PSG – Newcastle: 1-1
8′ Vitinha (P) – 45+2′ Willock (N)
Senza riuscire a superarsi i campioni in carica e l’ambiziosa squadra guidata da Howe si condannano ai playoff da testa di serie con la possibilità di spartirsi Monaco o Qarabag ai sorteggi. Sorte prevedibile per gli inglesi meno ovviamente per i campioni in carica che confermano il periodo invernale come quello più difficile e scontano comunque un avvio più difficile del solito anche in patria. L’infortunio dì Kvara toglie uno dei uomini migliori proprio nel momento di un forcing che non è riuscito a scardinare la difesa delle gazze.
Barcellona – Copenhagen: 4-1
4′ Dadason (C) – 48′ Lewandowski (B) – 60′ Lamine Yamal (B) – 69′ Raphinha (B) – 85′ Rashford (B)
Solito tourbillion di reti in casa blaugrana, soliti intensi giri sulle montagne russe con un tecnico che non riesce proprio a dare una solidità difensiva ad un attacco stellare. E quindi solita messe di gol per un pubblico che certo non può reclamare la mancanza di emozioni quando la squadra scende in campo. Onore comunque ai danesi che hanno compiuto un percorso molto generoso sfiorando una qualificazione agli spareggi che sarebbe stato clamoroso e che potranno riprovare l’anno prossimo.
Benfica – Real Madrid: 4-2
30’/58′ Mbappe (R) – 36′ Schjelderup (B) – 45+5′ Pavlidis (B) – 54′ Schjelderup (B) – 90+8′ Trubin (B)
Partita clou di una serata intensa con il vecchio Mou che si beve l’inesperto, e forse inadeguato Arbeloa, per un esito che ha davvero del clamoroso dopo il rigore iniziale di Mbappe e fino al gol incredibile del portiere ucraino che decide le sorti delle due squadre. Che si apprestano agli spareggi con umori certamente diversi e la coppa dalle grandi orecchie che celebra uno dei suoi uomini migliori e decreta il periodo complicato del suo club leader.
Bruges – Marsiglia: 3-0
4′ Diakhon – 11′ Vermant – 79′ Stankovic
Match di enormi emozioni per i tifosi delle due squadre che si affrontavano per un vero e proprio spareggio anticipato che ha decretato il dominio dei belgi e il dolorosissimo abbandono della squadra di De Zerbi alla competizione. Dopo un percorso molto complicato, nell’ultimo match la squadra di Ivan Leko, che ha preso la squadra in corsa e l’ha messa in condizione di sviluppare il suo potenziale, ha trovato la serata perfetta ed ha azzerato le ambizioni dei marsigliesi, raggiungendo uno spareggio neppure
proibitivo.
PSV – Bayern Monaco: 1-2
58′ Musiala (B) – 78′ Saibari (P) – 84′ Kane (B)
Dopo una fase campionato molto deludente i campioni olandesi cercano di riscattarsi nell’ultimo scontro del girone ma devono arrendersi al maggior potenziale degli avversari e rimpiangere una prima parte non all’altezza che li ha condannati ad una imprevista eliminazione. Tranquillo il Bayern di Kompany che guarderà gli spareggi comodamente seduto sulla seconda poltrona che gli garantirà molti vantaggi nel proseguo della competizione.
Ajax – Olympiakos: 1-2
52′ Martins (O) – 69′ Dolberg (A) – 79′ Hezze (O)
Identico percorso e identici rimpianti per l’altra olandese che ha cercato solo ieri sera di acciuffare per la coda la qualificazione dopo aver ballato nelle prime partite ( ricordiamo solo i nove gol incassate nelle trasferte di Marsiglia e Londra). Eroici invece i greci che ci credono dal primo minuto andando subito in vantaggio e completando poi l’opera a dieci minuti dal termine per un successo che è di tuto il calcio ellenico che festeggia anche il nono posto nel ranking e si prepara con grande consapevolezza a uno spareggio in cui siamo certo non partirà già battuto.
Napoli – Chelsea: 2-3
19‘ Fernandez (C) – 33′ Vergara (N) – 43′ Hojlund (N) – 61’/82’ Joao Pedro (C)
Confermando il periodo negativo la squadra di Conte combatte ma deve arrendersi ad un finale di League Phase troppa difficile in questo momento. Il Chelsea non vive anch’esso certo un gran momento con il nuovo tecnico ma approfitta di un avversario menomato per compiere il suo dovere e assicurarsi un febbraio in cui potrà dedicarsi alle competizioni inglesi. In questa fase di estremo disagio, forse anche i partenopei è meglio mettere tutte le energie sulla serie A per non compromettere un ritorno nella Champions del prossimo anno.
Union St Gilloise – Atalanta: 1-0
70′ Khalaili (U)
Serata di gloria per il calcio belga con due importanti successi che alzano un po’ il quoziente del ranking. Per il club della periferia della capitale questo successo non è sufficiente per il pass ma è certamente un primo passo a questi alti livelli. Percorso inverso per la Dea che questi alti livelli li conosce molto bene ma che ha dilapidato nelle ultime due gare un patrimonio che aveva accumulato. Molto male Palladino che manca un obiettivo alla portata e che dovrà soffrire se vorrà raggiungere gli ottavi che, francamente, sono il minimo che il tecnico deve portare alla società.
Arsenal – Kairat Almaty: 3-2
3′ Gyökeres (A) – 7′ Jorginho (K) – 15′ Havertz (A) – 36′ Martinelli (A) – 90+4′ Ricardinho (K)
L’Emirates Stadium di Londra ha visto i padroni di casa dell’Arsenal conquistare una vittoria 3-2 sul club kazako del Kairat Almaty, in un match che ha confermato i valori tecnici e le gerarchie del girone.
La formazione inglese ha imposto sin da subito il proprio copione di gioco, basato su un possesso palla prolungato e pressing alto per spezzare gli schemi in uscita degli avversari. Questo copione ha prodotto immediatamente frutti: dopo appena due minuti Gyökeres ha finalizzato un’azione di attacco rapido su scambio centralizzato, sfruttando la superiorità numerica nella metà campo avversaria.
Il Kairat, squadra meno esperta sui palcoscenici europei e posizionata in fondo alla classifica del girone prima di questo incontro, ha reagito con orgoglio, trovando il pareggio su rigore di Jorginho dopo un intervento irregolare in area di Calafiori.
L’Arsenal però ha subito alzato l’intensità e sfruttato gli spazi concessi dagli avversari in fase di ripiegamento. Havertz ha ribaltato il risultato con un tiro potente dal cuore dell’area anticipando la linea difensiva kazaka al 16′, poi, prima dell’intervallo, Martinelli ha chiuso i giochi capitalizzando un triangolo stretto sulla sinistra, mettendo la firma sul 3-1. Utile solo per le statistiche il 3-2 di Ricardinho al 93.
L’Arsenal chiude questa League Phase con un percorso netto: otto vittorie, ventitré reti fatte e solo quattro incassate, che la rendono la squadra da battere.
Il Kairat, fanalino di coda, ha fatto quel che poteva nel suo percorso di Champions: nessuno si aspettava il suo passaggio del turno e nemmeno una vittoria, è arrivato comunque uno storico punto.
Athletic Club – Sporting CP: 2-3
3′ Sancet (A) – 12′ Diomande (S) – 28′ Guruzeta (A) – 62′ Trincao (S) – 90+4′ Alisson Santos (S)
Lo storico impianto del San Mamés di Bilbao è stato palcoscenico di uno spettacolare 3-2 in favore dei lusitani, che hanno saputo capitalizzare con un’efficace gestione delle transizioni e una ritrovata incisività offensiva dopo un primo tempo combattuto.
Eppure a inizio partita erano stati i baschi a trovare il vantaggio con un destro preciso di Sancet, bravo a liberarsi in area dopo un filtrante rapido tra centrocampo e trequarti.
La reazione degli ospiti non si è fatta attendere. Il gioco portoghese si è distinto per un posizionamento più verticale dei centrocampisti offensivi, con incursioni che hanno tagliato fuori i centrali avversari, consentendo così a Diomandé di pareggiare di testa su corner.
Il secondo gol casalingo, realizzato da Guruzeta, ha evidenziato un Athletic aggressivo nella creazione di spazi: la combinazione sul corto tra esterno e trequartista ha disorientato la linea difensiva di Sporting, consentendo una conclusione nell’area piccola.
Durante la ripresa, l’equilibrio tattico si è spostato progressivamente verso gli ospiti, che hanno alzato il baricentro e migliorato l’intensità nella metà campo avversaria. Il pareggio di Trincão è arrivato grazie a una transizione veloce, con il portoghese che ha sfruttato uno scarico sul limite per battere il portiere con un tiro chirurgico.
Il definitivo sorpasso è giunto nei minuti di recupero, quando un contropiede ben orchestrato ha visto Santos sfruttare un passaggio verticale per infilare il 3-2 in area, punendo il rischio preso dalla difesa basca nel cercare il pareggio con un pressing prolungato.
Il risultato finale riflette in parte le aspettative della vigilia: la compagine portoghese, con una rosa di maggior capacità offensiva e una migliore resa sui ritmi europei, ha confermato le previsioni di rendimento superiore e ha staccato il pass diretto per gli ottavi di finale. Il Bilbao, dal canto suo, ha mostrato carattere e intensità ma in questo League Phase ha pagato qualche imprecisione nella gestione dei momenti tattici difensivi e nei cambi di ritmo: purtroppo con questo format che concede pochissimi errori, tanto basta per terminare già qui la competizione.
Atletico Madrid – Bodø/Glimt: 1-2
15′ Sorloth (A) – 34′ Sjovold (B) – 59′ Hogh (B)
Risultato sorprendente quello che matura al “Metropolitano” di Madrid, con i norvegesi del Bodø/Glimt che si impongono sulla squadra del “Cholo”.
Eppure i colchoneros avevano subito trovato il vantaggio grazie alla zuccata di Sørloth al 15′, che sembrava delineare una serata tranquilla. Peccato però che gli scandinavi non fossero d’accordo: già nel primo tempo Sjøvold insacca il pareggio sfruttando un assist di Bjørkan, sfruttando un pressing leggero da parte dei padroni di casa.
Con il tempo che scorreva, l’incapacità dell’Atleti di trovare il colpo risolutorio ha portato i coraggiosi “fulmini” a trovare con il tocco sotto misura di Høgh un incredibile vantaggio.
Dal punto di vista delle aspettative, questa è stata sicuramente una mazzata per gli iberici, che partivano nettamente favoriti e con ambizioni di staccare un pass per la top 8 e che invece si trovano ora costretti a disputare il turno intermedio, per altro con sorteggio non agevole che potrebbe metterla contro Brugge o il temibile Galatasaray.
Nota di merito per la squadra norvegese: alla prima esperienza in Champions League, nessuno si sarebbe aspettato una qualificazione al turno successivo, anche se il prossimo avversario si chiamerà Real Madrid o Inter.
Bayer Leverkusen – Villarreal: 3-0
12’/32′ Tillman – 57′ Grimaldo
Partita con significato solo per il Leverkusen, dato che il “sottomarino giallo” arrivava al match già da eliminato.
I padroni di casa hanno imposto sin dalle prime battute un ritmo elevato e hanno trovato il vantaggio già al 12′ con Tillman, che ha sfruttato una frittata di Tenas. La capacità dei tedeschi di creare superiorità sulle fasce ha permesso di trovare il raddoppio, ancora con Tillman che ha trovato un gran tiro al volo per arrotondare il punteggio.
Non cambia il copione nella ripresa, con le “aspirine” che trovano il tris con un altro tiro al volo (spettacolare, di esterno mancino) di Grimaldo.
Tedeschi semplicemente superiori in tutto e per tutto e che raccolgono una vittoria importantissima per strappare la sedicesima e ultima posizione per poter disputare in casa il ritorno nel turno intermedio.
Il Villarreal saluta la competizione da fanalino di coda assieme al Kairat Almaty con un solo punto: decisamente troppo poco per la squadra che sta invece facendo delle ottime prestazione ne LaLiga.
Borussia Dortmund – Inter: 0-2
81′ Dimarco – 90+4′ Diouf
I nerazzurri si impongono per 2-0 al Signal Iduna Park, in una partita molto combattuta che ha generato poche emozioni.
La prima metà di gioco è stata caratterizzata da una strenua battaglia di centrocampo, in cui entrambe le formazioni hanno cercato di prendere l’iniziativa senza concedere troppo alle ripartenze avversarie. I padroni di casa, con il loro tipico assetto propositivo, hanno provato a costruire gioco attraverso pressing alto e coinvolgimento dei terzini sulle fasce, ma hanno faticato a trovare linee di passaggio pulite tra le linee nerazzurre, ben organizzate e attente a chiudere gli spazi centrali.
Nel secondo tempo, il piano tattico dei lombardi ha prodotto i suoi frutti. I nerazzurrihanno alzato il livello di intensità sui duelli a centrocampo, costringendo il gioco tedesco a soluzioni lunghe o forzate. La svolta è arrivata all’81′, quando, su una punizione dal limite, di Dimarco ha trovato la via del gol.
Il Dortmund ha provato a spingere in avanti per trovare il pareggio, ma ha concesso spazi per il contropiede: ne ha approfittato Diouf, che ha segnato nei minuti di recupero il definitivo 2-0.
Il fattore cambio sembrava poter favorire i teutonici, che invece subiscono una sconfitta pesantissima ai fini della classifica, con un diciassettesimo posto che porterà a un derby contro il Leverkusen o una sfida all’Atalanta, con ritorno da disputare in trasferta.
Vittoria importante per la squadra di Chivu ma che non basta per staccare il pass diretto per gli ottavi di finale (sfiorati per qualche secondo quando alcuni parziali di altri match erano ancora favorevoli): il futuro porterà quindi a una sfida tra la sorpresa Bodø/Glimt o la sfida emozionante con il Benfica di mister Mourinho.
Eintracht Francoforte – Tottenham: 0-2
47′ Kolo Muani – 77 Solanke
In un confronto contro il già eliminato Francoforte, in cui la posta in palio c’era la qualificazione diretta agli ottavi, gli ospiti hanno imposto il proprio ritmo vincendo 2-0 e blindando un importante quarto posto.
Tuttavia il primo tempo è stato bloccato, con gli inglesi incapaci di trovare un gol (a parte quello annullato dal VAR a Simons per un precedente offside di Udogie) che giunge solamente a inizio ripresa: è Kolo Muani a trovare al 47′ un decisivo tap-in, che allenta la pressione sugli Spurs.
Mezz’ora più tardi giunge anche il raddoppio di Solanke, che ha, di fatto, chiuso la gara sul piano delle chance e consentito agli ospiti di controllare il ritmo fino al triplice fischio.
Il Tottenham, giunto nella competizione da vincitrice dell’Europa League nella passata stagione, sembra dimostrare di aver trovato la giusta ricetta nelle serate di Coppa, e questo quarto posto permetterà un maggior riposo nella fase cruciale della stagione.
Poco da dire sull’Eintracht: non ci si aspettava chissà cosa dai tedeschi, che però sono riusciti a disattendere anche quelle poche aspettative (posizione tra la diciassettesima e ventiquattresima posizione) che poteva essere prevista a inizio stagione.
Liverpool – Qarabağ: 6-0
15’/61′ Mac Allister – 21′ Wirtz – 50′ Salah – 57′ Ekitike – 90′ Chiesa
Poteva essere una partita combattuta, anche per merito di un Qarabağ che finora si era dimostrato come squadra che poteva creare problemi, ma la prestazione degli uomini di Slot è stata un manifesto di organizzazione offensiva, precisione nei movimenti e concretezza nelle rifiniture, segnando un passaggio agli ottavi di finale con autorità.
La partita si è messa subito sui binari desiderati dai padroni di casa, nonostante un infortunio precoce che ha costretto il terzino Frimpong a lasciare il campo già al 4′. I primi due gol sono arrivati prima della metà del primo tempo: Mac Allister ha capitalizzato un corner ribattuto con un colpo di testa da rapace d’area (15′), seguito da un sinistro da fuori di Wirtz perfettamente servito da Ekitike (21′).
Nella ripresa l’intensità non è calata: al 50′ Salah ha trasformato con classe un calcio di punizione per il terzo vantaggio. Poco dopo, Ekitike ha sfruttato un recupero alto della palla e una transizione fulminea per infilare il quarto (57′), mentre lo stesso Mac Allister ha concluso il suo bis personale al 61′ con un tap-in sotto porta. Nel finale, con la partita ormai in cassaforte, Chiesa ha arrotondato il punteggio a 6-0 sfruttando un assist da posizione avanzata di van Dijk (90′).
Dal punto di vista statistico, la superiorità inglese è emersa chiaramente: la squadra di Baku hanno faticato a creare occasioni e a tenere il passo nei duelli individuali, con Liverpool protagonista sia nel possesso sia nella finalizzazione.
Successo importantissimo che regala ai reds il terzo posto e la possibilità di saltare due partite.
