer\u00e0 di diritto negli annali della storia nerazzurra, si \u00e8 consumato un vero e proprio psicodramma sportivo dal lieto fine per i padroni di casa. Gli orobici superano per 4-1 la blasonata compagine tedesca, ribaltando l&#8217;inerzia della doppia sfida e staccando il pass per gli ottavi di finale di Champions League al termine di una battaglia epica, decisa letteralmente all&#8217;ultimo respiro.<br>Il copione del match ha rispecchiato perfettamente le identit\u00e0 dei due club. La formazione di casa ha aggredito la partita con le sue consuete marcature a uomo a tutto campo, alzando il baricentro in maniera spregiudicata per asfissiare la costruzione dal basso dei gialloneri. La compagine della Ruhr, dal canto suo, ha provato ad assorbire l&#8217;urto per poi innescare i propri attaccanti in transizione rapida. Tuttavia, l&#8217;intensit\u00e0 della Dea ha progressivamente cortocircuitato le fonti di gioco ospiti. Il predominio territoriale si \u00e8 tradotto in una pressione costante, con gli esterni bergamaschi che hanno martellato i fianchi della retroguardia teutonica, aprendo la scatola difensiva avversaria.<br>La partita \u00e8 stata un&#8217;altalena di emozioni. La squadra nerazzurra, sotto l\u2019imperativo tattico di recuperare due gol di svantaggio, parte convinta e schiaccia il Borussia Dortmund nella propria met\u00e0 campo e dopo nemmeno cinque minuti trova il vantaggio, con Scamacca che finalizza un\u2019incursione centrale con un tocco ravvicinato che beffa la retroguardia teutonica e infiamma il pubblico di casa.<br>I padroni di casa non rallentano: il gioco diretto dalle fasce e la capacit\u00e0 di attirare e liberare spazio alle spalle della linea difensiva del club giallonero producono il raddoppio allo scadere del primo tempo, con Zappacosta che scaglia un destro da fuori area imparabile per Kobel a causa della deviazione decisiva di Bensebaini.<br>La ripresa vede Pa\u0161ali\u0107 capitalizzare un cross dalla sinistra con un incisivo inserimento di testa, portando la Dea a un sorprendente 3-0 e in vantaggio nella doppia sfida, ma il Dortmund reagisce trovando con Adeyemi, bravo ad incunearsi in area e finalizzare con precisione al 75\u2032, il gol che fissa nuovamente il discorso in parit\u00e0.<br>Ma \u00e8 nei minuti di recupero, sul filo di un&#8217;eliminazione che sembrava incombere per via del punteggio aggregato, che la Champions League ha mostrato il suo volto pi\u00f9 magico e spietato.<br>Siamo al tramonto del match: un errore di rinvio di Kobel fa scaturire un&#8217;incursione disperata nell&#8217;area tedesca da parte di Krstovi\u0107, che viene colpito da Bensebaini sul cross di Pa\u0161ali\u0107. L&#8217;arbitro inizialmente lascia correre, ma il richiamo della sala VAR gela il sangue del Gewiss Stadium: la On-Field Review dura relativamente poco, in un silenzio irreale, carico di tensione, che avvolge gli spalti fino al fischio che indica il dischetto. \u00c8 rigore. Al 98&#8242;, con un pallone che pesa quintali, Samardzi\u0107 si presenta dagli undici metri: rincorsa, respiro profondo e palla in buca d&#8217;angolo, con l&#8217;estremo difensore avversario spiazzato. \u00c8 il 4-1 definitivo: lo stadio esplode in un boato assordante, certificando una qualificazione acciuffata per i capelli all&#8217;ultimo istante utile prima dei supplementari.<br>Smaltita l&#8217;euforia per questa notte magica, per la Dea sar\u00e0 subito tempo di guardare al sorteggio di Nyon, che assume i contorni di una vera e propria mission impossible. Le uniche opzioni sul tavolo sono le due dominatrici assolute di questa edizione: Arsenal o Bayern Monaco. I londinesi rappresentano lo spauracchio numero uno. Primi a punteggio pieno nella League Phase, stanno schiacciando la concorrenza anche in patria grazie a un gioco corale, ritmi insostenibili e una rosa letale in ogni reparto. I bavaresi hanno macinato avversari con la solita, spietata efficienza. Secondi nella prima fase, l&#8217;unica macchia del loro cammino europeo \u00e8 stata proprio la sconfitta per 3-1 patita proprio per mano dei Gunners. Affrontare una di queste due corazzate richieder\u00e0 un&#8217;impresa titanica per il club lombardo, ma la ferocia agonistica e l&#8217;organizzazione tattica ammirate questa sera dimostrano che, tra le mura amiche, nessun traguardo \u00e8 totalmente precluso.<br>Ma tornando al match di stasera. \u00c8 stata sicuramente una gara che incarna l&#8217;essenza stessa di questa competizione. L&#8217;intensit\u00e0 feroce dal primo all&#8217;ultimo minuto, i cinque gol totali e, soprattutto, l&#8217;epilogo thrilling con il rigore decisivo assegnato al VAR al 98&#8242; hanno regalato un concentrato di emozioni allo stato puro. Uno spot del calcio europeo che rasenta la perfezione in termini di intrattenimento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Real Madrid &#8211; Benfica: 2-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#8ed1fc\" class=\"has-inline-color\">14&#8242; Rafa Silva (B) &#8211; 16&#8242; Tchouameni (R) &#8211; 80&#8242; Vinicius Junior (R)<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p>In una notte carica di tensione ed elettricit\u00e0, i padroni di casa superano lo scoglio dei playoff piegando per 2-1 una coraggiosa compagine portoghese. Sotto le luci di un Santiago Bernab\u00e9u tirato a lucido per le grandi occasioni europee, la formazione spagnola ha fatto valere il proprio cinismo e la propria sterminata esperienza internazionale, staccando il meritato pass per gli ottavi di finale di Champions League al termine di una sfida equilibrata e vibrante.<br>La scacchiera tattica ha visto i Blancos schierarsi con una manovra fluida, volta a eludere la feroce prima pressione avversaria. La strategia iberica si \u00e8 basata su un possesso palla ragionato, teso a stanare i difensori ospiti per poi colpire con letali imbucate in verticale. Dall&#8217;altra parte, gli Encarnados hanno optato per un baricentro medio-alto, cercando di intasare le linee di passaggio centrali e affidandosi agli strappi dei propri esterni per ribaltare rapidamente il fronte offensivo.<br>La supremazia tecnica del centrocampo di casa ha fatto la differenza. Eludendo il pressing asfissiante orchestrato dalla mediana lusitana, i padroni di casa sono riusciti a creare superiorit\u00e0 numerica sulle catene laterali, costringendo la retroguardia dalla casacca rossa a rincorrere e ad abbassarsi pericolosamente all&#8217;interno della propria trequarti.<br>Il match si \u00e8 acceso a fiammate, con la formazione madrilena abile a capitalizzare i momenti di massima spinta.<br>Un primo squillo di Rafa Silva scuote per\u00f2 lo stadio: il portoghese finalizza una verticalizzazione sugli esterni e porta in vantaggio i lusitani al 14\u2032, riequilibrando momentaneamente l\u2019aggregato e punendo un posizionamento difensivo troppo alto dei padroni di casa.<br>Dal gol subito emerge la prima chiave tattica della serata: Arbeloa riorganizza i suoi con il 4-4-2, sfruttando la rapidit\u00e0 delle mezze ali per allargare il gioco e scomporre la compagine ospite. Al 16\u2032, questa ricerca di ampiezza paga dividendi: un\u2019azione manovrata sulla trequarti porta Tchouam\u00e9ni a ricevere e concludere con freddezza da fuori area, ristabilendo la parit\u00e0 nella sfida e nuovamente nell\u2019aggregato.<br>Nel momento di maggiore equilibrio, \u00e8 emerso il DNA europeo della Casa Blanca. Una transizione offensiva magistrale, giocata a uno-due tocchi, ha scardinato la difesa delle Aquile, con l&#8217;assist perfetto di Valverde per il tocco decisivo di Vin\u00eccius J\u00f9nior, che fissa il punteggio sul definitivo 2-1 e spegne le velleit\u00e0 di rimonta avversarie.<br>Lo sguardo va ora ovviamente verso il sorteggio di venerd\u00ec, con ipotesi Sporting CP o Manchester City. Nel primo caso, si riproporrebbe una sfida sull&#8217;asse Madrid-Lisbona. I Le\u00f5es rappresentano un&#8217;avversaria ostica, dotata di grande intensit\u00e0 e di un sistema tattico collaudato, ma sicuramente pi\u00f9 abbordabile rispetto alle corazzate della prima fascia.<br>Altrimenti ci sarebbe l&#8217;incubo (o il sogno) di ogni appassionato. Affrontare i Citizens significherebbe anticipare una finale anticipata. Un duello epocale tra il pragmatismo e la mistica europea del club 15 volte campione d&#8217;Europa e la macchina perfetta del possesso palla inglese, in una doppia sfida che promette scintille e spettacolo puro.<br>La partita di questa sera \u00e8 stata degna del blasone della competizione. Nonostante la posta in palio altissima, le due squadre non hanno rinunciato a giocare a viso aperto. Il ritmo forsennato, le giocate di alta scuola e l&#8217;incertezza sul risultato protrattasi quasi fino alle battute finali hanno reso la gara estremamente godibile.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Juventus &#8211; Galatasaray: 3-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#8ed1fc\" class=\"has-inline-color\">37&#8242; Locatelli (J) &#8211; 70&#8242; Gatti (J) &#8211; 82&#8242; McKennie (J) &#8211; 105+1&#8242; Osimhen (G) &#8211; 119&#8242; Yilmaz (G)<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Psg &#8211; Monaco: 2-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#8ed1fc\" class=\"has-inline-color\">45&#8242; Akliouche (M) &#8211; 60&#8242; Marquinhos (P) &#8211; Kvaratskhelia (P) &#8211; 90+1&#8242; Teze (M) <\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Atletico Madrid &#8211; Club Brugge: 4-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#8ed1fc\" class=\"has-inline-color\">23&#8217;\/76&#8217;\/87 Sorloth (A) &#8211; 36&#8242; Ordonez (C) &#8211; 48&#8242; Cardoso (A)  <\/mark><\/p>\n\n\n\n<p>In una fredda serata di grande calcio europeo, i padroni di casa sbrigano la pratica playoff superando per 4-1 una volitiva ma fragile compagine belga.<br>Dopo il pirotecnico 3-3 maturato nella gara di andata al Jan Breydel, il Riyadh Air Metropolitano si \u00e8 vestito a festa per spingere i propri beniamini verso gli ottavi di finale di Champions League. Missione compiuta, e con tanto di spettacolo, per gli uomini del Cholo Simeone.<br>I Colchoneros si sono schierati con un solido ma propositivo 4-4-2, in cui Koke e Cardoso hanno dettato i tempi in mediana, supportati dal dinamismo degli esterni Baena e Simeone. Di fronte, Leko ha risposto con un accorto 4-1-4-1, cercando di densificare il centrocampo per inibire le fiammate spagnole e affidandosi alle geometrie di capitan Vanaken per orchestrare le ripartenze. La mossa vincente dei padroni di casa, tuttavia, \u00e8 stata l&#8217;estenuante sfruttamento dell&#8217;ampiezza e la ricerca sistematica della profondit\u00e0: l&#8217;asse di sinistra, guidato da uno straripante Ruggeri, ha costantemente messo a ferro e fuoco la retroguardia nerazzurra fiamminga. L&#8217;assoluto dominatore dell&#8217;area di rigore \u00e8 stato per\u00f2 un implacabile S\u00f8rloth, capace di scombinare i piani di marcatura di Mechele e Ord\u00f3\u00f1ez grazie al suo strapotere fisico.<br>L&#8217;avvio \u00e8 di chiara marca madrilena. La pressione alta asfissiante porta i suoi frutti al 23&#8242;, quando proprio S\u00f8rloth sblocca la contesa gonfiando la rete con un tiro da fuori letale (su assist da rinvio di Oblak) che non lascia scampo a un Mignolet tutt&#8217;altro che perfetto. Gli ospiti, forti dell&#8217;orgoglio che li aveva tenuti a galla all&#8217;andata, non si scompongono e al 36&#8242; trovano il momentaneo e insidioso pareggio: sugli sviluppi di un calcio d&#8217;angolo ben calibrato, spunta l&#8217;incornata vincente di Ord\u00f3\u00f1ez, che ammutolisce per qualche istante la cattedrale rojiblanca.<br>Il riposo serve per\u00f2 a riordinare le idee e serrare i ranghi. Al rientro in campo, appena scoccato il 48&#8242;, \u00e8 Cardoso a trovare il pertugio giusto con una stoccata che vale il 2-1, spezzando definitivamente l&#8217;equilibrio psicologico della qualificazione. Il predominio territoriale iberico diventa a quel punto schiacciante, costringendo il club dalla casacca blauw-zwart ad abbassare inesorabilmente il baricentro. Le trame palla a terra innescate da \u00c1lvarez e Koke portano al colpo del ko: al 76&#8242;, ancora S\u00f8rloth firma la sua doppietta personale mettendo in ghiaccio il pass. La fame del gigante scandinavo non \u00e8 per\u00f2 sazia, e all&#8217;87&#8217; si concede la gioia dell&#8217;hattrick definitivo; ancora una volta \u00e8 decisiva la corsia mancina, con un corner da cui nasce il pregevole assist incrociato di Ruggeri che il centravanti insacca imparabilmente sotto la traversa. \u00c8 il trionfo finale.<br>Staccato il pass per il turno successivo, per la formazione spagnola \u00e8 gi\u00e0 tempo di proiettarsi al sorteggio degli ottavi, che si preannuncia rovente. L&#8217;urna di Nyon potrebbe infatti regalare un incrocio da brividi contro una corazzata inglese tra Tottenham e Liverpool. Se da un lato incrociare gli Spurs offrirebbe un duello affascinante dal punto di vista dell&#8217;intensit\u00e0 e dei rapidi capovolgimenti di fronte, pescare i Reds di Anfield rappresenterebbe uno degli ostacoli pi\u00f9 impervi e proibitivi dell&#8217;intero panorama europeo. In entrambi i casi, la ferocia agonistica e la solidit\u00e0 del blocco squadra ammirate questa sera dovranno essere armi imprescindibili per sognare l&#8217;accesso ai quarti.<br>La partita \u00e8 stata vibrante, intensa e dal ritmo tipico delle vere notti europee da &#8220;dentro o fuori&#8221;. Il momentaneo pareggio ospite ha avuto il merito di iniettare quel pizzico di incertezza e pathos necessario a rendere l&#8217;esplosione di gioia del Metropolitano ancora pi\u00f9 travolgente nel secondo tempo. La prestazione balistica, arricchita da una tripletta d&#8217;autore, e l&#8217;eccellente applicazione tattica meritano voti altissimi. Un inno alla vera essenza della Champions League.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Newcastle &#8211; Qaraba\u011f: 3-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#8ed1fc\" class=\"has-inline-color\">4&#8242; Tonali (N) &#8211; 6&#8242; Joelinton (N) &#8211; 51&#8242; Duran (Q) &#8211; 52&#8242; Botman (N) &#8211; 57&#8242; Cafarquliyev (Q)<\/mark>  <\/p>\n\n\n\n<p>Sotto i riflettori di un St. James&#8217; Park gremito ed esultante, si \u00e8 compiuto l&#8217;ennesimo passo europeo dei padroni di casa. La formazione britannica chiude la pratica playoff di Champions League superando per 3-2 gli orgogliosi campioni d&#8217;Azerbaigian in un match vibrante ma, di fatto, privo dei patemi tipici della fase a eliminazione diretta. Forte di un divario gi\u00e0 nettamente scavato nella gara d&#8217;andata, la compagine dalla casacca a strisce bianconere ha gestito ritmo e qualificazione, regalando comunque spettacolo al proprio pubblico e staccando con merito il pass per i magnifici sedici d&#8217;Europa.<br>Con il discorso qualificazione virtualmente archiviato nel primo round, la chiave tattica del match \u00e8 stata l&#8217;intensit\u00e0 controllata. L&#8217;undici britannico si \u00e8 schierato con un fluido 4-3-3, mirato a far girare il pallone orizzontalmente per poi innescare improvvise verticalizzazioni sugli esterni. Gli ospiti, scesi in campo con la volont\u00e0 di onorare il proprio stemma, hanno risposto con un accorto 4-2-3-1, cercando di chiudere le linee di passaggio centrali e ripartire in transizione.<br>Nonostante le rotazioni, i Geordies hanno imposto da subito il loro strapotere fisico. La rete del vantaggio locale \u00e8 arrivata presto, frutto di una feroce riaggressione alta che ha propiziato un letale inserimento in area. La compagine azera, tuttavia, non \u00e8 rimasta a guardare e ha trovato il momentaneo pareggio sfruttando una sbavatura difensiva su palla inattiva. Nella ripresa, la superiore caratura tecnica della squadra di casa \u00e8 emersa prepotentemente: due fiammate ravvicinate, nate da fulminee triangolazioni palla a terra e finalizzate con freddezza glaciale, hanno portato il risultato sul 3-1. Nel finale, un sussulto d&#8217;orgoglio ha permesso agli ospiti di trovare la seconda rete, fissando il punteggio sul definitivo 3-2 e rendendo meno amara la trasferta in terra d&#8217;Albione.<br>Questa ennesima qualificazione britannica non \u00e8 che l&#8217;ulteriore conferma della dittatura tecnica e fisica che la Premier League sta imponendo sul palcoscenico della Champions League. Ritmi forsennati, rose smisurate e una potenza economica senza eguali permettono alle squadre inglesi di affrontare anche il palcoscenico europeo come se fosse un&#8217;estensione del proprio campionato. La fisicit\u00e0 impattante e le transizioni asfissianti sono armi letali che stanno piegando, stagione dopo stagione, le resistenze del resto d&#8217;Europa.<br>Ora l&#8217;attenzione si sposta inesorabilmente verso le urne di Nyon. Per la formazione in maglia bianconera si prospetta un bivio affascinante e insidioso: un derby fratricida contro il Chelsea o una suggestiva sfida agli spagnoli del Barcellona. Un incrocio contro i Blues garantirebbe una sfida dall&#8217;agonismo estremo, dove la profonda conoscenza reciproca trasformerebbe il doppio confronto in una vera e propria partita a scacchi. Se invece dall&#8217;urna dovesse emergere il nome del Barcellona, assisteremmo a un classico scontro di filosofie: l&#8217;assalto verticale e fisico dei Magpies contro il palleggio e la tecnica di base dei catalani. Per gli spagnoli, pescare questa corazzata inglese rappresenterebbe uno dei sorteggi pi\u00f9 ostici in assoluto, un banco di prova durissimo in cui la retroguardia blaugrana sarebbe chiamata a contenere un urto di rara intensit\u00e0.<br>Nonostante una qualificazione gi\u00e0 decisa, la partita ha saputo regalare ben cinque gol e un buon ritmo. I padroni di casa non hanno speculato sul risultato dell&#8217;andata, onorando la competizione con una prestazione offensiva. Dall&#8217;altra parte, gli ospiti hanno combattuto fino all&#8217;ultimo respiro, contribuendo a mantenere viva la fiamma dell&#8217;intrattenimento. Un match godibile, perfetto antipasto per l&#8217;adrenalina dei futuri ottavi di finale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Inter &#8211; Bodo\/Glimt: 1-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#8ed1fc\" class=\"has-inline-color has-black-color\">58&#8242; Hauge (B) &#8211; 72&#8242; Evjen (B) &#8211; 76&#8242; Bastoni (I)<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Leverkusen &#8211; Olympiakos: 0-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:30px\"><strong>Analisi dello spareggio playoff delle partite di andata<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Bodo Glimt &#8211; Internazionale: 3-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\">20&#8242; Fet (B) &#8211; 30&#8242; Esposito (I) &#8211; 61&#8242; Hauge (B) &#8211; 64&#8242; Hogh (B)<\/mark><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Neppure l\u2019Inter riesce a salvare il calcio italiano dagli spareggi che , anche quest\u2019anno come lo scorso, fanno ben capire il livello del football nazionale. Lo sguardo di Chivu a fine partita fa anche presagire un risvolto clamoroso che dobbiamo affrontare gi\u00e0 oggi. La possibilit\u00e0 che il calcio italiano, gi\u00e0 assente con la sua nazionale dai Mondiali da tempo immemore, possa essere assente dagli ottavi di Champions. Ci\u00f2 vorrebbe dire sinteticamente che non abbiamo un rappresentante del calcio quattro volte campione del mondo nelle prime sedici squadra di club europee. Ci sono \u00e8 vero le partite di ritorno ma quel che abbiamo visto in questi due giorni sembra davvero eloquente. Il club milanese oggi si lamenta del campo di gioco dei norvegesi, qualche cronista pi\u00f9 attento di altri lamenta l\u2019esclusione dalla formazione iniziale di alcuni titolari, altri notano invece come il punteggio favorevole ai vichinghi sia eccessivo. Andando avanti di questo passo chiss\u00e0 dove arriveremo. Eppure abbiamo appena assistito alla fine ingloriosa di un club che si era lamentato per tre giorni interi di una svista arbitrale per poi schiantarsi, con tutta la prosopopea di cui \u00e8 capace, in terra ottomana. Speriamo che l\u2019Inter, che aveva da sola coperto negli ultimi anni le deficienze delle squadre italiane nella Champions, non si culli sul campo sintetico di Bodo e comprenda che a San Siro i nordici caleranno per prendersi la qualificazione e non gli elogi. E si prepari ad una battaglia che pu\u00f2 certamente vincere ma che dovr\u00e0 conquistarsi per almeno 100 minuti. Il Bodo \u00e8 squadra, ovviamente, fisica ma non \u00e8 banale tecnicamente ed \u00e8 molto, molto forte mentalmente. Sa stare in campo, sa gestire le emergenze, sa approfittare dei problemi altrui. E nell\u2019arco di 100 minuti tutti hanno un momento di difficolt\u00e0. Chivu dovr\u00e0 fare meglio di quanto fatto finora, non sbagliare niente per non ritrovarsi, a febbraio, fuori da una competizione che ultimi anni ha onorato come dimostra il ranking in modo evidente. Se accadesse anche il futuro del campionato ne risentirebbe e molte colpe ricadrebbero su di lui.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Olympiakos &#8211; Bayer Leverkusen: 0-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\">60&#8217;\/63&#8242; &nbsp;Schick (B)<\/mark><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non proprio un successo chiaro quello dei tedeschi che hanno penato non poco sul campo di Atene e, da squadra certamente pi\u00f9 abituata a certi livelli, ha colpito al cuore il suo avversario con un uno due stordente messo a segno dal sempre elegante Patrik Schick. Per il club greco le attese iniziali non erano certamente altissime ma probabilmente pensava di lottare alle pari nelle due gare con i teutonici e adesso \u00e8 immaginabile che risenta non poco di un risultato severo che mina qualsiasi ipotesi di rimonta. Per la formazione di Kasper Hjulmand invece si aprono le porte di un prestigioso ottavo che li vedr\u00e0 competere con il capolista della Premier o addirittura con i connazionali bavaresi, confronti sulla carta impari ma che saranno comunque benvenuti da un club che gestisce sempre al meglio le sue risorse economiche e che riesce spesso a fornire anche risultati importanti nella massima competizione europea.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Qaraba\u011f \u2013 Newcastle: 1-6<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\">3&#8217;\/32&#8217;\/33&#8217;\/45+1&#8242; Gordon (N) &#8211; 8&#8242; Thiaw (N) &#8211; 54&#8242; Cafarquliyev (Q) &#8211; 72&#8242; Murphy (N)<\/mark><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa sera allo Tofiq B\u0259hramov Republican Stadium di Baku la formazione inglese ha fatto valere nettamente la propria superiorit\u00e0 tecnica e fisica infliggendo una vittoria per 6-1 alla compagine azera nello spareggio di andata dei playoff di UEFA Champions League.<br>La gara \u00e8 stata praticamente indirizzata nei primi quarantacinque minuti, con un\u2019affermazione tanto netta da rendere la qualificazione agli ottavi quasi matematicamente gi\u00e0 acquisita dalla squadra ospite.<br>L\u2019approccio \u00e8 stato fulminante con il parziale gi\u00e0 sul 2-0 dopo meno di 10&#8242;: Gordon ha sbloccato il match dopo appena tre minuti, sfruttando un assist preciso per infilare il portiere avversario e portare avanti gli inglesi, in seguito Thiaw ha raddoppiato di testa, finalizzando una situazione da calcio d\u2019angolo con grande tempismo e precisione.<br>Poi l\u2019ala inglese si \u00e8 reso assoluto protagonista, concludendo il poker siglando due calci di rigore e, nel mezzo, sfruttando un&#8217;errata costruzione difensiva locale.<br>Un momento curioso di tensione \u00e8 arrivato proprio all&#8217;intervallo: dopo il secondo dei rigori concessi, Gordon e il capitano Trippier hanno discusso su chi dovesse andare sul dischetto, con il primo che ha mantenuto il pallone per battere la massima punizione decisiva e segnare il quarto gol personale. Dopo il gol il terzino non si \u00e8 dimostrato esattamente felice per la rete realizzata dal compagno e il battibecco si \u00e8 protratto fino al rientro negli spogliatoi, evidenziando la forte competitivit\u00e0 interna alla squadra nei momenti chiave della partita.<br>In tutto ci\u00f2 la squadra azera che era stata semplicemente incapace di opporre una resistenza efficace e senza nemmeno un tiro nello specchio nella mezz\u2019ora iniziale, ha avuto un timido tentativo di reazione, con Cafarquliyev che ha accorciato le distanze al 55\u2032 con un bel movimento che gli ha permesso di eludere la trappola del fuori gioco e infilare il pallone alle spalle del portiere. Tuttavia, il passo tecnico e l\u2019intensit\u00e0 degli avversari non si sono affievoliti, con Murphy che, nel finale , ha fissato il punteggio sul 6-1.<br>La partita, fin dal primo minuto, \u00e8 stata caratterizzata da un ritmo elevato e da una sostanziale superiorit\u00e0 tecnica dell\u2019ospite inglese. Anche se l\u2019ampio scarto di gol e il largo controllo degli avversari hanno tolto parte della suspense al secondo tempo, la prestazione offensiva e le soluzioni rapide in transizione hanno reso spettacolare (anche se a senso unico) soprattutto la prima frazione di gioco.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Club Brugge \u2013 Atletico Madrid: 3-3<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\">8&#8242; Alvarez (A) &#8211; 45+4&#8242; Lookman &#8211; 52&#8242; Onyedika (C) &#8211; 60&#8242; Tresoldi (C) &#8211;<\/mark> <mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">79&#8242; Ordonez (C)<\/mark> &#8211; <mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\">89&#8242; Tzolis (C)<\/mark><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa sera, il palcoscenico della UEFA Champions League ci ha regalato un&#8217;autentica gemma: nel gelo delle Fiandre, lo scontro di andata dei play-off si \u00e8 trasformato in un clamoroso ottovolante di emozioni, terminato con un pirotecnico 3-3 che rimanda ogni discorso qualificazione al match di ritorno. Da un lato il cuore indomito e la ferocia dei belgi, dall&#8217;altro il cinismo stellare e la qualit\u00e0 degli spagnoli: una partita che ha incarnato l&#8217;essenza stessa della massima competizione europea.<br>L&#8217;approccio tattico \u00e8 apparso nitido sin dai primi giri d&#8217;orologio. I Colchoneros hanno aggredito altissima la retroguardia locale, sfruttando la fisicit\u00e0 dei propri interpreti e il dinamismo tra le linee. La scelta di puntare sugli strappi letali del nuovo acquisto Lookman, schierato a supporto della prima punta Alvarez, ha mandato inizialmente in tilt il sistema difensivo dei Blauw-Zwart. Tuttavia, la chiave di volta del match \u00e8 arrivata nella ripresa: l&#8217;alzamento del baricentro belga, l&#8217;aggressivit\u00e0 del centrocampo e lo sfruttamento micidiale delle palle inattive hanno sgretolato le certezze del muro difensivo iberico.<br>La gara si sblocca dopo appena 8 minuti. Un&#8217;ingenuit\u00e0 difensiva concede un calcio di rigore pesantissimo agli ospiti: dal dischetto si presenta Juli\u00e1n Alvarez, che con una freddezza glaciale infila il pallone nell&#8217;angolino basso a destra. I padroni di casa accusano il colpo e faticano a costruire trame fluide, imbrigliati dalla ragnatela tessuta dai centrocampisti avversari. Nel recupero della prima frazione (45&#8217;+4&#8242;) cala il sipario psicologico: su un velenoso calcio d&#8217;angolo battuto dallo stesso attaccante argentino, Lookman trova la deviazione vincente da due passi, mandando le formazioni negli spogliatoi sul pesante parziale di 0-2 per i Rojiblancos.<br>Chi si aspettava una ripresa di pura accademia per i madrileni non aveva fatto i conti con il feroce orgoglio dei fiamminghi. Al 51&#8242;, sugli sviluppi di un corner, una mischia furibonda in area si risolve con il tocco rapace di Onyedika, che accorcia le distanze e trasforma lo stadio in una bolgia. La rete inietta un&#8217;energia nuova nelle vene dei nerazzurri di casa, che alzano il ritmo in maniera vertiginosa. Sessanta minuti sul cronometro e la rimonta \u00e8 completa: Diakhon scodella un cross tagliato perfetto dalla fascia e Tresoldi, con un destro letale da posizione ravvicinata, fulmina il portiere per il 2-2.<br>L&#8217;inerzia sembrava premiare la spinta belga, ma Simeone decide di gettare nella mischia S\u00f8rloth con una mossa che sfiora il capolavoro tattico: il norvegese al 69&#8242; impatta il palo con un incornata sul cross di Koke, poi, al 79&#8242;, costringe Ord\u00f2\u00f1ez a deviare goffamente il pallone nella propria porta nel tentativo disperato di anticiparlo su un cross basso di Llorente.<br>L&#8217;autogol avrebbe spezzato le gambe a chiunque, ma non alla formazione di casa scesa in campo questa sera, che si lanciano all&#8217;assalto totale e all&#8217;89&#8217; trovano un meritato pareggio: Onyedika veste i panni del rifinitore e serve l&#8217;accorrente Tzolis che lascia partire un sinistro mortifero dal vertice sinistro dell&#8217;area di rigore si infila chirurgicamente nell&#8217;angolino basso. Il fiato sospeso per la revisione del VAR si trasforma nel boato liberatorio dei tifosi di casa quando l&#8217;arbitro Nyberg convalida la rete del definitivo 3-3.<br>Una serata di calcio totale, caratterizzata da capovolgimenti di fronte continui, strappi fisici e giocate d&#8217;alta scuola. L&#8217;appuntamento \u00e8 ora fissato in terra iberica per il secondo atto: allacciate le cinture.<br>Spettacolart\u00e0: 90\/100<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Galatasaray &#8211; Juventus: 5-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\">15&#8242; Gabriel Sara (G) &#8211; 16&#8217;\/32&#8242; Koopmeiners (J) &#8211; 49&#8217;\/75&#8242; Lang (G) &#8211; 60&#8242; Sanchez (G) &#8211; 86&#8242; Boey (G)<\/mark><\/em><\/strong><br><br><strong> Catastrofe bianconera! <\/strong>I francesi usano abitualmente il termine Waterloo per definire sinteticamente una prova di non eccelso livello, in italiano si pu\u00f2 azzardare Caporetto ma non sarebbe comunque idoneo a descrivere il secondo tempo disputato dai troppo ambiziosi juventini accostarlo alla debacle dell\u2019esercito italiano contro le truppe di Sua Maest\u00e0.