Una sarabanda di 61 reti ha concluso una fase campionato che ha provveduto a scremare le forze del calcio europeo. E da questa scrematura il football inglese esce trionfatore con cinque squadre già iscritte ai playoff e la più debole sulla carta, il Newcastle di Tonali che non dovrebbe faticare a superare gli spareggi per raggiungere le connazionali fra le 16 destinate agli ottavi. E, seconda la matematica, 6 su sedici fa il 37,5 per cento, cioè un dominio totale con l’ipotesi di portare quattro squadre tra le prime otto. Ma non precorriamo i tempi perché tanto è già accaduto. Nessuna squadra italiana è certa di disputare gli ottavi di finale che si giocheranno a metà marzo. E ricordando gli esiti infausti degli spareggi dell’anno scorso c’è veramente da tremare, inutile guardare oggi i possibili avversari dei club italiani perché sembra chiaro che ognuno di questi è perfettamente in grado di eliminare qualsiasi delle compagini della serie A. Così come qualsiasi nazionale può ormai eliminare gli azzurri agli spareggi per i Mondiali. I conti sono presto fatti e sono disastrosi per il movimento calcistico italiano che si dibatte in una crisi spaventosa che dovrebbe portare il legislatore ad azzerare un intera dirigenza. Organi federali, vertici di lega e, prima di tutti, quelli arbitrali, vanno immediatamente sostituiti con figure più capaci, e non si farà fatica ad individuarli. Anche i cugini transalpini non possono gioire della classifica che vediamo oggi, col PSG costretto ai playoff, il Monaco atteso da spareggi in cui certo non sarà favorito e il Marsiglia del l’ambizioso De Zerbi spedito a casa dall’incredibile gol di Trubin. E Jose Mourinho è certamente l’uomo simbolo della sarabanda di ieri sera quando a distanza di 22 anni dall’incredibile vittoria col Porto, dopo mille successi e molteplici sconfitte, è tornato protagonista di un approdo agli spareggi di drammatica sfaccettatura avendoli raggiunti con una testata del portiere al minuto novantotto. E dopo essere partito col Benfica da ultimo in classifica, vincendo tre delle ultime quattro e perdendo solo a Torino con la Juve dopo aver dominato il primo tempo. Il calcio europeo deve molto a quest’uomo singolare, non depositario del calcio più frizzante ma figura di assoluto riferimento per uno sport in cui l’impasto di mille ingredienti trova proprio nel nativo di Setubal l’incarnazione più efficace. Solito percorso per le squadre tedesche che si aggiudicano un prestigioso secondo posto assoluto con la squadra leader e possono portare le altre due agli ottavi con gli spareggi, a meno che non si affrontino tra loro e comunque in quel caso avrebbero la garanzia di avere due squadre nelle sedici. Frankfurt inadeguato a questo livello. Serata amara invece per il calcio spagnolo che è chiaramente in affanno con le sue 2+1 stelle in affanno. Passa direttamente il Barca che ha sfruttato un calendario favorevole ma come quinto non avrà vita facile se non comincia a girare al pieno delle sue potenzialità. Continua invece la crisi dei blancos, vincitori di 15 Champions, che si fanno distruggere dallo scatenato Mourinho e che tremano al pensiero di ritrovarselo agli spareggi. Male, molto male anche i colchoneros che vivono una serata da incubo al Metropolitano e si acconciano a un non semplice spareggio. I baschi sono stati eliminati all’ultimo tuffo e hanno più o meno rispettato le previsioni iniziali mentre il Villareal ha raccolto le briciole e il suo penultimo posto nella classifica finale è abbastanza imbarazzante per la Liga. Oltre alla piccola grande impresa del Benfica, Lisbona e il calcio lusitano celebrano anche lo Sporting che agguanta un pass diretto di grande prestigio a riprova di un movimento che, basandosi da sempre sulla tecnica calcistica, ha sempre un ricambio di forze che lo fa apprezzare al di là delle poche risorse finanziarie di cui può disporre. Ed oggi è sorprendentemente terzo nel ranking UEFA e stasera nell’EL può anche stabilizzare la sua posizione. Purtroppo nessun altro movimento riesce a portare una squadra nelle prime sedici e le prime nella classifica finale sono la greca Olympiakos al diciottesimo seguita dal Belgio col sempre ottimo Bruges e da un Galatasaray che probabilmente, con la rosa che ha poteva fare anche di più ma è certamente una mina vagante per nobili decadute come Juve e Atletico. Di grande valore invece gli accessi della squadra azera e di quella norvegese che del resto non fa che confermare lo stato di salute di un movimento, e di un Paese, in grande crescita. Speculare del resto alla crisi di uno dei movimenti guida del calcio europeo, quello orange che esce veramente provata da un League Phase in cui ha raccolto 14 punti in sedici partite delle sue due rappresentanti, due squadre peraltro che hanno scritto il loro nome nell’albo d’oro della competizione in epoche ormai distanti.Da registrare con grande soddisfazione il ruolo svolto dai preliminari estivi che hanno qualificato agli spareggi ben quattro squadre su sette con il percorso campioni che porta avanti i campioni norvegesi del Bodo e quelli azeri Qarabag e le due qualificate del percorso piazzate, Benfica e Bruges, che anch’esse superano il girone mentre altro due squadre uscite dal percorso dei vincitori nazionali dei Paesi più piccoli, i danesi del Copenhagen e i ciprioti del Pafos che sfiorano comunque il pass, in particolare i marinai di Pafo sono stati protagonisti fini all’ultimo minuto mancando un miracoloso obiettivo solo per un gol nella differenza reti.