Incredibilmente, nonostante la sconfitta, la squadra azera stacca comunque il pass per il turno intermedio. L’urna prevede ora una sfida con una tra Paris SG e Newcastle, ma certamente non ci saranno pressioni sui bianconeri.
Manchester City – Galatasaray: 2-0
11′ Haaland – 29′ Cherki
Il City, dopo aver rischiato di inguaiarsi con la sconfitta subita in terra scandinava contro il Bodø/Glimt di settimana scorsa, ha dovuto sfoderare un’importante prestazione per avere la meglio sul Galatasaray e ottenere l’ottavo posto che vale la possibilità di saltare due partite.
La partita si è sbloccata nel primo tempo grazie a un’azione in verticale perfettamente orchestrata dal belga Doku. Dopo aver attirato i difensori centralmente, ha servito con precisione il norvegese Haaland che, con un tocco sotto, ha battuto il portiere avversario anticipando la linea difensiva al 10′. Un turning point che ha imposto subito il ritmo e costretto il Galatasaray a riorganizzarsi difensivamente.
I giallorossi hanno faticato a imporre il loro ritmo, anche per merito del pressing alto e aggressivo dei padroni di casa, che hanno poi trovato la seconda rete al 29′: ancora Doku ha trovato l’inserimento di un compagno, nell’occasione Cherki, abile a concludere con calma e portare la partita sul 2-0.
La squadra di Guardiola ha poi gestito con bene la partita, concedendo poco e nulla agli avversari.
Già detto di quanto accaduto al City grazie a questo risultato, è giusto analizzare invece come il Galatasaray ha comunque staccato il pass per il prossimo turno, anche se non in una posizione che permettesse di avere il match di ritorno in casa: il RAMS Park ospiterà comunque una tra Brugge o Juventus.
Monaco – Juventus: 0-0
L’equilibrio tattico e le difese hanno vinto allo Stade Louis II di Montecarlo, con il club Monegasco e la Vecchia Signora che non sono riusciti ad andare oltre lo 0-0.
Il match si sarebbe potuto sbloccare nella prima frazione: un clamoroso errore di rinvio di Perin non è stato sfruttato da Akliouche; al 14′ il gol di Balogun è stato annullato per una precedente spinta a Kalulu e infine Perin ha detto “no” su un tiro pericoloso di Vanderson prima dell’intervallo.
Nella ripresa il ritmo è rimasto contenuto: gli ospiti hanno provato a creare opportunità con triangolazioni centrali e combinazioni tra le linee, ma la compattezza difensiva dei biancorossi ha spesso limitato lo spazio per rifinire con precisione. L’ingresso di cambio formazione e forze fresche da entrambi i lati – con l’obiettivo di rompere l’equilibrio – non è riuscito a produrre occasioni nitide oltre a un tiro-cross di Zhegrova che si è spento fuori di poco.
Sul piano tattico, lo 0-0 racconta di un duello caratterizzato da buona disciplina difensiva e gestione paziente delle transizioni: il Monaco ha provato ad avanzare in ampiezza, mentre la Juventus ha cercato di sfruttare i break in verticale con combinazioni rapide. Tuttavia, la qualità delle rifiniture non è stata sufficiente da entrambe le parti per infrangere il muro difensivo opposto, con i portieri e le linee arretrate protagonisti nel mantenere le rispettive porte inviolate.
Alla fine entrambe le squadre possono mangiarsi le mani per aver favorito i rispettivi obiettivi: il Monaco con un successo avrebbe potuto sperare in una qualificazione tra nono e sedicesimo posto, ma dovrà accontentarsi degli spareggi con match di andata casalingo. La Juventus invece con una vittoria avrebbe potuto ambire addirittura alla top 8: sarebbe bastato un 2-0 che però non è arrivato, e ora i bianconeri dovranno vedersela contro una tra Galatasaray e Brugge.
Pafos – Slavia Praga: 4-1
17′ Dragomir (P) – 44′ Chaloupek (S) – 53′ Bruno (P) – 84′ Anderson Silva (P) – 87′ Orsi (P)
All’Alphamega Stadium va in scena il trionfo dei ciprioti, che impartiscono una severa lezione di calcio verticale a un’irriconoscibile compagine ceca. Finisce 4-1: Oršić e Anderson Silva sugli scudi.
L’ultima notte della League Phase regala una pagina di storia al calcio cipriota e un incubo a tinte biancorosse per gli ospiti. La formazione di casa schianta lo Slavia Praga con un 4-1 che non ammette repliche, frutto di una prestazione tatticamente perfetta e di un cinismo sotto porta che raramente si era visto in questa campagna europea. Doveva essere una gara equilibrata tra due squadre in cerca di punti per l’orgoglio o per un disperato assalto ai playoff, si è trasformata in un monologo dei ragazzi in maglia azzurra e bianca.
Dopo un primo tempo equilibrato (vantaggio di Dragomir, pareggio ospite di Chaloupek), nella ripresa i ciprioti dilagano grazie alle reti di Bruno Felipe, Anderson Silva e Oršić.
Match deciso dalle ripartenze verticali dei padroni di casa. Il Pafos ha punito il possesso palla sterile dei cechi sfruttando con cinismo le praterie lasciate da una difesa avversaria lenta e disorganizzata.
Lo Slavia Praga chiude la League Phase con una grave delusione, fallendo le aspettative di qualificazione. Il Pafos, al contrario, sovverte i pronostici da “Cenerentola”, salutando il torneo con una prestazione di alto livello internazionale.
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Analisi 7° turno GironeUnico
Galatasaray – Atletico Madrid: 1-1
4′ Simeone (A) – 20′ Llorente (A)
Galatasaray e l’Atletico Madrid si spartiscono la posta in palio al termine di un 1-1 intenso, tattico e a tratti brutale. Per la compagine di Diego Simeone, quello di Istanbul è un pareggio che lascia l’amaro in bocca per la mole di gioco prodotta, mentre i padroni di casa festeggiano un punto di platino che li mantiene saldamente in corsa per una posizione favorevole negli spareggi.
La gara si spacca dopo appena quattro minuti. Gli spagnoli approcciano il match con una ferocia agonistica impressionante, sfruttando un ribaltamento di fronte fulmineo: Ruggeri pennella un cross telecomandato per l’inserimento di GiulianoSimeone, che di testa schiaccia in rete firmando lo 0-1. È il gol che sembra spianare la strada ai colchoneros, capaci di imbrigliare la manovra dei leoni con un 5-3-2 strettissimo che nega ogni linea di passaggio centrale a Osimhen e soci.
Tuttavia, il calcio sa essere crudele proprio con chi sembra averne il controllo. Al 21′, nel momento di massimo sforzo dei turchi, Roland Sallai scappa sulla corsia laterale e mette al centro un pallone teso e velenoso. Nel tentativo di anticipare l’intervento avversario, MarcosLlorente devia sfortunatamente nella propria porta: un autogol che rimette in linea di galleggiamento i giallorossi fa esplodere l’entusiasmo del pubblico.
Nella ripresa, lo spartito si sposta decisamente a favore della squadra di Madrid. Gli spagnoli alzano il baricentro e dominano le statistiche, trascinati da un Julián Alvarez onnipresente ma insolitamente impreciso sotto porta. È proprio l’attaccante argentino a sprecare due ghiotte occasioni da posizione favorevole, graziando un Galatasaray apparso stanco e rintanato a difesa del prezioso pareggio.
Dall’altra parte, la serata entra nella storia per Jan Oblak: il portierone sloveno festeggia la sua 100ª presenza in Champions League sotto la guida dello stesso allenatore, un traguardo che lo inserisce nell’olimpo dei fedelissimi insieme a leggende del calibro di Scholes e Giggs. Nonostante la pressione finale del club madrileno, il fortino dei leoni regge l’urto, complice anche l’impatto di un centrocampo di casa che ha saputo alzare il livello dello scontro fisico.
I biancorossi restano aggrappati all’ottava piazza, l’ultima utile per l’accesso diretto agli ottavi senza passare dai playoff. Con la qualificazione alla fase successiva già in tasca, l’obiettivo per la Top 8 sarà una vittoria per blindare il vantaggio sulle inseguitrici (Atalanta e Liverpool su tutte) ed evitare le insidie del doppio confronto a febbraio.
I giallorossi consolidano la loro posizione nella zona playoff. Il punto ottenuto contro una big europea è una scarica di fiducia vitale. Nell’ultima giornata, cercheranno di difendere o migliorare questa posizione per garantirsi il vantaggio del ritorno casalingo.
Spettacolarità: 50/100
Atalanta – Athletic Bilbao: 2-3
16′ Scamacca (A) – 58′ Guruzeta (ATH) – 70′ Serrano (ATH) – 74′ Navarro (ATH) – 88′ Krstovic (A)
Cade tra le mura amiche l’Atalanta, trafitta da un AthleticClub chirurgico capace di capitalizzare al massimo le poche crepe concesse dal sistema difensivo di Palladino. Una sconfitta che brucia per gli Orobici, che hanno prodotto una mole di gioco imponente senza però trovare la zampata decisiva per indirizzare definitivamente il match.
L’inizio della partita ha visto la compagine bergamasca prendere in mano il ritmo, con un baricentro alto e ampiezza nelle catene laterali che ha messo in difficoltà la difesa iberica. Dopo un paio di fiammate create dagli esterni e da De Ketelaere, la pressione costante ha portato allo sblocco al 16’: Scamacca, servito da un’incursione sulla destra, ha anticipato i centrali avversari con un colpo di testa preciso che ha battuto Unai Simón, portando in vantaggio la Dea davanti ai propri tifosi.
Nel prosieguo della prima frazione, i nerazzurri hanno mantenuto il pallino del gioco imponendo intensità nella costruzione e verticalizzazioni veloci. L’Athletic, con un assetto più prudente, ha faticato a trovare spazi in transizione, subendo la fisicità e la superiorità numerica in mediana degli uomini di casa. Alle conclusioni di Scamacca e compagni sono mancati gli ultimi centimetri per raddoppiare prima dell’intervallo, ma il controllo era netta e la geografia tattica favorevole alla squadra italiana.
La ripresa ha raccontato una storia completamente diversa. Gli ospiti – dopo un avvio ancora in difficoltà – hanno alzato il ritmo e trovato più coraggio offensivo sfruttando le vie centrali e le combinazioni tra i trequartisti. Al 58’ Guruzeta ha finalizzato un’azione insistita per l’1-1, capitalizzando un traversone calibrato nell’area di rigore. Sette minuti dopo è arrivato il vantaggio dei baschi: Serrano, sfruttando una verticalizzazione tagliente, ha trafitto la difesa nerazzurra con un diagonale potente all’angolino per il 1-2.
La reazione dello schieramento spagnolo non si è arrestata: al 74’ Navarro (già autore dei due assist precedenti) ha concretizzato una ripartenza fulminea orchestrata da Sancet, controllando e incrociando con freddezza davanti al portiere avversario per il 1-3 che ha ribaltato completamente l’equilibrio del match. In questa fase, la disposizione tattica del club basco ha evidenziato grande compattezza tra le linee e ottimo uso delle fasce per creare superiorità numerica.
Quando la partita sembrava ormai in carico definitivo agli spagnoli, la squadra italiana non si è arresa. L’ingresso di Lookman ha dato nuova vivacità alle trame offensive; il nigeriano ha orchestrato un’azione corale che ha portato alla rete di Krstovic, abile a insaccare da pochi passi per il 2-3. Sebbene il gol finale abbia riacceso la speranza, non è bastato per completare la rimonta nei minuti di recupero.
La gara ha offerto un chiaro contrasto tra due fasi di gioco opposte. Nel primo tempo la squadra italiana ha mostrato un piano ben strutturato: possesso progressivo, densità nei corridoi centrali e ampiezza esterna per sfidare le linee difensive avversarie. Nel secondo tempo, però, la reazione dei rojiblancos è stata guidata da una transizione più aggressiva e da maggiore precisione nelle verticalizzazioni, che ha messo in crisi l’organizzazione nerazzurra. La capacità del club basco di sfruttare gli spazi in occasione dei tre gol testimonia un adattamento tattico efficace del proprio allenatore, con un mix di aggressività e letture rapide delle situazioni offensive.
Con questo 2-3, l’Atalanta resta a 13 punti nella classifica della League Phase, ma vede allontanarsi l’accesso diretto agli ottavi: il successo mancato in casa potrebbe costare caro nella lotta per un piazzamento tra le prime otto posizioni che garantirebbe la qualificazione automatica al turno successivo. Gli equilibri restano però aperti e tutto si deciderà nell’ultimo turno.
Per l’Athletic Bilbao, il successo in terra italiana rappresenta un’iniezione di fiducia fondamentale: salendo a 8 punti, la compagine basca mantiene vive le proprie ambizioni di accesso ai playoff di Champions League, con la necessità di conquistare un risultato positivo nell’ultima giornata per continuare a perseguire l’obiettivo europeo.
Spettacolarità: 75/100
Chelsea – Pafos: 1-0
78′ Caicedo
Lo Stamford Bridge londinese ha vissuto una serata di supremazia territoriale da parte dei Blues, che hanno faticato a trasformare la propria superiorità in gol contro la difesa arroccata del club cipriota, alla sua prima apparizione nella massima competizione continentale. Alla fine la rete decisiva è arrivata su calcio da fermo, premiando la pressione insistita degli inglesi e tenendo aperto il discorso qualificazione diretta agli ottavi di finale.
Nel primo tempo il controllo del gioco è stato nettamente degli uomini in maglia blu: possesso palla vicino al 70% e ritmo imposto fin dai primi minuti. Nonostante le numerose incursioni dalle fasce e diverse conclusioni nell’area avversaria, lo schema offensivo del club londinese non è riuscito a penetrare il muro difensivo dei ciprioti, con il portiere Gorter protagonista di diverse parate di rilievo e la retroguardia compatta a neutralizzare gli spunti più pericolosi.
La prima occasione significativa è giunta con un gol annullato per fallo in attacco di Delap al 17′, seguito da ripetuti tentativi dalla distanza e palle inattive che non hanno però sorpreso la retroguardia avversaria. Il Pafos, con un assetto più prudente e ben organizzato a protezione del proprio specchio, ha limitato i rischi concedendo poche opportunità nitide, e ha anche recriminato al 32′ per un possibile fallo di mano di James su tiro di Jajá, sui quali non ci sono gli estremi per la revisione al VAR.
L’equilibrio si è spezzato al 78’, quando un calcio d’angolo battuto dalla destra ha portato Moisés Caicedo a insaccare di testa il gol vittoria dopo un tocco involontario in area, rendendo vano lo sforzo difensivo degli ospiti e regalando tre punti fondamentali alla squadra di casa.
La partita è stata sostanzialmente decisa dal piano tattico del tecnico inglese, che ha imposto una pressione costante e un possesso palla prolungato per allargare la difesa avversaria e creare spazi tra le linee. Il 4-2-3-1 dei padroni di casa ha cercato di sfruttare le corsie esterne e il fraseggio verticale per mettere in difficoltà il blocco compatto dei ciprioti, i quali hanno risposto con un 5-4-1 in fase difensiva, riducendo al minimo le occasioni per gli avversari e affidandosi alle ripartenze rare ma potenzialmente insidiose.
Così i Blues hanno mantenuto in gran parte il controllo del gioco, la struttura difensiva degli ospiti ha costretto i londinesi a insistere prevalentemente sulle palle alte e sulle soluzioni da fuori area, trovando la via del gol solo tramite calcio piazzato. La capacità dei ciprioti di restare compatti fino alla fine ha impedito una vittoria più larga agli inglesi.
Con questo successo per 1-0, il club inglese sale in classifica a pari punti con altri sette team in lotta per un posto tra le prime otto della League Phase, consolidando la propria posizione nella corsa alla qualificazione diretta agli ottavi di finale. Saranno dunque decisivi gli ultimi 90′, che disputeranno al “Maradona” di Napoli.
La formazione cipriota, pur restando al di sotto della zona playoff, il punto di orgoglio derivato dall’aver retto a lungo di fronte alla pressione costante della squadra inglese rafforza la propria ambizione di competere fino all’ultimo nella corsa europea. Servirà che molte altre squadre si fermino e una vittoria casalinga (non impossibile) contro lo Slavia Praga per continuare questo incredibile sogno europeo.
Spettacolarità: 60/100
Newcastle – PSV: 3-0
8′ Wissa – 30′ Gordon – 65′ Barnes
A St James’ Park, gli inglesi hanno offerto una prestazione solida e concreta per conquistare il netto 3-0 contro gli olandesi, ipotecando così la loro qualificazione alla fase a eliminazione diretta della Champions League con una prova di grande efficacia offensiva e dominio territoriale. La squadra bianconera ha saputo tradurre in gol la superiorità tattica già nei primi minuti, mettendo subito in discesa il confronto contro un’avversaria con identità tecnica ma incapace di reagire con continuità.
Pressing alto, circolazione rapida e ricerca costante degli spazi tra le linee hanno consentito di sbloccare il punteggio già all’8’, quando Wissa ha finalizzato con precisione un’assist filtrante da posizione centrale, infilandosi tra i difensori e colpendo di sinistro nell’area piccola per l’1-0.