<br>Forse un film dell\u2019orrore tra il maccheronico Dario Argento e i maestri Hitchcock e Kubrick pu\u00f2 meglio definire quanto visto dagli occhi juventini sul palcoscenico dell\u2019Ali Sami Yen.<br>Director uno Spalletti che aveva per un attimo dismesso i panni della vittima e protagonisti speciali il terzetto Cabal,Kelly e Gatti che spaventeranno i sogni dei tifosi di Madama per diverse notti. Dopo tanto lamentarsi forse si \u00e8 dimenticato che la scena europea aveva gi\u00e0 valutato con attenzione la scorsa competitivit\u00e0 di questa societ\u00e0, del suo organico e del suo direttore d\u2019orchestra e quindi non si \u00e8 pensato di concentrarsi meglio su una partita che aveva certamente una rilevanza decisiva nella stagione, non esaltante, del club torinese.<br>Oggi si raccolgono i cocci di quanto accaduto ieri sera ma tutto ci\u00f2 era stato preparato per tempo da una propriet\u00e0 e una dirigenza diffusa che negli ultimi cinque ne ha combinate ben pi\u00f9 di Carlo in Francia e che da domani si attaccher\u00e0 come un naufrago ad un salvagente al ritorno con i turchi, difficile, e al quarto posto in serie A, ancora pi\u00f9 difficile, per non finire alfine preda dei bitcoin, oggi imperanti ben pi\u00f9 della classica macchinetta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Monaco-PSG: 2-3<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\">1&#8217;\/18&#8242; Balogun (M) &#8211; 29&#8217;\/67&#8242; Doue (P) &#8211; 41&#8242; Hakimi (P) <\/mark><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I soliti dubbi affollano ormai dalla finale del mondiale col Chelsea il percorso dei detentori e la mente del suo tecnico. Gi\u00e0 arrivare agli spareggi non era certo l\u2019obiettivo di Al-Khelaifi e di Luis Enrique ma poi il sorteggio ha estratto un avversario casalingo decisamente abbordabile. Ma ancora i parigini hanno voluto saggiare le coronarie dei tifosi con una prestazione altalenante e con la solita difesa che, dal match dominato, anche in difesa, contro l\u2019Inter, ha improvvisamente staccato la spina ed oggi non riesce ad evitare continue figuracce. Comunque sia l\u2019esito di questo confronto tra francesi era chiaro fin dalla sua nascita e niente potr\u00e0 invertirlo. Ma Luis Enrique dovr\u00e0 chiedere poi molto di pi\u00f9 ai suoi nei quarti contro il Barcellona o contro quel Chelsea che gi\u00e0 ha lasciato qualche cicatrice sul volto dei campioni d\u2019Europa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Benfica &#8211; Real Madrid: 0-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\">50&#8242; Vinicius Junior (R)<\/mark><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa volta il Real Madrid riesce ad espugnare il &#8220;Da Luz&#8221; di Lisbona, con la rete decisiva di Vin\u00edcius J\u00fanior, poi vittima di un presunto insulto razzista da parte di Prestianni, che basta per avere la meglio sul Benfica.<br>I blancos hanno proposto un piano tattico costruito attorno al dominante possesso palla e alla pressione organizzata nelle zone centrali, con linee strette e continui cambi di gioco per allargare le maglie difensive dei portoghesi, che hanno risposto con un 4-2-3-1 che voleva sfruttare aggressivit\u00e0 e ripartenze veloci che sono state per\u00f2 negate dagli attenti ospiti.<br>Ne \u00e8 venuta fuori una partita in cui il predominio territoriale del Real si \u00e8 tradotto in una maggiore incisivit\u00e0 offensiva: la squadra ospite ha prodotto pi\u00f9 tiri verso la porta e una percentuale di possesso superiore, con la coppia d\u2019attacco formata da Vin\u00edcius e Mbapp\u00e9 che ha costantemente tenuto sulla corda la retroguardia di casa.<br>Impossibile per\u00f2 non accendere i riflettori su ci\u00f2 che \u00e8 accaduto dopo il gol di Vin\u00eccius, realizzato con uno splendido tiro a giro. Il brasiliano si \u00e8 infatti avvicinato all&#8217;arbitro Letexier per condannare un insulto razzista dell&#8217;argentino Prestianni, che aveva per\u00f2 la bocca coperta dalla maglietta mentre parlava: l&#8217;episodio che ha portato all\u2019attivazione del protocollo anti-razzismo FIFA e alla sospensione della partita per circa 10 minuti, durante i quali i giocatori brasiliano sono arrivati fino alla linea laterale per sostenere il loro attaccante; alla ripresa del gioco gli spettatori presenti hanno poi fischiato sistematicamente il brasiliano ogni volta che toccava palla, rendendo l\u2019atmosfera tesa e difficile.<br>Questo spiacevole episodio sottrae parte del focus tecnico alla gara, evidenziando come il tema del razzismo sia ancora drammaticamente attuale nel calcio europeo.<br>Nel complesso il confronto ha avuto un equilibrio tattico significativo, con momenti di pregevole costruzione da parte degli spagnoli e risposte coraggiose dei portoghesi, ma privo di una vera e propria \u201cesplosione\u201d di emozioni fino al gol decisivo. Peccato per l&#8217;episodio successivo al gol, che ha inevitabilmente privato la partita del suo normale flusso tecnico, lasciando un retrogusto amaro nonostante l\u2019importanza del risultato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Borussia Dortmund \u2013 Atalanta: 2-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color\"><em>3&#8242; Guirassy (B) &#8211; 42&#8242; Beier (B)<\/em><\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il &#8220;muro giallo&#8221; del Signal Iduna Park pu\u00f2 esultare per il 2-0 con cui i padroni di casa del Borussia Dortmund hanno avuto la meglio sull&#8217;Atalanta, indirizzando in maniera importante il discorso qualificazione in favore dei tedeschi.<br>Ai gialloneri sono bastati 125&#8221; per trovare il vantaggio, con Guirassy che \u00e8 stato bravo a sfruttare un cross basso dalla destra e a battere il portiere con un tocco ravvicinato, dopo un avvio veemente dei padroni di casa. Questo gol ha imposto subito un\u2019impronta offensiva chiara alla partita, con il 3-4-2-1 tedesco che ha cercato costantemente di spingere sugli esterni per creare superiorit\u00e0 numerica.<br>L&#8217;Atalanta, disposta in maniera speculare, ha provato a resistere alla pressione coordinata dei padroni di casa, tentando ripartenze in verticale con gli inserimenti di Zalewski e Scamacca. Tuttavia, la manovra offensiva della Dea \u00e8 risultata spesso lenta nella transizione dalla difesa al tiro, costringendo i bergamaschi a lanciare pi\u00f9 palloni lunghi che non hanno impensierito a sufficienza il reparto arretrato avversario.<br>Al 42\u2032 la compagine tedesca ha allungato ancora: un\u2019azione insistita sulla fascia sinistra ha portato Beier a finalizzare di destro da breve distanza, con un tocco preciso dopo una serie di rimpalli in area che aveva messo in difficolt\u00e0 gli ospiti.<br>Nella ripresa, la reazione atalantina non porta a grosse azioni degne di nota, con l&#8217;amaro in bocca di non essere riusciti ad uscire indenni da questo match o quantomeno con uno scarto minimo, che costringer\u00e0 l&#8217;uomini di Palladino a cercare l&#8217;impresa mercoled\u00ec prossimo per provare a staccare il pass per gli ottavi di finale.<br>Statisticamente, la partita ha mostrato un equilibrio nel possesso palla (46% per la formazione tedesca contro 54% per quella italiana), ma i padroni di casa si sono dimostrati pi\u00f9 efficaci nella finalizzazione delle occasioni: non a caso, il Dortmund ha sfruttato al meglio gli unici due tiri dello specchio eseguiti nella partita, mentre l&#8217;Atalanta, nonostante ne abbia effettuati tre, non \u00e8 stata altrettanto incisiva.<br>Il match \u00e8 stato caratterizzato da un ritmo sostenuto, soprattutto nei primi 45 minuti, con due gol ben costruiti e una chiara impronta tattica da parte dei padroni di casa. Nonostante alcune fasi di gestione del risultato dopo il 2-0, la partita ha offerto spunti tecnici interessanti sia nella costruzione delle azioni offensive sia nella transizione difensiva, senza scadere in noia.<br>La sensazione generale \u00e8 che, pur non essendo una serata di gol abbondanti, il confronto abbia offerto un buon livello di tattica, intensit\u00e0 e incisivit\u00e0, rendendo interessante il proseguimento della sfida in vista del ritorno.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:30px\"><strong>Analisi dell&#8217;ultimo turno del GironeUnico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">PSG &#8211; Newcastle: 1-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>8&#8242; Vitinha (P) &#8211; 45+2&#8242; Willock (N)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Senza riuscire a superarsi i campioni in carica e l\u2019ambiziosa squadra guidata da Howe si condannano ai playoff da testa di serie con la possibilit\u00e0 di spartirsi Monaco o Qarabag ai sorteggi. Sorte prevedibile per gli inglesi meno ovviamente per i campioni in carica che confermano il periodo invernale come quello pi\u00f9 difficile e scontano comunque un avvio pi\u00f9 difficile del solito anche in patria. L\u2019infortunio d\u00ec Kvara toglie uno dei uomini migliori proprio nel momento di un forcing che non \u00e8 riuscito a scardinare la difesa delle gazze.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Barcellona &#8211; Copenhagen: 4-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>4&#8242; Dadason (C) &#8211; 48&#8242; Lewandowski (B) &#8211; 60&#8242; Lamine Yamal (B) &#8211; 69&#8242; Raphinha (B) &#8211; 85&#8242; Rashford (B)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Solito tourbillion di reti in casa blaugrana, soliti intensi giri sulle montagne russe con un tecnico che non riesce proprio a dare una solidit\u00e0 difensiva ad un attacco stellare. E quindi solita messe di gol per un pubblico che certo non pu\u00f2 reclamare la mancanza di emozioni quando la squadra scende in campo. Onore comunque ai danesi che hanno compiuto un percorso molto generoso sfiorando una qualificazione agli spareggi che sarebbe stato clamoroso e che potranno riprovare l\u2019anno prossimo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Benfica &#8211; Real Madrid: 4-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>30&#8217;\/58&#8242; Mbappe (R) &#8211; 36&#8242; Schjelderup (B) &#8211; 45+5&#8242; Pavlidis (B) &#8211; 54&#8242; Schjelderup (B) &#8211; 90+8&#8242; Trubin (B)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Partita clou di una serata intensa con il vecchio Mou che si beve l\u2019inesperto, e forse inadeguato Arbeloa, per un esito che ha davvero del clamoroso dopo il rigore iniziale di Mbappe e fino al gol incredibile del portiere ucraino che decide le sorti delle due squadre. Che si apprestano agli spareggi con umori certamente diversi e la coppa dalle grandi orecchie che celebra uno dei suoi uomini migliori e decreta il periodo complicato del suo club leader.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Bruges &#8211; Marsiglia: 3-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>4&#8242; Diakhon &#8211; 11&#8242; Vermant &#8211; 79&#8242; Stankovic<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Match di enormi emozioni per i tifosi delle due squadre che si affrontavano per un vero e proprio spareggio anticipato che ha decretato il dominio dei belgi e il dolorosissimo abbandono della squadra di De Zerbi alla competizione. Dopo un percorso molto complicato, nell\u2019ultimo match la squadra di Ivan Leko, che ha preso la squadra in corsa e l\u2019ha messa in condizione di sviluppare il suo potenziale, ha trovato la serata perfetta ed ha azzerato le ambizioni dei marsigliesi, raggiungendo uno spareggio neppure<br>proibitivo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">PSV &#8211; Bayern Monaco: 1-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>58&#8242; Musiala (B) &#8211; 78&#8242; Saibari (P) &#8211; 84&#8242; Kane (B)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo una fase campionato molto deludente i campioni olandesi cercano di riscattarsi nell\u2019ultimo scontro del girone ma devono arrendersi al maggior potenziale degli avversari e rimpiangere una prima parte non all\u2019altezza che li ha condannati ad una imprevista eliminazione. Tranquillo il Bayern di Kompany che guarder\u00e0 gli spareggi comodamente seduto sulla seconda poltrona che gli garantir\u00e0 molti vantaggi nel proseguo della competizione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Ajax &#8211; Olympiakos: 1-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>52&#8242; Martins (O) &#8211; 69&#8242; Dolberg (A) &#8211; 79&#8242; Hezze (O)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Identico percorso e identici rimpianti per l\u2019altra olandese che ha cercato solo ieri sera di acciuffare per la coda la qualificazione dopo aver ballato nelle prime partite ( ricordiamo solo i nove gol incassate nelle trasferte di Marsiglia e Londra). Eroici invece i greci che ci credono dal primo minuto andando subito in vantaggio e completando poi l\u2019opera a dieci minuti dal termine per un successo che \u00e8 di tuto il calcio ellenico che festeggia anche il nono posto nel ranking e si prepara con grande consapevolezza a uno spareggio in cui siamo certo non partir\u00e0 gi\u00e0 battuto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Napoli &#8211; Chelsea: 2-3<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>19<strong><em>&#8216; Fernandez (C) &#8211; 33&#8242; Vergara (N) &#8211; 43&#8242; Hojlund (N) &#8211; 61&#8217;\/82&#8217; Joao Pedro (C) <\/em><\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p>Confermando il periodo negativo la squadra di Conte combatte ma deve arrendersi ad un finale di League Phase troppa difficile in questo momento. Il Chelsea non vive anch\u2019esso certo un gran momento con il nuovo tecnico ma approfitta di un avversario menomato per compiere il suo dovere e assicurarsi un febbraio in cui potr\u00e0 dedicarsi alle competizioni inglesi. In questa fase di estremo disagio, forse anche i partenopei \u00e8 meglio mettere tutte le energie sulla serie A per non compromettere un ritorno nella Champions del prossimo anno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Union St Gilloise &#8211; Atalanta: 1-0<\/mark><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>70&#8242; Khalaili (U)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Serata di gloria per il calcio belga con due importanti successi che alzano un po\u2019 il quoziente del ranking. Per il club della periferia della capitale questo successo non \u00e8 sufficiente per il pass ma \u00e8 certamente un primo passo a questi alti livelli. Percorso inverso per la Dea che questi alti livelli li conosce molto bene ma che ha dilapidato nelle ultime due gare un patrimonio che aveva accumulato. Molto male Palladino che manca un obiettivo alla portata e che dovr\u00e0 soffrire se vorr\u00e0 raggiungere gli ottavi che, francamente, sono il minimo che il tecnico deve portare alla societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Arsenal &#8211; Kairat Almaty: 3-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>3&#8242; Gy\u00f6keres (A) &#8211; 7&#8242; Jorginho (K) &#8211; 15&#8242; Havertz (A) &#8211; 36&#8242; Martinelli (A) &#8211; 90+4&#8242; Ricardinho (K)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Emirates Stadium di Londra ha visto i padroni di casa dell\u2019Arsenal conquistare una vittoria 3-2 sul club kazako del Kairat Almaty, in un match che ha confermato i valori tecnici e le gerarchie del girone.<br>La formazione inglese ha imposto sin da subito il proprio copione di gioco, basato su un possesso palla prolungato e pressing alto per spezzare gli schemi in uscita degli avversari. Questo copione ha prodotto immediatamente frutti: dopo appena due minuti Gy\u00f6keres ha finalizzato un\u2019azione di attacco rapido su scambio centralizzato, sfruttando la superiorit\u00e0 numerica nella met\u00e0 campo avversaria.<br>Il Kairat, squadra meno esperta sui palcoscenici europei e posizionata in fondo alla classifica del girone prima di questo incontro, ha reagito con orgoglio, trovando il pareggio su rigore di Jorginho dopo un intervento irregolare in area di Calafiori.<br>L&#8217;Arsenal per\u00f2 ha subito alzato l\u2019intensit\u00e0 e sfruttato gli spazi concessi dagli avversari in fase di ripiegamento. Havertz ha ribaltato il risultato con un tiro potente dal cuore dell\u2019area anticipando la linea difensiva kazaka al 16&#8242;, poi, prima dell\u2019intervallo, Martinelli ha chiuso i giochi capitalizzando un triangolo stretto sulla sinistra, mettendo la firma sul 3-1. Utile solo per le statistiche il 3-2 di Ricardinho al 93.<br>L&#8217;Arsenal chiude questa League Phase con un percorso netto: otto vittorie, ventitr\u00e9 reti fatte e solo quattro incassate, che la rendono la squadra da battere.<br>Il Kairat, fanalino di coda, ha fatto quel che poteva nel suo percorso di Champions: nessuno si aspettava il suo passaggio del turno e nemmeno una vittoria, \u00e8 arrivato comunque uno storico punto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Athletic Club &#8211; Sporting CP: 2-3<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>3&#8242; Sancet (A) &#8211; 12&#8242; Diomande (S) &#8211; 28&#8242; Guruzeta (A) &#8211; 62&#8242; Trincao (S) &#8211; 90+4&#8242; Alisson Santos (S)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lo storico impianto del San Mam\u00e9s di Bilbao \u00e8 stato palcoscenico di uno spettacolare 3-2 in favore dei lusitani, che hanno saputo capitalizzare con un\u2019efficace gestione delle transizioni e una ritrovata incisivit\u00e0 offensiva dopo un primo tempo combattuto.<br>Eppure a inizio partita erano stati i baschi a trovare il vantaggio con un destro preciso di Sancet, bravo a liberarsi in area dopo un filtrante rapido tra centrocampo e trequarti.<br>La reazione degli ospiti non si \u00e8 fatta attendere. Il gioco portoghese si \u00e8 distinto per un posizionamento pi\u00f9 verticale dei centrocampisti offensivi, con incursioni che hanno tagliato fuori i centrali avversari, consentendo cos\u00ec a Diomand\u00e9 di pareggiare di testa su corner.<br>Il secondo gol casalingo, realizzato da Guruzeta, ha evidenziato un Athletic aggressivo nella creazione di spazi: la combinazione sul corto tra esterno e trequartista ha disorientato la linea difensiva di Sporting, consentendo una conclusione nell\u2019area piccola.<br>Durante la ripresa, l\u2019equilibrio tattico si \u00e8 spostato progressivamente verso gli ospiti, che hanno alzato il baricentro e migliorato l\u2019intensit\u00e0 nella met\u00e0 campo avversaria. Il pareggio di Trinc\u00e3o \u00e8 arrivato grazie a una transizione veloce, con il portoghese che ha sfruttato uno scarico sul limite per battere il portiere con un tiro chirurgico.<br>Il definitivo sorpasso \u00e8 giunto nei minuti di recupero, quando un contropiede ben orchestrato ha visto Santos sfruttare un passaggio verticale per infilare il 3-2 in area, punendo il rischio preso dalla difesa basca nel cercare il pareggio con un pressing prolungato.<br>Il risultato finale riflette in parte le aspettative della vigilia: la compagine portoghese, con una rosa di maggior capacit\u00e0 offensiva e una migliore resa sui ritmi europei, ha confermato le previsioni di rendimento superiore e ha staccato il pass diretto per gli ottavi di finale. Il Bilbao, dal canto suo, ha mostrato carattere e intensit\u00e0 ma in questo League Phase ha pagato qualche imprecisione nella gestione dei momenti tattici difensivi e nei cambi di ritmo: purtroppo con questo format che concede pochissimi errori, tanto basta per terminare gi\u00e0 qui la competizione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Atletico Madrid &#8211; Bod\u00f8\/Glimt: 1-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>15&#8242; Sorloth (A) &#8211; 34&#8242; Sjovold (B) &#8211; 59&#8242; Hogh (B)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Risultato sorprendente quello che matura al &#8220;Metropolitano&#8221; di Madrid, con i norvegesi del Bod\u00f8\/Glimt che si impongono sulla squadra del &#8220;Cholo&#8221;.<br>Eppure i colchoneros avevano subito trovato il vantaggio grazie alla zuccata di S\u00f8rloth al 15&#8242;, che sembrava delineare una serata tranquilla. Peccato per\u00f2 che gli scandinavi non fossero d&#8217;accordo: gi\u00e0 nel primo tempo Sj\u00f8vold insacca il pareggio sfruttando un assist di Bj\u00f8rkan, sfruttando un pressing leggero da parte dei padroni di casa.<br>Con il tempo che scorreva, l&#8217;incapacit\u00e0 dell&#8217;Atleti di trovare il colpo risolutorio ha portato i coraggiosi &#8220;fulmini&#8221; a trovare con il tocco sotto misura di H\u00f8gh un incredibile vantaggio.<br>Dal punto di vista delle aspettative, questa \u00e8 stata sicuramente una mazzata per gli iberici, che partivano nettamente favoriti e con ambizioni di staccare un pass per la top 8 e che invece si trovano ora costretti a disputare il turno intermedio, per altro con sorteggio non agevole che potrebbe metterla contro Brugge o il temibile Galatasaray.<br>Nota di merito per la squadra norvegese: alla prima esperienza in Champions League, nessuno si sarebbe aspettato una qualificazione al turno successivo, anche se il prossimo avversario si chiamer\u00e0 Real Madrid o Inter.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Bayer Leverkusen &#8211; Villarreal: 3-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>12&#8217;\/32&#8242; Tillman &#8211; 57&#8242; Grimaldo<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Partita con significato solo per il Leverkusen, dato che il &#8220;sottomarino giallo&#8221; arrivava al match gi\u00e0 da eliminato.<br>I padroni di casa hanno imposto sin dalle prime battute un ritmo elevato e hanno trovato il vantaggio gi\u00e0 al 12&#8242; con Tillman, che ha sfruttato una frittata di Tenas. La capacit\u00e0 dei tedeschi di creare superiorit\u00e0 sulle fasce ha permesso di trovare il raddoppio, ancora con Tillman che ha trovato un gran tiro al volo per arrotondare il punteggio.<br>Non cambia il copione nella ripresa, con le &#8220;aspirine&#8221; che trovano il tris con un altro tiro al volo (spettacolare, di esterno mancino) di Grimaldo.<br>Tedeschi semplicemente superiori in tutto e per tutto e che raccolgono una vittoria importantissima per strappare la sedicesima e ultima posizione per poter disputare in casa il ritorno nel turno intermedio.<br>Il Villarreal saluta la competizione da fanalino di coda assieme al Kairat Almaty con un solo punto: decisamente troppo poco per la squadra che sta invece facendo delle ottime prestazione ne LaLiga.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Borussia Dortmund &#8211; Inter: 0-2<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>81&#8242; Dimarco &#8211; 90+4&#8242; Diouf<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I nerazzurri si impongono per 2-0 al Signal Iduna Park, in una partita molto combattuta che ha generato poche emozioni.<br>La prima met\u00e0 di gioco \u00e8 stata caratterizzata da una strenua battaglia di centrocampo, in cui entrambe le formazioni hanno cercato di prendere l\u2019iniziativa senza concedere troppo alle ripartenze avversarie. I padroni di casa, con il loro tipico assetto propositivo, hanno provato a costruire gioco attraverso pressing alto e coinvolgimento dei terzini sulle fasce, ma hanno faticato a trovare linee di passaggio pulite tra le linee nerazzurre, ben organizzate e attente a chiudere gli spazi centrali.<br>Nel secondo tempo, il piano tattico dei lombardi ha prodotto i suoi frutti. I nerazzurrihanno alzato il livello di intensit\u00e0 sui duelli a centrocampo, costringendo il gioco tedesco a soluzioni lunghe o forzate. La svolta \u00e8 arrivata all\u201981\u2032, quando, su una punizione dal limite, di Dimarco ha trovato la via del gol.<br>Il Dortmund ha provato a spingere in avanti per trovare il pareggio, ma ha concesso spazi per il contropiede: ne ha approfittato Diouf, che ha segnato nei minuti di recupero il definitivo 2-0.<br>Il fattore cambio sembrava poter favorire i teutonici, che invece subiscono una sconfitta pesantissima ai fini della classifica, con un diciassettesimo posto che porter\u00e0 a un derby contro il Leverkusen o una sfida all&#8217;Atalanta, con ritorno da disputare in trasferta.<br>Vittoria importante per la squadra di Chivu ma che non basta per staccare il pass diretto per gli ottavi di finale (sfiorati per qualche secondo quando alcuni parziali di altri match erano ancora favorevoli): il futuro porter\u00e0 quindi a una sfida tra la sorpresa Bod\u00f8\/Glimt o la sfida emozionante con il Benfica di mister Mourinho.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Eintracht Francoforte &#8211; Tottenham: 0-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>47&#8242; Kolo Muani &#8211; 77 Solanke<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In un confronto contro il gi\u00e0 eliminato Francoforte, in cui la posta in palio c&#8217;era la qualificazione diretta agli ottavi, gli ospiti hanno imposto il proprio ritmo vincendo 2-0 e blindando un importante quarto posto.<br>Tuttavia il primo tempo \u00e8 stato bloccato, con gli inglesi incapaci di trovare un gol (a parte quello annullato dal VAR a Simons per un precedente offside di Udogie) che giunge solamente a inizio ripresa: \u00e8 Kolo Muani a trovare al 47&#8242; un decisivo tap-in, che allenta la pressione sugli Spurs.<br>Mezz&#8217;ora pi\u00f9 tardi giunge anche il raddoppio di Solanke, che ha, di fatto, chiuso la gara sul piano delle chance e consentito agli ospiti di controllare il ritmo fino al triplice fischio.<br>Il Tottenham, giunto nella competizione da vincitrice dell&#8217;Europa League nella passata stagione, sembra dimostrare di aver trovato la giusta ricetta nelle serate di Coppa, e questo quarto posto permetter\u00e0 un maggior riposo nella fase cruciale della stagione.<br>Poco da dire sull&#8217;Eintracht: non ci si aspettava chiss\u00e0 cosa dai tedeschi, che per\u00f2 sono riusciti a disattendere anche quelle poche aspettative (posizione tra la diciassettesima e ventiquattresima posizione) che poteva essere prevista a inizio stagione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Liverpool &#8211; Qaraba\u011f: 6-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>15&#8217;\/61&#8242; Mac Allister &#8211; 21&#8242; Wirtz &#8211; 50&#8242; Salah &#8211; 57&#8242; Ekitike &#8211; 90&#8242; Chiesa<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Poteva essere una partita combattuta, anche per merito di un Qaraba\u011f che finora si era dimostrato come squadra che poteva creare problemi, ma la prestazione degli uomini di Slot \u00e8 stata un manifesto di organizzazione offensiva, precisione nei movimenti e concretezza nelle rifiniture, segnando un passaggio agli ottavi di finale con autorit\u00e0.<br>La partita si \u00e8 messa subito sui binari desiderati dai padroni di casa, nonostante un infortunio precoce che ha costretto il terzino Frimpong a lasciare il campo gi\u00e0 al 4\u2032. I primi due gol sono arrivati prima della met\u00e0 del primo tempo: Mac Allister ha capitalizzato un corner ribattuto con un colpo di testa da rapace d\u2019area (15\u2032), seguito da un sinistro da fuori di Wirtz perfettamente servito da Ekitike (21\u2032).<br>Nella ripresa l\u2019intensit\u00e0 non \u00e8 calata: al 50\u2032 Salah ha trasformato con classe un calcio di punizione per il terzo vantaggio. Poco dopo, Ekitike ha sfruttato un recupero alto della palla e una transizione fulminea per infilare il quarto (57\u2032), mentre lo stesso Mac Allister ha concluso il suo bis personale al 61\u2032 con un tap-in sotto porta. Nel finale, con la partita ormai in cassaforte, Chiesa ha arrotondato il punteggio a 6-0 sfruttando un assist da posizione avanzata di van Dijk (90\u2032).<br>Dal punto di vista statistico, la superiorit\u00e0 inglese \u00e8 emersa chiaramente: la squadra di Baku hanno faticato a creare occasioni e a tenere il passo nei duelli individuali, con Liverpool protagonista sia nel possesso sia nella finalizzazione.<br>Successo importantissimo che regala ai reds il terzo posto e la possibilit\u00e0 di saltare due partite.<br>Incredibilmente, nonostante la sconfitta, la squadra azera stacca comunque il pass per il turno intermedio. L&#8217;urna prevede ora una sfida con una tra Paris SG e Newcastle, ma certamente non ci saranno pressioni sui bianconeri.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Manchester City &#8211; Galatasaray: 2-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>11&#8242; Haaland&nbsp; &#8211; 29&#8242; Cherki<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il City, dopo aver rischiato di inguaiarsi con la sconfitta subita in terra scandinava contro il Bod\u00f8\/Glimt di settimana scorsa, ha dovuto sfoderare un&#8217;importante prestazione per avere la meglio sul Galatasaray e ottenere l&#8217;ottavo posto che vale la possibilit\u00e0 di saltare due partite.<br>La partita si \u00e8 sbloccata nel primo tempo grazie a un\u2019azione in verticale perfettamente orchestrata dal belga Doku. Dopo aver attirato i difensori centralmente, ha servito con precisione il norvegese Haaland che, con un tocco sotto, ha battuto il portiere avversario anticipando la linea difensiva al 10\u2032. Un turning point che ha imposto subito il ritmo e costretto il Galatasaray a riorganizzarsi difensivamente.<br>I giallorossi hanno faticato a imporre il loro ritmo, anche per merito del pressing alto e aggressivo dei padroni di casa, che hanno poi trovato la seconda rete al 29&#8242;: ancora Doku ha trovato l&#8217;inserimento di un compagno, nell&#8217;occasione Cherki, abile a concludere con calma e portare la partita sul 2-0.<br>La squadra di Guardiola ha poi gestito con bene la partita, concedendo poco e nulla agli avversari.<br>Gi\u00e0 detto di quanto accaduto al City grazie a questo risultato, \u00e8 giusto analizzare invece come il Galatasaray ha comunque staccato il pass per il prossimo turno, anche se non in una posizione che permettesse di avere il match di ritorno in casa: il RAMS Park ospiter\u00e0 comunque una tra Brugge o Juventus.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Monaco &#8211; Juventus: 0-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;equilibrio tattico e le difese hanno vinto allo Stade Louis II di Montecarlo, con il club Monegasco e la Vecchia Signora che non sono riusciti ad andare oltre lo 0-0.