Con l’inerzia tutta dalla parte dei Magpies, il raddoppio è arrivato al 30’ grazie a Gordon, bravo a capitalizzare un errore difensivo ospite con un tiro potente e preciso che ha sancito la superiorità territoriale degli inglesi prima dell’intervallo.
Nella ripresa, nonostante l’uscita per infortunio del capitano Guimarães a causa di un problema alla caviglia, la squadra di casa ha mantenuto il controllo e trovato il terzo gol al 65’ con Barnes, abile a finalizzare un’azione insistita in area per il 3-0 definitivo.
Perfetto l’approccio dei calciatori di Howe: pressing aggressivo e proiezioni offensive verticali hanno destabilizzato la difesa olandese già nelle prime fasi del gioco, sfruttando soprattutto le corsie esterne, creando superiorità numerica e favorendo il coinvolgimento dei centrocampisti nel supporto alle punte. La squadra di Eindhoven è invece sembrata solamente lontana parente di quella che ha ottenuto le importanti vittorie contro Napoli e Liverpool.
Con questo successo per 3-0, gli inglesi si portano a 13 punti nella classifica della League Phase, consolidando la propria posizione nelle zone alte della graduatoria e avvicinando la qualificazione diretta agli ottavi di finale. Mantenere una prestazione di questo livello nell’ultimo turno, l’insidiosissima trasferta contro il Paris Saint-Germain anch’esso a quota 13, potrebbe permettere di assicurarsi un piazzamento tra le prime otto forze della competizione.
Per le lampadine, pur restando con 8 punti, la sconfitta in terra inglese complica il cammino verso la fase successiva: servono risultati positivi nel difficilissimo ultimo match casalingo contro il Bayern Monaco (con i tedeschi attualmente secondi e già certi di essere quantomeno tra le prime quattro) e una combinazione di risultati favorevoli per mantenere vive le ambizioni europee, dato che l’attuale posizione non garantisce automaticamente un posto nei playoff della competizione.
Spettacolarità: 60/100
Bayern – Royale Union SG: 2-0
52’/55′ Kane
Juventus – Benfica: 2-0
55′ Thuram – 64′ McKennie
Marsiglia – Liverpool: 0-3
45+1′ Szoboszlai (L) – 72′ Rulli (M) – 90+3′ Gakpo (L)
Slavia Praga – Barcellona: 2-4
10′ Kusej (S) – 34’/42′ Fermin (B) – 44′ Lewandowski (B) – 63′ Olmo (B) – 71′ Lewandowski (B)
Qarabag – Francoforte: 3-2
4’/80′ Duran (Q) – 10′ Uzun (F) – 78′ Chaibi (F) – 90+4′ Mustafazada (Q)
Kairat Almaty – Brugge: 1-4
32′ Stankovic (B) – 38′ Vanaken (B) – 74′ Vermant (B) – 84′ Mechele (B) – 90+2′ Sadybekov (K)
Vittoria doveva essere e vittoria è stata per il Brugge, che, nonostante il lungo viaggio, torna a casa con un netto 4-1 sul campo del Kairat Almaty. Poco più di una formalità, con la squadra belga che, trovato il vantaggio al 32′ con Stanković, ha messo in ghiaccio il discorso con le successive marcature di Vanaken, Vermant e Mechele, prima di concedere il gol della bandiera locale a Sadybekov quando il cronometro segnava il minuto 92.
Il Kazakistan saluta la Champions, in attesa di poterla rivedere chissà quando. La squadra ospite invece tiene vive un barlume di speranza di ottenere l’accesso ai playoff, con match casalingo decisivo in programma mercoledì sera contro il Marsiglia.
Spettacolarità: 65/100
Bodø/Glimt – Manchester City: 3-1
22’/24′ Hogh (B) – 58′ Hauge (B) – 60′ Cherki (M)
Doveva essere solo una formalità, ma nel freddo artico (-4° C.) di Bodo i padroni di casa trovano un incredibile uno-due firmato da Høgh – al 22′ con una zuccata e al 24′ con un piattone destro al termine di un contropiede – e scombinano i piani dei calciatori di mister Guardiola. La serata magica dei norvegesi trova il suo apice al 57′ con il 3-0 firmato da Hauge con uno splendido tiro a giro con il destro che bacia la parte bassa della traversa prima di beffare Donnarumma. Cherki prova a riaprire il match con un diagonale rasoterra allo scoccare dell’ora di gioco, ma il doppio giallo in due minuti di Rodri porta la squadra ospite a dover disputare il resto della partita in dieci, con la partita che rimane viva ma senza variazioni di risultato.
Prima storica (e inaspettata) vittoria del Bodø/Glimt in Champions League: sarà davvero difficile sperare di qualificarsi agli spareggi perché servirebbe un successo nell’ultimo turno in casa dell’Atletico Madrid, ma, dopo questo successo, sognare non costa nulla!
Si inguaia invece da solo il Manchester City: con questo clamoroso passo falso, rischia di fallire l’accesso alla Top 8 ed essere costretto a disputare il turno intermedio.
Spettacolarità: 70/100
Copenhagen – Napoli: 1-1
39′ McTominay (N) – 72′ Larsson (C)
Un pareggio che sa di beffa atroce. Al Parken Stadium, il Napoli di Antonio Conte non riesce a chiudere i conti contro un Copenhagen rimasto in inferiorità numerica per oltre un’ora e si fa riacciuffare sull’1-1. Un risultato che complica maledettamente i piani dei partenopei: la qualificazione diretta agli ottavi sfuma definitivamente, e ora il passaggio ai playoff dovrà essere blindato nell’ultimo, proibitivo scontro contro il Chelsea.
Conte si affida al collaudato 3-4-2-1, lanciando il giovane Vergara dal primo minuto sulla trequarti e affidandosi al grande ex, Højlund, come terminale offensivo. Il Copenhagen risponde con un 4-4-2 ordinato e aggressivo. La partita cambia volto al 35′: Delaney commette un brutto fallo con il piede a martello su Lobotka. L’arbitro Peljto, richiamato dal VAR, estrae il rosso diretto.
Nonostante l’uomo in più, il Napoli fatica a trovare ampiezza, ma riesce a sbloccare il match prima dell’intervallo grazie alla sua arma impropria: McTominay. Al 39′, su un corner perfetto calciato da Elmas, lo scozzese svetta con un tempo d’inserimento magistrale e firma lo 0-1. Sembra l’inizio di una gestione agevole, ma la squadra di Conte pecca di cinismo e presunzione.
Nella seconda frazione, il Napoli non affonda il colpo del raddoppio. Conte prova a rinfrescare la squadra inserendo Lang e Olivera, ma la manovra diventa prevedibile e lenta. Il Copenhagen, sospinto dal calore dei propri tifosi, resta aggrappato al match e al 71′ trova l’episodio che riequilibra tutto: un’incertezza difensiva concede a Larsson la chance del pari. Sebbene Milinkovic-Savic riesca inizialmente a respingere il calcio di rigore, il più lesto di tutti sulla ribattuta è proprio l’attaccante svedese, che infila il pallone dell’1-1.
Nel finale, l’assalto azzurro è più di nervi che di logica. Olivera ci prova di testa trovando il miracolo di Kotarski, mentre Lucca (subentrato per l’assalto finale) spreca due buone occasioni al 90′ e al 93′, calciando alto da posizione favorevole.
Il triplice fischio sancisce un verdetto amaro per il Napoli, che sale a 8 punti ma scivola nella zona “calda” della classifica playoff. Con il Copenhagen (a 8 punti come i partenopei) che festeggia un punto eroico in dieci uomini, la squadra di Conte esce dal Parken con molti interrogativi sulla tenuta mentale e sulla capacità di gestire il vantaggio. Ora tutto si deciderà negli ultimi 90 minuti: una vittoria contro il Chelsea è d’obbligo per non rischiare una clamorosa eliminazione che avrebbe del catastrofico.
Spettacolarità: 60/100
Olympiakos – Leverkusen: 2-0
2′ Costinha – 45+1′ Taremi
Al Georgios Karaiskakis non si passa. In una serata vibrante, dove il tifo di casa ha giocato il ruolo del dodicesimo uomo, l’Olympiakos compie il capolavoro tattico e piega per 1-0 un Bayer Leverkusen parso sorpreso dalla furia agonistica dei greci. Tre punti d’oro che riaccendono le speranze di qualificazione per i biancorossi e costringono le “Aspirine” a rivedere i piani per l’accesso diretto agli ottavi.
La chiave del match è tutta nell’approccio. Hjulmand si aspettava probabilmente un avversario guardingo, e invece Mendilibar ordina l’assalto all’arma bianca fin dal tunnel degli spogliatoi. Il piano gara tedesco salta dopo appena due minuti: su un calcio d’angolo battuto teso, è il terzino Costinha a svettare più in alto di tutti nel cuore dell’area, incornando alle spalle di un incolpevole Blaswich. Il gol a freddo è una scarica di adrenalina per i padroni di casa e un macigno sulle certezze del Leverkusen.
I tedeschi, passata la burrasca iniziale, provano a macinare gioco e cercare il gol: la chance per il pareggio arriva sui piedi educati di Grimaldo, il cui sinistro velenoso trova però la risposta felina di Tzolakis, decisivo nel tenere blindata la porta.
L’episodio che potrebbe cambiare la storia del match, e che popolerà gli incubi dei tifosi tedeschi, arriva poco prima dell’intervallo. Su un cross basso dalla sinistra che taglia fuori l’intera difesa greca, Vázquez – arrivato a rimorchio sul secondo palo – si ritrova con la porta spalancata a cinque metri dalla linea. L’errore dello spagnolo è clamoroso: piattone alto sopra la traversa e mani nei capelli.
Poco dopo si mette anche peggio: Taremi, in contropiede, sfonda la porta con un tiro potente e insacca il raddoppio greco. È il segnale che non è serata.
Nella ripresa il copione cambia, ma non il risultato. L’Olympiakos abbassa il baricentro, passando da un pressing feroce a un blocco difensivo compatto e disciplinato. Il Leverkusen monopolizza il possesso palla (che a fine gara toccherà picchi vicini al 65%), ma è un dominio sterile. I greci chiudono ogni linea di passaggio centrale, costringendo gli ospiti a cross prevedibili che la coppia centrale Retsos-Pirola respinge puntualmente.
Nonostante l’assedio finale, il muro del Pireo regge fino al triplice fischio. L’Olympiakos festeggia una vittoria di puro cuore e organizzazione, salendo a quota 8 punti e rimettendosi in carreggiata per i playoff. Per il Bayer Leverkusen, una battuta d’arresto che brucia: la qualità tecnica non è bastata contro la fame di un avversario che ha voluto la vittoria a ogni costo.
Spettacolarità: 60/100
Sporting – Paris SG: 2-1
74’/90+4′ Suarez (S) – 79′ Kvaratskhelia (P)
In una notte di gala all’Estádio José Alvalade, lo Sporting Lisbona firma una delle imprese più significative della sua stagione europea, piegando il Paris Saint-Germain per 2-1. Una vittoria di nervi, cinismo e organizzazione tattica che permette ai “Leoni” di interrompere l’imbattibilità esterna dei parigini in questa Champions League e di fare un passo deciso verso la qualificazione.
Il match si è sviluppato secondo un copione chiaro: il PSG di Luis Enrique ha preso il comando delle operazioni fin dal primo minuto, chiudendo la gara con un possesso palla schiacciante (vicino al 70%). Tuttavia, lo Sporting di Rui Borges ha accettato di soffrire, compattandosi in un 4-2-3-1 difensivamente disciplinato, pronto a colpire nelle transizioni rapide.
Nonostante la supremazia territoriale, i parigini hanno faticato a scardinare il muro eretto da Rui Silva. La frustrazione del PSG è culminata al 30′, quando Warren Zaïre-Emery aveva trovato la via della rete, poi annullata dal VAR per un fallo precedente dello stesso centrocampista a inizio azione. Questo episodio ha girato l’inerzia emotiva del match: lo Sporting, scampato il pericolo, ha iniziato a credere nell’impresa.
La ripresa ha visto i rouges-et-blues aumentare la pressione, ma sono stati i portoghesi a colpire con una ferocia inaspettata. L’uomo della serata è l’ex Marsiglia Luis Suárez, la cui conoscenza del calcio francese è risultata decisiva. L’attaccante colombiano ha sfruttato le uniche vere crepe della difesa parigina, punendo la squadra di Luis Enrique con una doppietta da vero predatore d’area. Inutile, nel mezzo, il gran tiro a giro di Kvaratskhelia, che sembrava avere ridato speranze di successo ai francesi.
La capacità dello Sporting di convertire le pochissime occasioni create (a fronte di una mole di attacchi colossale del PSG) ha fatto la differenza tra un pareggio subito e una vittoria storica.
Con questo successo, lo Sporting Lisbona blinda la sua posizione nei playoff e mette nel mirino l’aggancio alla top-8, confermandosi una squadra quasi imbattibile tra le mura amiche (quarta vittoria su quattro in casa). Per il Paris Saint-Germain, invece, è un brusco stop: nonostante il controllo del gioco, la sterilità offensiva e la fragilità difensiva mostrate al José Alvalade preoccupano Luis Enrique in vista della fase a eliminazione diretta. La squadra francese resta nei piani alti, ma perde la possibilità di blindare il podio della League Phase.
Spettacolarità: 70/100
Villarreal – Ajax: 1-2
49′ Oluwaseyi (V) – 61′ Gloukh (A) – 90′ Edvardsen (A)
In un match che metteva di fronte due nobili deluse di questa League Phase, è l’Ajax a uscire con il sorriso dall’Estadio de la Cerámica, imponendosi per 2-1 in una gara risolta solo nelle battute finali. Per il Villarreal, una sconfitta che brucia e che condanna gli spagnoli all’ultimo posto con il Kairat Almaty, chiudendo definitivamente il cammino europeo.
l Villarreal di Marcelino era riuscito a sbloccare una partita bloccata tatticamente al 49′, grazie a una fiammata di Oluwaseyi: un sinistro chirurgico da fuori area che si è insaccato sotto la traversa, premiando un inizio di ripresa arrembante. Tuttavia, il Sottomarino Giallo ha peccato nella gestione del vantaggio, abbassando troppo il baricentro e permettendo ai “Lancieri” di riprendere coraggio.
L’Ajax ha trovato il pareggio al 61′ grazie a una perla di Gloukh, magistrale nel trasformare una punizione dal limite. Quando il pareggio sembrava ormai scritto, la beffa definitiva per i padroni di casa è arrivata al 90′: una ripartenza fulminea rifinita da Gaaei ha permesso a Edvardsen di battere Tenas con un preciso diagonale, regalando il secondo successo stagionale in Champions agli olandesi.
I lancieri – che avevano iniziato malissimo la competizione con cinque sconfitte – trovano la seconda vittoria consecutiva che vuol dire tenere (forse, dipende anche dai risultati di mercoledì sera) incredibilmente aperte le speranze di qualificazione al turno intermedio.
Spettacolarità: 60/100
Inter – Arsenal: 1-3
10’/31′ Gabriel Jesus (A) – 18′ Sucic (I) – 84′ Gyökeres (A)
Real Madrid – Monaco: 6-1
5’/26′ Mbappe (R) – 51′ Mastantuono (R) – 55′ Kehrer (M) – 63′ Vinicius Junior (R) – 72′ Teze (M) – 80′ Bellingham (R)
Tottenham – Dortmund: 2-0
14′ Romero – 37′ Solanke
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Analisi 6° turno GironeUnico
Villarreal – Copenhagen: 2-3
2′ Elyounoussi (C) – 47′ Comesana (V) – 48′ Achouri (C) – 56′ Oluwaseyi (V) – 90′ Cornelius (C)
Dopo la gaffe dell’inno sbagliato, con quello dell’Europa League che suona al posto di quello della Champions League, bastano 70” e il Copenhagen è già in vantaggio: sul cross dalla sinistra di Lopez irrompe Elyounoussi che anticipa sul primo palo Luiz Júnior e insacca. La rezione giunge con un tiro di poco fuori di Buchanan al 4′ e quello di Moreiro parato da Kotarski all’8′, poi gli ospiti continuano a spingere, costringendo a numerosi errori in fase di costruzione i padroni di casa, ma senza trovare occasioni per il raddoppio. I calciatori del Submarino Amarillo invece chiudono in crescendo: al 20′ costruiscono e cestinano una ghiottissima occasione per il pareggio, con Comesaña che fallisce praticamente a porta vuota dopo una splendida serpentina di Pépé, poi è proprio il francese a impegnare seriamente Kotarski con una zuccata su cross dalla destra di Buchanan al 38′. Come nel primo tempo, anche l’inizio della ripresa è sprint: Comesaña si fa perdonare per l’errore nella prima frazione, insaccando sull’assist del subentrato Akhomach, ma il pareggio dura solo pochissimi secondi, con l’altro subentrato Achouri che riporta in vantaggio i danesi con un piattone da centro area dopo aver ricevuto il passaggio dal fondo di Zague.
La zuccata di Daðason da ottima posizione al 54′ termina di poco sul fondo, ma i gialli sono vivi e fanno esplodere il boato del Estadio de la Ceramica con l’esterno mancino dal limite dell’area dell’altro cambio Oluwaseyi, che infila il pallone tra le gambe di Suzuki e ruba il tempo a un poco reattivo Kotarski, che tocca il pallone ma non riesce ad evitare il pareggio al 56′. I padroni di casa spingono, ben consci che un pareggio serve poco per rilanciare le speranze di qualificazione ai playoff, ma non riesce mai a trovare la porta mentre i leoni sono letali nell’azzannare alla prima vera occasione: sul tiro di Elyounoussi, Renato Veiga devia ma il pallone diventa ottimo per Cornelius, che irrompe e col mancino fredda per la terza volta Luiz Júnior. Nei cinque di recupero, Kotarski nega il pareggio di puro istinto a Gueye e fa esultare la sua squadra per una vittoria che li porta a quota 7 e con vive speranze di playoff. Sconfitta letale invece per gli spagnoli che, con un solo punto raccolto finora, a meno di clamorosi miracoli, saluteranno la competizione al termine di questa fase campionato.
Athletic Club – Paris SG: 0-0
Nella bolgia del San Mamés, Athletic Club e Paris Saint-Germain si spartiscono la posta in palio al termine di novanta minuti di pura intensità agonistica. Un pareggio a reti bianche che premia lo spirito di sacrificio dei leoni di Valverde e lascia l’amaro in bocca alla corazzata di Luis Enrique, incapace di concretizzare un dominio territoriale a tratti asfissiante.
Fin dalle prime battute, il copione tattico è chiaro: i padroni di casa accettano di difendere basso, erigendo un muro davanti alla propria area per limitare il palleggio dei parigini. Il PSG muove la sfera con la consueta rapidità, cercando di aprire la scatola difensiva basca, ma fatica tremendamente a trovare varchi puliti. L’intensità è il fattore chiave di un primo tempo avaro di vere emozioni e privo di tiri nello specchio fino alla mezz’ora. La fiammata arriva improvvisa al 31′, quando è l’Athletic a sfiorare il colpaccio: Berenguer si incunea tra le linee e impegna severamente Safonov, costretto al grande intervento per tenere il risultato in equilibrio.
Il finale di tempo vede i Rouge-et-Bleu alzare i giri del motore, con Unai Simón che inizia il suo personale show abbassando la saracinesca su Mayulu al 45′, preludio di ciò che accadrà nella ripresa.
Al rientro dagli spogliatoi, la pressione ospite diventa un vero e proprio assedio. Il portiere della nazionale spagnola sale in cattedra e diventa l’eroe della serata: al 49′ nega ancora la gioia del gol a un insistente Mayulu, poi si ripete con un riflesso felino al 53′ su Zaïre-Emery. I baschi vacillano ma non crollano, salvati anche dalla dea bendata al 65′, quando il destro a giro di Barcola si infrange clamorosamente sulla traversa a portiere battuto.
Luis Enrique prova a scuotere i suoi cercando soluzioni dalla panchina e affidandosi agli inserimenti di Fabián Ruiz, ma il centrocampista spagnolo – già pericoloso in precedenza ma poco lucido al momento del dunque – sbatte nuovamente contro il muro eretto da Simón.
Al triplice fischio il tabellone recita un inamovibile 0-0. Un punto che muove la classifica ma non gli umori: il Paris sale a quota 13 punti, consolidando la sua posizione nelle zone nobili (terzo posto momentaneo), anche se una vittoria avrebbe blindato quasi matematicamente l’accesso diretto agli ottavi con due turni d’anticipo. Dall’altra parte, l’Athletic sale a 5 punti e occupa il 28° posto: la strada per i playoff è ancora in salita e oggettivamente complessa, ma la prestazione d’orgoglio offerta contro i campioni di Francia dimostra che al San Mamés nessuno ha intenzione di smettere di sognare.
Dortmund – Bodø/Glimt: 2-2
18’/51′ Brandt (D) – 42′ Aleesami (B) – 75′ Hauge (B)
Notte di rimpianti al Signal Iduna Park, dove un Borussia Dortmund a corrente alternata non riesce a domare l’orgoglio del Bodø/Glimt. In una sfida valida per la sesta giornata della League Phase, valida per l’accesso diretto agli ottavi, i gialloneri impattano 2-2 contro i norvegesi, mettendo a nudo fragilità difensive che costano carissimo in ottica classifica.
L’avvio è shock per i padroni di casa. Al 12′ il “Muro Giallo” trattiene il respiro: Høgh va a un passo dal vantaggio, il suo tiro viene deviato da Kobel sul palo e, sulla ribattuta, Brunstad Fet sembra pronto a esultare, ma trova l’opposizione monumentale di Anton che mura la conclusione a botta sicura. L’azione, viziata da un possibile offside del centravanti norvegese che avrebbe richiesto l’intervento del VAR, suona comunque come un campanello d’allarme.
Scampato il pericolo, il Dortmund si affida alla verve di Nmecha, vera spina nel fianco della retroguardia ospite, ma la svolta arriva grazie a un recupero feroce di Fábio Silva. Il portoghese scippa palla e ribalta l’azione, servendo un assist al bacio per Julian Brandt: al 18′, il numero 10 non perdona e col mancino batte Haikin per l’1-0. I tedeschi sembrano in controllo e sfiorano il raddoppio ancora sull’asse Silva-Beier, ma il colpo di testa di quest’ultimo termina a lato.
Mai dare però per morti i “fulmini” dell’Artide. Il Bodø/Glimt cresce di tono e trova il pareggio prima dell’intervallo con Aleesami, imperioso nello stacco aereo sul cross calibrato dalla sinistra da capitan Berg.
La ripresa si apre con un Dortmund nuovamente arrembante. Al 51′ i padroni di casa rimettono la testa avanti: Yan Couto crossa dalla destra, l’incornata di Beier trova la respinta di Haikin, ma Brandt è un falco e in tap-in firma la sua doppietta personale. Sembra la mazzata definitiva, anche perché Haikin è costretto agli straordinari per tenere in vita i suoi, compiendo due interventi prodigiosi al 61′ su Beier e un minuto dopo su Anselmino.
Ma il calcio punisce chi non la chiude. Al 75′ si materializza la beffa dell’ex: Jens Petter Hauge, vecchia conoscenza del Milan, si avventa su un pallone vagante in area tedesca e lo scaraventa in rete, gelando lo stadio e fissando il punteggio sul 2-2.
Il triplice fischio sancisce un’occasione persa sanguinosa per il Borussia Dortmund. Con questo pareggio, i tedeschi scivolano fuori dalla top-8 e vedono complicarsi il cammino verso gli ottavi diretti; sarà fondamentale registrare una fase difensiva apparsa troppo vulnerabile per evitare le forche caudine dei playoff. Dall’altra parte, il Bodø/Glimt rimanda ancora l’appuntamento con la prima vittoria storica in Champions League. Con soli tre punti in cascina, l’avventura europea dei norvegesi sembra ormai ai titoli di coda: anche un’improbabile doppietta di vittorie negli ultimi 180′ potrebbe non bastare per agguantare gli spareggi.
Juventus – Pafos: 2-0
67′ McKennie – 73′ David
All’Allianz Stadium serviva una vittoria per scacciare i fantasmi e blindare la zona playoff, e vittoria è stata. La Juventus supera per 2-0 la sorpresa cipriota del Pafos, ma il risultato rotondo non deve ingannare: per oltre un’ora, i bianconeri hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie contro un avversario organizzato e sfrontato, capace di far tremare i legni della porta difesa da Di Gregorio. È la vittoria di Luciano Spalletti, che con una mossa coraggiosa a metà ripresa ha cambiato l’inerzia di una gara che sembrava stregata.
Il pubblico di Torino ha i brividi nella prima frazione: i ciprioti non sono venuti in gita e lo dimostrano subito con Anderson, che tenta una conclusione di tacco tanto audace quanto insidiosa. È il preludio a una prima frazione dove gli ospiti tengono il campo con incredibile personalità. Se i portieri Michael e Di Gregorio si scaldano su Oršić e Yildiz, è a cavallo della mezz’ora che la gara si accende. Dragomir diventa l’incubo della retroguardia juventina impegnando severamente Di Gregorio al 28′ e al 33′, ma il brivido più grande corre lungo la schiena dei tifosi quando Anderson, a portiere battuto, stampa il pallone sul palo. La Juve fatica a costruire, ma quando lo fa è letale, o quasi: Koopmeiners sfiora il bersaglio grosso di testa, ma è Jonathan David a divorarsi l’impossibile al 42′, mandando a lato da due passi il pallone che avrebbe potuto cambiare volto al primo tempo.
La ripresa si apre con un piglio diverso. I padroni di casa alzano il baricentro: Koopmeiners impegna subito Michael con un rasoterra velenoso, mentre Conceição vede il suo urlo di gioia strozzato in gola da un altro grande intervento del portiere ospite al 61′.
Serve la scossa, e arriva dalla panchina. Al minuto 65 Spalletti ridisegna la Juventus con coraggio: fuori l’equilibrio di Locatelli, dentro l’esplosività di Openda per un assetto a trazione anteriore. La mossa paga dividendi immediati. Al 67′ McKennie, maestro degli inserimenti, riceve palla in area e scarica un destro potente sul primo palo che non lascia scampo a Michael, facendo esplodere lo Stadium. Rotto l’argine, il Pafos crolla. Cinque minuti dopo, al 72′, la Juve chiude i conti con una ripartenza da manuale: Conceição strappa e serve Yildiz, il turco rifinisce per David che, questa volta, non sbaglia e firma il 2-0 del ko. Nel finale c’è spazio solo per l’orgoglio cipriota (Jajà e Correia ci provano senza fortuna) e per la gestione bianconera.
Tre punti di platino per la Vecchia Signora, che sale al 17° posto in classifica: una posizione che, seppur non garantisca gli ottavi diretti, regala ora una maggiore tranquillità in vista della qualificazione ai playoff. Mastica amaro invece il Pafos: la sconfitta fa scivolare i ciprioti fuori dalla top-24. Per continuare a vivere il sogno europeo, servirà un’impresa nelle ultime due giornate per riagguantare una qualificazione che, insperata a inizio stagione, ora sembra sfuggire proprio sul più bello.
Qarabag – Ajax: 2-4
10′ Duran (Q) – 39′ Dolberg (A) – 47′ Matheus Silva (Q) – 79’/90′ Gloukh (A) – 83′ Gaaei (A)
In una serata da tregenda con una pioggia inclemente, svanisce praticamente il sogno del popolo azero di qualificarsi agli spareggi della massima competizione continentale. Sparisce perché la vittoria nel prossimo match casalingo non sarà semplice e poi andare a chiedere punti ad Anfield sarà impossibile. Svanisce in questa partita contro un rivale derelitto, vittima di un’annata tremebonda e solo da dimenticare. Si prende però la responsabilità di stoppare il sogno di Gurbanov e dei suoi impavidi uomini che scivolano come su una buccia di banana sull’avversario più facile, meno motivato e più arrendevole. Gara a fasi alterne con gli azeri che meritavano di più e gli orange che meritavano di meno. Ma così è il calcio bellezza.
Bayer Leverkusen – Newcastle: 2-2
13′ Bruno Guimaraes (N) – 51′ Gordon (N) – 74′ Miley (N) – 88′ Grimaldo (B)
Pari fortemente interlocutorio per due buone squadre a cui decisamente manca qualcosa per essere ottime. Nessuna delle due dovrebbe arrampicarsi agli ottavi diretti ma entrambe giocheranno i playoff da teste di serie. Potremmo rivederle certamente agli ottavi ma, soprattutto dagli inglesi, ci aspettavamo qualcosa in più che non stanno trovando neppure in Premier mentre per i tedeschi ( che ipoteticamente con due robuste vittorie nelle ultime gare potrebbero passare) abbiamo già messo in conto un declino rispetto alla squadra di un paio di stagioni fa.
Bruges – Arsenal: 0-3
25’/47′ Madueke – 56′ Martinelli
La banda Arteta fa un sol boccone di un Brugge in disarmo e si garantisce una posizione blindata di super testa di serie. Una gara amichevole o poco più per una corazzata come quella allestita all’Emirates che comprende come il lavoro iniziato anni fa debba finalmente essere consacrata da un titolo importante. Quale dei due poco importa ma l’obiettivo è ben chiaro nel mondo dei gunners considerato che in patria non arriva il successo dal 2004 e che in Europa siamo fermi a una Coppa delle Coppe. Anno in cui molte big stentano vittime dei loro sconsiderati mercati estivi e la formichina di Arteta è invece al culmine di un percorso importante. Il Brugge riconsideri anch’esso interventi diversi nelle compravendite se non vuol presto scomparire dal calcio che conta.
Real Madrid – Manchester City: 1-2
28′ Rodrygo (R) – 35′ O’Reilly (M) – 43′ Haaland (M)
Brodino per Pep, olio di ricino per il conterraneo ( più o meno) Xabi. Si chiude con questo edile esito un match che non ha risolto certo i dubbi su due corazzate del football europeo che stanno cavalcando un anno non facile. Vincono gli inglesi perché il Real non riesce proprio a muoversi in campo come dovrebbe e potrebbe e a questo punto un cambio tecnico potrebbe starci. E naturalmente non vince perché non può schierare l’uomo dei sogni che ha coperto più di una magagna negli ultimi tempi. Entrambe hanno concrete possibilità di pass diretto ma entrambe continuano a non dar prova di una qualche minima solidità che potrebbe far immaginare traguardi elevati.
Benfica – Napoli: 2-0
20 ‘ Rios – 49’ Barreiro
Quando si valuta la carriera del tecnico salentino non si può non considerare la modesta carta che questi esibisce, da sempre, sul palcoscenico più importante. Con molte e diverse squadre, spesso con club più che titolati e all’altezza della competizione, il risultato è stato sempre o quasi deprimente. E questo lascia quindi più di un ombra sul suo cv.
Detto questo diamo i suoi merito al vecchio pirata Mou che, prendendosi un po’ di tempo, è riuscito a dare una quadra ai suoi ragazzi. E questo, se ormai non può consentire di rimanere in Champions può senz’altro far sperare in un recupero nel torneo nazionale, propedeutico a rivedere la sua figura anche nel prossimo torneo. I campani ovviamente si sono messi in una bruttissima situazione è solamente quattro punti nelle ultime due possono consentire di acciuffare per i capelli gli spareggi.
Bayern Monaco – Sporting Lisbona: 3-1
54′ Kimmich (B) – 65′ Gnabry (B) – 69′ Karl (B) – 77′ Tah
Appoggiandosi sulle fragili spalle di un giovane paisa’ la corazzata bavarese si mantiene nei piani altissimi di una classifica che dovrebbe alfine concedergli un posto tra le quattro. La squadra di Kompany non incanto ma la sua praticità è certamente un elemento di forza in una competizione dov’è altre big sbandano a non finire. I portoghesi rimangono appesi ad uno spareggio più che probabile ma non sanno ancora da quale parte della classifica e comunque stanno conducendo un percorso più che valido per le loro ambizioni.
Barcellona – Frankfurt: 2-1
21′ Knauff (F) – 50’/53′ Kounde (B)
Nella serata del ritorno europeo al Camp Nou, apposti ad un avversario friabile come un savoiardo, la truppa di Flick non incanto nessuno e si limita al compitìni che comunque li issa nei primi sedici posti e concede ancora chanche di entrare direttamente agli ottavi stante due match conclusivi più che abbordabili. Nota certamente positiva aver subito solo un gol anche se da un avversario modesto e i campioni in sonno forse in attesa di rivali più agguerriti. Tedeschi senza più speranze di andare oltre.
Atalanta – Chelsea: 2-1
25′ Joao Pedro (C) – 55′ Scamacca (A) – 83′ De Ketelaere (A)
Andando ben oltre le nostre previsioni la squadra di Palladino scrive un’altra pagina gloriosa della sua storia recente e ribalta una squadra forte e solida come quella di Enzo Maresca. Chapeau è un posto in bella fila nella classifica parziale. Se consideriamo gli ultimi incontri possiamo addirittura supporre un possibile approdo diretto agli ottavi e addirittura un primo piano tra le squadre italiane. Ma non sempre la Dea è così bella quindi meglio volare basso. I londinesi prendono una brutta stesa nella provincia lombarda e scivolano in una posizione non semplice da cui possono uscire solo vincendo al San Paolo, altrimenti sarà playoff
Union Saint Gilloise – Marsiglia: 2-3
5’/71′ Khalaili (U) – 15′ Paixao (M) – 41’/58′ Greenwood (M)
Vittoria della disperazione per l’undici di De Zerbi che finiscono il match senza nemmeno sapere come hanno fatto a spuntarla contro gli indomiti padroni di casa. Adesso occhi aperti contro Liverpool e Brugge per raccattare almeno un paio di punticini necessari per il pass agli spareggi e non dilapidare questo succede. The end per i valorosi belgi che speriamo però di rivedere per quanto sono propositivi.