<br>Il match si sarebbe potuto sbloccare nella prima frazione: un clamoroso errore di rinvio di Perin non \u00e8 stato sfruttato da Akliouche; al 14&#8242; il gol di Balogun \u00e8 stato annullato per una precedente spinta a Kalulu e infine Perin ha detto &#8220;no&#8221; su un tiro pericoloso di Vanderson prima dell&#8217;intervallo.<br>Nella ripresa il ritmo \u00e8 rimasto contenuto: gli ospiti hanno provato a creare opportunit\u00e0 con triangolazioni centrali e combinazioni tra le linee, ma la compattezza difensiva dei biancorossi ha spesso limitato lo spazio per rifinire con precisione. L\u2019ingresso di cambio formazione e forze fresche da entrambi i lati \u2013 con l\u2019obiettivo di rompere l\u2019equilibrio \u2013 non \u00e8 riuscito a produrre occasioni nitide oltre a un tiro-cross di Zhegrova che si \u00e8 spento fuori di poco.<br>Sul piano tattico, lo 0-0 racconta di un duello caratterizzato da buona disciplina difensiva e gestione paziente delle transizioni: il Monaco ha provato ad avanzare in ampiezza, mentre la Juventus ha cercato di sfruttare i break in verticale con combinazioni rapide. Tuttavia, la qualit\u00e0 delle rifiniture non \u00e8 stata sufficiente da entrambe le parti per infrangere il muro difensivo opposto, con i portieri e le linee arretrate protagonisti nel mantenere le rispettive porte inviolate.<br>Alla fine entrambe le squadre possono mangiarsi le mani per aver favorito i rispettivi obiettivi: il Monaco con un successo avrebbe potuto sperare in una qualificazione tra nono e sedicesimo posto, ma dovr\u00e0 accontentarsi degli spareggi con match di andata casalingo. La Juventus invece con una vittoria avrebbe potuto ambire addirittura alla top 8: sarebbe bastato un 2-0 che per\u00f2 non \u00e8 arrivato, e ora i bianconeri dovranno vedersela contro una tra Galatasaray e Brugge.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Pafos &#8211; Slavia Praga: 4-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>17&#8242; Dragomir (P) &#8211; 44&#8242; Chaloupek (S) &#8211; 53&#8242; Bruno (P) &#8211; 84&#8242; Anderson Silva (P) &#8211; 87&#8242; Orsi (P)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;Alphamega Stadium va in scena il trionfo dei ciprioti, che impartiscono una severa lezione di calcio verticale a un&#8217;irriconoscibile compagine ceca. Finisce 4-1: Or\u0161i\u0107 e Anderson Silva sugli scudi.<br>L\u2019ultima notte della League Phase regala una pagina di storia al calcio cipriota e un incubo a tinte biancorosse per gli ospiti. La formazione di casa schianta lo Slavia Praga con un 4-1 che non ammette repliche, frutto di una prestazione tatticamente perfetta e di un cinismo sotto porta che raramente si era visto in questa campagna europea. Doveva essere una gara equilibrata tra due squadre in cerca di punti per l&#8217;orgoglio o per un disperato assalto ai playoff, si \u00e8 trasformata in un monologo dei ragazzi in maglia azzurra e bianca.<br>Dopo un primo tempo equilibrato (vantaggio di Dragomir, pareggio ospite di Chaloupek), nella ripresa i ciprioti dilagano grazie alle reti di Bruno Felipe, Anderson Silva e Or\u0161i\u0107.<br>Match deciso dalle ripartenze verticali dei padroni di casa. Il Pafos ha punito il possesso palla sterile dei cechi sfruttando con cinismo le praterie lasciate da una difesa avversaria lenta e disorganizzata.<br>Lo Slavia Praga chiude la League Phase con una grave delusione, fallendo le aspettative di qualificazione. Il Pafos, al contrario, sovverte i pronostici da &#8220;Cenerentola&#8221;, salutando il torneo con una prestazione di alto livello internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:32px\"><strong>Analisi 7\u00b0 turno GironeUnico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Galatasaray &#8211; Atletico Madrid: 1-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>4&#8242; Simeone (A) &#8211; <\/em><\/strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\"><strong><em>20&#8242; Llorente (A)<\/em><\/strong> <\/mark> <\/p>\n\n\n\n<p>Galatasaray e l&#8217;Atletico Madrid si spartiscono la posta in palio al termine di un 1-1 intenso, tattico e a tratti brutale. Per la compagine di Diego Simeone, quello di Istanbul \u00e8 un pareggio che lascia l&#8217;amaro in bocca per la mole di gioco prodotta, mentre i padroni di casa festeggiano un punto di platino che li mantiene saldamente in corsa per una posizione favorevole negli spareggi.<br>La gara si spacca dopo appena quattro minuti. Gli spagnoli approcciano il match con una ferocia agonistica impressionante, sfruttando un ribaltamento di fronte fulmineo: Ruggeri pennella un cross telecomandato per l&#8217;inserimento di GiulianoSimeone, che di testa schiaccia in rete firmando lo 0-1. \u00c8 il gol che sembra spianare la strada ai colchoneros, capaci di imbrigliare la manovra dei leoni con un 5-3-2 strettissimo che nega ogni linea di passaggio centrale a Osimhen e soci.<br>Tuttavia, il calcio sa essere crudele proprio con chi sembra averne il controllo. Al 21&#8242;, nel momento di massimo sforzo dei turchi, Roland Sallai scappa sulla corsia laterale e mette al centro un pallone teso e velenoso. Nel tentativo di anticipare l&#8217;intervento avversario, MarcosLlorente devia sfortunatamente nella propria porta: un autogol che rimette in linea di galleggiamento i giallorossi fa esplodere l&#8217;entusiasmo del pubblico.<br>Nella ripresa, lo spartito si sposta decisamente a favore della squadra di Madrid. Gli spagnoli alzano il baricentro e dominano le statistiche, trascinati da un Juli\u00e1n Alvarez onnipresente ma insolitamente impreciso sotto porta. \u00c8 proprio l&#8217;attaccante argentino a sprecare due ghiotte occasioni da posizione favorevole, graziando un Galatasaray apparso stanco e rintanato a difesa del prezioso pareggio.<br>Dall&#8217;altra parte, la serata entra nella storia per Jan Oblak: il portierone sloveno festeggia la sua 100\u00aa presenza in Champions League sotto la guida dello stesso allenatore, un traguardo che lo inserisce nell&#8217;olimpo dei fedelissimi insieme a leggende del calibro di Scholes e Giggs. Nonostante la pressione finale del club madrileno, il fortino dei leoni regge l&#8217;urto, complice anche l&#8217;impatto di un centrocampo di casa che ha saputo alzare il livello dello scontro fisico.<br>I biancorossi restano aggrappati all&#8217;ottava piazza, l&#8217;ultima utile per l&#8217;accesso diretto agli ottavi senza passare dai playoff. Con la qualificazione alla fase successiva gi\u00e0 in tasca, l&#8217;obiettivo per la Top 8 sar\u00e0 una vittoria per blindare il vantaggio sulle inseguitrici (Atalanta e Liverpool su tutte) ed evitare le insidie del doppio confronto a febbraio.<br>I giallorossi consolidano la loro posizione nella zona playoff. Il punto ottenuto contro una big europea \u00e8 una scarica di fiducia vitale. Nell&#8217;ultima giornata, cercheranno di difendere o migliorare questa posizione per garantirsi il vantaggio del ritorno casalingo.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#fcb900\" class=\"has-inline-color\">Spettacolarit\u00e0: 50\/100<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Atalanta &#8211; Athletic Bilbao: 2-3<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>16&#8242; Scamacca (A) &#8211; 58&#8242; Guruzeta (ATH) &#8211; 70&#8242; Serrano (ATH) &#8211; 74&#8242; Navarro (ATH) &#8211; 88&#8242; Krstovic (A)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Cade tra le mura amiche l&#8217;Atalanta, trafitta da un AthleticClub chirurgico capace di capitalizzare al massimo le poche crepe concesse dal sistema difensivo di Palladino. Una sconfitta che brucia per gli Orobici, che hanno prodotto una mole di gioco imponente senza per\u00f2 trovare la zampata decisiva per indirizzare definitivamente il match.<br>L\u2019inizio della partita ha visto la compagine bergamasca prendere in mano il ritmo, con un baricentro alto e ampiezza nelle catene laterali che ha messo in difficolt\u00e0 la difesa iberica. Dopo un paio di fiammate create dagli esterni e da De Ketelaere, la pressione costante ha portato allo sblocco al 16\u2019: Scamacca, servito da un\u2019incursione sulla destra, ha anticipato i centrali avversari con un colpo di testa preciso che ha battuto Unai Sim\u00f3n, portando in vantaggio la Dea davanti ai propri tifosi.<br>Nel prosieguo della prima frazione, i nerazzurri hanno mantenuto il pallino del gioco imponendo intensit\u00e0 nella costruzione e verticalizzazioni veloci. L\u2019Athletic, con un assetto pi\u00f9 prudente, ha faticato a trovare spazi in transizione, subendo la fisicit\u00e0 e la superiorit\u00e0 numerica in mediana degli uomini di casa. Alle conclusioni di Scamacca e compagni sono mancati gli ultimi centimetri per raddoppiare prima dell\u2019intervallo, ma il controllo era netta e la geografia tattica favorevole alla squadra italiana.<br>La ripresa ha raccontato una storia completamente diversa. Gli ospiti \u2013 dopo un avvio ancora in difficolt\u00e0 \u2013 hanno alzato il ritmo e trovato pi\u00f9 coraggio offensivo sfruttando le vie centrali e le combinazioni tra i trequartisti. Al 58\u2019 Guruzeta ha finalizzato un\u2019azione insistita per l\u20191-1, capitalizzando un traversone calibrato nell\u2019area di rigore. Sette minuti dopo \u00e8 arrivato il vantaggio dei baschi: Serrano, sfruttando una verticalizzazione tagliente, ha trafitto la difesa nerazzurra con un diagonale potente all\u2019angolino per il 1-2.<br>La reazione dello schieramento spagnolo non si \u00e8 arrestata: al 74\u2019 Navarro (gi\u00e0 autore dei due assist precedenti) ha concretizzato una ripartenza fulminea orchestrata da Sancet, controllando e incrociando con freddezza davanti al portiere avversario per il 1-3 che ha ribaltato completamente l\u2019equilibrio del match. In questa fase, la disposizione tattica del club basco ha evidenziato grande compattezza tra le linee e ottimo uso delle fasce per creare superiorit\u00e0 numerica.<br>Quando la partita sembrava ormai in carico definitivo agli spagnoli, la squadra italiana non si \u00e8 arresa. L\u2019ingresso di Lookman ha dato nuova vivacit\u00e0 alle trame offensive; il nigeriano ha orchestrato un\u2019azione corale che ha portato alla rete di Krstovic, abile a insaccare da pochi passi per il 2-3. Sebbene il gol finale abbia riacceso la speranza, non \u00e8 bastato per completare la rimonta nei minuti di recupero.<br>La gara ha offerto un chiaro contrasto tra due fasi di gioco opposte. Nel primo tempo la squadra italiana ha mostrato un piano ben strutturato: possesso progressivo, densit\u00e0 nei corridoi centrali e ampiezza esterna per sfidare le linee difensive avversarie. Nel secondo tempo, per\u00f2, la reazione dei rojiblancos \u00e8 stata guidata da una transizione pi\u00f9 aggressiva e da maggiore precisione nelle verticalizzazioni, che ha messo in crisi l\u2019organizzazione nerazzurra. La capacit\u00e0 del club basco di sfruttare gli spazi in occasione dei tre gol testimonia un adattamento tattico efficace del proprio allenatore, con un mix di aggressivit\u00e0 e letture rapide delle situazioni offensive.<br>Con questo 2-3, l\u2019Atalanta resta a 13 punti nella classifica della League Phase, ma vede allontanarsi l\u2019accesso diretto agli ottavi: il successo mancato in casa potrebbe costare caro nella lotta per un piazzamento tra le prime otto posizioni che garantirebbe la qualificazione automatica al turno successivo. Gli equilibri restano per\u00f2 aperti e tutto si decider\u00e0 nell\u2019ultimo turno.<br>Per l\u2019Athletic Bilbao, il successo in terra italiana rappresenta un\u2019iniezione di fiducia fondamentale: salendo a 8 punti, la compagine basca mantiene vive le proprie ambizioni di accesso ai playoff di Champions League, con la necessit\u00e0 di conquistare un risultato positivo nell\u2019ultima giornata per continuare a perseguire l\u2019obiettivo europeo.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#fcb900\" class=\"has-inline-color has-black-color\">Spettacolarit\u00e0: 75\/100<\/mark><br><br><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Chelsea &#8211; Pafos: 1-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>78&#8242; Caicedo<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lo Stamford Bridge londinese ha vissuto una serata di supremazia territoriale da parte dei Blues, che hanno faticato a trasformare la propria superiorit\u00e0 in gol contro la difesa arroccata del club cipriota, alla sua prima apparizione nella massima competizione continentale. Alla fine la rete decisiva \u00e8 arrivata su calcio da fermo, premiando la pressione insistita degli inglesi e tenendo aperto il discorso qualificazione diretta agli ottavi di finale.<br>Nel primo tempo il controllo del gioco \u00e8 stato nettamente degli uomini in maglia blu: possesso palla vicino al 70% e ritmo imposto fin dai primi minuti. Nonostante le numerose incursioni dalle fasce e diverse conclusioni nell\u2019area avversaria, lo schema offensivo del club londinese non \u00e8 riuscito a penetrare il muro difensivo dei ciprioti, con il portiere Gorter protagonista di diverse parate di rilievo e la retroguardia compatta a neutralizzare gli spunti pi\u00f9 pericolosi.<br>La prima occasione significativa \u00e8 giunta con un gol annullato per fallo in attacco di Delap al 17&#8242;, seguito da ripetuti tentativi dalla distanza e palle inattive che non hanno per\u00f2 sorpreso la retroguardia avversaria. Il Pafos, con un assetto pi\u00f9 prudente e ben organizzato a protezione del proprio specchio, ha limitato i rischi concedendo poche opportunit\u00e0 nitide, e ha anche recriminato al 32&#8242; per un possibile fallo di mano di James su tiro di Jaj\u00e1, sui quali non ci sono gli estremi per la revisione al VAR.<br>L\u2019equilibrio si \u00e8 spezzato al 78\u2019, quando un calcio d\u2019angolo battuto dalla destra ha portato Mois\u00e9s Caicedo a insaccare di testa il gol vittoria dopo un tocco involontario in area, rendendo vano lo sforzo difensivo degli ospiti e regalando tre punti fondamentali alla squadra di casa.<br>La partita \u00e8 stata sostanzialmente decisa dal piano tattico del tecnico inglese, che ha imposto una pressione costante e un possesso palla prolungato per allargare la difesa avversaria e creare spazi tra le linee. Il 4-2-3-1 dei padroni di casa ha cercato di sfruttare le corsie esterne e il fraseggio verticale per mettere in difficolt\u00e0 il blocco compatto dei ciprioti, i quali hanno risposto con un 5-4-1 in fase difensiva, riducendo al minimo le occasioni per gli avversari e affidandosi alle ripartenze rare ma potenzialmente insidiose.<br>Cos\u00ec i Blues hanno mantenuto in gran parte il controllo del gioco, la struttura difensiva degli ospiti ha costretto i londinesi a insistere prevalentemente sulle palle alte e sulle soluzioni da fuori area, trovando la via del gol solo tramite calcio piazzato. La capacit\u00e0 dei ciprioti di restare compatti fino alla fine ha impedito una vittoria pi\u00f9 larga agli inglesi.<br>Con questo successo per 1-0, il club inglese sale in classifica a pari punti con altri sette team in lotta per un posto tra le prime otto della League Phase, consolidando la propria posizione nella corsa alla qualificazione diretta agli ottavi di finale. Saranno dunque decisivi gli ultimi 90&#8242;, che disputeranno al &#8220;Maradona&#8221; di Napoli.<br>La formazione cipriota, pur restando al di sotto della zona playoff, il punto di orgoglio derivato dall\u2019aver retto a lungo di fronte alla pressione costante della squadra inglese rafforza la propria ambizione di competere fino all\u2019ultimo nella corsa europea. Servir\u00e0 che molte altre squadre si fermino e una vittoria casalinga (non impossibile) contro lo Slavia Praga per continuare questo incredibile sogno europeo.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#fcb900\" class=\"has-inline-color\">Spettacolarit\u00e0: 60\/100<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Newcastle &#8211; PSV: 3-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>8&#8242; Wissa &#8211; 30&#8242; Gordon &#8211; 65&#8242; Barnes<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A St James\u2019 Park, gli inglesi hanno offerto una prestazione solida e concreta per conquistare il netto 3-0 contro gli olandesi, ipotecando cos\u00ec la loro qualificazione alla fase a eliminazione diretta della Champions League con una prova di grande efficacia offensiva e dominio territoriale. La squadra bianconera ha saputo tradurre in gol la superiorit\u00e0 tattica gi\u00e0 nei primi minuti, mettendo subito in discesa il confronto contro un\u2019avversaria con identit\u00e0 tecnica ma incapace di reagire con continuit\u00e0.<br>Pressing alto, circolazione rapida e ricerca costante degli spazi tra le linee hanno consentito di sbloccare il punteggio gi\u00e0 all\u20198\u2019, quando Wissa ha finalizzato con precisione un\u2019assist filtrante da posizione centrale, infilandosi tra i difensori e colpendo di sinistro nell\u2019area piccola per l\u20191-0.<br>Con l\u2019inerzia tutta dalla parte dei Magpies, il raddoppio \u00e8 arrivato al 30\u2019 grazie a Gordon, bravo a capitalizzare un errore difensivo ospite con un tiro potente e preciso che ha sancito la superiorit\u00e0 territoriale degli inglesi prima dell\u2019intervallo.<br>Nella ripresa, nonostante l\u2019uscita per infortunio del capitano Guimar\u00e3es a causa di un problema alla caviglia, la squadra di casa ha mantenuto il controllo e trovato il terzo gol al 65\u2019 con Barnes, abile a finalizzare un\u2019azione insistita in area per il 3-0 definitivo.<br>Perfetto l&#8217;approccio dei calciatori di Howe: pressing aggressivo e proiezioni offensive verticali hanno destabilizzato la difesa olandese gi\u00e0 nelle prime fasi del gioco, sfruttando soprattutto le corsie esterne, creando superiorit\u00e0 numerica e favorendo il coinvolgimento dei centrocampisti nel supporto alle punte. La squadra di Eindhoven \u00e8 invece sembrata solamente lontana parente di quella che ha ottenuto le importanti vittorie contro Napoli e Liverpool.<br>Con questo successo per 3-0, gli inglesi si portano a 13 punti nella classifica della League Phase, consolidando la propria posizione nelle zone alte della graduatoria e avvicinando la qualificazione diretta agli ottavi di finale. Mantenere una prestazione di questo livello nell\u2019ultimo turno, l&#8217;insidiosissima trasferta contro il Paris Saint-Germain anch&#8217;esso a quota 13, potrebbe permettere di assicurarsi un piazzamento tra le prime otto forze della competizione.<br>Per le lampadine, pur restando con 8 punti, la sconfitta in terra inglese complica il cammino verso la fase successiva: servono risultati positivi nel difficilissimo ultimo match casalingo contro il Bayern Monaco (con i tedeschi attualmente secondi e gi\u00e0 certi di essere quantomeno tra le prime quattro) e una combinazione di risultati favorevoli per mantenere vive le ambizioni europee, dato che l\u2019attuale posizione non garantisce automaticamente un posto nei playoff della competizione.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#fcb900\" class=\"has-inline-color\">Spettacolarit\u00e0: 60\/100<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Bayern &#8211; Royale Union SG: 2-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>52&#8217;\/55&#8242; Kane<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Juventus &#8211; Benfica: 2-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>55&#8242; Thuram &#8211; 64&#8242; McKennie<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Marsiglia &#8211; Liverpool: 0-3<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>45+1&#8242; Szoboszlai (L) &#8211; 72&#8242; Rulli (M) &#8211; 90+3&#8242; Gakpo (L)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Slavia Praga &#8211; Barcellona: 2-4<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>10&#8242; Kusej&nbsp; (S) &#8211; 34&#8217;\/42&#8242; Fermin (B) &#8211; <mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">44&#8242; Lewandowski (B)<\/mark> &#8211; 63&#8242; Olmo (B) &#8211; 71&#8242; Lewandowski (B)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Qarabag &#8211; Francoforte: 3-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>4&#8217;\/80&#8242; Duran (Q) &#8211; 10&#8242; Uzun (F) &#8211; 78&#8242; Chaibi (F) &#8211; 90+4&#8242; Mustafazada (Q)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Kairat Almaty &#8211; Brugge: 1-4<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>32&#8242; Stankovic (B) &#8211; 38&#8242; Vanaken (B) &#8211; 74&#8242; Vermant (B) &#8211; 84&#8242; Mechele (B) &#8211; 90+2&#8242; Sadybekov (K)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Vittoria doveva essere e vittoria \u00e8 stata per il Brugge, che, nonostante il lungo viaggio, torna a casa con un netto 4-1 sul campo del Kairat Almaty. Poco pi\u00f9 di una formalit\u00e0, con la squadra belga che, trovato il vantaggio al 32&#8242; con Stankovi\u0107, ha messo in ghiaccio il discorso con le successive marcature di Vanaken, Vermant e Mechele, prima di concedere il gol della bandiera locale a Sadybekov quando il cronometro segnava il minuto 92.<br>Il Kazakistan saluta la Champions, in attesa di poterla rivedere chiss\u00e0 quando. La squadra ospite invece tiene vive un barlume di speranza di ottenere l&#8217;accesso ai playoff, con match casalingo decisivo in programma mercoled\u00ec sera contro il Marsiglia.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#fcb900\" class=\"has-inline-color\">Spettacolarit\u00e0: 65\/100<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Bod\u00f8\/Glimt &#8211; Manchester City: 3-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>2<strong><em>2&#8217;\/24&#8242; Hogh (B) &#8211; 58&#8242; Hauge (B) &#8211; 60&#8242; Cherki (M)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Doveva essere solo una formalit\u00e0, ma nel freddo artico (-4\u00b0 C.) di Bodo i padroni di casa trovano un incredibile uno-due firmato da H\u00f8gh &#8211; al 22&#8242; con una zuccata e al 24&#8242; con un piattone destro al termine di un contropiede &#8211; e scombinano i piani dei calciatori di mister Guardiola. La serata magica dei norvegesi trova il suo apice al 57&#8242; con il 3-0 firmato da Hauge con uno splendido tiro a giro con il destro che bacia la parte bassa della traversa prima di beffare Donnarumma. Cherki prova a riaprire il match con un diagonale rasoterra allo scoccare dell&#8217;ora di gioco, ma il doppio giallo in due minuti di Rodri porta la squadra ospite a dover disputare il resto della partita in dieci, con la partita che rimane viva ma senza variazioni di risultato.<br>Prima storica (e inaspettata) vittoria del Bod\u00f8\/Glimt in Champions League: sar\u00e0 davvero difficile sperare di qualificarsi agli spareggi perch\u00e9 servirebbe un successo nell&#8217;ultimo turno in casa dell&#8217;Atletico Madrid, ma, dopo questo successo, sognare non costa nulla!<br>Si inguaia invece da solo il Manchester City: con questo clamoroso passo falso, rischia di fallire l&#8217;accesso alla Top 8 ed essere costretto a disputare il turno intermedio.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#fcb900\" class=\"has-inline-color\">Spettacolarit\u00e0: 70\/100<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Copenhagen &#8211; Napoli: 1-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>39&#8242; McTominay (N) &#8211; 72&#8242; Larsson (C)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un pareggio che sa di beffa atroce. Al Parken Stadium, il Napoli di Antonio Conte non riesce a chiudere i conti contro un Copenhagen rimasto in inferiorit\u00e0 numerica per oltre un\u2019ora e si fa riacciuffare sull&#8217;1-1. Un risultato che complica maledettamente i piani dei partenopei: la qualificazione diretta agli ottavi sfuma definitivamente, e ora il passaggio ai playoff dovr\u00e0 essere blindato nell\u2019ultimo, proibitivo scontro contro il Chelsea.<br>Conte si affida al collaudato 3-4-2-1, lanciando il giovane Vergara dal primo minuto sulla trequarti e affidandosi al grande ex, H\u00f8jlund, come terminale offensivo. Il Copenhagen risponde con un 4-4-2 ordinato e aggressivo. La partita cambia volto al 35&#8242;: Delaney commette un brutto fallo con il piede a martello su Lobotka. L&#8217;arbitro Peljto, richiamato dal VAR, estrae il rosso diretto.<br>Nonostante l&#8217;uomo in pi\u00f9, il Napoli fatica a trovare ampiezza, ma riesce a sbloccare il match prima dell&#8217;intervallo grazie alla sua arma impropria: McTominay. Al 39&#8242;, su un corner perfetto calciato da Elmas, lo scozzese svetta con un tempo d&#8217;inserimento magistrale e firma lo 0-1. Sembra l&#8217;inizio di una gestione agevole, ma la squadra di Conte pecca di cinismo e presunzione.<br>Nella seconda frazione, il Napoli non affonda il colpo del raddoppio. Conte prova a rinfrescare la squadra inserendo Lang e Olivera, ma la manovra diventa prevedibile e lenta. Il Copenhagen, sospinto dal calore dei propri tifosi, resta aggrappato al match e al 71&#8242; trova l&#8217;episodio che riequilibra tutto: un\u2019incertezza difensiva concede a Larsson la chance del pari. Sebbene Milinkovic-Savic riesca inizialmente a respingere il calcio di rigore, il pi\u00f9 lesto di tutti sulla ribattuta \u00e8 proprio l&#8217;attaccante svedese, che infila il pallone dell&#8217;1-1.<br>Nel finale, l\u2019assalto azzurro \u00e8 pi\u00f9 di nervi che di logica. Olivera ci prova di testa trovando il miracolo di Kotarski, mentre Lucca (subentrato per l&#8217;assalto finale) spreca due buone occasioni al 90&#8242; e al 93&#8242;, calciando alto da posizione favorevole.<br>Il triplice fischio sancisce un verdetto amaro per il Napoli, che sale a 8 punti ma scivola nella zona &#8220;calda&#8221; della classifica playoff. Con il Copenhagen (a 8 punti come i partenopei) che festeggia un punto eroico in dieci uomini, la squadra di Conte esce dal Parken con molti interrogativi sulla tenuta mentale e sulla capacit\u00e0 di gestire il vantaggio. Ora tutto si decider\u00e0 negli ultimi 90 minuti: una vittoria contro il Chelsea \u00e8 d&#8217;obbligo per non rischiare una clamorosa eliminazione che avrebbe del catastrofico.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#fcb900\" class=\"has-inline-color\">Spettacolarit\u00e0: 60\/100<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Olympiakos &#8211; Leverkusen: 2-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>2&#8242; Costinha &#8211; 45+1&#8242; Taremi<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Al Georgios Karaiskakis non si passa. In una serata vibrante, dove il tifo di casa ha giocato il ruolo del dodicesimo uomo, l&#8217;Olympiakos compie il capolavoro tattico e piega per 1-0 un Bayer Leverkusen parso sorpreso dalla furia agonistica dei greci. Tre punti d&#8217;oro che riaccendono le speranze di qualificazione per i biancorossi e costringono le &#8220;Aspirine&#8221; a rivedere i piani per l&#8217;accesso diretto agli ottavi.<br>La chiave del match \u00e8 tutta nell&#8217;approccio. Hjulmand si aspettava probabilmente un avversario guardingo, e invece Mendilibar ordina l&#8217;assalto all&#8217;arma bianca fin dal tunnel degli spogliatoi. Il piano gara tedesco salta dopo appena due minuti: su un calcio d&#8217;angolo battuto teso, \u00e8 il terzino Costinha a svettare pi\u00f9 in alto di tutti nel cuore dell&#8217;area, incornando alle spalle di un incolpevole Blaswich. Il gol a freddo \u00e8 una scarica di adrenalina per i padroni di casa e un macigno sulle certezze del Leverkusen.<br>I tedeschi, passata la burrasca iniziale, provano a macinare gioco e cercare il gol: la chance per il pareggio arriva sui piedi educati di Grimaldo, il cui sinistro velenoso trova per\u00f2 la risposta felina di Tzolakis, decisivo nel tenere blindata la porta.<br>L&#8217;episodio che potrebbe cambiare la storia del match, e che popoler\u00e0 gli incubi dei tifosi tedeschi, arriva poco prima dell&#8217;intervallo. Su un cross basso dalla sinistra che taglia fuori l&#8217;intera difesa greca, V\u00e1zquez \u2013 arrivato a rimorchio sul secondo palo \u2013 si ritrova con la porta spalancata a cinque metri dalla linea. L&#8217;errore dello spagnolo \u00e8 clamoroso: piattone alto sopra la traversa e mani nei capelli.<br>Poco dopo si mette anche peggio: Taremi, in contropiede, sfonda la porta con un tiro potente e insacca il raddoppio greco. \u00c8 il segnale che non \u00e8 serata.<br>&nbsp;Nella ripresa il copione cambia, ma non il risultato. L&#8217;Olympiakos abbassa il baricentro, passando da un pressing feroce a un blocco difensivo compatto e disciplinato. Il Leverkusen monopolizza il possesso palla (che a fine gara toccher\u00e0 picchi vicini al 65%), ma \u00e8 un dominio sterile. I greci chiudono ogni linea di passaggio centrale, costringendo gli ospiti a cross prevedibili che la coppia centrale Retsos-Pirola respinge puntualmente.<br>Nonostante l&#8217;assedio finale, il muro del Pireo regge fino al triplice fischio. L&#8217;Olympiakos festeggia una vittoria di puro cuore e organizzazione, salendo a quota 8 punti e rimettendosi in carreggiata per i playoff. Per il Bayer Leverkusen, una battuta d&#8217;arresto che brucia: la qualit\u00e0 tecnica non \u00e8 bastata contro la fame di un avversario che ha voluto la vittoria a ogni costo.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#fcb900\" class=\"has-inline-color\">Spettacolarit\u00e0: 60\/100<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Sporting &#8211; Paris SG: 2-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>74&#8217;\/90+4&#8242; Suarez (S) &#8211; 79&#8242; Kvaratskhelia (P) <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In una notte di gala all&#8217;Est\u00e1dio Jos\u00e9 Alvalade, lo Sporting Lisbona firma una delle imprese pi\u00f9 significative della sua stagione europea, piegando il Paris Saint-Germain per 2-1. Una vittoria di nervi, cinismo e organizzazione tattica che permette ai &#8220;Leoni&#8221; di interrompere l&#8217;imbattibilit\u00e0 esterna dei parigini in questa Champions League e di fare un passo deciso verso la qualificazione.<br>Il match si \u00e8 sviluppato secondo un copione chiaro: il PSG di Luis Enrique ha preso il comando delle operazioni fin dal primo minuto, chiudendo la gara con un possesso palla schiacciante (vicino al 70<strong>%<\/strong>). Tuttavia, lo Sporting di Rui Borges ha accettato di soffrire, compattandosi in un 4-2-3-1 difensivamente disciplinato, pronto a colpire nelle transizioni rapide.