Kairat Almaty – Olympiakos: 0-1
73′ Martins
Ci pensa Gelson Martins a tenere accesa la fiammella della speranza per l’Olympiakos. Nella fredda trasferta dell’Astana Arena, i biancorossi di Mendilibar strappano tre punti vitali battendo di misura il Kairat Almaty per 1-0. Una vittoria sofferta ma meritata, che interrompe la maledizione delle trasferte europee per i greci e li proietta a quota 6 punti, rimettendoli in piena corsa per un posto nei playoff.
I greci partono forte, consapevoli di non avere alternative alla vittoria. Il primo tempo è un monologo degli ospiti, che però sbattono ripetutamente contro un ispiratissimo Anarbekov: il portiere kazako tiene a galla i suoi con almeno tre interventi decisivi, negando la gioia del gol prima a El Kaabi e poi a Chiquinho. Al 22′ l’urlo del gol rimane strozzato in gola ai tifosi greci: El Kaabi insacca sottomisura un cross teso, ma la bandierina dell’assistente si alza per un fuorigioco millimetrico precedente di Chiquinho. Si va al riposo sullo 0-0, con il Kairat rintanato nella propria metà campo ma pericoloso nelle rare ripartenze.
Nella ripresa la partita si fa più sporca. Il Kairat prende coraggio e prova ad alzare il baricentro con i neo-entrati, ma è proprio nel momento di maggior equilibrio che l’Olympiakos colpisce. Minuto 73: la difesa kazaka lascia un varco centrale, Taremi (subentrato e decisivo nel lavoro di raccordo) imbuca con i tempi giusti per l’inserimento di Gelson Martins. L’esterno portoghese non trema e trafigge Anarbekov sul primo palo con un destro secco.
Il finale è vietato ai deboli di cuore. Il Kairat si getta in avanti alla disperata e sfiora il pari in mischia, mentre l’Olympiakos spreca il match-point al 90′: El Kaabi, a tu per tu col portiere, lo salta ma conclude incredibilmente sul palo a porta sguarnita. Poco importa al triplice fischio: l’Olympiakos esulta per una vittoria di platino. Notte fonda per il Kairat, che resta inchiodato a 1 punto e vede ormai ridotte al lumicino le speranze di evitare l’eliminazione.
Inter – Liverpool: 0-1
88′ Szoboszlai
La serata a San Siro comincia con tensione e aspettative: l’Inter, decisa a chiudere al meglio la fase a gironi davanti al proprio pubblico, parte con umiltà e rigore, ma il Liverpool – pur privo di una pedina chiave come Salah – mostra sin da subito la sua pericolosità.
Nel primo tempo i padroni di casa provano a costruire con ordine: il 3-5-2 offre copertura, le ripartenze sono vive, ma le conclusioni non trovano lo specchio giusto. Sul fronte opposto, i Reds alzano il ritmo, e al 32′ la pressione produce frutti: Konaté trova la rete di testa, ma il gol però viene annullato dopo un check VAR per un fallo di mano in attacco. Decisione che scatena dibattiti e qualche polemica sugli spalti e nei commenti.
Nella ripresa la partita resta equilibrata, bloccata, con poche occasioni da gol da ambo le parti. L’Inter tenta di variare con iniziative sulle fasce e qualche cambio, ma l’equilibrio regge fino agli ultimi minuti. All’88′, grazie a un fallo (contestato) per un contatto in area tra Wirtz e Bastoni, arriva il rigore: dal dischetto va Szoboszlai non sbaglia.
Nei minuti finali l’Inter getta il cuore oltre l’ostacolo, ma manca lucidità negli ultimi venti metri. Il Liverpool si difende con ordine, spegne ogni velleità nerazzurra e porta a casa tre punti pesanti, chiudendo così il match.
L’Inter ci ha provato con coraggio, con organizzazione e qualche spunto interessante, ma alla fine ha pagato la mancanza di concretezza e la scarsa incisività nelle occasioni create.
Il Liverpool, invece, ha dimostrato la sua saggezza: compatto, ordinato, paziente. Ha aspettato il momento giusto, ha saputo sfruttare una situazione favorevole e l’ha chiusa con freddezza, dimostrando che anche senza alcune stelle può essere letale quando serve.
Per l’Inter è un’occasione mancata di (quasi) blindare la qualificazione diretta. La sensazione è che i nerazzurri abbiano retto bene dal punto di vista difensivo, ma che in avanti sia mancato quell’impatto decisivo per sfondare un muro come quello del Liverpool.
Monaco – Galatasaray: 1-0
68′ Balagun
La serata allo Stade Louis‑II di Montecarlo sembrava destinata a scorrere lenta, incerta, con due squadre attente soprattutto a non scoprirsi. Nella prima frazione infatti le occasioni latitano: il possesso palla tende a privilegiare il Galatasaray, ma il Monaco si difende ordinato e non concede spazi pericolosi.
Dopo l’intervallo la musica non cambia subito: gli ospiti provano a spingere, ma il Monaco tiene duro e fallisce un calcio di rigore con Zakaria al 51′. Si giunge al 68′ e la partita prende la svolta decisiva: su un calcio d’angolo battuto dai monegaschi, nasce una mischia confusa dentro l’area — e alla fine è l’Balogun a firmare il vantaggio con un destro ravvicinato sotto la traversa. 1-0 Monaco, e lo Stade esplode.
Il Galatasaray tenta la reazione, cerca varchi, prova a spingere con i suoi uomini offensivi, ma il Monaco resiste con ordine e concentrazione.
Il Monaco è riuscito a avere pazienza, a restare concentrato e a non farsi ingolosire dalla pressione del Galatasaray. La rete di Balogun – frutto di determinazione, astuzia e opportunismo su un calcio da fermo – dimostra che, quando la concretezza incontra la lucidità, anche le partite tese e bloccate si possono decidere con un episodio.
Dal canto suo, il Galatasaray paga una serata opaca: troppi errori a centrocampo, poca incisività e un’insufficiente presenza dentro l’area avversaria. In trasferta, con avversari abbottonati come il Monaco, serve qualcosa in più, e stasera non è bastato.
Per il Monaco – che arrivava con il bisogno vitale di vincere – è una boccata d’ossigeno. Una vittoria da sfruttare per rilanciare le ambizioni europee: il discorso qualificazione è ancora aperto, e questo successo può essere la chiave per mantenerle in vita.
PSV – Atletico Madrid: 2-3
10′ Til (P) – 37′ Alvarez (A) – 52′ Hancko (A) – 56′ Sorloth (A) – 85′ Pepi (P)
La notte all’Philips Stadion di Eindhoven regala spettacolo ed emozioni: il PSV parte con il piede sull’acceleratore e al 10′ trova il gol del vantaggio con Til. Una partenza veemente, che sembra voler spingere i padroni di casa a imporre il proprio ritmo fin da subito.
Ma l’Atlético non si disunisce: al 37′ riequilibra le sorti della partita con un sinistro preciso di Álvarez, bravo a sfruttare un cross di Sørloth. Equilibrio ristabilito, e la partita prende la piega di una sfida aperta, tesa.
Nella ripresa l’Atlético cambia passo. Al 52′ è Hancko a girare in rete un’azione su calcio d’angolo, ribaltando la situazione. Solo quattro minuti dopo, al 56′, Sørloth firma il 3-1 di testa, capitalizzando una combinazione solida e dando agli ospiti un margine importante sul quale gestire.
Il PSV, però, non si arrende. Al minuto 85, sugli sviluppi di un calcio piazzato, Pepi accorcia le distanze con un tiro ravvicinato all’angolino, infiammando gli ultimi minuti e costringendo l’Atlético a soffrire per portare a casa i tre punti.
Gli assalti finali locali creano brividi: calci d’angolo, respinte, tiri deviati, ma l’Atlético resiste e chiude 3-2 una gara intensa, viva, ricca di ribaltamenti e colpi di scena.
Il PSV ha dimostrato la sua ambizione: aggressivo, coraggioso, capace di segnare subito e gestire il pallone con buona personalità. Il gol di Til nel primo tempo è la prova che i neerlandesi sapevano di avere le qualità per mettere in difficoltà un gigante come l’Atlético. Tuttavia, la rimonta madrilena evidenzia il carattere e la concretezza degli uomini di Diego Simeone: pazienti, cinici, pronti a colpire nei momenti decisivi.
La seconda frazione è stata tutta degli ospiti: maggior concretezza sulle palle inattive, rapidità nello sfruttare le transizioni, personalità nell’affrontare la pressione di una partita delicata. Dall’altra parte, il PSV – nonostante la reazione finale – paga qualche ingenuità difensiva e forse la mancanza di quel guizzo decisivo negli ultimi sedici metri.
Alla fine, l’Atlético ottiene una vittoria fondamentale: 3 punti, rimonta, e un segnale forte in ottica qualificazione. Il PSV esce a testa alta, ma con una sensazione di “e se…”, come se un risultato diverso fosse stato a portata di mano.
Tottenham – Slavia Praga: 3-0
26′ Zima (S) – 50′ Kudus (T) – 79′ Simons (T)
La serata al Tottenham Hotspur Stadium comincia con aria di dovere per gli Spurs: serviva una vittoria per restare in corsa per la qualificazione, e la squadra di casa non tradisce. Fin dalle prime battute si nota la volontà di imporre ritmo, dominare il possesso e non concedere respiro a uno Slavia Praga costretto a guardarsi le spalle.
Al 26′ arriva l’apertura del match in maniera beffarda per i cechi: un calcio d’angolo di Pedro Porro provoca un intervento sfortunato di Zima, che devia nella propria rete. È 1-0 Tottenham, e lo stadio si infiamma.
Dopo l’intervallo, i padroni di casa spingono. Al 50′ circa – su un fallo in area su Kudus causato da un intervento di Sanyang – viene concesso un rigore: lo trasforma lo stesso Kudus con freddezza, raddoppiando. Spurs in controllo.
Poi, nella seconda parte del secondo tempo, arriva il terzo: su un altro fallo in area su Xavi Simons, calcio di rigore che, anche in questo caso, viene calciato e realizzato da colui che aveva subito il fallo, calando il tris e mettendo la gara in cassaforte.
Il Tottenham ha tirato fuori una prestazione di pragmatismo ed efficacia: sfrutta le palle inattive, si dimostra pericoloso nelle fasi offensive e non concede nulla in difesa. L’autogol di Zima è un episodio fortunato, ma gli Spurs hanno arrotondato con i rigori di Kudus e Simons, certificando una superiorità netta.
Per lo Slavia Praga è una serata complicata: la squadra è sembrata timida, incapace di creare pericoli reali e incapace di sfondare contro un avversario attento e chiuso. Le difficoltà a concretizzare, unite a un impianto tattico che raramente ha trovato ritmo offensivo, rendono la trasferta londinese un’occasione persa.
Questa vittoria rilancia le speranze del Tottenham per un posto nella “top eight” della competizione. Per lo Slavia, invece, il sogno europeo sembra ancora più lontano: servirebbe un miracolo per recuperare terreno.
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Analisi 5° turno GironeUnico
Copenhagen – Kairat Almaty: 3-2
26′ Dadason (C) – 59′ Larsson (C) – 73′ Robert (C) – 81′ Satpaev (K) – 90′ Baybek (K)
La sfida tra le due squadre ancora alla ricerca della prima vittoria nella competizione inizia con i padroni di casa che tengono maggiormente l’iniziativa, dominando il controllo palla, mentre gli ospiti attendono eventuali errori. Tra mire imprecise e tiri respinti, si deve attendere il 26′ per vedere il primo intervento da parte di Anarbekov su Robert, ma il portiere kazako nulla può sull’azione seguente, quando il giovanissimo islandese Daðason, si fionda di testa su una palla vagante in area di rigore e la insacca. Ci si aspetterebbe la reazione della squadra di Almaty, ma invece è il portiere giallonero a doversi impegnare per evitare il raddoppio danese intervenendo nel giro di pochissimi secondi sul tentativo di Claesson (malamente respinto a centro area) ma facendosi trovare poi reattivo sul possibile tap-in di Daðason. Satpayev manca di un soffio il pareggio al 36′, ma poi ricomincia il monologo danese, che viene interrotta solo dalla traversa di Tapalov al 52′, con Anarbekov che deve poi tuffarsi e impegnarsi per negare il 2-0 a Suzuki. L’ingenuità di Kassabulat, che colpisce con il braccio un cross di Larsson, permette ai leoni di guadagnare un rigore che lo stesso Larsson insacca, tenendo aperto il piattone e spiazzando il portiere kazako. I danesi, consci dell’importanza della differenza reti, trovano anche il tris con un tiro dalla distanza di Robert che, deviato dallo sfortunato Kassabulat, termina in rete. La partita sembra finita, ma Kotarsky al minuto 83 si addormenta e si fa scippare palla da Satpayev che insacca, rendendo storica questa partita, in quanto, per la prima volta nella storia, due diciassettenni vanno in rete. Finita qui? Macchè! Il Kairat ci crede e Baibek trova incredibilmente il 3-2 a trenta secondi dal novantesimo. Il risultato però non cambierà più, ma che svarione per il Copenhagen, che esulta per i tre punti ma dovrà sicuramente rivedere la gestione della partita! Che dire invece del Kairat? Fa il suo, combatte e ci crede fino all’ultimo, manca solo la stoccata finale per portare a casa almeno un punto.
Arsenal – Bayern Monaco: 3-1
22′ Timber (A) – 32′ Karl (B) – 69′ Madueke (A) – 77′ Martinelli (A)
Nella sfida tra le due squadre ancora imbattute nella competizione sembra partire meglio la squadra bavarese, con possesso palla e controllo territoriale contro un Arsenal schierato con un solido 4-4-2, ma a sbloccarla sono proprio i gunners che, massimizzano l’angolo battuto da Saka con la zuccata vincente di Timber al 22′. I tedeschi rischiano di subire il raddoppio, con i londinesi che falliscono un clamoroso quattro contro due per l’errore nel tiro di Eze, e, per la legge non scritta del calcio, trovano il pareggio: uno splendido lancio di Kimmich pesca Gnabry sulla corsia destra che, senza pensarci, propone al centro per il diciassettenne Karl che insacca il suo secondo gol in questa Champions League. Neuer si sporca i guantoni per alzare sopra la traversa un tiro di Saka, con la partita che è molto viva anche nella ripresa: nonostante la fisicità dei campione di Germania, Merino ha buone occasioni per sfruttare la sua altezza su sviluppi di calci piazzati, trovando ancora l’opposizione di Neur al 55′ e depositando di un soffio sul fondo al 58′, con Karl che, tra le due azioni descritte, impegna anche l’attento Raya.
L’espero portiere tedesco deve dire “no” all’ora di gioco su un tiro ravvicinato di Mosquera, ma nulla può al 69′, quando, su cross dell’appena subentrato Calafiori, Madueke trova la deviazione vincente. La situazione si mette ancora peggio per la squadra di Kompany quando, al 76′, Martinelli massimizza una pessima uscita quasi a centrocampo di Neuer su un lancio di Eze, che lascia al brasiliano la possibilità di involarsi e insaccare nella porta sguarnita.
Successo importantissimo per l’Arsenal, che rimane l’unica squadra a punteggio pieno e adesso è quasi certa di poter staccare il pass diretto per gli ottavi. Il Bayern Monaco subisce la prima sconfitta stagionale in tutte le competizioni, ma difficilmente questa battuta d’arresto dovrebbe vanificare l’acceso agli ottavi, dato che il calendario prevede sfide sicuramente alla portata contro Sporting, Union Saint-Gilloise e PSV.
Francoforte – Atalanta: 0-3
60′ Lookman – 62′ Ederson – 65′ De Ketelaere
Che non sia una giornata semplice per Carnesecchi lo si capisce già dal primo quarto d’ora: Burkardt, con un tiro sporco, prende la parte alta della rete; il portiere deve poi opporsi al tiro di Chiabi e infine vede terminare di poco sul fondo la zuccata di Koch su sviluppi di corner. Nel mezzo, poca Atalanta, ma la Dea cresce e si rende nettamente pericolosa con la traversa colpita da Lookman e il palo impattato da Scamacca nel giro di trenta secondi, per grande sfortuna della squadra di Palladino. Anche il Francoforte va vicinissimo al vantaggio al 38′ quando Zappacosta e Hien si oppongono ai tiri quasi a botta sicura di Götze e Burkardt. Anche a inizio ripresa è Burkardt ad avere un pallone interessante senza riuscire a sfruttarlo, poi, a cavallo dello scoccare dell’ora di gioco, gli orobici piazzano un uno-due letale: il meritato vantaggio giunge al 60′ con il piattone mancino di Lookman su assist di De Ketelaere; il raddoppio giunge invece due minuti più tardi, con una ripartenza letale di Éderson, che prima fa partire l’azione e poi la va a finalizzare sull’assist di Lookman. Il Francoforte sembra non essere più in campo e al 65′ giunge il tris firmato da De Ketelaere, che batte nuovamente Zetterer dopo un’altra traversa colpita da Scamacca. Di fatto la partita finisce qui, con il Francoforte che rimane a quota quattro e vede allontanarsi la zona playoff e l’Atalanta che trova la sua terza vittoria in questa edizione, che gli permette di agganciare a quota dieci la zona di quelle che possono ancora sperare nel passaggio diretto agli ottavi.
Paris SG – Tottenham: 5-3
35′ Richarlison (T) – 45’/53’/76′ Vitinha (P) – 50’/73′ Kolo Muani (T) – 59′ Ruiz (P) – 65′ Pacho (P)
Calcio di qualità già dai primi minuti al Parc des Princes, con segnali da positivi da parte di entrambe le squadre ma senza particolari assoli fino al 18′, quando Kvaratskhelia cerca un tiro a giro che termina di un soffio oltre il palo della porta difesa da Vicario. Gli inglesi rimangono ben compatti sotto la linea del pallone quando il Paris è in possesso, soffocando la regia di Vitinha, e trovano il gol al termine di un’ottima azione offensiva, con l’ex Juventus Kolo Muani che serve a Richarlison il più facile dei gol. Quando il primo tempo sembra destinato a terminare con gli ospiti in vantaggio, ecco che la minima disattenzione viene però punita: per la prima volta durante il corso della partita, Vitinha ha la libertà di avere dei metri davanti a sé, il portoghese, su sviluppi di corner battuto da Kvara, riceve da Ndjantou e lascia partire un destro secco dai venti metri che prende un effetto a uscire e bacia la parte bassa della traversa per battere un incolpevole Vicario. Ma Kolo Muani non è solo ex Juventus, ma ovviamente anche ex Paris e ci tiene tantissimo a far ricredere Luis Enrique sulla scelta di cederlo: e così, al 50′, pone fine a un batti e ribatti in area parigina, insaccando con un potente destro dopo l’intervento miracoloso di Marquinhos su un primo tiro di Pedro Porro e rendendo vano il tentativo disperato di intervento di Pacho.
Il vantaggio dura però pochissimo perché ancora Vitinha, questa volta su assist di Kvaratskhelia e con il piede mancino, lascia partire un tiro a giro che batte nuovamente Vicario, che non vede partire il tiro perché con visuale impallata da Bentancur.
Il Tottenham si disunisce e tra 59′ e 65′ incassa due reti: nella prima marcatura, Lucas Hernandez pressa altissimo e recupera il pallone, ne approfitta Fábian Ruiz che insacca; nella seconda occasione è Pacho, su sviluppi di calcio d’angolo, a battere nuovamente un incolpevole Vicario.
Ma, si sa, mai dare per morte le squadre inglesi: Vitinha – incredibilmente – sbaglia, permette ai lilywhites di recuperare il pallone e trovare con Kolo Muani il 4-3 al 72′.
Peccato che bastino tre minuti ai rouge-et-blue per trovare nuovamente il doppio vantaggio: Vitinha torna ad essere protagonista positivo cercando la porta e trovando la deviazione col braccio di Romero; rigore e sul dischetto ci va ovviamente proprio l’ex Porto che segna e si assicura il pallone della partita.
Di certo i tifosi imparziali si sono sicuramente divertiti. Quelli del Paris saranno sicuramente felici per la potenza offensiva e per il successo che regala il secondo posto a meno tre dall’Arsenal, ma vorranno sicuramente che venga sistemato qualcosa nella gestione del match. Il Tottenham ha lottato e tenuto benissimo il campo soprattutto nella prima frazione, ma non è riuscito a bissare la prestazione di questa estate in Supercoppa europea, quando dovette cedere solamente ai rigori. Gli Spurs restano a otto punti e in sedicesima posizione, comunque ancora in corsa per ottenere quantomeno una posizione favorevole per i playoff.
Sporting CP – Club Brugge: 3-0
24′ Quenda – 31′ Suarez – 70′ Trincao
Dopo un doppio brivido per i biancoverdi, prima per il rosso a Hjulmand poi corretto in giallo dopo revisione VAR e poi per un tiro di Forbs ribattuto, in vantaggio ci vanno proprio i padroni di casa: al 24′ Catamo parte sulla corsia destra saltando gli avversari come birilli e vede il suo tiro respinto da Jackers, ma il portiere belga nulla può sul tap-in di Quenda. La partita si mette ancora meglio per i portoghesi al 31′, quando Suàrez viene lanciato in profondità da Catamo e batte Jackers con un delizioso tocco sotto. È ancora Suárez a inizio ripresa a colpire un palo dopo aver saltato il portiere ospite ma trovando il provvidenziale disturbo di Seys. Hayen prova a giocarsi la carta Tressoldi e per poco questa scelta non viene premiata perché l’italiano naturalizzato tedesco va subito vicino alla rete, ma è ancora la squadra locale a colpire: Trincão sfrutta un altro assist di Quenda piazzando con il piattone nell’angolo basso.
Lo Sporting ha fatto il suo lavoro e ha fornito una prestazione autorevole per avere la meglio sul Brugge e portarsi a dieci punti, tenendo vivissime le speranze di ottavi senza passare dai playoff. I nerazzurri si leccano invece le ferite, subendo la terza sconfitta nelle ultime quattro partite: urge un cambio di passo per sperare nei playoff, ma il calendario non aiuta: ci saranno infatti due scontri difficili con Arsenal e Marsiglia, più la lunghissima trasferta in quel di Almaty.
A. Madrid – Inter: 2-1
9′ Alvarez (A) – 54′ Zielinski (I) – 90+3′ Gimenez (A)
Battaglia al metropolitano con scatto finale dei colchoneros che agguantano tre punti decisivi per il futuro nella competizione. Altro smaccò per gli uomini di Chivu che anche stavolta giocano bene, meritano perlomeno il pari ma alla fine escono senza punti. E adesso la corsa alla qualificazione diretta si fa dura per non parlare dei primi quattro che avranno benefici negli scontri diretti. Del resto gli ultimi tre turni sono estremamente spinosi per i nerazzurri è molto più semplici per il Cholo ponendo addirittura le condizioni per un sorpasso tra i due club. Tutto per una distrazione sull’ultimo pallone.
Liverpool – PSV: 1-4
6′ Perisic (P) – 16′ Szoboszlai (L) – 56′ Tal (P) – 73’/90+1′ Driouech (P)
Notte fonda per Slot che quest’anno fa una fatica terribile in ogni competizione e rischia seriamente una delle poltrone più ambite del calcio mondiale. In questa gara le sciagura iniziano subito e continuano per tutto il match. Il risultato è quello che la classifica certifica in pieno con un tredicesimo posto che pone il tecnico dei Reds sulla brace considerato che anche la Premier ripropone lo stesso copione. Gli olandesi approfittano dei disastri del connazionale e si pappano un succulento piatti che li proietta nelle prime sedici piazze. Con un futuro di playoff ormai quasi acquisito.
Olympiakos – Real Madrid: 3-4
8′ Chiquinho (O) – 22’/24’/29’/60′ Mbappe (R) – 52′ Taremi (O) – 81′ El Kaabi (O)
Profluvio di reti al Pireo che non certifica certo una gran salute dei blancos che per aspirare a raggiungere le fasi finali del torneo devono migliorare, e molto, il loro standard attuale. Con una lunga lista di assenti il club che conta in bacheca 15 trofei, non poteva che rivolgersi al suo puntero d’eccellenza per salvare la ghirba e dare una robusta aggiustata alla classifica che adesso sorride con un quinto che può trasformarsi in uno dei quattro sfruttando due gare abbordabili dopo il prossimo scontro all’arma bianca col City. Dai greci importanti segni di vita dopo un approccio infelice e la possibilità, se non di raggiungere gli spareggi, di togliersi ancora qualche soddisfazione nei prossimi turni, non impossibili.
Pafos – Monaco: 2-2
5′ Minamino (M) – 18′ David Luiz (P) – 26′ Balogun (M) – 88′ Salisu (M)
Sesto punto e sogno intatto per i prodi ciprioti di Pafo che continuano ad accompagnare i vip monegaschi nella classifica del GironeUnico. E se i marinai di Pafo stanno facendo un impresa eccezionale lo stesso non si può dire degli uomini di Pocognoli che anche stavolta non riescono a reggere il vantaggio, doppio, dagli assalti di orgoglio di una squadra tecnicamente molto inferiore. L’enigma di qualificazione si risolverà solo all’ultimo tuffo ma per il Monaco è necessario superare i turchi mentre i ciprioti hanno necessità di fare qualche punto nei prossimi due difficili turni puntando al bottinò pieno nell’ultimo turno casalingo con i ceki.
Galatasaray – Royale Union Saint-Gilloise: 0-1
57′ David
Si parte con gli ospiti che pressano alto e rendono difficile l’uscita della squadra locale, che riesce però a creare la prima vera azione pericolosa della partita all’11’ con un tiro alto di Yilmaz. Gli “unionisti” sviluppano il gioco con Niang e David sulla corsia sinistra, mentre i giallorossi lo fanno sulla corsia opposta con il duo Sallai-Sané, e proprio da un’azione nata dalla destra locale arriva al 27′ un tiro di Gabriel Sara che impatta il palo a Scherpen battuto. Çakir si sporca i guantoni sul sito di Florucz al 33′, con il portiere turco che viene poi salvato dalla traversa colpita dalla zuccata di Sykes su sviluppi di angolo, che pareggia il conto dei legni. Inizia la ripresa, con gli ospiti che rimangono intraprendenti e sbloccano il match al 57′: bella l’azione che porta in gol David, ben servito dalla linea di fondo da Zorgane. I padroni di casa non ci stanno e provano a reagire, ma è ancora Çakir a doversi impegnare per evitare il raddoppio belga sul tiro di Rodriguez, ben imbeccato ancora dall’ispirato Zorgane. Anche Scherpen deve superarsi su un corpo di testa di Gabriel Sara, e “soffia via” il pallone dalla porta sulla deviazione ravvicinata di Sànchez. Il nervosismo prende piede tra i Cimbom, che chiudono anche in 10 per il doppio cartellino giallo mostrato a Ünyay.
Battuta d’arresto pesante e inaspettata per i turchi, che vedono fermarsi a tre la striscia di successi consecutivi e potrebbero vedere ora allontanarsi la possibilità di accesso diretto agli ottavi. Meritato successo invece per la formazione belga, che ottiene la seconda vittoria nella competizione (dopo quella nella prima giornata, sempre in trasferta per 3-1 in casa del PSV, erano arrivate tre sconfitte) e tiene vive le speranze di qualificazione agli spareggi.
Chelsea – Barcellona: 3-0
27′ Kounde (B) – 55′ Estêvão – 73′ Delap
Una lezione di verticalità e cinismo. È questo il verdetto di Stamford Bridge, dove il Chelsea di Maresca annienta il Barcellona per 3-0. Una partita segnata tatticamente dalla scelta (rivelatasi suicida) di Flick di mantenere una linea difensiva altissima, punita ripetutamente dalle frecce londinesi, e dall’espulsione di Araújo che ha chiuso virtualmente i giochi prima dell’intervallo.
Il copione è chiaro fin dall’avvio: il Barça tiene la difesa a centrocampo, il Chelsea lancia in profondità. Nei primi venti minuti i Blues vanno in gol due volte con Enzo Fernández e una con Garnacho, ma il VAR cancella tutto per fuorigioco millimetrici. È il preludio, però, al vantaggio che matura al 27′: Pedro Neto scappa via sulla sinistra e mette al centro un pallone velenoso che, dopo una carambola sfortunata su Koundé, finisce nella porta sbagliata. È l’autogol che spezza l’equilibrio (1-0). La notte dei catalani diventa un incubo nel recupero del primo tempo (45’+2′), quando capitan Araújo, già ammonito, ferma con le cattive l’ennesima ripartenza avversaria: secondo giallo inevitabile e doccia anticipata, lasciando i suoi in inferiorità numerica per tutta la ripresa.
Nel secondo tempo, con l’uomo in più, il Chelsea dilaga. Al 55′ sale in cattedra il gioiello brasiliano Estêvão: il classe 2007 riceve palla sulla trequarti, ubriaca di finte Cubarsí e, da posizione defilata, lascia partire un mancino a giro che si insacca all’incrocio dei pali.
Hansi Flick prova a scuotere i suoi inserendo forze fresche, ma l’inferiorità numerica e la serata di grazia dei padroni di casa rendono impossibile ogni rimonta. Al 73′ arriva il colpo del KO definitivo: il neo-entrato Delap (subentrato a Garnacho) finalizza un contropiede perfetto orchestrato da Enzo Fernández, firmando il 3-0 con un tocco preciso sottomisura. Nel finale c’è gloria anche per il portiere Sánchez, attento a negare il gol della bandiera a Raphinha, preservando un clean sheet preziosissimo.
Vittoria “statement” per il Chelsea, che sale in classifica e lancia un messaggio chiaro alle pretendenti per gli ottavi senza playoff. Per il Barcellona, una serata da dimenticare in fretta, dove i rischi tattici hanno presentato un conto salatissimo.
Borussia Dortmund – Villarreal: 4-0
45+2’/54′ Guirassy – 58′ Adeyemi – 90+5′ Svensson
Il Muro Giallo torna a ruggire e iil Borussia Dortmund travolge il Villarreal con un netto 4-0, rilanciando prepotentemente le proprie quotazioni per l’accesso diretto agli ottavi. Una serata a senso unico al Signal Iduna Park, complice l’inferiorità numerica degli ospiti che ha spianato la strada alla goleada tedesca.
L’avvio è subito aggressivo per i tedeschi, che chiudono il Villarreal nella propria trequarti. La resistenza spagnola crolla quasi subito sotto i colpi di un ispiratissimo Guirassy. L’attaccante guineano, vero mattatore della serata, sblocca il risultato nel primo tempo sfruttando un cross perfetto dalla sinistra e raddoppia poco dopo con un movimento da centravanti puro in area di rigore.
Nella ripresa, dopo l’espulsione di Foyth che lascia il Sottomarino Giallo in dieci uomini, è pura accademia, con Guirassy che prima fallisce il rigore ma poi insacca la ribattuta. Al 58′, arriva il tris, con Adeyemi che si fa beffe della difesa ospite prima di insaccare.
All’82’, Fábio Silva si presenta dagli undici metri dopo un fallo subito da Adeyemi, ma calcia e colpisce la traversa, macchiando leggermente una prestazione di squadra comunque perfetta, che trova comunque il sigillo finale del 4-0 con Svensson nel quinto minuto di recupero.
Con questa vittoria rotonda, il Borussia Dortmund sale a quota 10 punti, assestandosi nella parte alta della classifica e guardando con fiducia alle prossime sfide. Notte fonda invece per il Villarreal di Marcelino, ancora a secco di vittorie e inchiodato nei bassifondi della classifica: la qualificazione ai playoff ora è appesa a un filo.
Napoli – Qarabağ: 2-0
65′ McTominay – 72′ Jankovic (Q)
Ci mette un tempo, il Napoli, a scardinare il fortino azero, ma alla fine il “Maradona” può esplodere: un 2-0 solido e vitale quello maturato nella ripresa contro il Qarabag, che rilancia pesantemente le ambizioni europee della squadra di Antonio Conte.
Il primo tempo è una partita a scacchi. Gli ospiti, ben messi in campo da Qurbanov, chiudono ogni varco e provano addirittura a spaventare gli azzurri con qualche ripartenza velenosa. Il Napoli manovra, cerca l’imbucata con il tridente, ma sbatte contro il muro eretto da Medina e Mustafazada. Si va al riposo su uno 0-0 che inizia a far serpeggiare qualche timore sugli spalti.
La musica cambia drasticamente nella ripresa. Conte tocca le corde giuste nello spogliatoio e il Napoli rientra con un altro piglio, cingendo d’assedio l’area avversaria. Il gol che stappa la partita (dopo un calcio di rigore fallito da Højlund al 55′) arriva al 65′: l’inserimento, ormai marchio di fabbrica, è di McTominay, che svetta nel traffico o trova il tempo giusto per battere Kochalski e firmare l’1-0 liberatorio.
Il Qarabag accusa il colpo e perde le distanze. Sette minuti più tardi, al 72′, arriva l’episodio che chiude i conti: su una pressione offensiva asfissiante degli azzurri, è sfortunato il centrocampista montenegrino Marko Janković, che nel tentativo di liberare devia la palla nella propria porta per il più classico degli autogol.
Il finale è pura gestione per il Napoli, che controlla senza affanni il doppio vantaggio. Una vittoria di platino per Conte, che sale a quota 7 punti agganciando proprio gli azeri in classifica: ora la zona playoff è una realtà concreta e la qualificazione diretta non è più un miraggio irraggiungibile. Passo falso indolore, per ora, per il Qarabag, che resta comunque pienamente in corsa.
Ajax- Benfica: 0-2
6′ Dahl – 90′ Barreiro
Franco successo dei mouriniani che passeggiano su quel che resta dell’Ajax di Farioli, molto male in Eredivisie e inguardabili in Champions dove hanno incassato cinque sconfitte in altrettanti incontri condite da 16 reti subite ! Bella prestazione dei lusitani che meritano ampiamente il successo e possono sperare in un miracolo visto che dovrebbero fare minimo sette punti tra i match casalinghi con Napoli e Real e la trasferta a Torino. Servirebbe il Mou del Porto per farcela.