<br>Nonostante la supremazia territoriale, i parigini hanno faticato a scardinare il muro eretto da Rui Silva. La frustrazione del PSG \u00e8 culminata al 30&#8242;, quando Warren Za\u00efre-Emery aveva trovato la via della rete, poi annullata dal VAR per un fallo precedente dello stesso centrocampista a inizio azione. Questo episodio ha girato l&#8217;inerzia emotiva del match: lo Sporting, scampato il pericolo, ha iniziato a credere nell&#8217;impresa.<br>La ripresa ha visto i rouges-et-blues aumentare la pressione, ma sono stati i portoghesi a colpire con una ferocia inaspettata. L&#8217;uomo della serata \u00e8 l&#8217;ex Marsiglia Luis Su\u00e1rez, la cui conoscenza del calcio francese \u00e8 risultata decisiva. L&#8217;attaccante colombiano ha sfruttato le uniche vere crepe della difesa parigina, punendo la squadra di Luis Enrique con una doppietta da vero predatore d&#8217;area. Inutile, nel mezzo, il gran tiro a giro di Kvaratskhelia, che sembrava avere ridato speranze di successo ai francesi.<br>La capacit\u00e0 dello Sporting di convertire le pochissime occasioni create (a fronte di una mole di attacchi colossale del PSG) ha fatto la differenza tra un pareggio subito e una vittoria storica.<br>Con questo successo, lo Sporting Lisbona blinda la sua posizione nei playoff e mette nel mirino l&#8217;aggancio alla top-8, confermandosi una squadra quasi imbattibile tra le mura amiche (quarta vittoria su quattro in casa). Per il Paris Saint-Germain, invece, \u00e8 un brusco stop: nonostante il controllo del gioco, la sterilit\u00e0 offensiva e la fragilit\u00e0 difensiva mostrate al Jos\u00e9 Alvalade preoccupano Luis Enrique in vista della fase a eliminazione diretta. La squadra francese resta nei piani alti, ma perde la possibilit\u00e0 di blindare il podio della League Phase.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#fcb900\" class=\"has-inline-color has-black-color\">Spettacolarit\u00e0: 70\/100<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Villarreal &#8211; Ajax: 1-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>49&#8242; Oluwaseyi (V) &#8211; 61&#8242; Gloukh (A) &#8211; 90&#8242; Edvardsen (A)<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In un match che metteva di fronte due nobili deluse di questa League Phase, \u00e8 l&#8217;Ajax a uscire con il sorriso dall&#8217;Estadio de la Cer\u00e1mica, imponendosi per 2-1 in una gara risolta solo nelle battute finali. Per il Villarreal, una sconfitta che brucia e che condanna gli spagnoli all&#8217;ultimo posto con il Kairat Almaty, chiudendo definitivamente il cammino europeo.<br>l Villarreal di Marcelino era riuscito a sbloccare una partita bloccata tatticamente al 49&#8242;, grazie a una fiammata di Oluwaseyi: un sinistro chirurgico da fuori area che si \u00e8 insaccato sotto la traversa, premiando un inizio di ripresa arrembante. Tuttavia, il Sottomarino Giallo ha peccato nella gestione del vantaggio, abbassando troppo il baricentro e permettendo ai &#8220;Lancieri&#8221; di riprendere coraggio.<br>L&#8217;Ajax ha trovato il pareggio al 61&#8242; grazie a una perla di Gloukh, magistrale nel trasformare una punizione dal limite. Quando il pareggio sembrava ormai scritto, la beffa definitiva per i padroni di casa \u00e8 arrivata al 90&#8242;: una ripartenza fulminea rifinita da Gaaei ha permesso a Edvardsen di battere Tenas con un preciso diagonale, regalando il secondo successo stagionale in Champions agli olandesi.<br>I lancieri &#8211; che avevano iniziato malissimo la competizione con cinque sconfitte &#8211; trovano la seconda vittoria consecutiva che vuol dire tenere (forse, dipende anche dai risultati di mercoled\u00ec sera) incredibilmente aperte le speranze di qualificazione al turno intermedio.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#fcb900\" class=\"has-inline-color\">Spettacolarit\u00e0: 60\/100&nbsp;<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Inter &#8211; Arsenal: 1-3<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>10&#8217;\/31&#8242; Gabriel Jesus (A) &#8211; 18&#8242; Sucic (I) &#8211; 84&#8242; Gy\u00f6keres (A)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Real Madrid &#8211; Monaco: 6-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>5&#8217;\/26&#8242; Mbappe (R) &#8211; 51&#8242; Mastantuono (R) &#8211; <mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">55&#8242; Kehrer (M)<\/mark> &#8211; 63&#8242; Vinicius Junior (R) &#8211; 72&#8242; Teze (M) &#8211; 80&#8242; Bellingham (R) <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Tottenham &#8211; Dortmund: 2-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>14&#8242; Romero &#8211; 37&#8242; Solanke<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:28px\"><strong>Analisi 6\u00b0 turno GironeUnico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Villarreal &#8211; Copenhagen: 2-3<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>2&#8242; Elyounoussi (C) &#8211; 47&#8242; Comesana (V) &#8211; 48&#8242; Achouri (C) &#8211; 56&#8242; Oluwaseyi (V) &#8211; 90&#8242; Cornelius (C)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la gaffe dell&#8217;inno sbagliato, con quello dell&#8217;Europa League che suona al posto di quello della Champions League, bastano 70&#8221; e il Copenhagen \u00e8 gi\u00e0 in vantaggio: sul cross dalla sinistra di Lopez irrompe Elyounoussi che anticipa sul primo palo Luiz J\u00fanior e insacca. La rezione giunge con un tiro di poco fuori di Buchanan al 4&#8242; e quello di Moreiro parato da Kotarski all&#8217;8&#8242;, poi gli ospiti continuano a spingere, costringendo a numerosi errori in fase di costruzione i padroni di casa, ma senza trovare occasioni per il raddoppio. I calciatori del Submarino Amarillo invece chiudono in crescendo: al 20&#8242; costruiscono e cestinano una ghiottissima occasione per il pareggio, con Comesa\u00f1a che fallisce praticamente a porta vuota dopo una splendida serpentina di P\u00e9p\u00e9, poi \u00e8 proprio il francese a impegnare seriamente Kotarski con una zuccata su cross dalla destra di Buchanan al 38&#8242;. Come nel primo tempo, anche l&#8217;inizio della ripresa \u00e8 sprint: Comesa\u00f1a si fa perdonare per l&#8217;errore nella prima frazione, insaccando sull&#8217;assist del subentrato Akhomach, ma il pareggio dura solo pochissimi secondi, con l&#8217;altro subentrato Achouri che riporta in vantaggio i danesi con un piattone da centro area dopo aver ricevuto il passaggio dal fondo di Zague.<br>La zuccata di Da\u00f0ason da ottima posizione al 54&#8242; termina di poco sul fondo, ma i gialli sono vivi e fanno esplodere il boato del Estadio de la Ceramica con l&#8217;esterno mancino dal limite dell&#8217;area dell&#8217;altro cambio Oluwaseyi, che infila il pallone tra le gambe di Suzuki e ruba il tempo a un poco reattivo Kotarski, che tocca il pallone ma non riesce ad evitare il pareggio al 56&#8242;. I padroni di casa spingono, ben consci che un pareggio serve poco per rilanciare le speranze di qualificazione ai playoff, ma non riesce mai a trovare la porta mentre i leoni sono letali nell&#8217;azzannare alla prima vera occasione: sul tiro di Elyounoussi, Renato Veiga devia ma il pallone diventa ottimo per Cornelius, che irrompe e col mancino fredda per la terza volta Luiz J\u00fanior. Nei cinque di recupero, Kotarski nega il pareggio di puro istinto a Gueye e fa esultare la sua squadra per una vittoria che li porta a quota 7 e con vive speranze di playoff. Sconfitta letale invece per gli spagnoli che, con un solo punto raccolto finora, a meno di clamorosi miracoli, saluteranno la competizione al termine di questa fase campionato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Athletic Club &#8211; Paris SG: 0-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nella bolgia del San Mam\u00e9s, Athletic Club e Paris Saint-Germain si spartiscono la posta in palio al termine di novanta minuti di pura intensit\u00e0 agonistica. Un pareggio a reti bianche che premia lo spirito di sacrificio dei leoni di Valverde e lascia l&#8217;amaro in bocca alla corazzata di Luis Enrique, incapace di concretizzare un dominio territoriale a tratti asfissiante.<br>Fin dalle prime battute, il copione tattico \u00e8 chiaro: i padroni di casa accettano di difendere basso, erigendo un muro davanti alla propria area per limitare il palleggio dei parigini. Il PSG muove la sfera con la consueta rapidit\u00e0, cercando di aprire la scatola difensiva basca, ma fatica tremendamente a trovare varchi puliti. L&#8217;intensit\u00e0 \u00e8 il fattore chiave di un primo tempo avaro di vere emozioni e privo di tiri nello specchio fino alla mezz&#8217;ora. La fiammata arriva improvvisa al 31&#8242;, quando \u00e8 l&#8217;Athletic a sfiorare il colpaccio: Berenguer si incunea tra le linee e impegna severamente Safonov, costretto al grande intervento per tenere il risultato in equilibrio.<br>Il finale di tempo vede i Rouge-et-Bleu alzare i giri del motore, con Unai Sim\u00f3n che inizia il suo personale show abbassando la saracinesca su Mayulu al 45&#8242;, preludio di ci\u00f2 che accadr\u00e0 nella ripresa.<br>Al rientro dagli spogliatoi, la pressione ospite diventa un vero e proprio assedio. Il portiere della nazionale spagnola sale in cattedra e diventa l&#8217;eroe della serata: al 49&#8242; nega ancora la gioia del gol a un insistente Mayulu, poi si ripete con un riflesso felino al 53&#8242; su Za\u00efre-Emery. I baschi vacillano ma non crollano, salvati anche dalla dea bendata al 65&#8242;, quando il destro a giro di Barcola si infrange clamorosamente sulla traversa a portiere battuto.<br>Luis Enrique prova a scuotere i suoi cercando soluzioni dalla panchina e affidandosi agli inserimenti di Fabi\u00e1n Ruiz, ma il centrocampista spagnolo \u2013 gi\u00e0 pericoloso in precedenza ma poco lucido al momento del dunque \u2013 sbatte nuovamente contro il muro eretto da Sim\u00f3n.<br>Al triplice fischio il tabellone recita un inamovibile 0-0. Un punto che muove la classifica ma non gli umori: il Paris sale a quota 13 punti, consolidando la sua posizione nelle zone nobili (terzo posto momentaneo), anche se una vittoria avrebbe blindato quasi matematicamente l&#8217;accesso diretto agli ottavi con due turni d&#8217;anticipo. Dall&#8217;altra parte, l&#8217;Athletic sale a 5 punti e occupa il 28\u00b0 posto: la strada per i playoff \u00e8 ancora in salita e oggettivamente complessa, ma la prestazione d&#8217;orgoglio offerta contro i campioni di Francia dimostra che al San Mam\u00e9s nessuno ha intenzione di smettere di sognare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Dortmund &#8211; Bod\u00f8\/Glimt: 2-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>18&#8217;\/51&#8242; Brandt (D) &#8211; 42&#8242; Aleesami (B) &#8211; 75&#8242; Hauge (B)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Notte di rimpianti al Signal Iduna Park, dove un Borussia Dortmund a corrente alternata non riesce a domare l&#8217;orgoglio del Bod\u00f8\/Glimt. In una sfida valida per la sesta giornata della League Phase, valida per l&#8217;accesso diretto agli ottavi, i gialloneri impattano 2-2 contro i norvegesi, mettendo a nudo fragilit\u00e0 difensive che costano carissimo in ottica classifica.<br>L&#8217;avvio \u00e8 shock per i padroni di casa. Al 12&#8242; il &#8220;Muro Giallo&#8221; trattiene il respiro: H\u00f8gh va a un passo dal vantaggio, il suo tiro viene deviato da Kobel sul palo e, sulla ribattuta, Brunstad Fet sembra pronto a esultare, ma trova l&#8217;opposizione monumentale di Anton che mura la conclusione a botta sicura. L&#8217;azione, viziata da un possibile offside del centravanti norvegese che avrebbe richiesto l&#8217;intervento del VAR, suona comunque come un campanello d&#8217;allarme.<br>Scampato il pericolo, il Dortmund si affida alla verve di Nmecha, vera spina nel fianco della retroguardia ospite, ma la svolta arriva grazie a un recupero feroce di F\u00e1bio Silva. Il portoghese scippa palla e ribalta l&#8217;azione, servendo un assist al bacio per Julian Brandt: al 18&#8242;, il numero 10 non perdona e col mancino batte Haikin per l&#8217;1-0. I tedeschi sembrano in controllo e sfiorano il raddoppio ancora sull&#8217;asse Silva-Beier, ma il colpo di testa di quest&#8217;ultimo termina a lato.<br>Mai dare per\u00f2 per morti i &#8220;fulmini&#8221; dell&#8217;Artide. Il Bod\u00f8\/Glimt cresce di tono e trova il pareggio prima dell&#8217;intervallo con Aleesami, imperioso nello stacco aereo sul cross calibrato dalla sinistra da capitan Berg.<br>La ripresa si apre con un Dortmund nuovamente arrembante. Al 51&#8242; i padroni di casa rimettono la testa avanti: Yan Couto crossa dalla destra, l&#8217;incornata di Beier trova la respinta di Haikin, ma Brandt \u00e8 un falco e in tap-in firma la sua doppietta personale. Sembra la mazzata definitiva, anche perch\u00e9 Haikin \u00e8 costretto agli straordinari per tenere in vita i suoi, compiendo due interventi prodigiosi al 61&#8242; su Beier e un minuto dopo su Anselmino.<br>Ma il calcio punisce chi non la chiude. Al 75&#8242; si materializza la beffa dell&#8217;ex: Jens Petter Hauge, vecchia conoscenza del Milan, si avventa su un pallone vagante in area tedesca e lo scaraventa in rete, gelando lo stadio e fissando il punteggio sul 2-2.<br>Il triplice fischio sancisce un&#8217;occasione persa sanguinosa per il Borussia Dortmund. Con questo pareggio, i tedeschi scivolano fuori dalla top-8 e vedono complicarsi il cammino verso gli ottavi diretti; sar\u00e0 fondamentale registrare una fase difensiva apparsa troppo vulnerabile per evitare le forche caudine dei playoff. Dall&#8217;altra parte, il Bod\u00f8\/Glimt rimanda ancora l&#8217;appuntamento con la prima vittoria storica in Champions League. Con soli tre punti in cascina, l&#8217;avventura europea dei norvegesi sembra ormai ai titoli di coda: anche un&#8217;improbabile doppietta di vittorie negli ultimi 180&#8242; potrebbe non bastare per agguantare gli spareggi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Juventus &#8211; Pafos: 2-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>67&#8242; McKennie &#8211; 73&#8242; David<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;Allianz Stadium serviva una vittoria per scacciare i fantasmi e blindare la zona playoff, e vittoria \u00e8 stata. La Juventus supera per 2-0 la sorpresa cipriota del Pafos, ma il risultato rotondo non deve ingannare: per oltre un&#8217;ora, i bianconeri hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie contro un avversario organizzato e sfrontato, capace di far tremare i legni della porta difesa da Di Gregorio. \u00c8 la vittoria di Luciano Spalletti, che con una mossa coraggiosa a met\u00e0 ripresa ha cambiato l&#8217;inerzia di una gara che sembrava stregata.<br>Il pubblico di Torino ha i brividi nella prima frazione: i ciprioti non sono venuti in gita e lo dimostrano subito con Anderson, che tenta una conclusione di tacco tanto audace quanto insidiosa. \u00c8 il preludio a una prima frazione dove gli ospiti tengono il campo con incredibile personalit\u00e0. Se i portieri Michael e Di Gregorio si scaldano su Or\u0161i\u0107 e Yildiz, \u00e8 a cavallo della mezz&#8217;ora che la gara si accende. Dragomir diventa l&#8217;incubo della retroguardia juventina impegnando severamente Di Gregorio al 28&#8242; e al 33&#8242;, ma il brivido pi\u00f9 grande corre lungo la schiena dei tifosi quando Anderson, a portiere battuto, stampa il pallone sul palo. La Juve fatica a costruire, ma quando lo fa \u00e8 letale, o quasi: Koopmeiners sfiora il bersaglio grosso di testa, ma \u00e8 Jonathan David a divorarsi l&#8217;impossibile al 42&#8242;, mandando a lato da due passi il pallone che avrebbe potuto cambiare volto al primo tempo.<br>La ripresa si apre con un piglio diverso. I padroni di casa alzano il baricentro: Koopmeiners impegna subito Michael con un rasoterra velenoso, mentre Concei\u00e7\u00e3o vede il suo urlo di gioia strozzato in gola da un altro grande intervento del portiere ospite al 61&#8242;.<br>Serve la scossa, e arriva dalla panchina. Al minuto 65 Spalletti ridisegna la Juventus con coraggio: fuori l&#8217;equilibrio di Locatelli, dentro l&#8217;esplosivit\u00e0 di Openda per un assetto a trazione anteriore. La mossa paga dividendi immediati. Al 67&#8242; McKennie, maestro degli inserimenti, riceve palla in area e scarica un destro potente sul primo palo che non lascia scampo a Michael, facendo esplodere lo Stadium. Rotto l&#8217;argine, il Pafos crolla. Cinque minuti dopo, al 72&#8242;, la Juve chiude i conti con una ripartenza da manuale: Concei\u00e7\u00e3o strappa e serve Yildiz, il turco rifinisce per David che, questa volta, non sbaglia e firma il 2-0 del ko. Nel finale c&#8217;\u00e8 spazio solo per l&#8217;orgoglio cipriota (Jaj\u00e0 e Correia ci provano senza fortuna) e per la gestione bianconera.<br>Tre punti di platino per la Vecchia Signora, che sale al 17\u00b0 posto in classifica: una posizione che, seppur non garantisca gli ottavi diretti, regala ora una maggiore tranquillit\u00e0 in vista della qualificazione ai playoff. Mastica amaro invece il Pafos: la sconfitta fa scivolare i ciprioti fuori dalla top-24. Per continuare a vivere il sogno europeo, servir\u00e0 un&#8217;impresa nelle ultime due giornate per riagguantare una qualificazione che, insperata a inizio stagione, ora sembra sfuggire proprio sul pi\u00f9 bello.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Qarabag &#8211; Ajax: 2-4<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>10&#8242; Duran (Q) &#8211; 39&#8242; Dolberg (A) &#8211; 47&#8242; Matheus Silva (Q) &#8211; 79&#8217;\/90&#8242; Gloukh (A) &#8211; 83&#8242; Gaaei (A)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In una serata da tregenda con una pioggia inclemente, svanisce praticamente il sogno del popolo azero di qualificarsi agli spareggi della massima competizione continentale. Sparisce perch\u00e9 la vittoria nel prossimo match casalingo non sar\u00e0 semplice e poi andare a chiedere punti ad Anfield sar\u00e0 impossibile. Svanisce in questa partita contro un rivale derelitto, vittima di un\u2019annata tremebonda e solo da dimenticare. Si prende per\u00f2 la responsabilit\u00e0 di stoppare il sogno di Gurbanov e dei suoi impavidi uomini che scivolano come su una buccia di banana sull\u2019avversario pi\u00f9 facile, meno motivato e pi\u00f9 arrendevole. Gara a fasi alterne con gli azeri che meritavano di pi\u00f9 e gli orange che meritavano di meno. Ma cos\u00ec \u00e8 il calcio bellezza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Bayer Leverkusen &#8211; Newcastle: 2-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">13&#8242; Bruno Guimaraes (N) <\/mark>&#8211; 51&#8242; Gordon (N) &#8211; 74&#8242; Miley (N) &#8211; 88&#8242; Grimaldo (B)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pari fortemente interlocutorio per due buone squadre a cui decisamente manca qualcosa per essere ottime. Nessuna delle due dovrebbe arrampicarsi agli ottavi diretti ma entrambe giocheranno i playoff da teste di serie. Potremmo rivederle certamente agli ottavi ma, soprattutto dagli inglesi, ci aspettavamo qualcosa in pi\u00f9 che non stanno trovando neppure in Premier mentre per i tedeschi ( che ipoteticamente con due robuste vittorie nelle ultime gare potrebbero passare) abbiamo gi\u00e0 messo in conto un declino rispetto alla squadra di un paio di stagioni fa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Bruges &#8211; Arsenal: 0-3<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>25&#8217;\/47&#8242; Madueke &#8211; 56&#8242; Martinelli <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La banda Arteta fa un sol boccone di un Brugge in disarmo e si garantisce una posizione blindata di super testa di serie. Una gara amichevole o poco pi\u00f9 per una corazzata come quella allestita all\u2019Emirates che comprende come il lavoro iniziato anni fa debba finalmente essere consacrata da un titolo importante. Quale dei due poco importa ma l\u2019obiettivo \u00e8 ben chiaro nel mondo dei gunners considerato che in patria non arriva il successo dal 2004 e che in Europa siamo fermi a una Coppa delle Coppe. Anno in cui molte big stentano vittime dei loro sconsiderati mercati estivi e la formichina di Arteta \u00e8 invece al culmine di un percorso importante. Il Brugge riconsideri anch\u2019esso interventi diversi nelle compravendite se non vuol presto scomparire dal calcio che conta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Real Madrid &#8211; Manchester City: 1-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>28&#8242; Rodrygo (R) &#8211; 35&#8242; O&#8217;Reilly (M) &#8211; 43&#8242; Haaland (M)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Brodino per Pep, olio di ricino per il conterraneo ( pi\u00f9 o meno) Xabi. Si chiude con questo edile esito un match che non ha risolto certo i dubbi su due corazzate del football europeo che stanno cavalcando un anno non facile. Vincono gli inglesi perch\u00e9 il Real non riesce proprio a muoversi in campo come dovrebbe e potrebbe e a questo punto un cambio tecnico potrebbe starci. E naturalmente non vince perch\u00e9 non pu\u00f2 schierare l\u2019uomo dei sogni che ha coperto pi\u00f9 di una magagna negli ultimi tempi. Entrambe hanno concrete possibilit\u00e0 di pass diretto ma entrambe continuano a non dar prova di una qualche minima solidit\u00e0 che potrebbe far immaginare traguardi elevati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Benfica &#8211; Napoli: 2-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>20 &#8216; Rios &#8211; 49&#8217; Barreiro <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando si valuta la carriera del tecnico salentino non si pu\u00f2 non considerare la modesta carta che questi esibisce, da sempre, sul palcoscenico pi\u00f9 importante. Con molte e diverse squadre, spesso con club pi\u00f9 che titolati e all\u2019altezza della competizione, il risultato \u00e8 stato sempre o quasi deprimente. E questo lascia quindi pi\u00f9 di un ombra sul suo cv.<br>Detto questo diamo i suoi merito al vecchio pirata Mou che, prendendosi un po\u2019 di tempo, \u00e8 riuscito a dare una quadra ai suoi ragazzi. E questo, se ormai non pu\u00f2 consentire di rimanere in Champions pu\u00f2 senz\u2019altro far sperare in un recupero nel torneo nazionale, propedeutico a rivedere la sua figura anche nel prossimo torneo. I campani ovviamente si sono messi in una bruttissima situazione \u00e8 solamente quattro punti nelle ultime due possono consentire di acciuffare per i capelli gli spareggi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Bayern Monaco &#8211; Sporting Lisbona: 3-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">54&#8242; Kimmich (B)<\/mark><\/strong> <\/em><strong><em>&#8211; 65&#8242; Gnabry (B) &#8211; 69&#8242; Karl (B) &#8211; 77&#8242; Tah<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Appoggiandosi sulle fragili spalle di un giovane paisa\u2019 la corazzata bavarese si mantiene nei piani altissimi di una classifica che dovrebbe alfine concedergli un posto tra le quattro. La squadra di Kompany non incanto ma la sua praticit\u00e0 \u00e8 certamente un elemento di forza in una competizione dov\u2019\u00e8 altre big sbandano a non finire. I portoghesi rimangono appesi ad uno spareggio pi\u00f9 che probabile ma non sanno ancora da quale parte della classifica e comunque stanno conducendo un percorso pi\u00f9 che valido per le loro ambizioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Barcellona &#8211; Frankfurt: 2-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>21&#8242; Knauff (F) &#8211; 50&#8217;\/53&#8242; Kounde (B)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nella serata del ritorno europeo al Camp Nou, apposti ad un avversario friabile come un savoiardo, la truppa di Flick non incanto nessuno e si limita al compit\u00ecni che comunque li issa nei primi sedici posti e concede ancora chanche di entrare direttamente agli ottavi stante due match conclusivi pi\u00f9 che abbordabili. Nota certamente positiva aver subito solo un gol anche se da un avversario modesto e i campioni in sonno forse in attesa di rivali pi\u00f9 agguerriti. Tedeschi senza pi\u00f9 speranze di andare oltre.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Atalanta &#8211; Chelsea:  2-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>25&#8242; Joao Pedro (C) &#8211; 55&#8242; Scamacca (A) &#8211; 83&#8242; De Ketelaere (A)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Andando ben oltre le nostre previsioni la squadra di Palladino scrive un\u2019altra pagina gloriosa della sua storia recente e ribalta una squadra forte e solida come quella di Enzo Maresca. Chapeau \u00e8 un posto in bella fila nella classifica parziale. Se consideriamo gli ultimi incontri possiamo addirittura supporre un possibile approdo diretto agli ottavi e addirittura un primo piano tra le squadre italiane. Ma non sempre la Dea \u00e8 cos\u00ec bella quindi meglio volare basso. I londinesi prendono una brutta stesa nella provincia lombarda e scivolano in una posizione non semplice da cui possono uscire solo vincendo al San Paolo, altrimenti sar\u00e0 playoff<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Union Saint Gilloise &#8211; Marsiglia:  2-3<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>5&#8217;\/71&#8242; Khalaili (U) &#8211; 15&#8242; Paixao (M) &#8211; 41&#8217;\/58&#8242; Greenwood (M)  <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Vittoria della disperazione per l\u2019undici di De Zerbi che finiscono il match senza nemmeno sapere come hanno fatto a spuntarla contro gli indomiti padroni di casa. Adesso occhi aperti contro Liverpool e Brugge per raccattare almeno un paio di punticini necessari per il pass agli spareggi e non dilapidare questo succede. The end per i valorosi belgi che speriamo per\u00f2 di rivedere per quanto sono propositivi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Kairat Almaty &#8211; Olympiakos: 0-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>73&#8242; Martins<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ci pensa Gelson Martins a tenere accesa la fiammella della speranza per l&#8217;Olympiakos. Nella fredda trasferta dell&#8217;Astana Arena, i biancorossi di Mendilibar strappano tre punti vitali battendo di misura il Kairat Almaty per 1-0. Una vittoria sofferta ma meritata, che interrompe la maledizione delle trasferte europee per i greci e li proietta a quota 6 punti, rimettendoli in piena corsa per un posto nei playoff.<br>I greci partono forte, consapevoli di non avere alternative alla vittoria. Il primo tempo \u00e8 un monologo degli ospiti, che per\u00f2 sbattono ripetutamente contro un ispiratissimo Anarbekov: il portiere kazako tiene a galla i suoi con almeno tre interventi decisivi, negando la gioia del gol prima a El Kaabi e poi a Chiquinho. Al 22&#8242; l&#8217;urlo del gol rimane strozzato in gola ai tifosi greci: El Kaabi insacca sottomisura un cross teso, ma la bandierina dell&#8217;assistente si alza per un fuorigioco millimetrico precedente di Chiquinho. Si va al riposo sullo 0-0, con il Kairat rintanato nella propria met\u00e0 campo ma pericoloso nelle rare ripartenze.<br>Nella ripresa la partita si fa pi\u00f9 sporca. Il Kairat prende coraggio e prova ad alzare il baricentro con i neo-entrati, ma \u00e8 proprio nel momento di maggior equilibrio che l&#8217;Olympiakos colpisce. Minuto 73: la difesa kazaka lascia un varco centrale, Taremi (subentrato e decisivo nel lavoro di raccordo) imbuca con i tempi giusti per l&#8217;inserimento di Gelson Martins. L&#8217;esterno portoghese non trema e trafigge Anarbekov sul primo palo con un destro secco.<br>Il finale \u00e8 vietato ai deboli di cuore. Il Kairat si getta in avanti alla disperata e sfiora il pari in mischia, mentre l&#8217;Olympiakos spreca il match-point al 90&#8242;: El Kaabi, a tu per tu col portiere, lo salta ma conclude incredibilmente sul palo a porta sguarnita. Poco importa al triplice fischio: l&#8217;Olympiakos esulta per una vittoria di platino. Notte fonda per il Kairat, che resta inchiodato a 1 punto e vede ormai ridotte al lumicino le speranze di evitare l&#8217;eliminazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Inter &#8211; Liverpool: 0-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>88&#8242; Szoboszlai <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La serata a San Siro comincia con tensione e aspettative: l\u2019Inter, decisa a chiudere al meglio la fase a gironi davanti al proprio pubblico, parte con umilt\u00e0 e rigore, ma il Liverpool &#8211; pur privo di una pedina chiave come Salah &#8211; mostra sin da subito la sua pericolosit\u00e0.<br>Nel primo tempo i padroni di casa provano a costruire con ordine: il 3-5-2 offre copertura, le ripartenze sono vive, ma le conclusioni non trovano lo specchio giusto. Sul fronte opposto, i Reds alzano il ritmo, e al 32\u2032 la pressione produce frutti: Konat\u00e9 trova la rete di testa, ma il gol per\u00f2 viene annullato dopo un check VAR per un fallo di mano in attacco. Decisione che scatena dibattiti e qualche polemica sugli spalti e nei commenti.<br>Nella ripresa la partita resta equilibrata, bloccata, con poche occasioni da gol da ambo le parti. L\u2019Inter tenta di variare con iniziative sulle fasce e qualche cambio, ma l\u2019equilibrio regge fino agli ultimi minuti. All\u201988\u2032, grazie a un fallo (contestato) per un contatto in area tra Wirtz e Bastoni, arriva il rigore: dal dischetto va Szoboszlai non sbaglia.<br>Nei minuti finali l\u2019Inter getta il cuore oltre l\u2019ostacolo, ma manca lucidit\u00e0 negli ultimi venti metri. Il Liverpool si difende con ordine, spegne ogni velleit\u00e0 nerazzurra e porta a casa tre punti pesanti, chiudendo cos\u00ec il match.<br>L\u2019Inter ci ha provato con coraggio, con organizzazione e qualche spunto interessante, ma alla fine ha pagato la mancanza di concretezza e la scarsa incisivit\u00e0 nelle occasioni create.<br>Il Liverpool, invece, ha dimostrato la sua saggezza: compatto, ordinato, paziente. Ha aspettato il momento giusto, ha saputo sfruttare una situazione favorevole e l\u2019ha chiusa con freddezza, dimostrando che anche senza alcune stelle pu\u00f2 essere letale quando serve.<br>Per l\u2019Inter \u00e8 un\u2019occasione mancata di (quasi) blindare la qualificazione diretta. La sensazione \u00e8 che i nerazzurri abbiano retto bene dal punto di vista difensivo, ma che in avanti sia mancato quell\u2019impatto decisivo per sfondare un muro come quello del Liverpool.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Monaco &#8211; Galatasaray: 1-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>68&#8242; Balagun <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La serata allo Stade Louis\u2011II di Montecarlo sembrava destinata a scorrere lenta, incerta, con due squadre attente soprattutto a non scoprirsi. Nella prima frazione infatti le occasioni latitano: il possesso palla tende a privilegiare il Galatasaray, ma il Monaco si difende ordinato e non concede spazi pericolosi.<br>Dopo l\u2019intervallo la musica non cambia subito: gli ospiti provano a spingere, ma il Monaco tiene duro e fallisce un calcio di rigore con Zakaria al 51&#8242;. Si giunge al 68\u2032 e la partita prende la svolta decisiva: su un calcio d\u2019angolo battuto dai monegaschi, nasce una mischia confusa dentro l\u2019area \u2014 e alla fine \u00e8 l\u2019Balogun a firmare il vantaggio con un destro ravvicinato sotto la traversa. 1-0 Monaco, e lo Stade esplode.<br>Il Galatasaray tenta la reazione, cerca varchi, prova a spingere con i suoi uomini offensivi, ma il Monaco resiste con ordine e concentrazione.<br>Il Monaco \u00e8 riuscito a avere pazienza, a restare concentrato e a non farsi ingolosire dalla pressione del Galatasaray. La rete di Balogun &#8211; frutto di determinazione, astuzia e opportunismo su un calcio da fermo &#8211; dimostra che, quando la concretezza incontra la lucidit\u00e0, anche le partite tese e bloccate si possono decidere con un episodio.<br>Dal canto suo, il Galatasaray paga una serata opaca: troppi errori a centrocampo, poca incisivit\u00e0 e un\u2019insufficiente presenza dentro l\u2019area avversaria. In trasferta, con avversari abbottonati come il Monaco, serve qualcosa in pi\u00f9, e stasera non \u00e8 bastato.<br>Per il Monaco &#8211; che arrivava con il bisogno vitale di vincere &#8211; \u00e8 una boccata d\u2019ossigeno. Una vittoria da sfruttare per rilanciare le ambizioni europee: il discorso qualificazione \u00e8 ancora aperto, e questo successo pu\u00f2 essere la chiave per mantenerle in vita.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">PSV &#8211; Atletico Madrid: 2-3<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>10&#8242; Til (P) &#8211; 37&#8242; Alvarez (A) &#8211; 52&#8242; Hancko (A) &#8211; 56&#8242; Sorloth (A) &#8211; 85&#8242; Pepi (P)<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La notte all\u2019Philips Stadion di Eindhoven regala spettacolo ed emozioni: il PSV parte con il piede sull\u2019acceleratore e al 10\u2032 trova il gol del vantaggio con Til. Una partenza veemente, che sembra voler spingere i padroni di casa a imporre il proprio ritmo fin da subito.<br>Ma l\u2019Atl\u00e9tico non si disunisce: al 37\u2032 riequilibra le sorti della partita con un sinistro preciso di \u00c1lvarez, bravo a sfruttare un cross di S\u00f8rloth. Equilibrio ristabilito, e la partita prende la piega di una sfida aperta, tesa.<br>Nella ripresa l\u2019Atl\u00e9tico cambia passo. Al 52\u2032 \u00e8 Hancko a girare in rete un\u2019azione su calcio d\u2019angolo, ribaltando la situazione. Solo quattro minuti dopo, al 56\u2032, S\u00f8rloth firma il 3-1 di testa, capitalizzando una combinazione solida e dando agli ospiti un margine importante sul quale gestire.<br>Il PSV, per\u00f2, non si arrende. Al minuto 85, sugli sviluppi di un calcio piazzato, Pepi accorcia le distanze con un tiro ravvicinato all\u2019angolino, infiammando gli ultimi minuti e costringendo l\u2019Atl\u00e9tico a soffrire per portare a casa i tre punti.<br>Gli assalti finali locali creano brividi: calci d\u2019angolo, respinte, tiri deviati, ma l\u2019Atl\u00e9tico resiste e chiude 3-2 una gara intensa, viva, ricca di ribaltamenti e colpi di scena.<br>Il PSV ha dimostrato la sua ambizione: aggressivo, coraggioso, capace di segnare subito e gestire il pallone con buona personalit\u00e0. Il gol di Til nel primo tempo \u00e8 la prova che i neerlandesi sapevano di avere le qualit\u00e0 per mettere in difficolt\u00e0 un gigante come l\u2019Atl\u00e9tico. Tuttavia, la rimonta madrilena evidenzia il carattere e la concretezza degli uomini di Diego Simeone: pazienti, cinici, pronti a colpire nei momenti decisivi.<br>La seconda frazione \u00e8 stata tutta degli ospiti: maggior concretezza sulle palle inattive, rapidit\u00e0 nello sfruttare le transizioni, personalit\u00e0 nell\u2019affrontare la pressione di una partita delicata. Dall\u2019altra parte, il PSV &#8211; nonostante la reazione finale &#8211; paga qualche ingenuit\u00e0 difensiva e forse la mancanza di quel guizzo decisivo negli ultimi sedici metri.<br>Alla fine, l\u2019Atl\u00e9tico ottiene una vittoria fondamentale: 3 punti, rimonta, e un segnale forte in ottica qualificazione. Il PSV esce a testa alta, ma con una sensazione di \u201ce se\u2026\u201d, come se un risultato diverso fosse stato a portata di mano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Tottenham &#8211; Slavia Praga: 3-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">26&#8242; Zima (S)<\/mark> &#8211; 50&#8242; Kudus (T) &#8211; 79&#8242; Simons (T) <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La serata al Tottenham Hotspur Stadium comincia con aria di dovere per gli Spurs: serviva una vittoria per restare in corsa per la qualificazione, e la squadra di casa non tradisce. Fin dalle prime battute si nota la volont\u00e0 di imporre ritmo, dominare il possesso e non concedere respiro a uno Slavia Praga costretto a guardarsi le spalle.<br>Al 26\u2032 arriva l\u2019apertura del match in maniera beffarda per i cechi: un calcio d\u2019angolo di Pedro Porro provoca un intervento sfortunato di Zima, che devia nella propria rete. \u00c8 1-0 Tottenham, e lo stadio si infiamma.<br>Dopo l\u2019intervallo, i padroni di casa spingono. Al 50\u2032 circa \u2013 su un fallo in area su Kudus causato da un intervento di Sanyang \u2013 viene concesso un rigore: lo trasforma lo stesso Kudus con freddezza, raddoppiando. Spurs in controllo.<br>Poi, nella seconda parte del secondo tempo, arriva il terzo: su un altro fallo in area su Xavi Simons, calcio di rigore che, anche in questo caso, viene calciato e realizzato da colui che aveva subito il fallo, calando il tris e mettendo la gara in cassaforte.<br>Il Tottenham ha tirato fuori una prestazione di pragmatismo ed efficacia: sfrutta le palle inattive, si dimostra pericoloso nelle fasi offensive e non concede nulla in difesa. L\u2019autogol di Zima \u00e8 un episodio fortunato, ma gli Spurs hanno arrotondato con i rigori di Kudus e Simons, certificando una superiorit\u00e0 netta.<br>Per lo Slavia Praga \u00e8 una serata complicata: la squadra \u00e8 sembrata timida, incapace di creare pericoli reali e incapace di sfondare contro un avversario attento e chiuso. Le difficolt\u00e0 a concretizzare, unite a un impianto tattico che raramente ha trovato ritmo offensivo, rendono la trasferta londinese un\u2019occasione persa.<br>Questa vittoria rilancia le speranze del Tottenham per un posto nella \u201ctop eight\u201d della competizione. Per lo Slavia, invece, il sogno europeo sembra ancora pi\u00f9 lontano: servirebbe un miracolo per recuperare terreno.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:30px\"><strong>Analisi 5\u00b0 turno GironeUnico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Copenhagen &#8211; Kairat Almaty: 3-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>26&#8242; Dadason (C) &#8211; 59&#8242; Larsson (C) &#8211; 73&#8242; Robert (C) &#8211; 81&#8242; Satpaev (K) &#8211; 90&#8242; Baybek (K)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La sfida tra le due squadre ancora alla ricerca della prima vittoria nella competizione inizia con i padroni di casa che tengono maggiormente l&#8217;iniziativa, dominando il controllo palla, mentre gli ospiti attendono eventuali errori. Tra mire imprecise e tiri respinti, si deve attendere il 26&#8242; per vedere il primo intervento da parte di Anarbekov su Robert, ma il portiere kazako nulla pu\u00f2 sull&#8217;azione seguente, quando il giovanissimo islandese Da\u00f0ason, si fionda di testa su una palla vagante in area di rigore e la insacca. Ci si aspetterebbe la reazione della squadra di Almaty, ma invece \u00e8 il portiere giallonero a doversi impegnare per evitare il raddoppio danese intervenendo nel giro di pochissimi secondi sul tentativo di Claesson (malamente respinto a centro area) ma facendosi trovare poi reattivo sul possibile tap-in di Da\u00f0ason. Satpayev manca di un soffio il pareggio al 36&#8242;, ma poi ricomincia il monologo danese, che viene interrotta solo dalla traversa di Tapalov al 52&#8242;, con Anarbekov che deve poi tuffarsi e impegnarsi per negare il 2-0 a Suzuki. L&#8217;ingenuit\u00e0 di Kassabulat, che colpisce con il braccio un cross di Larsson, permette ai leoni di guadagnare un rigore che lo stesso Larsson insacca, tenendo aperto il piattone e spiazzando il portiere kazako. I danesi, consci dell&#8217;importanza della differenza reti, trovano anche il tris con un tiro dalla distanza di Robert che, deviato dallo sfortunato Kassabulat, termina in rete. La partita sembra finita, ma Kotarsky al minuto 83 si addormenta e si fa scippare palla da Satpayev che insacca, rendendo storica questa partita, in quanto, per la prima volta nella storia, due diciassettenni vanno in rete. Finita qui? Macch\u00e8! Il Kairat ci crede e Baibek trova incredibilmente il 3-2 a trenta secondi dal novantesimo. Il risultato per\u00f2 non cambier\u00e0 pi\u00f9, ma che svarione per il Copenhagen, che esulta per i tre punti ma dovr\u00e0 sicuramente rivedere la gestione della partita! Che dire invece del Kairat? Fa il suo, combatte e ci crede fino all&#8217;ultimo, manca solo la stoccata finale per portare a casa almeno un punto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Arsenal &#8211; Bayern Monaco: 3-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>22&#8242; Timber (A) &#8211; 32&#8242; Karl (B) &#8211; 69&#8242; Madueke (A) &#8211; 77&#8242; Martinelli (A)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nella sfida tra le due squadre ancora imbattute nella competizione sembra partire meglio la squadra bavarese, con possesso palla e controllo territoriale contro un Arsenal schierato con un solido 4-4-2, ma a sbloccarla sono proprio i gunners che, massimizzano l&#8217;angolo battuto da Saka con la zuccata vincente di Timber al 22&#8242;. I tedeschi rischiano di subire il raddoppio, con i londinesi che falliscono un clamoroso quattro contro due per l&#8217;errore nel tiro di Eze, e, per la legge non scritta del calcio, trovano il pareggio: uno splendido lancio di Kimmich pesca Gnabry sulla corsia destra che, senza pensarci, propone al centro per il diciassettenne Karl che insacca il suo secondo gol in questa Champions League. Neuer si sporca i guantoni per alzare sopra la traversa un tiro di Saka, con la partita che \u00e8 molto viva anche nella ripresa: nonostante la fisicit\u00e0 dei campione di Germania, Merino ha buone occasioni per sfruttare la sua altezza su sviluppi di calci piazzati, trovando ancora l&#8217;opposizione di Neur al 55&#8242; e depositando di un soffio sul fondo al 58&#8242;, con Karl che, tra le due azioni descritte, impegna anche l&#8217;attento Raya.<br>L&#8217;espero portiere tedesco deve dire &#8220;no&#8221; all&#8217;ora di gioco su un tiro ravvicinato di Mosquera, ma nulla pu\u00f2 al 69&#8242;, quando, su cross dell&#8217;appena subentrato Calafiori, Madueke trova la deviazione vincente. La situazione si mette ancora peggio per la squadra di Kompany quando, al 76&#8242;, Martinelli massimizza una pessima uscita quasi a centrocampo di Neuer su un lancio di Eze, che lascia al brasiliano la possibilit\u00e0 di involarsi e insaccare nella porta sguarnita.<br>Successo importantissimo per l&#8217;Arsenal, che rimane l&#8217;unica squadra a punteggio pieno e adesso \u00e8 quasi certa di poter staccare il pass diretto per gli ottavi. Il Bayern Monaco subisce la prima sconfitta stagionale in tutte le competizioni, ma difficilmente questa battuta d&#8217;arresto dovrebbe vanificare l&#8217;acceso agli ottavi, dato che il calendario prevede sfide sicuramente alla portata contro Sporting, Union Saint-Gilloise e PSV.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Francoforte &#8211; Atalanta: 0-3<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>60&#8242; Lookman &#8211; 62&#8242; Ederson &#8211; 65&#8242; De Ketelaere <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Che non sia una giornata semplice per Carnesecchi lo si capisce gi\u00e0 dal primo quarto d&#8217;ora: Burkardt, con un tiro sporco, prende la parte alta della rete; il portiere deve poi opporsi al tiro di Chiabi e infine vede terminare di poco sul fondo la zuccata di Koch su sviluppi di corner. Nel mezzo, poca Atalanta, ma la Dea cresce e si rende nettamente pericolosa con la traversa colpita da Lookman e il palo impattato da Scamacca nel giro di trenta secondi, per grande sfortuna della squadra di Palladino. Anche il Francoforte va vicinissimo al vantaggio al 38&#8242; quando Zappacosta e Hien si oppongono ai tiri quasi a botta sicura di G\u00f6tze e Burkardt. Anche a inizio ripresa \u00e8 Burkardt ad avere un pallone interessante senza riuscire a sfruttarlo, poi, a cavallo dello scoccare dell&#8217;ora di gioco, gli orobici piazzano un uno-due letale: il meritato vantaggio giunge al 60&#8242; con il piattone mancino di Lookman su assist di De Ketelaere; il raddoppio giunge invece due minuti pi\u00f9 tardi, con una ripartenza letale di \u00c9derson, che prima fa partire l&#8217;azione e poi la va a finalizzare sull&#8217;assist di Lookman. Il Francoforte sembra non essere pi\u00f9 in campo e al 65&#8242; giunge il tris firmato da De Ketelaere, che batte nuovamente Zetterer dopo un&#8217;altra traversa colpita da Scamacca. Di fatto la partita finisce qui, con il Francoforte che rimane a quota quattro e vede allontanarsi la zona playoff e l&#8217;Atalanta che trova la sua terza vittoria in questa edizione, che gli permette di agganciare a quota dieci la zona di quelle che possono ancora sperare nel passaggio diretto agli ottavi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Paris SG &#8211; Tottenham: 5-3<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>35&#8242; Richarlison (T) &#8211; 45&#8217;\/53&#8217;\/76&#8242; Vitinha (P) &#8211; 50&#8217;\/73&#8242; Kolo Muani (T) &#8211; 59&#8242; Ruiz (P) &#8211; 65&#8242; Pacho (P)  <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Calcio di qualit\u00e0 gi\u00e0 dai primi minuti al Parc des Princes, con segnali da positivi da parte di entrambe le squadre ma senza particolari assoli fino al 18&#8242;, quando Kvaratskhelia cerca un tiro a giro che termina di un soffio oltre il palo della porta difesa da Vicario. Gli inglesi rimangono ben compatti sotto la linea del pallone quando il Paris \u00e8 in possesso, soffocando la regia di Vitinha, e trovano il gol al termine di un&#8217;ottima azione offensiva, con l&#8217;ex Juventus Kolo Muani che serve a Richarlison il pi\u00f9 facile dei gol. Quando il primo tempo sembra destinato a terminare con gli ospiti in vantaggio, ecco che la minima disattenzione viene per\u00f2 punita: per la prima volta durante il corso della partita, Vitinha ha la libert\u00e0 di avere dei metri davanti a s\u00e9, il portoghese, su sviluppi di corner battuto da Kvara, riceve da Ndjantou e lascia partire un destro secco dai venti metri che prende un effetto a uscire e bacia la parte bassa della traversa per battere un incolpevole Vicario. Ma Kolo Muani non \u00e8 solo ex Juventus, ma ovviamente anche ex Paris e ci tiene tantissimo a far ricredere Luis Enrique sulla scelta di cederlo: e cos\u00ec, al 50&#8242;, pone fine a un batti e ribatti in area parigina, insaccando con un potente destro dopo l&#8217;intervento miracoloso di Marquinhos su un primo tiro di Pedro Porro e rendendo vano il tentativo disperato di intervento di Pacho.<br>Il vantaggio dura per\u00f2 pochissimo perch\u00e9 ancora Vitinha, questa volta su assist di Kvaratskhelia e con il piede mancino, lascia partire un tiro a giro che batte nuovamente Vicario, che non vede partire il tiro perch\u00e9 con visuale impallata da Bentancur.<br>Il Tottenham si disunisce e tra 59&#8242; e 65&#8242; incassa due reti: nella prima marcatura, Lucas Hernandez pressa altissimo e recupera il pallone, ne approfitta F\u00e1bian Ruiz che insacca; nella seconda occasione \u00e8 Pacho, su sviluppi di calcio d&#8217;angolo, a battere nuovamente un incolpevole Vicario.<br>Ma, si sa, mai dare per morte le squadre inglesi: Vitinha &#8211; incredibilmente &#8211; sbaglia, permette ai lilywhites di recuperare il pallone e trovare con Kolo Muani il 4-3 al 72&#8242;.<br>Peccato che bastino tre minuti ai rouge-et-blue per trovare nuovamente il doppio vantaggio: Vitinha torna ad essere protagonista positivo cercando la porta e trovando la deviazione col braccio di Romero; rigore e sul dischetto ci va ovviamente proprio l&#8217;ex Porto che segna e si assicura il pallone della partita.<br>Di certo i tifosi imparziali si sono sicuramente divertiti. Quelli del Paris saranno sicuramente felici per la potenza offensiva e per il successo che regala il secondo posto a meno tre dall&#8217;Arsenal, ma vorranno sicuramente che venga sistemato qualcosa nella gestione del match. Il Tottenham ha lottato e tenuto benissimo il campo soprattutto nella prima frazione, ma non \u00e8 riuscito a bissare la prestazione di questa estate in Supercoppa europea, quando dovette cedere solamente ai rigori. Gli Spurs restano a otto punti e in sedicesima posizione, comunque ancora in corsa per ottenere quantomeno una posizione favorevole per i playoff.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Sporting CP &#8211; Club Brugge: 3-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>24&#8242; Quenda &#8211; 31&#8242; Suarez &#8211; 70&#8242; Trincao<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un doppio brivido per i biancoverdi, prima per il rosso a Hjulmand poi corretto in giallo dopo revisione VAR e poi per un tiro di Forbs ribattuto, in vantaggio ci vanno proprio i padroni di casa: al 24&#8242; Catamo parte sulla corsia destra saltando gli avversari come birilli e vede il suo tiro respinto da Jackers, ma il portiere belga nulla pu\u00f2 sul tap-in di Quenda. La partita si mette ancora meglio per i portoghesi al 31&#8242;, quando Su\u00e0rez viene lanciato in profondit\u00e0 da Catamo e batte Jackers con un delizioso tocco sotto. \u00c8 ancora Su\u00e1rez a inizio ripresa a colpire un palo dopo aver saltato il portiere ospite ma trovando il provvidenziale disturbo di Seys. Hayen prova a giocarsi la carta Tressoldi e per poco questa scelta non viene premiata perch\u00e9 l&#8217;italiano naturalizzato tedesco va subito vicino alla rete, ma \u00e8 ancora la squadra locale a colpire: Trinc\u00e3o sfrutta un altro assist di Quenda piazzando con il piattone nell&#8217;angolo basso.<br>Lo Sporting ha fatto il suo lavoro e ha fornito una prestazione autorevole per avere la meglio sul Brugge e portarsi a dieci punti, tenendo vivissime le speranze di ottavi senza passare dai playoff. I nerazzurri si leccano invece le ferite, subendo la terza sconfitta nelle ultime quattro partite: urge un cambio di passo per sperare nei playoff, ma il calendario non aiuta: ci saranno infatti due scontri difficili con Arsenal e Marsiglia, pi\u00f9 la lunghissima trasferta in quel di Almaty.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">A. Madrid &#8211; Inter: 2-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>9&#8242; Alvarez (A) &#8211; 54&#8242; Zielinski (I) &#8211; 90+3&#8242; Gimenez (A)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Battaglia al metropolitano con scatto finale dei colchoneros che agguantano tre punti decisivi per il futuro nella competizione. Altro smacc\u00f2 per gli uomini di Chivu che anche stavolta giocano bene, meritano perlomeno il pari ma alla fine escono senza punti. E adesso la corsa alla qualificazione diretta si fa dura per non parlare dei primi quattro che avranno benefici negli scontri diretti. Del resto gli ultimi tre turni sono estremamente spinosi per i nerazzurri \u00e8 molto pi\u00f9 semplici per il Cholo ponendo addirittura le condizioni per un sorpasso tra i due club. Tutto per una distrazione sull\u2019ultimo pallone. <\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Liverpool &#8211; PSV: 1-4<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>6&#8242; Perisic (P) &#8211; 16&#8242; Szoboszlai (L) &#8211; 56&#8242; Tal (P) &#8211; 73&#8217;\/90+1&#8242; Driouech (P)<\/em><\/strong>  <\/p>\n\n\n\n<p>Notte fonda per Slot che quest\u2019anno fa una fatica terribile in ogni competizione e rischia seriamente una delle poltrone pi\u00f9 ambite del calcio mondiale. In questa gara le sciagura iniziano subito e continuano per tutto il match. Il risultato \u00e8 quello che la classifica certifica in pieno con un tredicesimo posto che pone il tecnico dei Reds sulla brace considerato che anche la Premier ripropone lo stesso copione. Gli olandesi approfittano dei disastri del connazionale e si pappano un succulento piatti che li proietta nelle prime sedici piazze. Con un futuro di playoff ormai quasi acquisito. <\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Olympiakos &#8211; Real Madrid: 3-4<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>8&#8242; Chiquinho (O) &#8211; 22&#8217;\/24&#8217;\/29&#8217;\/60&#8242; Mbappe (R) &#8211; 52&#8242; Taremi (O) &#8211; 81&#8242; El Kaabi (O)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Profluvio di reti al Pireo che non certifica certo una gran salute dei blancos che per aspirare a raggiungere le fasi finali del torneo devono migliorare, e molto, il loro standard attuale. Con una lunga lista di assenti il club che conta in bacheca 15 trofei, non poteva che rivolgersi al suo puntero d\u2019eccellenza per salvare la ghirba e dare una robusta aggiustata alla classifica che adesso sorride con un quinto che pu\u00f2 trasformarsi in uno dei quattro sfruttando due gare abbordabili dopo il prossimo scontro all\u2019arma bianca col City. Dai greci importanti segni di vita dopo un approccio infelice e la possibilit\u00e0, se non di raggiungere gli spareggi, di togliersi ancora qualche soddisfazione nei prossimi turni, non impossibili.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Pafos &#8211; Monaco: 2-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>5&#8242; Minamino (M) &#8211; 18&#8242; David Luiz (P) &#8211; 26&#8242; Balogun (M) &#8211; <mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">88&#8242; Salisu (M)<\/mark><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sesto punto e sogno intatto per i prodi ciprioti di Pafo che continuano ad accompagnare i vip monegaschi nella classifica del GironeUnico. E se i marinai di Pafo stanno facendo un impresa eccezionale lo stesso non si pu\u00f2 dire degli uomini di Pocognoli che anche stavolta non riescono a reggere il vantaggio, doppio, dagli assalti di orgoglio di una squadra tecnicamente molto inferiore. L\u2019enigma di qualificazione si risolver\u00e0 solo all\u2019ultimo tuffo ma per il Monaco \u00e8 necessario superare i turchi mentre i ciprioti hanno necessit\u00e0 di fare qualche punto nei prossimi due difficili turni puntando al bottin\u00f2 pieno nell\u2019ultimo turno casalingo con i ceki.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Galatasaray &#8211; Royale Union Saint-Gilloise: 0-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>57&#8242; David<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si parte con gli ospiti che pressano alto e rendono difficile l&#8217;uscita della squadra locale, che riesce per\u00f2 a creare la prima vera azione pericolosa della partita all&#8217;11&#8217; con un tiro alto di Yilmaz. Gli &#8220;unionisti&#8221; sviluppano il gioco con Niang e David sulla corsia sinistra, mentre i giallorossi lo fanno sulla corsia opposta con il duo Sallai-San\u00e9, e proprio da un&#8217;azione nata dalla destra locale arriva al 27&#8242;&nbsp; un tiro di Gabriel Sara che impatta il palo a Scherpen battuto. \u00c7akir si sporca i guantoni sul sito di Florucz al 33&#8242;, con il portiere turco che viene poi salvato dalla traversa colpita dalla zuccata di Sykes su sviluppi di angolo, che pareggia il conto dei legni. Inizia la ripresa, con gli ospiti che rimangono intraprendenti e sbloccano il match al 57&#8242;: bella l&#8217;azione che porta in gol David, ben servito dalla linea di fondo da Zorgane. I padroni di casa non ci stanno e provano a reagire, ma \u00e8 ancora \u00c7akir a doversi impegnare per evitare il raddoppio belga sul tiro di Rodriguez, ben imbeccato ancora dall&#8217;ispirato Zorgane. Anche Scherpen deve superarsi su un corpo di testa di Gabriel Sara, e &#8220;soffia via&#8221; il pallone dalla porta sulla deviazione ravvicinata di S\u00e0nchez. Il nervosismo prende piede tra i Cimbom, che chiudono anche in 10 per il doppio cartellino giallo mostrato a \u00dcnyay.<br>Battuta d&#8217;arresto pesante e inaspettata per i turchi, che vedono fermarsi a tre la striscia di successi consecutivi e potrebbero vedere ora allontanarsi la possibilit\u00e0 di accesso diretto agli ottavi. Meritato successo invece per la formazione belga, che ottiene la seconda vittoria nella competizione (dopo quella nella prima giornata, sempre in trasferta per 3-1 in casa del PSV, erano arrivate tre sconfitte) e tiene vive le speranze di qualificazione agli spareggi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Chelsea &#8211; Barcellona: 3-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">27&#8242; Kounde (B)<\/mark> &#8211; 55&#8242; Est\u00eav\u00e3o &#8211; 73&#8242; Delap<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una lezione di verticalit\u00e0 e cinismo. \u00c8 questo il verdetto di Stamford Bridge, dove il Chelsea di Maresca annienta il Barcellona per 3-0. Una partita segnata tatticamente dalla scelta (rivelatasi suicida) di Flick di mantenere una linea difensiva altissima, punita ripetutamente dalle frecce londinesi, e dall&#8217;espulsione di Ara\u00fajo che ha chiuso virtualmente i giochi prima dell&#8217;intervallo.<br>Il copione \u00e8 chiaro fin dall&#8217;avvio: il Bar\u00e7a tiene la difesa a centrocampo, il Chelsea lancia in profondit\u00e0. Nei primi venti minuti i Blues vanno in gol due volte con Enzo Fern\u00e1ndez e una con Garnacho, ma il VAR cancella tutto per fuorigioco millimetrici. \u00c8 il preludio, per\u00f2, al vantaggio che matura al 27&#8242;: Pedro Neto scappa via sulla sinistra e mette al centro un pallone velenoso che, dopo una carambola sfortunata su Kound\u00e9, finisce nella porta sbagliata. \u00c8 l&#8217;autogol che spezza l&#8217;equilibrio (1-0). La notte dei catalani diventa un incubo nel recupero del primo tempo (45&#8217;+2&#8242;), quando capitan Ara\u00fajo, gi\u00e0 ammonito, ferma con le cattive l&#8217;ennesima ripartenza avversaria: secondo giallo inevitabile e doccia anticipata, lasciando i suoi in inferiorit\u00e0 numerica per tutta la ripresa.<br>Nel secondo tempo, con l&#8217;uomo in pi\u00f9, il Chelsea dilaga. Al 55&#8242; sale in cattedra il gioiello brasiliano Est\u00eav\u00e3o: il classe 2007 riceve palla sulla trequarti, ubriaca di finte Cubars\u00ed e, da posizione defilata, lascia partire un mancino a giro che si insacca all&#8217;incrocio dei pali.<br>Hansi Flick prova a scuotere i suoi inserendo forze fresche, ma l&#8217;inferiorit\u00e0 numerica e la serata di grazia dei padroni di casa rendono impossibile ogni rimonta. Al 73&#8242; arriva il colpo del KO definitivo: il neo-entrato Delap (subentrato a Garnacho) finalizza un contropiede perfetto orchestrato da Enzo Fern\u00e1ndez, firmando il 3-0 con un tocco preciso sottomisura. Nel finale c&#8217;\u00e8 gloria anche per il portiere S\u00e1nchez, attento a negare il gol della bandiera a Raphinha, preservando un clean sheet preziosissimo.<br>Vittoria &#8220;statement&#8221; per il Chelsea, che sale in classifica e lancia un messaggio chiaro alle pretendenti per gli ottavi senza playoff. Per il Barcellona, una serata da dimenticare in fretta, dove i rischi tattici hanno presentato un conto salatissimo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Borussia Dortmund &#8211; Villarreal: 4-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>45+2&#8217;\/54&#8242; Guirassy &#8211; 58&#8242; Adeyemi &#8211; 90+5&#8242; Svensson<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Muro Giallo torna a ruggire e iil Borussia Dortmund travolge il Villarreal con un netto 4-0, rilanciando prepotentemente le proprie quotazioni per l&#8217;accesso diretto agli ottavi. Una serata a senso unico al Signal Iduna Park, complice l&#8217;inferiorit\u00e0 numerica degli ospiti che ha spianato la strada alla goleada tedesca.<br>L&#8217;avvio \u00e8 subito aggressivo per i tedeschi, che chiudono il Villarreal nella propria trequarti. La resistenza spagnola crolla quasi subito sotto i colpi di un ispiratissimo Guirassy. L&#8217;attaccante guineano, vero mattatore della serata, sblocca il risultato nel primo tempo sfruttando un cross perfetto dalla sinistra e raddoppia poco dopo con un movimento da centravanti puro in area di rigore.<br>Nella ripresa, dopo l&#8217;espulsione di Foyth che lascia il Sottomarino Giallo in dieci uomini, \u00e8 pura accademia, con Guirassy che prima fallisce il rigore ma poi insacca la ribattuta. Al 58&#8242;, arriva il tris, con Adeyemi che si fa beffe della difesa ospite prima di insaccare.<br>All&#8217;82&#8217;, F\u00e1bio Silva si presenta dagli undici metri dopo un fallo subito da Adeyemi, ma calcia e colpisce la traversa, macchiando leggermente una prestazione di squadra comunque perfetta, che trova comunque il sigillo finale del 4-0 con Svensson nel quinto minuto di recupero.