Slavia Praga – Athletic Bilbao: 0-0
Il peggiore spot per la nuova Champions. Due squadre modeste, che arrivano a questo punto con pochissime ambizioni di andare oltre e che si spartiscono un punto senza neppure una rete. Da bocciare assolutamente.
Marsiglia – Newcastle: 2-1
6′ Barnes (N) – 46’/50′ Aubameyang (M)
Con un piede già fuori dalla competizione De Zerbi si aggrappa al suo anziano puntero per restare giusto a pelo d’acqua perché l’approdo agli spareggi, non da testa di serie comunque, è ancora di là da raggiungere e dovrà scuotere ulteriormente i suoi se vuole riuscire nell’impresa. Cosa che certamente riuscirà agli inglesi che si sono però giocati gran parte delle possibilità di passaggio diretto agli ottavi. Le forche caudine dei playoff sono la giusta punizione per questa brutta sconfitta.
Manchester City – Bayer Leverkusen: 0-2
23′ Grimaldo – 54′ Schick
Puntare le fiche sui Citizen, come avevamo fatto noi, in questo momento espone spesso a brutte figure. E un ennesima figuraccia davanti al suo pubblico fa la truppa del Pep che, tra alti e bassi, non riesce più a prendere una continuità che a certi livelli è necessaria. O tutto o niente è il refrain del City post 2024 e stavolta è arrivato il niente. Nessun gol all’attivo, due in saccoccia e un continuo sbattere sulla barriera creata da Hjulmand. Risultato che scaraventa Pep dalla quarta posizione forse addirittura fuori dagli otto e oggi guardare il calendario sembra una fatica inutile viste la volubilità ormai acclarata. Trionfo invece dei tedeschi che con un colpo solo, ma che colpo ! fanno un passo avanti decisivo per i playoff da testa di serie e sognano pure la qualificazione diretta.
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Analisi 4° turno GironeUnico
Qarabağ – Chelsea: 2-2
16′ Estêvão (C) – 29′ Leandro Andrade (Q) – 39′ Jankovic (Q) – 53′ Garnacho (C)
Il Chelsea fa tanto turnover per questo impegno ma deve subito rinunciare per infortunio a Lavia, con il Qarabağ che tiene bene il campo nella prima parte di partita, concedendo solo tiri dalla distanza ai più quotati ospiti, cercando anche ripartenze pericolose. Anche dopo il vantaggio blues firmato al 16′ da Estêvão con un mancino sul primo palo che sorprende Kochalski, il copione tattico non cambia, con gli azeri che continuano a crederci e fanno succedere l’imponderabile: al 29′ arriva il pareggio firmato da Leandro Andrade, abile a trovare il giusto tap-in dopo il palo colpito da Duran; poi, incredibilmente, la ribaltano al 39′ con il rigore di Janković, concesso per un fallo di mano di Hato che conferma la sua prestazione “horror”, dopo che aveva commesso un errore già sulla prima marcatura locale. A Maresca, ovviamente, non va bene quanto visto in campo fino a questo momento e decide di effettuare ben tre cambi, immettendo l’esperienza di Enzo Fernández, Delap e Garnacho, con proprio quest’ultimo che al 53′ insacca il gol del 2-2 con un preciso diagonale rasoterra. Anche Fernández e Delap (quest’ultimo partito in offside) impegnano Kochalski, ma anche il Qarabağ è ancora vivo e continua comunque a farsi vivo dalle parti del portiere degli inglesi. La partita rimane quindi interessante anche con il passare dei minuti, con tanti spazi aperti e occasioni ma nessun gol a far cambiare il punteggio, con il finale 2-2 che ovviamente accontenta più i padroni di casa che gli ospiti.
Entrambe le squadre si trovano ora – incredibilmente – a quota 7 punti: se per gli azeri questo punteggio non era assolutamente preventivabile all’inizio della competizione, risulta essere certamente inferiore rispetto alle aspettative per i londinesi, che dovranno certamente provare ad alzare i ritmi se vorranno continuare a sperare in una qualificazione diretta agli ottavi di finale.
Ajax – Galatasaray: 0-3
59’/66’/78′ Osimhen
I padroni di casa approcciano meglio il match, tenendo anche maggiormente il possesso del pallone, ma l’inerzia cambia rapidamente e poi sono gli ospiti a creare le occasioni più importanti, con Pasveer che deve opporsi in due occasioni ai tentativi di un pericoloso Osimhen. Provano a crescere i lancieri, con la mira di Mokio al 34′ e Gloukh al 37′ che risulta essere imprecisa. Nella seconda frazione, Pasveer vince ancora la sfida con Osimhen al 51′, ma al 59′ è il nigeriano ad avere la meglio: Sané attacca la profondità sulla destra e crossa per il centravanti che questa volta trova la giusta incornata. La squadra di Amsterdam non riesce a reagire, anzi, piove ancora di più sul bagnato quando prima Baas e poi Alders toccano il pallone con le mani in area: in entrambi i casi si presenta sul dischetto Osimhen, che si porta a casa il pallone della partita.
Non accade praticamente più nulla, con l’Ajax che incassa la quarta sconfitta consecutiva, rimanendo la peggior squadra della competizione con una differenza reti di -13. Il Galatasaray invece esulta per la terza vittoria consecutiva, che la pone a 9 punti e fuori dalla top8 solo per differenza reti rispetto a squadre dell’élite del calcio europeo, come Paris SG, Real Madri e Liverpool, oltre alla sorpresa Newcastle.
Benfica – Bayer Leverkusen: 0-1
65′ Schick
Il Leverkusen fa la partita mentre il Benfica attende, ma sono proprio i calciatori di Mourinho a rendersi pericolosi all’11’, quando Lukébakio, lanciato in profondità, arriva a tu per tu con Flekken ma impatta la parte esterna del palo. I legni non sono favorevoli ai portoghesi, con Otamendi che impatta la traversa al 34′ su sviluppi di corner. Anche il Leverkusen si fa vedere al 35′ dalle parti della porta locale, con Poku che però calcia malissimo. I padroni di casa falliscono con Lukebakio e Pavlidis il possibile vantaggio al 43′, facendosi murare da Flekken e Badé, con l’attaccante greco che fallisce anche ad inizio ripresa un paio di buone occasioni, prima facendosi murare dal portiere e poi non inquadrando lo specchio. La partita è tattica e sembra non volersi sbloccare, poi però al 65′ un flipper permette al subentrato Schick di trovare il gol che vale lo 0-1. Il segno del periodo poco positivo dei lusitani è palese quando una forte pioggia inizia a cadere su Lisbona e i tifosi decidono di abbandonare lo stadio nonostante manchi più di un quarto d’ora al termine e, effettivamente, non perdono praticamente nulla di una partita che si trascina stancamente fino al fischio finale, anche per colpa di un Lukébakio assolutamente poco in palla.
Come non capire i tifosi locali? La squadra è ferma a 0 punti dopo 4 giornate, con solo l’Ajax che ha fatto peggio. I tedeschi ottengono invece il primo successo nella competizione e si trovano ora in una posizione tale da permettergli di partecipare agli spareggi. Il percorso però è ancora lungo e prestazioni come quella odierna potrebbero non bastare.
Brugge – Barcellona: 3-3
6′ Tresoldi (BR) – 8′ Torres (BA) – 17’/63′ Forbs (BR) – 61′ Yamal (BA) – 77′ Tzolis (BR)
Il Barcellona approccia la partita con la spregiudicatezza che consiste nella solita difesa altissima e il Brugge non si fa fregare: al 2′ Szczęsny è già costretto al primo intervento per opporsi a Tzolis, ma poi il portiere polacco non può nulla al 6′ sul tocco dall’area piccola di Tresoldi, ben servito da Forbs che era stato precedentemente lanciato in profondità con i tempi giusti. I blaugrana sembrano poter ribaltare la partita quando trovano il pareggio dopo meno di 120 secondi con Ferran Torres, abile a insaccare l’assist dalla destra di Fermin López, con lo stesso che impatta poi un palo con un tiro a giro a Jakers battuto, ma sono ancora i nerazzurri a trovare il vantaggio: da un angolo in favore dei catalani, nasce una ripartenza letale dei padroni di casa, con Forbs che scambia con Tzolis, arriva a tu per tu con Szczęsny e lo fredda col mancino.
Koundé impatta la traversa al 27′ con un tiro dalla distanza, mentre Tzolis inquadra la porta ma trova attento il portiere ospite, con Torres che, imbeccato da Yamal, fallisce il pareggio al 45′ di un soffio. Lo stesso Yamal calcia troppo centralmente e si fa incredibilmente murare da Jackers al 52′, ma il 10 si fa perdonare allo scoccare dell’ora di gioco, trovando con l’esterno mancino il giusto tocco per insaccare dopo una splendida serpentina. Sembra poter essere l’inizio del ribaltone, ma, ancora una volta, è il Brugge a sfruttare la difesa troppo alta degli avversari, con Forbs che viene lanciato da Vanaken nuovamente a tu per tu con Szczęsny e lo fredda.
Il 3-3 però non si fa attendere e giunge al 77′, quando, su un cross forse innocuo di Yamal, arriva una sfortunata deviazione aerea di Tzolis che beffa un incolpevole Janckers.
Finita? No! Vermant insaccherebbe il 4-3 al 90′, ma dopo aver palesemente colpito Szczęsny, anche se l’arbitro necessita di rivedere l’azione al VAR per annullare la marcatura.
Questa è veramente l’ultima azione importante di un match che ha regalato tantissime emozioni. Il Brugge porta a casa un punto importante per il percorso, ma, per come si era messa la partita, forse ha qualche rimpianto in più rispetto al Barcellona che, al contempo, si trova ora fuori dalla top8 e dovrà certamente migliorare la fase difensiva se vorrà evitare di rivivere i fantasmi del passato.
Inter – Kairat Almaty: 2-1
45′ Martinez (I) – 55′ Arad (K) – 67′ Carlos Augusto (I)
Come ci si poteva attendere è l’Inter a fare la partita, con l’eroe della qualificazione alla fase finale Anarbekov che al 10′ deve opporsi al tiro di Di Marco, con Sorokin che salva poi anche sul possibile tap-in di Lautaro. Ancora il portiere si oppone a un tiro dell’argentino al 12′, con lo stesso attaccante che si poi oppone involontariamente alla conclusione a botta sicura di Esposito. Il “Toro” al 14′ non inquadra la porta di un soffio col piattone dal limite dell’area di rigore, poi, dopo un rigore prima concesso e poi revocato ai nerazzurri dopo verifica VAR, prima è ancora Anarbekov a murare sul 10 interista e poi è Sommer a doversi sporcare i guantoni sulla zuccata di Edmilson. Dopo un tiro alto di Esposito, gli ospiti sembrano prendere coraggio e colpiscono la parte alta della traversa con un tiro di Satpayev che, deviato, si impenna in maniera quasi imparabile per Sommer. Quando l’intervallo sembra prossimo, giunge il gol che sblocca la partita: è Martínez a insaccare in rete al termine di una prolungata azione offensiva, ricca di batti e ribatti. Anche a inizio ripresa il guardiapali ospite si oppone ad Esposito, ma, a sorpresa è il Kairat Almaty a pareggiare: è Arad, completamente lasciato libero da De Vrij, a trovare la zuccata vincente al 56′ sull’angolo battuto da Jorginho. Sembra di rivedere il copione del match pomeridiano tra Chelsea e Qarabağ, ma poi l’Inter si riporta in vantaggio con un gran rasoterra dal limite di Carlos Augusto dopo un’intelligente sponda di Esposito al 67′. La precisione degli attaccanti poi latita, con l’Inter che può festeggiare per un’importante vittoria, che la proietta a punteggio pieno, ma non al primo posto, proprio a causa del gol incassato questa sera. Che dire del Kairat? Certamente la squadra di Almaty ha fornito una prestazione gagliarda e combattiva, giocando a San Siro a testa alta, anche se non riesce a portare punti a casa.
Pafos – Villarreal: 1-0
46′ Luckassen (P)
Manchester City – Borussia Dortmund: 4-1
22’/57′ Foden (M) – 29′ Haaland (M) – 72′ Anton (B) – 90+1′ Cherki (M)
Newcastle – A. Bilbao: 2-0
11′ Dan Burn – 49′ Joelinton
O. Marsiglia – Atalanta: 0-1
90′ Samardžić
Juventus – Sporting Lisbona: 1-1
12′ Araujo (S) – 34′ Vlahovic (J)
Se i bianconeri cercavano punti decisivi per migliorare una classifica deficitaria lasciata da Igor Tudor, era chiaro che il club bianco verde sarebbe stato un ostacolo arduo per raggiungere l’obiettivo. Attualmente la squadra diretta da Borges è la perla più splendente del calcio lusitano e non casualmente guarda dall’alto tre delle quattro rappresentanti italiane in Champions. Anche ieri sera ha impostato una partita molto solida dove ad una difesa attenta ha aggiunto la grande capacità di graffiare in ripartenza portando a casa un punto meritato che ne consolida le ambizioni di prima fascia agli spareggi. Ben più complesso il compito di mister Spalletti che dovrà fare tre vittorie nelle prossime tre gare se vuol mettere al sicuro una posizione tra la diciassette e la ventiquattro. E non sarà per niente facile.
Liverpool – Real Madrid: 1-0
61′ Mac Allister
Un misero gol risolve un match non entusiasmante in cui la truppa di Slot ha dimostrato di essere ampiamente sulla via della guarigione. Un risultato che “aggiusta” anche la classifica delle due squadre nel GironeUnico. Classifica che sembrava troppo punitiva per i reds e troppo prodiga per i blancos. Entrambe a nove punti ed entrambe tra le otto elette sembra un consuntivo più oggettivo quando si taglia la boa di metà percorso. Va da se che tutte e due dovranno migliorare molto se poi vorranno arrivare fino in fondo.
Slavia Praga – Arsenal: 0-3
32′ Saka – 46’/68′ Merino
Non proprio una passeggiata per i londinesi il viaggio nella meravigliosa città di Kafka ma un successo netto e senza discussioni che consegna la quarta vittoria su quattro all’undici di Arteta. Con dodici punti in carniere i lancieri possono dirottare maggiori attenzioni sul torneo interno e cercare di contenere l’assalto di City e Liverpool. Coraggiosa e ammirevole la squadra ceca che cerca di portare qualche patema in casa inglese ma deve arrendersi ad un livello davvero troppo alto e già sembra salutare la competizione
Totthenam – Copenhagen: 4-0
19′ Johnson – 51′ Odobert – 64′ van de Ven – 67′ Palhinha
Fuori dal mare amico la squadra danese è molto meno competitiva e non poteva certo sperare di farla franca sul terreno degli speroni. Una partita a senso unico che proietta i londinesi molto vicino alle prime otto piazze valide per la qualificazione diretta. E risparmiare due match in pieno inverno sarebbe molto importante per la squadra di Frank che deve un po’ raddrizzare l’andamento in Premier. L’abbondanza del punteggio è un merito del nuovo formato della Champions che premia giustamente chi cerca non di speculare ma semmai di arrotondare il risultato. Game over invece per ì danese che in trasferta sono troppo morbidi e si accontenteranno probabilmente di un successo sui kazaki al prossimo turno.
Olympiakos – PSV: 1-1
17′ Martins (O) – 90+3′ Pepi (PSV)
Sconfortante risultato finale per i greci che, complice un po’ di mala suerte, non riescono nell’impresa di vincere questo match e quindi sono già virtualmente fuori dalla gara. Lo stesso però può dirsi per gli olandesi che con cinque punti in tasca potrebbero sembrare in piena lizza per gli spareggi ma sono attesi da un calendario talmente difficile che vanno ritenuti anch’essi fuori concorso già all’inizio di novembre. Giusto esito per un movimento calcistico che ha scritto la storia del football continentale, sia a livello di club che di nazionale, ma che quest’anno si è rivelato ben poca cosa.
Napoli – Eintracht Francoforte: 0-0
Tra Napoli e Francoforte vince probabilmente la paura di perdere, con entrambe le squadre molto guardinghe e che danno vita a una partita poco emozionante e a tratti anche disordinata.