<br>Con questa vittoria rotonda, il Borussia Dortmund sale a quota 10 punti, assestandosi nella parte alta della classifica e guardando con fiducia alle prossime sfide. Notte fonda invece per il Villarreal di Marcelino, ancora a secco di vittorie e inchiodato nei bassifondi della classifica: la qualificazione ai playoff ora \u00e8 appesa a un filo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Napoli &#8211; Qaraba\u011f: 2-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>65&#8242; McTominay &#8211; <mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">72&#8242; Jankovic (Q)<\/mark><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ci mette un tempo, il Napoli, a scardinare il fortino azero, ma alla fine il &#8220;Maradona&#8221; pu\u00f2 esplodere: un 2-0 solido e vitale quello maturato nella ripresa contro il Qarabag, che rilancia pesantemente le ambizioni europee della squadra di Antonio Conte.<br>Il primo tempo \u00e8 una partita a scacchi. Gli ospiti, ben messi in campo da Qurbanov, chiudono ogni varco e provano addirittura a spaventare gli azzurri con qualche ripartenza velenosa. Il Napoli manovra, cerca l&#8217;imbucata con il tridente, ma sbatte contro il muro eretto da Medina e Mustafazada. Si va al riposo su uno 0-0 che inizia a far serpeggiare qualche timore sugli spalti.<br>La musica cambia drasticamente nella ripresa. Conte tocca le corde giuste nello spogliatoio e il Napoli rientra con un altro piglio, cingendo d&#8217;assedio l&#8217;area avversaria. Il gol che stappa la partita (dopo un calcio di rigore fallito da H\u00f8jlund al 55&#8242;) arriva al 65&#8242;: l&#8217;inserimento, ormai marchio di fabbrica, \u00e8 di McTominay, che svetta nel traffico o trova il tempo giusto per battere Kochalski e firmare l&#8217;1-0 liberatorio.<br>Il Qarabag accusa il colpo e perde le distanze. Sette minuti pi\u00f9 tardi, al 72&#8242;, arriva l&#8217;episodio che chiude i conti: su una pressione offensiva asfissiante degli azzurri, \u00e8 sfortunato il centrocampista montenegrino Marko Jankovi\u0107, che nel tentativo di liberare devia la palla nella propria porta per il pi\u00f9 classico degli autogol.<br>Il finale \u00e8 pura gestione per il Napoli, che controlla senza affanni il doppio vantaggio. Una vittoria di platino per Conte, che sale a quota 7 punti agganciando proprio gli azeri in classifica: ora la zona playoff \u00e8 una realt\u00e0 concreta e la qualificazione diretta non \u00e8 pi\u00f9 un miraggio irraggiungibile. Passo falso indolore, per ora, per il Qarabag, che resta comunque pienamente in corsa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Ajax- Benfica: 0-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>6&#8242; Dahl &#8211; 90&#8242; Barreiro<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Franco successo dei mouriniani che passeggiano su quel che resta dell\u2019Ajax di Farioli, molto male in Eredivisie e inguardabili in Champions dove hanno incassato cinque sconfitte in altrettanti incontri condite da 16 reti subite ! Bella prestazione dei lusitani che meritano ampiamente il successo e possono sperare in un miracolo visto che dovrebbero fare minimo sette punti tra i match casalinghi con Napoli e Real e la trasferta a Torino. Servirebbe il Mou del Porto per farcela.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Slavia Praga &#8211; Athletic Bilbao: 0-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il peggiore spot per la nuova Champions. Due squadre modeste, che arrivano a questo punto con pochissime ambizioni di andare oltre e che si spartiscono un punto senza neppure una rete. Da bocciare assolutamente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Marsiglia &#8211; Newcastle: 2-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>6&#8242; Barnes (N) &#8211; 46&#8217;\/50&#8242; Aubameyang (M)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Con un piede gi\u00e0 fuori dalla competizione De Zerbi si aggrappa al suo anziano puntero per restare giusto a pelo d\u2019acqua perch\u00e9 l\u2019approdo agli spareggi, non da testa di serie comunque, \u00e8 ancora di l\u00e0 da raggiungere e dovr\u00e0 scuotere ulteriormente i suoi se vuole riuscire nell\u2019impresa. Cosa che certamente riuscir\u00e0 agli inglesi che si sono per\u00f2 giocati gran parte delle possibilit\u00e0 di passaggio diretto agli ottavi. Le forche caudine dei playoff sono la giusta punizione per questa brutta sconfitta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Manchester City &#8211; Bayer Leverkusen: 0-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>23&#8242; Grimaldo &#8211; 54&#8242; Schick<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Puntare le fiche sui Citizen, come avevamo fatto noi, in questo momento espone spesso a brutte figure. E un ennesima figuraccia davanti al suo pubblico fa la truppa del Pep che, tra alti e bassi, non riesce pi\u00f9 a prendere una continuit\u00e0 che a certi livelli \u00e8 necessaria. O tutto o niente \u00e8 il refrain del City post 2024 e stavolta \u00e8 arrivato il niente. Nessun gol all\u2019attivo, due in saccoccia e un continuo sbattere sulla barriera creata da Hjulmand. Risultato che scaraventa Pep dalla quarta posizione forse addirittura fuori dagli otto e oggi guardare il calendario sembra una fatica inutile viste la volubilit\u00e0 ormai acclarata. Trionfo invece dei tedeschi che con un colpo solo, ma che colpo ! fanno un passo avanti decisivo per i playoff da testa di serie e sognano pure la qualificazione diretta.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:25px\"><strong>Analisi 4\u00b0 turno GironeUnico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Qaraba\u011f &#8211; Chelsea: 2-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>16&#8242; Est\u00eav\u00e3o (C) &#8211; 29&#8242; Leandro Andrade (Q) &#8211; 39&#8242; Jankovic (Q) &#8211; 53&#8242; Garnacho (C)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Chelsea fa tanto turnover per questo impegno ma deve subito rinunciare per infortunio a Lavia, con il Qaraba\u011f che tiene bene il campo nella prima parte di partita, concedendo solo tiri dalla distanza ai pi\u00f9 quotati ospiti, cercando anche ripartenze pericolose. Anche dopo il vantaggio blues firmato al 16&#8242; da Est\u00eav\u00e3o con un mancino sul primo palo che sorprende Kochalski, il copione tattico non cambia, con gli azeri che continuano a crederci e fanno succedere l&#8217;imponderabile: al 29&#8242; arriva il pareggio firmato da Leandro Andrade, abile a trovare il giusto tap-in dopo il palo colpito da Duran; poi, incredibilmente, la ribaltano al 39&#8242; con il rigore di Jankovi\u0107, concesso per un fallo di mano di Hato che conferma la sua prestazione &#8220;horror&#8221;, dopo che aveva commesso un errore gi\u00e0 sulla prima marcatura locale. A Maresca, ovviamente, non va bene quanto visto in campo fino a questo momento e decide di effettuare ben tre cambi, immettendo l&#8217;esperienza di Enzo Fern\u00e1ndez, Delap e Garnacho, con proprio quest&#8217;ultimo che al 53&#8242; insacca il gol del 2-2 con un preciso diagonale rasoterra. Anche Fern\u00e1ndez e Delap (quest&#8217;ultimo partito in offside) impegnano Kochalski, ma anche il Qaraba\u011f \u00e8 ancora vivo e continua comunque a farsi vivo dalle parti del portiere degli inglesi. La partita rimane quindi interessante anche con il passare dei minuti, con tanti spazi aperti e occasioni ma nessun gol a far cambiare il punteggio, con il finale 2-2 che ovviamente accontenta pi\u00f9 i padroni di casa che gli ospiti.<br>Entrambe le squadre si trovano ora &#8211; incredibilmente &#8211; a quota 7 punti: se per gli azeri questo punteggio non era assolutamente preventivabile all&#8217;inizio della competizione, risulta essere certamente inferiore rispetto alle aspettative per i londinesi, che dovranno certamente provare ad alzare i ritmi se vorranno continuare a sperare in una qualificazione diretta agli ottavi di finale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Ajax &#8211; Galatasaray: 0-3<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>59&#8217;\/66&#8217;\/78&#8242; Osimhen<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I padroni di casa approcciano meglio il match, tenendo anche maggiormente il possesso del pallone, ma l&#8217;inerzia cambia rapidamente e poi sono gli ospiti a creare le occasioni pi\u00f9 importanti, con Pasveer che deve opporsi in due occasioni ai tentativi di un pericoloso Osimhen. Provano a crescere i lancieri, con la mira di Mokio al 34&#8242; e Gloukh al 37&#8242; che risulta essere imprecisa. Nella seconda frazione, Pasveer vince ancora la sfida con Osimhen al 51&#8242;, ma al 59&#8242; \u00e8 il nigeriano ad avere la meglio: San\u00e9 attacca la profondit\u00e0 sulla destra e crossa per il centravanti che questa volta trova la giusta incornata. La squadra di Amsterdam non riesce a reagire, anzi, piove ancora di pi\u00f9 sul bagnato quando prima Baas e poi Alders toccano il pallone con le mani in area: in entrambi i casi si presenta sul dischetto Osimhen, che si porta a casa il pallone della partita.<br>Non accade praticamente pi\u00f9 nulla, con l&#8217;Ajax che incassa la quarta sconfitta consecutiva, rimanendo la peggior squadra della competizione con una differenza reti di -13. Il Galatasaray invece esulta per la terza vittoria consecutiva, che la pone a 9 punti e fuori dalla top8 solo per differenza reti rispetto a squadre dell&#8217;\u00e9lite del calcio europeo, come Paris SG, Real Madri e Liverpool, oltre alla sorpresa Newcastle.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Benfica &#8211; Bayer Leverkusen: 0-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>65&#8242; Schick<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Leverkusen fa la partita mentre il Benfica attende, ma sono proprio i calciatori di Mourinho a rendersi pericolosi all&#8217;11&#8217;, quando Luk\u00e9bakio, lanciato in profondit\u00e0, arriva a tu per tu con Flekken ma impatta la parte esterna del palo. I legni non sono favorevoli ai portoghesi, con Otamendi che impatta la traversa al 34&#8242; su sviluppi di corner. Anche il Leverkusen si fa vedere al 35&#8242; dalle parti della porta locale, con Poku che per\u00f2 calcia malissimo. I padroni di casa falliscono con Lukebakio e Pavlidis il possibile vantaggio al 43&#8242;, facendosi murare da Flekken e Bad\u00e9, con l&#8217;attaccante greco che fallisce anche ad inizio ripresa un paio di buone occasioni, prima facendosi murare dal portiere e poi non inquadrando lo specchio. La partita \u00e8 tattica e sembra non volersi sbloccare, poi per\u00f2 al 65&#8242; un flipper permette al subentrato Schick di trovare il gol che vale lo 0-1. Il segno del periodo poco positivo dei lusitani \u00e8 palese quando una forte pioggia inizia a cadere su Lisbona e i tifosi decidono di abbandonare lo stadio nonostante manchi pi\u00f9 di un quarto d&#8217;ora al termine e, effettivamente, non perdono praticamente nulla di una partita che si trascina stancamente fino al fischio finale, anche per colpa di un Luk\u00e9bakio assolutamente poco in palla.<br>Come non capire i tifosi locali? La squadra \u00e8 ferma a 0 punti dopo 4 giornate, con solo l&#8217;Ajax che ha fatto peggio. I tedeschi ottengono invece il primo successo nella competizione e si trovano ora in una posizione tale da permettergli di partecipare agli spareggi. Il percorso per\u00f2 \u00e8 ancora lungo e prestazioni come quella odierna potrebbero non bastare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Brugge &#8211; Barcellona: 3-3<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>6&#8242; Tresoldi (BR) &#8211; 8&#8242; Torres (BA) &#8211; 17&#8217;\/63&#8242; Forbs (BR) &#8211; 61&#8242; Yamal (BA) &#8211; <mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">77&#8242; Tzolis (BR)<\/mark><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Barcellona approccia la partita con la spregiudicatezza che consiste nella solita difesa altissima e il Brugge non si fa fregare: al 2&#8242; Szcz\u0119sny \u00e8 gi\u00e0 costretto al primo intervento per opporsi a Tzolis, ma poi il portiere polacco non pu\u00f2 nulla al 6&#8242; sul tocco dall&#8217;area piccola di Tresoldi, ben servito da Forbs che era stato precedentemente lanciato in profondit\u00e0 con i tempi giusti. I blaugrana sembrano poter ribaltare la partita quando trovano il pareggio dopo meno di 120 secondi con Ferran Torres, abile a insaccare l&#8217;assist dalla destra di Fermin L\u00f3pez, con lo stesso che impatta poi un palo con un tiro a giro a Jakers battuto, ma sono ancora i nerazzurri a trovare il vantaggio: da un angolo in favore dei catalani, nasce una ripartenza letale dei padroni di casa, con Forbs che scambia con Tzolis, arriva a tu per tu con Szcz\u0119sny e lo fredda col mancino.<br>Kound\u00e9 impatta la traversa al 27&#8242; con un tiro dalla distanza, mentre Tzolis inquadra la porta ma trova attento il portiere ospite, con Torres che, imbeccato da Yamal, fallisce il pareggio al 45&#8242; di un soffio. Lo stesso Yamal calcia troppo centralmente e si fa incredibilmente murare da Jackers al 52&#8242;, ma il 10 si fa perdonare allo scoccare dell&#8217;ora di gioco, trovando con l&#8217;esterno mancino il giusto tocco per insaccare dopo una splendida serpentina. Sembra poter essere l&#8217;inizio del ribaltone, ma, ancora una volta, \u00e8 il Brugge a sfruttare la difesa troppo alta degli avversari, con Forbs che viene lanciato da Vanaken nuovamente a tu per tu con Szcz\u0119sny e lo fredda.<br>Il 3-3 per\u00f2 non si fa attendere e giunge al 77&#8242;, quando, su un cross forse innocuo di Yamal, arriva una sfortunata deviazione aerea di Tzolis che beffa un incolpevole Janckers.<br>Finita? No! Vermant insaccherebbe il 4-3 al 90&#8242;, ma dopo aver palesemente colpito Szcz\u0119sny, anche se l&#8217;arbitro necessita di rivedere l&#8217;azione al VAR per annullare la marcatura.<br>Questa \u00e8 veramente l&#8217;ultima azione importante di un match che ha regalato tantissime emozioni. Il Brugge porta a casa un punto importante per il percorso, ma, per come si era messa la partita, forse ha qualche rimpianto in pi\u00f9 rispetto al Barcellona che, al contempo, si trova ora fuori dalla top8 e dovr\u00e0 certamente migliorare la fase difensiva se vorr\u00e0 evitare di rivivere i fantasmi del passato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Inter &#8211; Kairat Almaty: 2-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>45&#8242; Martinez (I) &#8211; 55&#8242; Arad (K) &#8211; 67&#8242; Carlos Augusto (I)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come ci si poteva attendere \u00e8 l&#8217;Inter a fare la partita, con l&#8217;eroe della qualificazione alla fase finale Anarbekov che al 10&#8242; deve opporsi al tiro di Di Marco, con Sorokin che salva poi anche sul possibile tap-in di Lautaro. Ancora il portiere si oppone a un tiro dell&#8217;argentino al 12&#8242;, con lo stesso attaccante che si poi oppone involontariamente alla conclusione a botta sicura di Esposito. Il &#8220;Toro&#8221; al 14&#8242; non inquadra la porta di un soffio col piattone dal limite dell&#8217;area di rigore, poi, dopo un rigore prima concesso e poi revocato ai nerazzurri dopo verifica VAR, prima \u00e8 ancora Anarbekov a murare sul 10 interista e poi \u00e8 Sommer a doversi sporcare i guantoni sulla zuccata di Edmilson. Dopo un tiro alto di Esposito, gli ospiti sembrano prendere coraggio e colpiscono la parte alta della traversa con un tiro di Satpayev che, deviato, si impenna in maniera quasi imparabile per Sommer. Quando l&#8217;intervallo sembra prossimo, giunge il gol che sblocca la partita: \u00e8 Mart\u00ednez a insaccare in rete al termine di una prolungata azione offensiva, ricca di batti e ribatti. Anche a inizio ripresa il guardiapali ospite si oppone ad Esposito, ma, a sorpresa \u00e8 il Kairat Almaty a pareggiare: \u00e8 Arad, completamente lasciato libero da De Vrij, a trovare la zuccata vincente al 56&#8242; sull&#8217;angolo battuto da Jorginho. Sembra di rivedere il copione del match pomeridiano tra Chelsea e Qaraba\u011f, ma poi l&#8217;Inter si riporta in vantaggio con un gran rasoterra dal limite di Carlos Augusto dopo un&#8217;intelligente sponda di Esposito al 67&#8242;. La precisione degli attaccanti poi latita, con l&#8217;Inter che pu\u00f2 festeggiare per un&#8217;importante vittoria, che la proietta a punteggio pieno, ma non al primo posto, proprio a causa del gol incassato questa sera. Che dire del Kairat? Certamente la squadra di Almaty ha fornito una prestazione gagliarda e combattiva, giocando a San Siro a testa alta, anche se non riesce a portare punti a casa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Pafos &#8211; Villarreal: 1-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>46&#8242;&nbsp;Luckassen (P)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Manchester City &#8211; Borussia Dortmund: 4-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>22&#8217;\/57&#8242; Foden (M) &#8211; 29&#8242; Haaland (M) &#8211; 72&#8242; Anton (B) &#8211; 90+1&#8242; Cherki (M)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Newcastle &#8211; A. Bilbao: 2-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>11&#8242; Dan Burn &#8211; 49&#8242; Joelinton<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">O. Marsiglia &#8211; Atalanta: 0-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>90&#8242;<\/em><\/strong> <strong><em>Samard\u017ei\u0107<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Juventus &#8211; Sporting Lisbona: 1-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>12&#8242; Araujo (S) &#8211; 34&#8242; Vlahovic (J)<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se i bianconeri cercavano punti decisivi per migliorare una classifica deficitaria lasciata da Igor Tudor, era chiaro che il club bianco verde sarebbe stato un ostacolo arduo per raggiungere l\u2019obiettivo. Attualmente la squadra diretta da Borges \u00e8 la perla pi\u00f9 splendente del calcio lusitano e non casualmente guarda dall\u2019alto tre delle quattro rappresentanti italiane in Champions. Anche ieri sera ha impostato una partita molto solida dove ad una difesa attenta ha aggiunto la grande capacit\u00e0 di graffiare in ripartenza portando a casa un punto meritato che ne consolida le ambizioni di prima fascia agli spareggi. Ben pi\u00f9 complesso il compito di mister Spalletti che dovr\u00e0 fare tre vittorie nelle prossime tre gare se vuol mettere al sicuro una posizione tra la diciassette e la ventiquattro. E non sar\u00e0 per niente facile.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Liverpool &#8211; Real Madrid: 1-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>61&#8242; Mac Allister<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un misero gol risolve un match non entusiasmante in cui la truppa di Slot ha dimostrato di essere ampiamente sulla via della guarigione. Un risultato che \u201caggiusta\u201d anche la classifica delle due squadre nel GironeUnico. Classifica che sembrava troppo punitiva per i reds e troppo prodiga per i blancos. Entrambe a nove punti ed entrambe tra le otto elette sembra un consuntivo pi\u00f9 oggettivo quando si taglia la boa di met\u00e0 percorso. Va da se che tutte e due dovranno migliorare molto se poi vorranno arrivare fino in fondo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Slavia Praga &#8211; Arsenal: 0-3<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>32&#8242; Saka &#8211; 46&#8217;\/68&#8242; Merino<\/em><\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p>Non proprio una passeggiata per i londinesi il viaggio nella meravigliosa citt\u00e0 di Kafka ma un successo netto e senza discussioni che consegna la quarta vittoria su quattro all\u2019undici di Arteta. Con dodici punti in carniere i lancieri possono dirottare maggiori attenzioni sul torneo interno e cercare di contenere l\u2019assalto di City e Liverpool. Coraggiosa e ammirevole la squadra ceca che cerca di portare qualche patema in casa inglese ma deve arrendersi ad un livello davvero troppo alto e gi\u00e0 sembra salutare la competizione<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Totthenam &#8211; Copenhagen: 4-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>19&#8242; Johnson &#8211; 51&#8242; Odobert &#8211; 64&#8242; van de Ven &#8211; 67&#8242; Palhinha<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fuori dal mare amico la squadra danese \u00e8 molto meno competitiva e non poteva certo sperare di farla franca sul terreno degli speroni. Una partita a senso unico che proietta i londinesi molto vicino alle prime otto piazze valide per la qualificazione diretta. E risparmiare due match in pieno inverno sarebbe molto importante per la squadra di Frank che deve un po\u2019 raddrizzare l\u2019andamento in Premier. L\u2019abbondanza del punteggio \u00e8 un merito del nuovo formato della Champions che premia giustamente chi cerca non di speculare ma semmai di arrotondare il risultato. Game over invece per \u00ec danese che in trasferta sono troppo morbidi e si accontenteranno probabilmente di un successo sui kazaki al prossimo turno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Olympiakos &#8211; PSV: 1-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>17&#8242; Martins (O) &#8211; 90+3&#8242; Pepi (PSV)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sconfortante risultato finale per i greci che, complice un po\u2019 di mala suerte, non riescono nell\u2019impresa di vincere questo match e quindi sono gi\u00e0 virtualmente fuori dalla gara. Lo stesso per\u00f2 pu\u00f2 dirsi per gli olandesi che con cinque punti in tasca potrebbero sembrare in piena lizza per gli spareggi ma sono attesi da un calendario talmente difficile che vanno ritenuti anch\u2019essi fuori concorso gi\u00e0 all\u2019inizio di novembre. Giusto esito per un movimento calcistico che ha scritto la storia del football continentale, sia a livello di club che di nazionale, ma che quest\u2019anno si \u00e8 rivelato ben poca cosa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Napoli &#8211; Eintracht Francoforte: 0-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tra Napoli e Francoforte vince probabilmente la paura di perdere, con entrambe le squadre molto guardinghe e che danno vita a una partita poco emozionante e a tratti anche disordinata.<br>Nel primo tempo le squadre sono molto corte e latitano le occasioni da gol: Bahoya impegna Milinkovi\u0107-Savi\u0107 al 3&#8242;, poi il Napoli crea qualche grattacapo in pi\u00f9 a Zetterer, prima con H\u00f8jlund che viene disturbato da Anguissa al momento del tiro (sul quale si oppone l&#8217;ex Bologna Theate) e poi soprattutto per merito di un Elmas ispirato ma che non riesce a trovare il guizzo giusto per sbloccare l&#8217;incontro. Anche a inizio ripresa partono meglio i tedeschi, con Chaibi che impegna il portiere partenopeo, poi Elmas al 68&#8242; propone un cross basso per McTominay che viene murato sul pi\u00f9 bello da Koch, con lo stesso scozzese che al minuto 83 calcia alto da buona posizione su un cross basso di Anguissa. Nel mezzo, al 73&#8242; Knauff aveva avuto il pallone del possibile vantaggio su un pallone rimasto vagante nell&#8217;area locale, trovando un attento Milinkovi\u0107 Savi\u0107, poi il Napoli aveva cambiato ritmo con i cambi (aumentando la forza offensiva con Neres e Lang), con lo stesso Anguissa che, dal centro dell&#8217;area di rigore, aveva malamente calciato con pessima coordinazione un ottimo assist di Elmas. La zuccata di Anguissa su cross di Lang al minuto 89 viene respinta col petto ancora una volta da Koch, poi l&#8217;ultima azione degna di nota del match giunge al 95&#8242;, quando, sugli sviluppi di un corner, Collins chiude su Elmas prima che il tentativo di tap-in di H\u00f8jlund venga parato da Zetterer.<br>Un pareggio certamente cercato pi\u00f9 dai tedeschi, ma che non serve praticamente a nessuna delle due formazioni che, ferme a quota quattro punti dopo altrettante giornate, dovranno certamente cercare di cambiare passo se vorranno ambire di staccare il pass per il turno intermedio con una posizione favorevole.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Atl\u00e9tico Madrid &#8211; Royale Union Saint-Gilloise: 3-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>39&#8242; Alvarez (A) &#8211; 72&#8242; Gallagher (A) &#8211; 80&#8242; Sikes (R) &#8211; 90+6&#8242; Llorente (A)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Partono meglio gli ospiti con Schoofs che cerca senza fortuna la porta gi\u00e0 al 2&#8242;, anche se per vedere il primo tiro in porta si deve attendere il 23&#8242;, quando \u00c1lvarez impegna Scherpen. La partita \u00e8 equilibrata e a sbloccarla ci pensa proprio \u00c1lvarez (e chi altrimenti) che sfrutta benissimo l&#8217;assist di Giuliano Simeone per insaccare e far esplodere di gioia il &#8220;Metropolitano&#8221;. Dopo un gol d Griezmann annullato per un fuorigioco di Baena ad inizio azione, termina una prima frazione combattuta. La squadra belga fallisce un&#8217;occasionissima con David al 69&#8242;, con il calciatore che, praticamente solo al limite dell&#8217;area piccola, calcia a lato, e la legge del calcio colpisce ancora, con Gallagher che al 73&#8242; batte nuovamente il portiere ospite con un piattone destro a giro nell&#8217;angolino alto, dopo che due conclusioni di S\u00f8rloth erano state respinte dalla difesa ospite. La partita sembra finita, ma gli ospiti non ci stanno e la riaprono sfruttando al meglio una palla inattiva, con la zuccata di Sykes che supera Oblak sulla battuta di Boufal. I colchoneros mettono per\u00f2 la ciliegina sulla torta nel sesto minuto di recupero, con Llorente che batte nuovamente Scherpen a finalizzazione di un contropiede.<br>Vittoria importantissima per gli uomini del &#8220;Cholo&#8221;, che trovano la seconda vittoria nella loro campagna europea e tornano in posizione tale che li porterebbe a partecipare quantomeno al turno di spareggio. L&#8217;Union Saint-Gilloise ha venduto cara la pelle, ma rimane a quota tre: servir\u00e0 sicuramente qualche altro risultato positivo se non vorr\u00e0 terminare la sua esperienza gi\u00e0 nella League Phase.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Bod\u00f8\/Glimt &#8211; Monaco: 0-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>43&#8242; Balogun<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sotto il diluvio, la partita inizia subito con una buona intensit\u00e0 e con i padroni di casa che provano a rendersi pericolosi soprattutto con Berg, che per\u00f2 non riesce a trovare conclusioni pulite per impensierire K\u00f6hn, che invece, dopo un tiro alto di Kehrer, si deve sporcare i guantoni per parare un tiro di H\u00f8gh. Sono per\u00f2 gli ospiti a passare poco prima del duplice fischio, con Akliouche che serve Balogun con un pallone che sembra troppo defilato, ma l&#8217;attaccante biancorosso non ci pensa su e calcia forte con il mancino sul primo palo beffando un non perfetto Haikin. La reazione norvegese \u00e8 veemente ed immediata, con H\u00f8gh che colpisce il palo a K\u00f6hn battuto e con lo stesso portiere che deve poi opporsi al tiro di Bj\u00f8rkan. Anche a inizio ripresa il portiere della squadra del Principato deve impegnarsi per mantenere la sua porta inviolata, volando su una punizione di Berg e poi sul successivo tentativo di ribattuta di H\u00f8gh. I gialloneri meriterebbero il pareggio ma K\u00f6hn continua a calare ripetutamente la saracinesca, con i palloni che lo superano solo quando non inquadrano lo specchio della porta, poi restano in 10 per il rosso a Gundersen e perdono probabilmente quell&#8217;inerzia necessaria per trovare l&#8217;impresa.<br>I norvegesi falliscono ancora l&#8217;appuntamento con il primo storico successo nella massima competizione europea, subendo la seconda sconfitta consecutiva e rimanendo a due punti. Il Monaco, invece, dopo una sconfitta e due pareggi, riesce finalmente a conquistare i tre punti, ravvivando le speranze di poter andare quantomeno allo spareggio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Paris SG &#8211; Bayern Monaco: 1-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>4&#8217;\/32&#8242; Diaz (B) &#8211; 74 Neves (PSG)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quattro giri di lancette ed \u00e8 gi\u00e0 gol: il tiro di Olise viene respinto da Chevalier, che per\u00f2 nulla pu\u00f2 sul tiro di D\u00ecaz, sul quale aveva provato anche ad immolarsi Marquinos con la spalla destra. Il Paris prova a reagire, con le fiammate dei suoi attaccanti che mettono in difficolt\u00e0 la lenta difesa teutonica, con Demb\u00e9l\u00e9 che si vede prima annullare correttamente un gol per offside e poi deve lasciare il campo per un infortunio. I padroni di casa non mollano, Barcola costringe Neuer all&#8217;intervento allo scoccare della mezz&#8217;ora, ma, dopo un palo di Gnabry, \u00e8 ancora il Bayern a colpire, con Luis D\u00edaz che sfrutta un&#8217;indecisione di Marquinos, scippandogli palla e insaccando col piattone destro. Kimmich sfiora il tris con un diagonale di poco a lato, poi Luis D\u00edaz compie un fallo bruttissimo da dietro su Hakimi, che lascia il campo in lacrime nel giorno del suo 27\u00b0 compleanno, dopo una torsione innaturale della caviglia. Nonostante l&#8217;inferiorit\u00e0 numerica, Kane impegna Chevalier prima dell&#8217;intervallo, poi nella ripresa la partita non regala grosse occasioni, con i portieri che controllano con relativa tranquillit\u00e0 i tiri in porta avversari, quantomeno fino al 74&#8242;, quando il subentrato Jo\u00e3o Neves insacca in acrobazia su un cross dalla sinistra di Lee Kang-In. Neuer salva su un tentativo in lob di Zaire-Emery, poi probabilmente soffia per fare andare una zuccata di Jo\u00e3o Neves oltre il palo. Il forcing finale non porta a gol, nonostante la presenza anche di Chevalier in area bavarese in occasione dell&#8217;ultimo calcio d&#8217;angolo del match.<br>I francesi escono con le ossa rotte da questo incontro, non tanto per il risultato &#8211; che pu\u00f2 anche starci in una partita contro un avversario di questa caratura &#8211; ma piuttosto per gli infortuni di Demb\u00e9l\u00e9 e Hakimi che si vanno ad aggiungere a quello di Dou\u00e9. I teutonici mantengono la vetta della classifica (in vantaggio sull&#8217;Arsenal per aver segnato pi\u00f9 gol) esibendo l&#8217;ennesima prestazione importante e concreta. La domanda sorge spontanea: troveremo qualcuno capace di fermare la banda guidata da Kompany?<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:28px\"><strong>Analisi 3\u00b0 turno GironeUnico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Galatasaray &#8211; Bod\u00f8\/Glimt: 3-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>3&#8217;\/33&#8242; Osimhen (G) &#8211; 60&#8242; Akgun (G) &#8211; 75&#8242; Helmersen (B)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo meno di 180 secondi Osimhen, che era precedentemente uscito dal campo dopo un problema al polso, riceve da Lemina e batte il portiere avversario con un piattone destro a fil di palo. Gli ospiti sembrano in difficolt\u00e0 e, nelle rare occasioni, falliscono spesso il passaggio chiave, mentre i turchi continuano a spingere e mettono spesso il nigeriano in occasione di poter trovare la rete (come quando all&#8217;8&#8242; impegna due volte Haikin di testa), anche se effettivamente \u00e8 Bj\u00f8rkan a fornire l&#8217;assist per il raddoppio che giunge al 33&#8242;. L&#8217;ex Milan Hauge fallisce l&#8217;occasione per riaprire la partita calciando a lato con il destro un rigore in movimento al 39&#8242; poi anche il palo, colpito da Brunstad Fet al 43&#8242;, nega la gioia del gol al Bod\u00f8, con i norvegesi che lasciano ampi spazi alle ripartenze giallorosse e permettono nuovamente ad Osimhen di cercare, ma questa volta fallire, il gol con un diagonale proprio sul contropiede seguente. Il copione non cambia nella difesa anche se \u00c7akir deve opporsi a un tiro di Berg precedentemente deviato da Bardakci al 53&#8242;, ma \u00e8 ancora il Galatasaray a fallire una ghiotta occasione per il 3-0, con Osimhen che serve Akg\u00fcn che non riesce a calciare nella porta occupata dai difensori gialloneri dopo aver saltato Haikin. L&#8217;esterno si fa per\u00f2 perdonare allo scoccare dell&#8217;ora di gioco, trovano il tris con un tap-in dopo una prima ribattuta del portiere norvegese. Evjen non inquadra di un soffio la porta al 64&#8242; con un tiro dal limite, poi Osimhen (ancora lanciato da un errato retropassaggio avversario) viene murato prima da Haikin e poi da Sj\u00f8vold, prima del 3-1 firmato da Helmersen, che svetta di testa sul cross di Bj\u00f8rkan al 76&#8242;. La partita scorre con ritmi alti ed entrambe le squadre alla ricerca di un altro gol, che per\u00f2 non arriva nonostante il forcing finale ospite.<br>Vittoria importante per i turchi, che salgono in zona spareggi e ottenendo il secondo successo consecutivo. I norvegesi invece rimandano ancora l&#8217;appuntamento con il primo successo in Champions League, subendo la prima sconfitta dopo i due pareggi per 2-2 contro Slavia Praga e Tottenham.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#fcb900\" class=\"has-inline-color\">Spettacolarit\u00e0: 70\/100<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Atalanta &#8211; Slavia Praga: 0-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come ci si aspetta sono i padroni di casa a fare la partita, anche se si deve attendere il 13&#8242; per avere la prima vero occasione del match, quando Kossounou, imbeccato da De Ketelaere, si fa ipnotizzare nell&#8217;uno contro uno da Markovi\u0107. Il fantasista belga \u00e8 ispirato e, dopo aver costretto nuovamente il portiere ospite a una parata con un interessante tiro a giro, ritorna a vestire i panni dell&#8217;assist-man&#8217;, servendo a Krstovi\u0107 due palloni d&#8217;oro che vengono per\u00f2 cestinati: nel primo caso il montenegrino, trattenuto leggermente (secondo il direttore di gara) da Zima, calcia cadendo e non batte la resistenza biancorossa, mentre nella seconda situazione calcia altissimo da ottima posizione. Le mire di De Ketelaere e Lookman sono imprecise, mentre Carnesecchi deve intervenire sul tiro di Moses per salvare il punteggio allo scoccare del 45&#8242; e fare lo stesso anche al 51&#8242; sul tentativo su punizione di Provod. Lo Slavia va nuovamente vicina alla rete con un mancino di Sad\u00edlek che termina di poco alto e Chor\u00fd costringe Carnesecchi all&#8217;intervento, prima che la dea si svegli, per merito anche del subentrato Scamacca, che prima incorna di poco alto e poi impegna severamente Markovi\u0107 con un tiro dalla distanza.<br>Il risultato per\u00f2 non si sblocca ed \u00e8 certamente una delusione per l&#8217;Atalanta: i tre punti in questa partita erano certamente fondamentali per poter sperare in un percorso pi\u00f9 agevole, mentre ora i bergamaschi si trovano a quota quattro punti, s\u00ec in top24 ma dovranno certamente lottare per poter ambire a una posizione favorevole negli spareggi per l&#8217;accesso agli ottavi.<br>Lo Slavia Praga invece ringrazia la mancata precisione degli attaccanti nerazzurri e ottiene il secondo punto, che li porta, momentaneamente a una sola lunghezza dal 24\u00b0 posto e certamente la prestazione fa ben sperare, dato che i cechi hanno avuto una ottima fase difensiva e hanno al contempo dimostrato potenzialit\u00e0 anche in quella offensiva, venendo fermati solo da un attento Carnesecchi.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#fcb900\" class=\"has-inline-color\">Spettacolarit\u00e0: 50\/100<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Bayern Monaco &#8211; Club Brugge: 4-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>5&#8242; Karl &#8211; 14&#8242; Kane &#8211; 34&#8242; Diaz &#8211; 79&#8242; Jackson<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Che dire su questo Bayern Monaco? Semplicemente \u00e8 come vedere in azione un panzer! Basti pensare che al termine della prima frazione sono gi\u00e0 tre le reti di vantaggio su un Brugge che \u00e8 annichilito dalla forza offensiva dei bavaresi: a sbloccare il match ci pensa il classe 2008 Karl al 5&#8242;, con un preciso destro all&#8217;angolino; dopo un palo impattato da Pavlovi\u0107 al 10&#8242;, Laimer sforna due splendidi assist prima per mandare in rete Kane al 14&#8242; con un facile tap-in e poi permettendo al 34&#8242; a Luis Diaz di trovare il giusto spazio per scoccare un destro che bacia la parte bassa della traversa prima di insaccarsi. L&#8217;Oktoberfest non si ferma e, dopo un palo di Kane colpito prima dell&#8217;intervallo e una parata sempre sull&#8217;uragano da parte di Jackers al 58&#8242;, \u00e8 Jackson a insaccare la quarta rete al 79&#8242; sfruttando una palla rimasta vagante in area dopo un tiro di Laimer ribattuto.<br>Davvero difficile capire se e chi fermer\u00e0 questo Bayern Monaco, unica squadra ancora imbattuta in Europa e ora agguantano il Paris SG al primo posto in classifica di Champions con tre vittorie consecutive e una differenza di +10. Il Brugge subisce la seconda sconfitta consecutiva dopo quella maturata a Bergamo, ma sicuramente non era questa la sera giusta per poter ambire a ottenere successo.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#fcb900\" class=\"has-inline-color\">Spettacolarit\u00e0: 60\/100<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Chelsea &#8211; Ajax: 5-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>18&#8242; Guiu (C) &#8211; <mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">27&#8242; Sutalo (A)<\/mark> &#8211; 33&#8242; Weghorst (A) &#8211; 45&#8242; Fernandez (C) &#8211; 45+6&#8242; Est\u00eav\u00e3o (C) &#8211; 48&#8242; George (C) <\/em><\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p>La partita sembra cominciare con un ritmo lento e non vive particolari emozioni fino al 18&#8242;, quando a stapparla \u00e8 il cartellino rosso mostrato a Taylor per un fallaccio a piede a martello su Buonanotte. Piove allo Stamford Bridge, ma ancor di pi\u00f9 sull&#8217;Ajax che proprio sugli sviluppi della punizione va anche in svantaggio, con Marc Guiu che si fa trovare ben appostato a centro area sull&#8217;assist di Fofana. Dopo il fortunoso 2-0 firmato da Caicedo, aiutato dalla fondamentale deviazione di \u0160utalo per battere Pasveer, gli olandesi vedono un filo di luce quando Weghorst accorcia le distanze al 33&#8242;, battendo su rigore (concesso per fallo di Adarabioyo su Moro) J\u00f8rgensen, che intuisce e sfiora, ma non quanto basta per non essere battuto. Ma i rigori non sono finiti e prima del termine della prima frazione ne vengono concessi addirittura altri due, entrambi in favore dei blues: Fern\u00e1ndez al 45&#8242;, abbattuto in area da Weghorst, ed Est\u00eav\u00e3o, colpito fallosamente da Baas, nel sesto minuto di recupero, vanno a tu per tu con il portiere dei lancieri e lo battono. Anche nella ripresa la squadra di Maresca, conscia dell&#8217;importanza di fare tanti gol, non si ferma e arrotonda con un mancino di George deviato da Rosa al 48&#8242;, poi la partita scorre via fino al triplice fischio.<br>Il Chelsea ottiene un successo fondamentale, che li porta in 11^ piazza e tiene vive le ambizioni di qualificazione diretta agli ottavi di finale, con i campioni del mondo che sono stati fermati finora solamente dal Bayern Monaco all&#8217;esordio. Di contro, l&#8217;Ajax sembra essere sempre di pi\u00f9 solo l&#8217;ombra della squadra che concedeva spettacolo e sfornava talenti fino a pochi anni fa: il primo gol in questa campagna europea \u00e8 soltanto una magra consolazione se confrontato al fatto che ne sono stati incassati ben undici in soli tre incontri, e si dovr\u00e0 sicuramente lavorare tanto se si vorr\u00e0 evitare l&#8217;eliminazione diretta.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#fcb900\" class=\"has-inline-color\">Spettacolarit\u00e0: 65\/100<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Francoforte &#8211; Liverpool: 1-5<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>26&#8242; Kristensen (F) &#8211; 35&#8242; Ekitike (L) &#8211; 39&#8242; Van Dijk (L) &#8211; 44&#8242; Konate (L) &#8211; 66 Gakpo (L) &#8211; 70&#8242; Szoboszlai (L)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In svantaggio dopo pochi minuti i Reds avrebbero potuto patire i numerosi sbandamenti degli ultimi tempi ma, se \u00e8 vero che quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare, allora la truppa di Mister Slot ha preso in prestito la celeberrima frase dei Blues Brothers e ha schiantato una squadra di modesto livello come il Frankfurt seppellendola con 5 reti equamente distribuite tra i difensori centrali Van Dijk e Konate, il centrocampista Szoboszslai e le punte Ekitike e Gakpo. Un po\u2019 di nuovo smalto alla formazione iniziale con Salah e McAllister che hanno visto dalla panchina tutti i gol dei loro compagni prima di entrare solo per accumulare una presenza negli archivi. Un rotondo successo che prepara bene la squadra inglese allo scontro di vertice contro i madrileni del prossimo turno mentre i tedeschi saranno di scena al San Paolo per una nuova probabile sconfitta che li farebbe definitivamente scivolare fuori dagli spareggi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Monaco &#8211; Tottenham: 0-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Risultato imprevedibile al parco dei principi dove il giovane tecnico, appena arrivato da Bruxelles, Pocagnoli non \u00e8 riuscito a sfondare la difesa inglese, ben protetta dall\u2019ottimo Vicario. Niente da fare quindi per i monegaschi che rimangono per ora fuori dagli spareggi e non sar\u00e0 facile alla prossima andare a prendere punti in Norvegia. Non straordinaria ma certamente migliore la situazione degli speroni che nel prossimo incontro casalingo col Copenhagen possono fare un altro importante passo verso la prima parte degli spareggi.  <\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Real Madrid &#8211; Juventus: 1-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>57&#8242; Bellingham<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Cerca la squadra di Tudor di sottrarsi ad una crisi vera e propria ma , al dunque, i blancos si prendono la partita e veleggiano a punteggio piena bella League Phase dove, invece, gli juventini in questo momento sono addirittura esclusi dai playoff. Se consideriamo anche la posizione in serie a la situazione per il tecnico croato \u00e8 davvero disperata e necessita di punti come il pane. Una gara non entusiasmante con molte occasioni da una&nbsp; parte e dall\u2019altra figlia perlopiu di errori difensivi, occasioni poi fallite da errori degli attaccanti. Unica eccezione, e giustamente ha risolto la contesa, la fiammata, l\u2019unica, d\u00ec Vinicius che ha spaccato la partita e messo spalle al muro i bianconeri.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Sporting &#8211; Marsiglia: 2-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>14&#8242; Paixao (M) &#8211; 69&#8242; Catamo (S) &#8211; 86&#8242; Alisson Santos (S)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Brutto ko per De Zerbi e i suoi che escono con le ossa rotta dall\u2019Alvalade senza punti e con tanti rimpianti. Una sciocca espulsione si pu\u00f2 dire che condizioner\u00e0 tutta la fase campionato dei marsigliesi dopo aver gi\u00e0 recriminato in casa Real. Con 3 punti in tre match si pu\u00f2 gi\u00e0 affermare che i giochi per i francesi in ottica qualificazione diretta sono gi\u00e0 fatti, nel senso che le poche possibilit\u00e0 sono svanite, e dal prossimo turno al Velodrome con la Dea, De Zerbi dovr\u00e0 passare al piano B per cercare un pasto dal nono al sedicesimo. Stesso obiettivo peraltro dei lusitani di Borges che malgrado il doppio dei punti attuali non ha l\u2019organico per puntare a niente di meglio. <\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Athletic Bilbao &#8211; Qarabag: 3-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>1&#8242; Leandro Andrade (Q) &#8211; 40&#8217;\/88&#8242; Guruzeta (A) &#8211; 79&#8242; Navarro (A)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pur non essendo una compagine particolarmente competitiva la squadra basca \u00e8 riuscita a liberarsi abbastanza agevolmente dei sorprendenti azeri tenendo accesa la fiammella della speranza di arrivare agli spareggi di febbraio. Arrivarci da non testa di serie \u00e8 verosimilmente anche l\u2019obiettivo del club dell\u2019ex Unione Sovietica che ha gi\u00e0 messo in carniere la met\u00e0 dei punti necessari e aspira al grande traguardi degli ottavi come un vero e proprio miracolo sportivo. La stessa formazione di Valverde non ha presumibilmente maggiori sogni nel cassetto considerato anche un calendario piuttosto complicato che al momento non pu\u00f2 aggiungere ai tre punti attuali, pi\u00f9 di sette,otto ulteriori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Kairat Almaty &#8211; Pafos: 0-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La sfida tra matricole disputata all&#8217;Almaty Ortalyk Stadion prende subito una brutta piega per gli ospiti, che, dopo pi\u00f9 di 5000km percorsi, rimangono subito in dieci uomini a causa del rosso diretto mostrato al centravanti Correia, causato da un bruttissimo intervento a gamba alta che colpisce Luis Mata tra volto e petto. I kazaki fanno, come prevedibile, la partita, tenendo a lungo il possesso del pallone senza riuscire a trovare la porta, e nella prima frazione sono i ciprioti ad avere le occasioni pi\u00f9 interessanti, con Anarbekov che ci mette letteralmente la faccia per parare il tiro a botta sicura di Dragomir al termine di un contropiede. Inizia poi una sfida tra il portiere locale&nbsp; e l&#8217;esperto David Luiz, vinta in pi\u00f9 occasioni dal kazako, che viene aiutato anche dalla testa di Martynovich su un tiro praticamente a botta sicura di Bruno Felipe. Anarbekov si veste nuovamente da eroe su un tentativo di tap-in del brasiliano ex Chelsea, con Zaria che sporca finalmente i guantoni di Michael con un tiro interessante dal limite dell&#8217;area di rigore, poi la possibile svolta, negata da una posizione di offside: Dragomir calcia da lontano e impatta la traversa, il pallone colpisce la schiena dello sfortunato portiere locale, che, di fatto, infila il pallone nella propria porta, ma \u00e8 appunto salvato dal fuorigioco. La paura sembra svegliare il Kairat, che impattano un palo interno con Arad a Michael battuto e calciano di poco a lato con i tiri da fuori di Tuyakbayev e Zaria, ma il risultato non cambia e il match si chiude con lo 0-0 di partenza.<br>Sicuramente un&#8217;occasione persa per entrambe le squadre di poter ottenere la prima storica vittoria nella massima competizione europea. Sicuramente ci si poteva aspettare di pi\u00f9 dai padroni di casa, che invece, nonostante la superiorit\u00e0 numerica nella totalit\u00e0 del match, ha rischiato maggiormente la sconfitta, per merito di un Pafos mai domo e sempre pericoloso. Il Kairat trova comunque il primo punto, mentre i ciprioti ottengono il secondo 0-0 esterno della propria campagna, dopo quello nel match di esordio contro l&#8217;Olympiakos.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#fcb900\" class=\"has-inline-color\">Spettacolarit\u00e0: 65\/100<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Arsenal &#8211; Atletico Madrid: 4-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>57&#8242; Gabriel &#8211; 64&#8242; Martinelli &#8211; 67&#8217;\/70&#8242; Gy\u00f6keres<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Atletico prova ad arginare le qualit\u00e0 offensive dell&#8217;Arsenal con un insolito 5-3-2 ma Eze impatta dopo meno di cinque minuti una traversa, complice anche una deviazione, e Rice fallisce il possibile tap-in, segno di come la serata degli spagnoli sar\u00e0 tutt&#8217;altro che facile. La squadra del Cholo cresce con il passare dei minuti, con Raya che rischia di fare la frittata quando perde un pallone vicino alla rimessa laterale, con Alvarez che per\u00f2 non riesce a inquadrare la porta da posizione defilata. Oblak torna a sporcarsi i guantoni su una debole conclusione di Timber, e viene battuto da Martinelli al 35&#8242; che era per\u00f2 partito in fuorigioco sul cross basso di Saka. A inizio ripresa l&#8217;Atleti va vicinissimo al vantaggio, con Raya che viene salvato dalla traversa sul tiro di Alvarez, ma poi ancora una volta l&#8217;Arsenal massimizza una palla inattiva e trova il vantaggio al 57&#8242;: pennellata di Rice dalla corsia mancina e zuccata di Gabriel che supera Oblak. Il difensore brasiliano \u00e8 provvidenziale nell&#8217;opporsi a un tiro di Giuliano Simeone, mandando il pallone in angolo. Hancko incorna sul fondo al 62&#8242; poi Martinelli raddoppia al 64&#8242; con un piattone a giro su assist di Lewis-Skelly. Il capolavoro tattico di Arteta trova definitivo compimento al 67&#8242; e 70&#8242;, con la doppietta di Gy\u00f6keres: entrambi i gol sono anche abbastanza fortunosi, ma ripagano lo svedese delle tante giornate di Premier League senza gioie ma comunque con gli elogi del suo allenatore. Raya poi decide anche di mantenere inviolata la sua porta, volando sul tiro di Gallagher all&#8217;85&#8217;, negando ogni possibile speranza agli spagnoli.<br>Successo molto importante per l&#8217;Arsenal, non solo perch\u00e9 ottenuta contro un avversario di caratura importantissima, ma anche per la quantit\u00e0 dei gol realizzati: i &#8220;Gunners&#8221; hanno (momentaneamente) una media reti peggiore solo rispetto a Paris SG e Inter (entrambe a +9), con un +8 totale. D\u00e9b\u00e2cle pesante invece per l&#8217;Atletico Madrid, che subisce la seconda sconfitta (anche in questo caso in terra inglese dopo il 3-2 subito a Liverpool) e attende di conoscere gli altri risultati per capire se sar\u00e0 ancora nella top24 dopo questo turno.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#fcb900\" class=\"has-inline-color\">Spettacolarit\u00e0: 70\/100<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Copenhagen &#8211; Borussia Dortmund: 2-4<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>20&#8242; Nmecha (B) &#8211; <mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">33&#8242; Anton (D)<\/mark> &#8211; 61&#8242; Bensebaini (B) &#8211; 76&#8242; Nmecha (B) &#8211; 87&#8242; Silva (B) &#8211; 90&#8242; Dadason (C)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Al Parken a partire meglio sono i padroni di casa con Claesson che impegna Kobel gi\u00e0 al 6&#8242;, ma sono gli ospiti a sbloccare la partita al primo tiro in porta, ossia una sassata dalla distanza di Nmecha che non lascia scampo a Kotarski. I danesi per\u00f2 sono in partita e trovano un (fortunoso) pareggio con l&#8217;autorete di Anton, dopo che Kobel si era superato sul tiro di Moukoko. Ancora l&#8217;attaccante ex di turno impegna Kobel al 42&#8242;. I Leoni continuano a fare la partita anche nella ripresa, ma la trattenuta di Lerager su Guirassy costringe il direttore di gara a concedere il rigore: cos\u00ec, al 61&#8242;, Bensebaini spiazza Kotarski e riporta in vantaggio il BVB. Tanti dubbi per un intervento di Bensebaini ai danni di Moukoko in area ospite, poi Jobe Bellingham viene fermato dal portiere locale al 73&#8242;, poi le ciliegine sulla torta le mettono Nmecha e Silva: il centrocampista al 76&#8242;, calciando nuovamente da fuori, trova questa volta una deviazione fortuita che mette fuori gioco un incolpevole Kotarski, che \u00e8 invece molto colpevole sul diagonale dell&#8217;attaccante portoghese, sul quale avrebbe potuto certamente fare di pi\u00f9. I padroni di casa accorciano le distanze al 90&#8242; con Dadason che rende per\u00f2 solamente meno amara la sconfitta.<br>Sconfitta pesante per il Copenhagen, che, gi\u00e0 sorpreso dal Qarabag nel turno precedente, sperava certamente quantomeno in un pareggio oggi per muovere la classifica. Vittoria invece molto importante per il Borussia Dortmund, che si conferma una squadra dalle grandi capacit\u00e0 offensive ma anche dalla difesa non imperforabile. Attenzione per\u00f2, perch\u00e9 se gli uomini di Kova\u010d dovessero migliorare sotto quest&#8217;ultimo aspetto, potrebbero diventare una seria candidata per staccare il pass diretto agli ottavi di finale.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#fcb900\" class=\"has-inline-color\">Spettacolarit\u00e0: 65\/100<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Bayer Leverkusen &#8211; Paris SG: 2-7<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>7&#8242; Pacho (PSG) &#8211; 38&#8217;\/54&#8242; Garcia (B) &#8211; 41&#8217;\/45+3&#8242; Doue (PSG) &#8211; 44&#8242; Kvaratskhelia (PSG) &#8211; 50&#8242; Mendes (PSG) &#8211; 66&#8242; Dembele (PSG) &#8211; 90&#8242; Vitinha (PSG)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Bastano 7&#8242; al Paris per sbloccare la partita: su sviluppi di corner, Nuno Mendes propone un cross al centro per Pacho che, lasciato solissimo a centro area da Bad\u00e9, incorna alle spalle di Flekken. Non paghi, i francesi cercano subito il raddoppio con Hakimi che per\u00f2 ha mira leggermente imprecisa, ma i tedeschi ci credono e ottengono un calcio di rigore al 23&#8242; per fallo di mano di Zabarnyi: dal dischetto si presenta Grimaldo che si fa per\u00f2 ipnotizzare da Chevalier, colpendo il palo. Anche gli ospiti impattano il montante con Mayulu poco prima della mezz&#8217;ora, poi sembra piovere sul bagnato per le &#8220;aspirine&#8221;, quando il cartellino inizialmente giallo mostrato ad Andrich per un gomito alto su Dou\u00e9 diventa rosso dopo revisione VAR. Tuttavia Zabarnyi commette un nuovo fallo da rigore e viene anche lui espulso; sul dischetto questa volta si presenta Alex Garcia che riesce a battere Chevalier, che intuisce ma non riesce a toccare il pallone. La classe per\u00f2 dei francesi viene fuori dal 41&#8242; in poi, con tre reti messe a segno. Nel 1-2, Vitinha di tacco serve Barcola, la palla passa anche tra i piedi di Kvaratskhelia che apparecchia per Dou\u00e9, abile a controllare di destro e calciare con il mancino mettendo contro tempo Flekken e battendolo nuovamente; passano altri tre minuti e il georgiano trova anche il gol personale, con un tiro a giro che ha una traiettoria talmente strana da impattare entrambi i pali prima di insaccarsi; infine Dou\u00e9 porta le squadre negli spogliatoi sul punteggio di 1-4 segnando nel terzo minuto di recupero sfruttando l&#8217;assist di Hakimi con un altro tiro a giro dal limite. I parigini non sono paghi, e, ben consci dell&#8217;importanza di una buona differenza reti, arrotondano ulteriormente al 50&#8242; con il mancino di Mendes ben imbeccato da un filtrante di Vitinha. I tedeschi per\u00f2 non mollano e rendono meno amara la pillola con il gran gol di Alex Garcia, che batte Chevalier con un bellissimo tiro di esterno destro che va a togliere le ragnatele dal sette. Demb\u00e9l\u00e9 rientra dopo l&#8217;infortunio e chiude il set al 66&#8242; con un destro su assist di Barcola che va a infilarsi sotto le gambe di Flekken prima di terminare in rete. La partita scorre fino al 90&#8242;, quando Vitinha si toglie anche la soddisfazione del gol personale con un tiro dalla distanza.<br>Vittoria importantissima per il Paris, che, grazie all&#8217;ampio scarto, si prende momentaneamente la vetta della competizione con la terza vittoria e un +10 di differenza reti, spedendo invece il Leverkusen fuori dalla zona degli spareggi e ancora alla ricerca del primo successo dopo i due pareggi maturati contro Copenhagen e PSV.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#fcb900\" class=\"has-inline-color\">Spettacolarit\u00e0: 80\/100<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">PSV &#8211; Napoli: 6-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>31&#8217;\/86&#8242; McTominay (N) &#8211; <mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">35&#8242; Buongiorno (N)<\/mark> &#8211; 38&#8242; Saibari (PSV) &#8211; 54&#8217;\/80&#8242; Man (PSV) &#8211; 87&#8242; Pepi (PSV) &#8211; 89&#8242; Driouech (PSV)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gli uomini di Conte mettono subito gran ritmo per provare a sbloccare la contesa, conquistando numerosi angoli nei primi dieci giri di lancette che non producono per\u00f2 quanto sperato. Milinkovic Savic si supera sull&#8217;ex Parma Man all&#8217;11&#8217; e vede Til fallire di un soffio il colpo di testa del possibile 1-0 sul corner seguente. Un tiro ben indirizzato di De Bruyne viene ribattuto da Til, prima del gol di Saibari annullato per fuorigioco al 19&#8242;. Il portiere dei partenopei deve nuovamente intervenire su un tiro dalla distanza di Mauro J\u00f9nior ma \u00e8 il Napoli a trovare il vantaggio al 31&#8242;: McTominay trova con la testa la giusta deviazione per infilare in rete il cross dalla sinistra di Spinazzola. Peccato che dopo tre minuti gli olandesi trovino subito il pareggio a causa di una sfortunata deviazione di Buongiorno con un colpo di testa in tuffo nel tentativo di anticipare Til. La situazione si mette ancora peggio per i campioni d&#8217;Italia quando al 39&#8242; Saibari concretizza un rapidissimo contropiede freddando Milinkovic Savic. A inizio ripresa la partita \u00e8 viva, con una zuccata di Lucca di poco alta e un&#8217;occasione anche per Saibari, dopo un errore in fase di impostazione di Gilmour, poi i biancorossi trovano il tris: Mauro J\u00f9nior sfonda sulla destra e serve Man che con un tocco sporco trova la giusta deviazione per mandare il pallone prima sotto le gambe di Beukema e poi in rete. Gli azzurri non riescono a reagire, rischiano in pi\u00f9 occasioni di incassare anche la quarta rete, e poi , dopo l&#8217;ingenuit\u00e0 di Lucca che perde la testa e si fa espellere dopo aver dato del matto al direttore di gara, la incassano quando Man calcia con il mancino senza lasciare scampo a Milinkovic Savic. McTominay accorcia le distanza all&#8217;85&#8217; con un&#8217;altra zuccata, questa volta su angolo di Neres, ma bastano pochi secondi agli olandesi per riportarsi prima nuovamente a +3 con il tap-in di Pepi su assist di Driouech e poi a +4 per la rete dello stesso Driouech, che batte un incerto portiere partenopeo con un tiro da fuori.<br>Che dire: merito a Bosz che aveva detto di sapere come battere il Napoli ed effettivamente ci \u00e8 riuscito, ribaltando l&#8217;iniziale svantaggio e trovando il primo successo in questa edizione. Demeriti per\u00f2 anche degli ospiti, che hanno concesso tanti spazi in campo aperto a Saibari e compagni, e ora, con questa seconda sconfitta esterna, ha certamente reso il suo percorso per la prosecuzione della competizione molto difficoltoso.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:#fcb900\" class=\"has-inline-color\">Spettacolarit\u00e0: 75\/100<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Newcastle &#8211; Benfica: 3-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>32&#8242; Gordon &#8211; 70&#8217;\/83&#8242; Barnes<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Rien a faire per il pokerista Mou nel catino del St. James\u2019 Park con un\u2019altra pesante batosta per i lusitani che adesso, con zero punti e sette reti incassate e solo due all\u2019attivo, occupano la terz\u2019ultima posizione nel GironeUnico e sentono sempre pi\u00f9 lontana la conquista degli spareggi. Tutt\u2019altro spirito per le gazze che hanno gi\u00e0 abbondantemente digerito la sconfitta casalinga del primo turno, arricchendo classifica e differenza reti nelle altre sue gare. Considerata anche l\u2019assenza non banale di Tonali e di qualche altro elemento diventa chiaro come Howe punti senza indugio ad un passaggio diretto agli ottavi, risparmiandosi due gare in un periodo complicato. A questo proposito il prossimo scontro con i baschi dell\u2019Athletic potrebbe dare ulteriori certezze in questa direzione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Royale Union SG &#8211; Inter: 0-4<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>41&#8242; Dumfries -45+1&#8242; Martinez &#8211; 53&#8242; Calhanoglu &#8211; 76&#8242; Esposito<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le insidie che vedevamo sono effettivamente affiorate nella parte iniziale della gara disputata nello stadio dell\u2019Anderlecht. Ma riuscendo a passare indenne, anche con un po\u2019 di fortuna, quel breve momento, la vecchia Inter ha poi fatto valere la sua grande esperienza a certi livelli e alfine ha maramaldeggiato sugli sprovveduti giovanotti belgi. Classifica da sogno per i nerazzurri e intatte le possibilit\u00e0 per i brussellesi di arpionare le ultime posizioni valide per gli spareggi. Per i milanesi invece la concreta possibilit\u00e0 di gestire il GironeUnico e di profondere il massimo sforzo nel torneo nazionale per assicurarsi la migliore posizione prima dell\u2019inizio degli scontri diretti in Champions<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Barcellona &#8211; Olympiakos: 6-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>7&#8217;\/39&#8217;\/76&#8242; Lopez (B) &#8211; 53&#8242; El Kaabi (O) &#8211; 68&#8242; Lamine Yamal (B) &#8211; 74&#8217;\/79&#8242; Rashford (B) <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Passeggiata di salute sulla collina del Montjuic per Lamine e i suoi fratelli. Goleada agli spauriti greci e bella iniezione di fiducia con unasistemata alla classifica e quel pi\u00f9 6 fra reti segnate e quelle subite (9\/3) che far\u00e0 la differenza alla fine della League Phase.<br>Una serata di assoluta tranquillit\u00e0 per il tedesco Flick che \u00e8 servito anche a preparare al meglio l\u2019ennesimo classico ormai alle porte e a presentare all\u2019Europa calcistica l\u2019ennesimo talento del fertile vivaio blaugrana, quel Pedro Fernandez, galiziano classe 2008, che si fa chiamare, per praticit\u00e0 tipicamente giovanile, solo Dro. Un\u2019altro principe alla corte di sua maest\u00e0 Yamal per tentare l\u2019assalto alla finale di Budapest.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Villarreal &#8211; Manchester City: 0-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>17&#8242; Haaland &#8211; 40&#8242; Silva<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Troppo City per i castigliani che cercano di giocarsi la partita ma non riescono a segnare neppure una rete a Gigio Donnarumma. E questa, forse, \u00e8 la migliore notizia per Pep che solo riuscendo a ritrovare la sua difesa pu\u00f2 pensare di lottare per il titolo. Intanto la classifica si fa interessante ma richiede ulteriori conferme in merito alla guarigione della truppa celeste. Gli spagnoli sono gi\u00e0 spalle al muro e solo una vittoria nel borgo di Pafo pu\u00f2 dargli vere speranze di rimanere dentro la competizione. Impresa possibile ma non facile.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:30px\"><strong>Analisi secondo turno Champions<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Union SG &#8211; Newcastle: 0-4<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>17&#8242; Woltemade &#8211; 43&#8217;\/64&#8242; Gordon &#8211; 80&#8242; Barnes<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La prima storica partita casalinga della squadra di Saint-Gilles termina con una scoppola per i padroni di casa, che cedono il passo agli inglesi con un finale netto di 0-4.<br>La partita \u00e8 viva anche se manca di vere e proprie stoccate decisive fino al 17&#8242;, quando un tiro, anche abbastanza centrale di Tonali, trova la deviazione decisiva di Woltemade, che cambia la traiettoria quanto basta per beffare Scherpen. I padroni di casa provano a reagire con Zorgane che impegna Pope dalla distanza in un paio di occasioni, ma anche gli ospiti si rendono pericolosi con una zuccata di Joelinton, poco prima della mezz&#8217;ora, che termina di poco sul fondo. Al 43&#8242;, nonostante il ritmo comunque alto, sembra tutto pronto per l&#8217;intervallo, ma Leysen stende Elanga poco dentro l&#8217;area di rigore: dal dischetto si presenta Gordon che spiazza Scherpen e raddoppia.<br>La mazzata avrebbe spezzato le gambe a qualsiasi squadra, ma non a quella di mister Pocognoli, che inizia la ripresa con grande intraprendenza, impensierendo seriamente Pope sia con tiri in porta che con azioni pericolose, peccato per\u00f2 che l&#8217;errore sia dietro l&#8217;angolo e lo commetta nuovamente Leysen: questa volta il difensore belga commette un fallo di mano, costringendo a revisione VAR e conseguente rigore che viene nuovamente calciato e realizzato da Gordon. Anche questa volta c&#8217;\u00e8 un tentativo di reazione, ma i giallobl\u00f9 sono troppo sbilanciati in avanti e si fanno bucare anche da Barnes, che conclude un rapido contropiede finalizzando l&#8217;assist di Osula.<br>Entrambe le squadre si trovano ora a quota tre punti in classifica, ma certamente si \u00e8 visto come i bianconeri abbiano le potenzialit\u00e0 per chiudere quantomeno tra la nona e la sedicesima posizione, che vorrebbe dire affrontare i sedicesimi con il vantaggio di affrontare il ritorno tra le mura amiche.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Arsenal &#8211; Olympiacos: 2-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>12&#8242; Martinelli &#8211; 90+2&#8242; Saka<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Arsenal non manca l&#8217;appuntamento con il successo, ma sicuramente avrebbe voluto farlo con uno scarto maggiore, soprattutto per quanto prodotto, contro un Olympiacos che \u00e8 stato comunque bravo a rimanere in partita praticamente fino al triplice fischio.<br>Partono subito forte i padroni di casa con la zuccata di Martinelli dopo meno di due minuti che non inquadra la porta, ma si fa perdonare al 13&#8242;, quando si fa trovare pronto per insaccare di tacco il pallone rimasto vagante in area piccola, dopo che il tiro di Gy\u00f6keres era stato mandato sul palo da Tzolakis. I gunners continuano a fare la partita ma mancano nella finalizzazione, con Gy\u00f6keres che sembra avere difficolt\u00e0 a inquadrare la porta, con la partita che scorre senza particolari emozioni fino al gol annullato a El Kaabi, per posizione di offside, al 67&#8242;. All&#8217;82&#8217; \u00d8degaard si fa murare clamorosamente da Tzolakis e Retsos, cos\u00ec i greci ci credono con Raya costretto a chiudere nuovamente su El Kaabi all&#8217;88&#8217;, ma poi arriva Saka a trovare al 92&#8242; il 2-0, che fissa il finale.<br>Gli uomini di Arteta piazzano il doppio successo nei primi 180, con porta ancora imbattuta che fa ben sperare. L&#8217;Olympiacos rimane fermo a un punto, quello ottenuto nello 0-0 col Pafos, che lascia ancora l&#8217;amaro in bocca.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Barcellona &#8211; Paris SG: 1-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>19&#8242; Torres (B) &#8211; 38&#8242; Mayulu (P) &#8211; 90&#8242; Ramos (P)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ci si attendeva spettacolo, ma in realt\u00e0 inizialmente stenta a decollare la sfida del Companys, per lo meno dal punto di vista delle azioni da gol, con gli amanti del calcio che devono attendere il 14&#8242; per vedere il primo tiro in porta, con Ferran Torres che supera Chevalier ma non Zabarnyi, che salva in scivolata. Passa qualche minuto e il numero 7 blaugrana si fa perdonare, sfruttando al meglio l&#8217;assist di Rashford per infilare in rete. I padroni di casa continuano a pigiare sull&#8217;acceleratore, capendo come probabilmente sia l&#8217;unico modo per contenere le folate offensive parigine, con questi ultimi che si rendono pericolosi grazie a un&#8217;insidiosa punizione calciata da Hakimi alla mezz&#8217;ora che impegna un attento Szcz\u0119sny, che per\u00f2 nulla pu\u00f2 al 38&#8242; al mancino di Mayulu, che, dimenticato al limite dell&#8217;area dalla difesa locale, insacca e trova il pareggio. Il gol carica gli ospiti, che vanno vicino a portarsi in vantaggio con Barcola gi\u00e0 prima dell&#8217;intervallo, con lo stesso esterno francese che impegna al 54&#8242; il portiere locale. Anche il Barcellona per\u00f2 crea, con Hakimi che al 64&#8242; in scivolata salva un pallone che aveva gi\u00e0 superato Chevalier. I cambi si rivelano poi fondamentale ai fini del risultato finale: Lee Kang In colpisce un palo all&#8217;83&#8217; e poi \u00e8 Gon\u00e7alo Ramos a trovare il gol della vittoria, insaccando in contropiede l&#8217;assist di Hakimi.<br>Il pareggio sarebbe stato il risultato pi\u00f9 giusto? Sicuramente no, dato che basta un dato per dimostrarlo: un solo tiro nello specchio per i padroni di casa, anche se non sono mancati salvataggi sulla linea, ben sette per gli ospiti. Il Paris gode per la seconda vittoria consecutiva che lo proietta al primo posto insieme alle altre grandi e un sorprendente Qarabag. Il Barca si lecca le ferite, ma \u00e8 certamente ancora in buona compagnia a tre punti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Villarreal &#8211; Juventus: 2-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>18&#8242; Mikautadze (V) &#8211; 49&#8242; Gatti (J) &#8211; 56&#8242; Conceicao (J) &#8211; 90&#8242; Veiga (V)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Rischia la Juventus al 6&#8242; minuto quando la trattenuta di Cabal su P\u00e9p\u00e9 termina in area di rigore ma era iniziata fuori, con la concessione dunque solo di una punizione. I sottomarini gialli creano di pi\u00f9 e, dopo l&#8217;uscita di Cabal per infortunio, concretizzano la superiorit\u00e0 con il rasoterra diagonale di Mikautadze su assist di Pep\u00e9, fortunato nel vincere un rimpallo in area ospite. Dopo un importante parata di Perin su Pedraza, la reazione bianconera non si fa attendere, con McKennie che impegna Tenas al 22&#8242; e 29&#8242;, con lo statunitense che sembra essere una vera spina nel fianco per gli spagnoli. Il Villarreal per\u00f2 non sta a guardare e crea occasioni, costringendo anche Perin a superarsi su Buchanan al 43&#8242; per mantenere il distacco di una sola rete. A inizio ripresa David fallisce clamorosamente il pallone del pareggio da due passi, ma l&#8217;appuntamento \u00e8 rimandato solo di due giri di lancette, perch\u00e9 Gatti, con una splendida acrobazia, su sviluppi di una rimessa laterale, piega le mani di Tenas e insacca. La Juventus ci crede, continua ad attaccare e al 56&#8242; ribalta la partita: il subentrato Concei\u00e7\u00e3o legge un errato passaggio di Parejo nella trequarti difensiva, recupera il pallone e trova il gol con un mancino potente e preciso. Non si spegne la spinta offensiva degli ospiti, con David che fallisce l&#8217;appuntamento con un altro pallone interessante allo scoccare dell&#8217;ora di gioco e colpisce al 72&#8242; una traversa che nega la gioia del doppio vantaggio. Gatti \u00e8 provvidenziale nella chiusura su Oluwaseyi al 74&#8242;, che un minuto pi\u00f9 tardi grazia i bianconeri da due passi. Il gran secondo tempo della Juve viene per\u00f2 macchiato proprio sul pi\u00f9 bello: quando il risultato sembrava in cassaforte, \u00e8 l&#8217;ex Renato Veiga a insaccare il pareggio al 90&#8242;, sfruttando l&#8217;angolo battuto da Akhomach.<br>Primo punto per gli spagnoli che riescono a muovere la classifica dopo la sconfitta di misura con il Tottenham. Occasione persa per la Juventus, che, dopo lo scoppiettante 4-4 contro il Borussia Dortmund, dimostra ancora di essere una squadra che segna molto ma subisce altrettanto: va certamente migliorata la fase difensiva se si vuole ambire al passaggio del turno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Dortmund &#8211; Ath. Bilbao: 4-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>28&#8242; Svensson (D) &#8211; 50&#8242; Chukwuemeka (D) &#8211; 61&#8242; Guruzeta (A) &#8211; 82&#8242; Guirassy (D) &#8211; 90+1&#8242; Brandt (D)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Bel brodino per un Borussia in versione dimessa che per\u00f2 intanto le suona ad un avversario che sembra un po\u2019 in difficolt\u00e0 nella manifestazione. Comunque otto gol in due match sono una prova di prolificit\u00e0 non indifferente e anche la classifica premia il club giallo nero. Buio pesto per i baschi il cui ritorno in Champions sembra essere affrontato con una compagine non all\u2019altezza in assenza del suo asso principale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Leverkusen &#8211; PSV: 1-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">65&#8242; Kofane (L) &#8211; 72&#8242; Saibari (P)<\/mark><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Due debolezze creano un brutto pareggio che non serve a nessuno e anzi costringe entrambe questi club a sperare in un cambio di passo per accedere ai playoff. Cosa che pu\u00f2 sperare forse la societ\u00e0 tedesca mentre come gi\u00e0 abbiamo detto ieri, quest\u2019anno le compagini olandesi sono davvero poca cosa. <\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Monaco &#8211; Manchester City: 2-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>15&#8217;\/44&#8242; Haaland (MA) &#8211; 18&#8242; Teze (MO) &#8211; 90&#8242; Dier (MO)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Altro scippo subito da Pep che vede sparire due punti che valevano oro per consolidare la classifica che comunque parla ancora di un posto, l\u2019ultimo, valido per l\u2019accesso agli ottavi. La concentrazione da tempo fa difetto ai Citizen e neppure Per riesce a porre rimedio. Punto che peraltro non serve granch\u00e9 ai monegaschi che costretti al trentesimo posto dovranno penare anche solo per entrare nei 24. <\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Napoli &#8211; Sporting: 2-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>36&#8217;\/79&#8242; Hojlund (N) &#8211; 62&#8242; Suarez (S)  <\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Colpo grosso dei partenopei che dopo il brutto stop di San Siro hanno davvero rischiato di mettere a forte rischio il futuro in Champions. Dopo la sconfitta in casa Guardiola mancare il successo in questa gara avrebbe davvero costretto a scordarsi l\u2019accesso diretto agli ottavi che \u00e8 decisamente il traguardo degli uomini di Conte. Altra bella figura dei campioni di Portogallo che, malgrado la scondita all\u2019ultimo tuffo, sono ancora posizionati nelle prima parte degli spareggi che possiamo considerare il massimo delle aspettative per i lusitani<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Qarabag &#8211; FC Copenhagen: 2-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>28&#8242; Zoubir &#8211; 83&#8242; Addai<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Baku in festa per il secondo successo in Champions e relativo sesto posto nella classifica del GironeUnico. Neanche il pi\u00f9 entusiasta tifoso azero poteva immaginare un avvio cos\u00ec in una competizione del calibro della Champions League. Dopo l\u2019incredibile blitz di Lisbona, gli uomini di Gurbanov non hanno problemi contro un arrendevole Copenhagen che fuori dalle mura amiche \u00e8 meno competitivo e a questo punto non hanno molte chanche di arrivare ai playoff al contrario degli azeri che invece sono gi\u00e0 molto vicini ad una vera e propria impresa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Atalanta-Brugge: 2-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>38&#8242; Tzolis (B) &#8211; 74&#8242; Samardzic (A) &#8211; 87&#8242; Pasalic (A)<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Colpo grosso di una coraggiosa e fortunata Dea che acchiappa tre punti che potrebbero fare tutta la differenza per accedere ai playoff. Nella stagione di magra ampiamente pronosticata, i nerazzurri intanto navigano appena fuori il pelo dell\u2019acqua e al termine del secondo turno potrebbero forse rientrare tra le 24 anche se scontano una differenza reti severa che render\u00e0 il cammino molto difficile. Il Bruges, per esempio, che ieri si \u00e8 buttato via con un grave errore del suo portiere, mantiene proprio grazie alla differenza reti, una posizione assai pi\u00f9 solida nella classifica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Chelsea-Benfica: 1-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">18&#8242; Rios (B) autogol<\/mark><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Brutto ritorno allo Stamford Bridge per lo Special One che, pur trovando i blues in un periodo gne gne, torna a Lisbona con un altra sconfitta e si lecca ancora le ferite del primo turno sciagurato ( quando in panchina sedeva ancora Lage). I prossimi turni con Newcastle e Leverkusen non promettono niente di buono e l\u2019allenatore portoghese dovr\u00e0 fare un autentico miracolo per portare la sua squadra ai playoff. Il Chelsea mette una toppa alla sconfitta netta di Monaco e rimane pi\u00f9 che possibile un atterraggio finale tra il nono e il sedicesimo per uno spareggio comodo, soprattutto quando la forma sar\u00e0 pi\u00f9 rodata dell\u2019attuale frutto delle scorie del vittorioso mondiale per club.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Galatasaray-Liverpool: 1-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>16&#8242; Osimhen (G)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sembrava impossibile ma il Gala fa fuori un Liverpool in un momento di difficolt\u00e0 che in pochi giorni prende due mazzate da squadre ampiamente inferiori. Naturale che il clima del quartiere Galata non sia semplice per nessuno ma una squadra del livello dei Blues dovrebbe superare ben altri scogli. Invece un po\u2019 Slot fa fatica a trovare il bandolo tra tanti assi \u00e8 un po\u2019 la condizione fisica \u00e8 quella che \u00e8. Risultato i Reds devono gi\u00e0 mettersi al lavoro duramente per evitare un playoff che sarebbe clamoroso e produrrebbe due partite in pi\u00f9 che darebbero assai fastidio. Un Gala da sballo medica un po\u2019 la batosta della prima giornata e torna concretamente a sperare nello spareggio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Marsiglia-Ajax: 4-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>6&#8217;\/12&#8242; Paixao &#8211; 26&#8242; Greenwood&nbsp; &#8211; 52&#8242; Aubameyang<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si era ben visto con l\u2019Inter che i lancieri erano poca cosa e la serata di ieri conferma che l\u2019Olanda ha mandata in Europa due squadre davvero male in arnese. Assestato sulla penultima piazza la squadra di Amsterdam far\u00e0 presto ritorno a casa, bocciata da un torneo troppo ambizioso per loro. Lodi sperticate invece per De Zerbi che sta pilotando alla grande la sua squadra, sia in patria che in Europa dove sogna addirittura l\u2019accesso diretto e comunque non mancher\u00e0 un playoff da testa di serie.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\"><strong>Kairat Almaty &#8211; Real Madrid: 0-5<\/strong> <\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>25&#8217;\/52&#8217;\/73&#8242; Mbappe &#8211; 83&#8242; Camavinga &#8211; 90+3&#8242; Diaz<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Vittoria doveva essere e vittoria \u00e8 stata per il Real Madrid in quel di Almaty, con i padroni di casa del Kairat che si dimostrano essere organizzati e compatti, tanto da avere anche occasioni da rete interessanti per mettere in difficolt\u00e0 gli ospiti.<br>Partono subito forti i kazaki che, spinti dal pubblico locale (letteralmente impazzito dalla presenza degli spagnoli, con richieste altissime e prezzi esorbitanti per acquistare i biglietti) riescono a impegnare Courtois con Stapayev dopo solo 10&#8221;.<br>I blancos, costretti a un viaggio lunghissimo &#8211; basti pensare che la capitale spagnola \u00e8 pi\u00f9 vicina a New York rispetto ad Almaty (5.500km contro 6.500) &#8211; ci mettono un po&#8217; a prendere il controllo della partita, ma poi parte un monologo che porta a numerose occasioni fallite, deviazioni provvidenziale di difensori locali e parate di un attento Kalmurza, come quella su Mbapp\u00e9 al 21&#8242;. Tuttavia, c&#8217;\u00e8 bisogno di un rigore per sbloccare il match: Sorokin prova un retropassaggio senza accorgersi della presenza di Mastantuono, che viene steso da Kalmurza; sul dischetto si presenta Mbapp\u00e9 che fredda il portiere locale.<br>Ecco, se proprio si dovesse trovare un difetto nei primi 135&#8242; di Champions League dei calciatori di Xabi Alonso, ci sarebbe da segnalare il fatto che continuano a peccare nella finalizzazione, con tutti i gol giunti grazie a calcio di rigore. Questa possibile critica viene per\u00f2 prontamente spenta al 52&#8242;, quando, su rinvio di Courtois, Mbapp\u00e9 elude il fuorigioco e supera con un soffice pallonetto il portiere. Il 10 Real fallisce clamorosamente la tripletta personale e i gialloneri ci credono, con Lu\u00ecs Mata che costringe Courtois alla parata al 62&#8242; ma, dopo un intervento di Kalmurza su Mastantuono, \u00e8 nuovamente &#8220;Donatello&#8221; ha trovare il tris con un rasoterra dal limite al 74&#8242;. Ad arrotondare il punteggio ci pensano poi anche Camavinga e Brahim Diaz, che aumentano il bottino rispettivamente al termine di un veloce contropiede con un colpo di testa in tuffo e con un preciso diagonale scoccato col destro.<br>Sicuramente non era questo il banco di prova per capire se il Real Madrid sar\u00e0 una seria pretendente alla vittoria finale, ma \u00e8 anche vero che era importante vincere e sbloccarsi. Merito al Kairat, che, nonostante il risultato, ha fornito una buona prestazione e avrebbe forse meritato almeno un gol.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Atletico Madrid &#8211; Francoforte 5-1<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>4&#8242; Raspadori (A) &#8211; 33&#8242; Le Normand (A) &#8211; 45+1&#8242; Griezmann (A) &#8211; 57&#8242; Burkardt (F) &#8211; 70&#8242; Simeone (A) &#8211; 82&#8242; Alvarez (A)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ci potevamo aspettare un successo spagnolo, ma non ci saremmo di certo aspettati una cos\u00ec fragorosa caduta dei tedeschi, che non reggono l&#8217;urto all&#8217;Estadio Metropolitano.<br>Bastano quattro giri di lancette agli uomini del Cholo per trovare il vantaggio con Raspadori che, da rapace d&#8217;area, si fionda su un pallone rimasto vagante dopo un cross basso e lo insacca. Alvarez preferisce la potenza ma viene murato da Kau\u00e3 Santos al 17&#8242;, che nulla pu\u00f2 per\u00f2 al 33&#8242; quando, sugli sviluppi di corner battuto dallo stesso Alvarez, si supera sul colpo di tacco di Griezmann ma nulla pu\u00f2 sul tocco sotto misura di Le Normand. Le Petit Diable deve per\u00f2 solo rimandare l&#8217;appuntamento con il suo 200\u00b0 gol in maglia biancorossa: ancora Alvarez prende parte all&#8217;azione, servendo al francese un pallone da spingere solamente in rete con il piattone mancino, prima di esultare con una maglia celebrativa. Burkardt al 57&#8242; prova a riaprire la partita, insaccando con il mancino il passaggio di Knauff anche grazie alla deviazione di Llorente, ma prima Griezmann si vede annullare per fallo di mano la doppietta e poi Giuliano Simeone riporta a tre le reti di vantaggio al 70&#8242;, con Alvarez sempre in veste di assist-man in entrambe le situazioni. Proprio Alvarez si toglie, su rigore, anche la soddisfazione del gol con un cucchiaio non proprio perfetto che viene toccato da Kau\u00e3 Santos, ma non quanto sarebbe bastato per toglierlo dalla rete.<br>Gli uomini del Cholo ottengono quindi i primi tre punti della loro campagna europea, convincendo fortemente a mandando un segnale forte a tutte le antagoniste future.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Bod\u00f8\/Glimt &#8211; Tottenham: 2-2<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>53&#8217;\/66&#8242; Hauge (B) &#8211; 68&#8242; Van de Ven (T) &#8211; <mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">89&#8242; Gundersen (B) Autogol<\/mark><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;Aspmyra \u00e8 il Bod\u00f8 a fare la partita, tenendo il pallino del gioco con un importante possesso palla e costringendo Vicario all&#8217;intervento gi\u00e0 al 4&#8242; per opporsi a un tiro di Berg. Gli inglesi provano a rispondere ma, nella prima frazione, Haikin viene impegnato solamente al 9&#8242; da Richarlison, mentre i gialloneri vanno ancora vicinissimi al gol: Vicario al 27&#8242; si oppone a Bj\u00f8rtfut, poi al 35&#8242; vede il calcio di rigore tirato da H\u00f8gh (concesso per un dubbio tocco di mano di Bentancur) terminare alle stelle, cos\u00ec come termina in curva anche il tentativo al 43&#8242;, da ottima posizione, Brunstad Fet. Il predominio tattico giallonero per\u00f2 trova compimento al 53&#8242; e 66&#8242; e porta il nome dell&#8217;ex milanista Hauge: il dieci prima sblocca la partita inventandosi uno splendido tiro a giro e poi batte nuovamente Vicario dopo essersi liberato con una serpentina dei difensori avversari e calciato con un diagonale mancino rasoterra.<br>Nel mezzo, il Tottenham aveva trovato il pareggio, ma il gol di tacco di Bentancur era stato annullato per un fallo di Van de Ven che, per farsi perdonare, riesce a riaprire il discorso al 68&#8242;, con un&#8217;incornata su punizione calciata da Porro.<br>Gli Spurs ci credono e vanno vicinissimi al 2-2, negato dal palo a Odobert all&#8217;85&#8217;, poi la svolta al minuto 89: il tiro di Gray viene respinto da Haikin, la palla rimpalla su Gundersen che, pressato da Richarlison, infila la sua porta.<br>Davvero una beffa per i padroni di casa, che falliscono la ghiotta occasione di ottenere la prima, storica, vittoria dei fulmini nella massima competizione europea. Un risultato comunque negativo anche per il Tottenham, che sicuramente voleva i tre punti da questa partita, ma ha fallito l&#8217;occasione e forse, tutto sommato, alla fine potrebbe anche dover benedire questo punticino ottenuto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Inter &#8211; Slavia Praga: 3-0<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>30&#8217;\/65&#8242; Martinez &#8211; 34&#8242; Dumfries <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per i calciatori di Chivu vincere con tanti gol questa partita era molto importante per alimentare le speranze di una posizione importante al termine della League Phase e, se vogliamo, l&#8217;averne realizzati solamente tre potrebbe non renderli del tutto soddisfatti.<br>Partono ovviamente forte Lautaro Martinez e compagni, con Thuram che impegna Stan\u011bk gi\u00e0 al 13&#8242; con un tiro potente che avrebbe forse ottenuto migliori fortune se fosse stata scelta la precisione. Su due angoli battuti da Dimarco, le zuccate di Martinez al 23&#8242; e Bastoni al 30&#8242; terminano alte, cos\u00ec come anche la mira di Thuram (mancino al volo al 25&#8242;) risulta essere imprecisa, ma il gol \u00e8 nell&#8217;aria e arriva proprio alla mezz&#8217;ora: Martinez fiuta l&#8217;occasione e va a pressare alto Stan\u011bk, che, incredibilmente, fallisce il passaggio al compagno e apparecchia per l&#8217;argentino il pi\u00f9 facile dei tap-in a porta vuota. Quattro giri di lancette pi\u00f9 tardi giunge gi\u00e0 il raddoppio, quando, sul break di Acerbi, il pallone giunge sulla corsia mancina a Thuram, sul cui cross irrompe con consueto movimento a stringere verso il centro Dumfries, abile poi a gonfiare la rete. Nella ripresa, Su\u010di\u0107 si vede negare dal prodigioso intervento in scivolata di Chaloupek (a Stan\u011bk gi\u00e0 superato e battuto, il possibile 3-0, che giunge per\u00f2 al 65&#8242;, quando \u00e8 nuovamente Martinez a violare la porta praghese, con un facile piattone dall&#8217;interno dell&#8217;area piccola su un tagliente cross basso di Bastoni.<br>Vittoria comunque importante per rimanere a punteggio pieno per i meneghini, che restano a punteggio premio: sapendo quanto varr\u00e0 quest&#8217;anno arrivare tra le prime otto, anche vincere senza esaltare potrebbe rivelarsi fondamentale!<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Pafos &#8211; Bayern Monaco: 1-5<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>15&#8217;\/34&#8242; Kane (B) &#8211; 20&#8242; Guerreiro (B) &#8211; 31&#8242; Jackson (B) &#8211; 45&#8242; Orsic (P) &#8211; 68&#8242; Olise (B)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La resistenza dei ciprioti si \u00e8 dimostrata, come prevedibile, insufficiente per negare ai bavaresi la goleada.<br>La partita si sblocca aI quarto d&#8217;ora, con Kane (e chi altrimenti!) che fredda Michael con un diagonale. Da qui si mette in discesa e diventa quasi Oktoberfest, con gol che scorrono come birra: il portiere dei ciprioti deve recuperare dalla sua porta anche i palloni calciati da Guerreiro al 20&#8242;, su una splendida sponda di Jackson che al 31&#8242; si mette in proprio e insacca (dopo aver avuto tutto il tempo di controllare e incrociare con il destro l&#8217;assist di Olise), poi al 34&#8242; Kane, in versione Alberto Tomba dei tempi d&#8217;oro, salta tutta la difesa avversaria e insacca il 4-0 infilando tra le gambe di Michael. Il Pafos per\u00f2 riesce a togliersi la soddisfazione di segnare il suo primo gol casalingo in una fase finale della Champions League, con Or\u0161i\u0107 che fredda Neuer con uno splendido tiro dalla distanza al 45&#8242;. Di fatto il secondo tempo \u00e8 di copione facile: gli ospiti vanno ancora alla ricerca di reti &#8211; non senza concedere anche qualcosina ai padroni di casa &#8211; e lo trovano con Olise al 69&#8242;. Poi \u00e8 pura accademia, con il risultato che non cambia pi\u00f9 e i tedeschi che portano a casa quanto volevano: tre punti e tanti gol.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Armando Borrelli La notte magica dei quarti di finale di Champions League 2025\/26 si \u00e8 aperta questo<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":361,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-1532","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.euro-challenge.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1532","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.euro-challenge.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.euro-challenge.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.euro-challenge.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.euro-challenge.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1532"}],"version-history":[{"count":31,"href":"https:\/\/www.euro-challenge.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1532\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1676,"href":"https:\/\/www.euro-challenge.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1532\/revisions\/1676"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.euro-challenge.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/361"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.euro-challenge.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1532"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.euro-challenge.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1532"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.euro-challenge.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1532"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}