Nel primo tempo le squadre sono molto corte e latitano le occasioni da gol: Bahoya impegna Milinković-Savić al 3′, poi il Napoli crea qualche grattacapo in più a Zetterer, prima con Højlund che viene disturbato da Anguissa al momento del tiro (sul quale si oppone l’ex Bologna Theate) e poi soprattutto per merito di un Elmas ispirato ma che non riesce a trovare il guizzo giusto per sbloccare l’incontro. Anche a inizio ripresa partono meglio i tedeschi, con Chaibi che impegna il portiere partenopeo, poi Elmas al 68′ propone un cross basso per McTominay che viene murato sul più bello da Koch, con lo stesso scozzese che al minuto 83 calcia alto da buona posizione su un cross basso di Anguissa. Nel mezzo, al 73′ Knauff aveva avuto il pallone del possibile vantaggio su un pallone rimasto vagante nell’area locale, trovando un attento Milinković Savić, poi il Napoli aveva cambiato ritmo con i cambi (aumentando la forza offensiva con Neres e Lang), con lo stesso Anguissa che, dal centro dell’area di rigore, aveva malamente calciato con pessima coordinazione un ottimo assist di Elmas. La zuccata di Anguissa su cross di Lang al minuto 89 viene respinta col petto ancora una volta da Koch, poi l’ultima azione degna di nota del match giunge al 95′, quando, sugli sviluppi di un corner, Collins chiude su Elmas prima che il tentativo di tap-in di Højlund venga parato da Zetterer.
Un pareggio certamente cercato più dai tedeschi, ma che non serve praticamente a nessuna delle due formazioni che, ferme a quota quattro punti dopo altrettante giornate, dovranno certamente cercare di cambiare passo se vorranno ambire di staccare il pass per il turno intermedio con una posizione favorevole.
Atlético Madrid – Royale Union Saint-Gilloise: 3-1
39′ Alvarez (A) – 72′ Gallagher (A) – 80′ Sikes (R) – 90+6′ Llorente (A)
Partono meglio gli ospiti con Schoofs che cerca senza fortuna la porta già al 2′, anche se per vedere il primo tiro in porta si deve attendere il 23′, quando Álvarez impegna Scherpen. La partita è equilibrata e a sbloccarla ci pensa proprio Álvarez (e chi altrimenti) che sfrutta benissimo l’assist di Giuliano Simeone per insaccare e far esplodere di gioia il “Metropolitano”. Dopo un gol d Griezmann annullato per un fuorigioco di Baena ad inizio azione, termina una prima frazione combattuta. La squadra belga fallisce un’occasionissima con David al 69′, con il calciatore che, praticamente solo al limite dell’area piccola, calcia a lato, e la legge del calcio colpisce ancora, con Gallagher che al 73′ batte nuovamente il portiere ospite con un piattone destro a giro nell’angolino alto, dopo che due conclusioni di Sørloth erano state respinte dalla difesa ospite. La partita sembra finita, ma gli ospiti non ci stanno e la riaprono sfruttando al meglio una palla inattiva, con la zuccata di Sykes che supera Oblak sulla battuta di Boufal. I colchoneros mettono però la ciliegina sulla torta nel sesto minuto di recupero, con Llorente che batte nuovamente Scherpen a finalizzazione di un contropiede.
Vittoria importantissima per gli uomini del “Cholo”, che trovano la seconda vittoria nella loro campagna europea e tornano in posizione tale che li porterebbe a partecipare quantomeno al turno di spareggio. L’Union Saint-Gilloise ha venduto cara la pelle, ma rimane a quota tre: servirà sicuramente qualche altro risultato positivo se non vorrà terminare la sua esperienza già nella League Phase.
Bodø/Glimt – Monaco: 0-1
43′ Balogun
Sotto il diluvio, la partita inizia subito con una buona intensità e con i padroni di casa che provano a rendersi pericolosi soprattutto con Berg, che però non riesce a trovare conclusioni pulite per impensierire Köhn, che invece, dopo un tiro alto di Kehrer, si deve sporcare i guantoni per parare un tiro di Høgh. Sono però gli ospiti a passare poco prima del duplice fischio, con Akliouche che serve Balogun con un pallone che sembra troppo defilato, ma l’attaccante biancorosso non ci pensa su e calcia forte con il mancino sul primo palo beffando un non perfetto Haikin. La reazione norvegese è veemente ed immediata, con Høgh che colpisce il palo a Köhn battuto e con lo stesso portiere che deve poi opporsi al tiro di Bjørkan. Anche a inizio ripresa il portiere della squadra del Principato deve impegnarsi per mantenere la sua porta inviolata, volando su una punizione di Berg e poi sul successivo tentativo di ribattuta di Høgh. I gialloneri meriterebbero il pareggio ma Köhn continua a calare ripetutamente la saracinesca, con i palloni che lo superano solo quando non inquadrano lo specchio della porta, poi restano in 10 per il rosso a Gundersen e perdono probabilmente quell’inerzia necessaria per trovare l’impresa.
I norvegesi falliscono ancora l’appuntamento con il primo storico successo nella massima competizione europea, subendo la seconda sconfitta consecutiva e rimanendo a due punti. Il Monaco, invece, dopo una sconfitta e due pareggi, riesce finalmente a conquistare i tre punti, ravvivando le speranze di poter andare quantomeno allo spareggio.
Paris SG – Bayern Monaco: 1-2
4’/32′ Diaz (B) – 74 Neves (PSG)
Quattro giri di lancette ed è già gol: il tiro di Olise viene respinto da Chevalier, che però nulla può sul tiro di Dìaz, sul quale aveva provato anche ad immolarsi Marquinos con la spalla destra. Il Paris prova a reagire, con le fiammate dei suoi attaccanti che mettono in difficoltà la lenta difesa teutonica, con Dembélé che si vede prima annullare correttamente un gol per offside e poi deve lasciare il campo per un infortunio. I padroni di casa non mollano, Barcola costringe Neuer all’intervento allo scoccare della mezz’ora, ma, dopo un palo di Gnabry, è ancora il Bayern a colpire, con Luis Díaz che sfrutta un’indecisione di Marquinos, scippandogli palla e insaccando col piattone destro. Kimmich sfiora il tris con un diagonale di poco a lato, poi Luis Díaz compie un fallo bruttissimo da dietro su Hakimi, che lascia il campo in lacrime nel giorno del suo 27° compleanno, dopo una torsione innaturale della caviglia. Nonostante l’inferiorità numerica, Kane impegna Chevalier prima dell’intervallo, poi nella ripresa la partita non regala grosse occasioni, con i portieri che controllano con relativa tranquillità i tiri in porta avversari, quantomeno fino al 74′, quando il subentrato João Neves insacca in acrobazia su un cross dalla sinistra di Lee Kang-In. Neuer salva su un tentativo in lob di Zaire-Emery, poi probabilmente soffia per fare andare una zuccata di João Neves oltre il palo. Il forcing finale non porta a gol, nonostante la presenza anche di Chevalier in area bavarese in occasione dell’ultimo calcio d’angolo del match.
I francesi escono con le ossa rotte da questo incontro, non tanto per il risultato – che può anche starci in una partita contro un avversario di questa caratura – ma piuttosto per gli infortuni di Dembélé e Hakimi che si vanno ad aggiungere a quello di Doué. I teutonici mantengono la vetta della classifica (in vantaggio sull’Arsenal per aver segnato più gol) esibendo l’ennesima prestazione importante e concreta. La domanda sorge spontanea: troveremo qualcuno capace di fermare la banda guidata da Kompany?
Analisi 3° turno GironeUnico
Galatasaray – Bodø/Glimt: 3-1
3’/33′ Osimhen (G) – 60′ Akgun (G) – 75′ Helmersen (B)
Dopo meno di 180 secondi Osimhen, che era precedentemente uscito dal campo dopo un problema al polso, riceve da Lemina e batte il portiere avversario con un piattone destro a fil di palo. Gli ospiti sembrano in difficoltà e, nelle rare occasioni, falliscono spesso il passaggio chiave, mentre i turchi continuano a spingere e mettono spesso il nigeriano in occasione di poter trovare la rete (come quando all’8′ impegna due volte Haikin di testa), anche se effettivamente è Bjørkan a fornire l’assist per il raddoppio che giunge al 33′. L’ex Milan Hauge fallisce l’occasione per riaprire la partita calciando a lato con il destro un rigore in movimento al 39′ poi anche il palo, colpito da Brunstad Fet al 43′, nega la gioia del gol al Bodø, con i norvegesi che lasciano ampi spazi alle ripartenze giallorosse e permettono nuovamente ad Osimhen di cercare, ma questa volta fallire, il gol con un diagonale proprio sul contropiede seguente. Il copione non cambia nella difesa anche se Çakir deve opporsi a un tiro di Berg precedentemente deviato da Bardakci al 53′, ma è ancora il Galatasaray a fallire una ghiotta occasione per il 3-0, con Osimhen che serve Akgün che non riesce a calciare nella porta occupata dai difensori gialloneri dopo aver saltato Haikin. L’esterno si fa però perdonare allo scoccare dell’ora di gioco, trovano il tris con un tap-in dopo una prima ribattuta del portiere norvegese. Evjen non inquadra di un soffio la porta al 64′ con un tiro dal limite, poi Osimhen (ancora lanciato da un errato retropassaggio avversario) viene murato prima da Haikin e poi da Sjøvold, prima del 3-1 firmato da Helmersen, che svetta di testa sul cross di Bjørkan al 76′. La partita scorre con ritmi alti ed entrambe le squadre alla ricerca di un altro gol, che però non arriva nonostante il forcing finale ospite.
Vittoria importante per i turchi, che salgono in zona spareggi e ottenendo il secondo successo consecutivo. I norvegesi invece rimandano ancora l’appuntamento con il primo successo in Champions League, subendo la prima sconfitta dopo i due pareggi per 2-2 contro Slavia Praga e Tottenham.
Spettacolarità: 70/100
Atalanta – Slavia Praga: 0-0
Come ci si aspetta sono i padroni di casa a fare la partita, anche se si deve attendere il 13′ per avere la prima vero occasione del match, quando Kossounou, imbeccato da De Ketelaere, si fa ipnotizzare nell’uno contro uno da Marković. Il fantasista belga è ispirato e, dopo aver costretto nuovamente il portiere ospite a una parata con un interessante tiro a giro, ritorna a vestire i panni dell’assist-man’, servendo a Krstović due palloni d’oro che vengono però cestinati: nel primo caso il montenegrino, trattenuto leggermente (secondo il direttore di gara) da Zima, calcia cadendo e non batte la resistenza biancorossa, mentre nella seconda situazione calcia altissimo da ottima posizione. Le mire di De Ketelaere e Lookman sono imprecise, mentre Carnesecchi deve intervenire sul tiro di Moses per salvare il punteggio allo scoccare del 45′ e fare lo stesso anche al 51′ sul tentativo su punizione di Provod. Lo Slavia va nuovamente vicina alla rete con un mancino di Sadílek che termina di poco alto e Chorý costringe Carnesecchi all’intervento, prima che la dea si svegli, per merito anche del subentrato Scamacca, che prima incorna di poco alto e poi impegna severamente Marković con un tiro dalla distanza.
Il risultato però non si sblocca ed è certamente una delusione per l’Atalanta: i tre punti in questa partita erano certamente fondamentali per poter sperare in un percorso più agevole, mentre ora i bergamaschi si trovano a quota quattro punti, sì in top24 ma dovranno certamente lottare per poter ambire a una posizione favorevole negli spareggi per l’accesso agli ottavi.
Lo Slavia Praga invece ringrazia la mancata precisione degli attaccanti nerazzurri e ottiene il secondo punto, che li porta, momentaneamente a una sola lunghezza dal 24° posto e certamente la prestazione fa ben sperare, dato che i cechi hanno avuto una ottima fase difensiva e hanno al contempo dimostrato potenzialità anche in quella offensiva, venendo fermati solo da un attento Carnesecchi.
Spettacolarità: 50/100
Bayern Monaco – Club Brugge: 4-0
5′ Karl – 14′ Kane – 34′ Diaz – 79′ Jackson
Che dire su questo Bayern Monaco? Semplicemente è come vedere in azione un panzer! Basti pensare che al termine della prima frazione sono già tre le reti di vantaggio su un Brugge che è annichilito dalla forza offensiva dei bavaresi: a sbloccare il match ci pensa il classe 2008 Karl al 5′, con un preciso destro all’angolino; dopo un palo impattato da Pavlović al 10′, Laimer sforna due splendidi assist prima per mandare in rete Kane al 14′ con un facile tap-in e poi permettendo al 34′ a Luis Diaz di trovare il giusto spazio per scoccare un destro che bacia la parte bassa della traversa prima di insaccarsi. L’Oktoberfest non si ferma e, dopo un palo di Kane colpito prima dell’intervallo e una parata sempre sull’uragano da parte di Jackers al 58′, è Jackson a insaccare la quarta rete al 79′ sfruttando una palla rimasta vagante in area dopo un tiro di Laimer ribattuto.
Davvero difficile capire se e chi fermerà questo Bayern Monaco, unica squadra ancora imbattuta in Europa e ora agguantano il Paris SG al primo posto in classifica di Champions con tre vittorie consecutive e una differenza di +10. Il Brugge subisce la seconda sconfitta consecutiva dopo quella maturata a Bergamo, ma sicuramente non era questa la sera giusta per poter ambire a ottenere successo.
Spettacolarità: 60/100
Chelsea – Ajax: 5-1
18′ Guiu (C) – 27′ Sutalo (A) – 33′ Weghorst (A) – 45′ Fernandez (C) – 45+6′ Estêvão (C) – 48′ George (C)
La partita sembra cominciare con un ritmo lento e non vive particolari emozioni fino al 18′, quando a stapparla è il cartellino rosso mostrato a Taylor per un fallaccio a piede a martello su Buonanotte. Piove allo Stamford Bridge, ma ancor di più sull’Ajax che proprio sugli sviluppi della punizione va anche in svantaggio, con Marc Guiu che si fa trovare ben appostato a centro area sull’assist di Fofana. Dopo il fortunoso 2-0 firmato da Caicedo, aiutato dalla fondamentale deviazione di Šutalo per battere Pasveer, gli olandesi vedono un filo di luce quando Weghorst accorcia le distanze al 33′, battendo su rigore (concesso per fallo di Adarabioyo su Moro) Jørgensen, che intuisce e sfiora, ma non quanto basta per non essere battuto. Ma i rigori non sono finiti e prima del termine della prima frazione ne vengono concessi addirittura altri due, entrambi in favore dei blues: Fernández al 45′, abbattuto in area da Weghorst, ed Estêvão, colpito fallosamente da Baas, nel sesto minuto di recupero, vanno a tu per tu con il portiere dei lancieri e lo battono. Anche nella ripresa la squadra di Maresca, conscia dell’importanza di fare tanti gol, non si ferma e arrotonda con un mancino di George deviato da Rosa al 48′, poi la partita scorre via fino al triplice fischio.
Il Chelsea ottiene un successo fondamentale, che li porta in 11^ piazza e tiene vive le ambizioni di qualificazione diretta agli ottavi di finale, con i campioni del mondo che sono stati fermati finora solamente dal Bayern Monaco all’esordio. Di contro, l’Ajax sembra essere sempre di più solo l’ombra della squadra che concedeva spettacolo e sfornava talenti fino a pochi anni fa: il primo gol in questa campagna europea è soltanto una magra consolazione se confrontato al fatto che ne sono stati incassati ben undici in soli tre incontri, e si dovrà sicuramente lavorare tanto se si vorrà evitare l’eliminazione diretta.
Spettacolarità: 65/100
Francoforte – Liverpool: 1-5
26′ Kristensen (F) – 35′ Ekitike (L) – 39′ Van Dijk (L) – 44′ Konate (L) – 66 Gakpo (L) – 70′ Szoboszlai (L)
In svantaggio dopo pochi minuti i Reds avrebbero potuto patire i numerosi sbandamenti degli ultimi tempi ma, se è vero che quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare, allora la truppa di Mister Slot ha preso in prestito la celeberrima frase dei Blues Brothers e ha schiantato una squadra di modesto livello come il Frankfurt seppellendola con 5 reti equamente distribuite tra i difensori centrali Van Dijk e Konate, il centrocampista Szoboszslai e le punte Ekitike e Gakpo. Un po’ di nuovo smalto alla formazione iniziale con Salah e McAllister che hanno visto dalla panchina tutti i gol dei loro compagni prima di entrare solo per accumulare una presenza negli archivi. Un rotondo successo che prepara bene la squadra inglese allo scontro di vertice contro i madrileni del prossimo turno mentre i tedeschi saranno di scena al San Paolo per una nuova probabile sconfitta che li farebbe definitivamente scivolare fuori dagli spareggi.
Monaco – Tottenham: 0-0
Risultato imprevedibile al parco dei principi dove il giovane tecnico, appena arrivato da Bruxelles, Pocagnoli non è riuscito a sfondare la difesa inglese, ben protetta dall’ottimo Vicario. Niente da fare quindi per i monegaschi che rimangono per ora fuori dagli spareggi e non sarà facile alla prossima andare a prendere punti in Norvegia. Non straordinaria ma certamente migliore la situazione degli speroni che nel prossimo incontro casalingo col Copenhagen possono fare un altro importante passo verso la prima parte degli spareggi.
Real Madrid – Juventus: 1-0
57′ Bellingham
Cerca la squadra di Tudor di sottrarsi ad una crisi vera e propria ma , al dunque, i blancos si prendono la partita e veleggiano a punteggio piena bella League Phase dove, invece, gli juventini in questo momento sono addirittura esclusi dai playoff. Se consideriamo anche la posizione in serie a la situazione per il tecnico croato è davvero disperata e necessita di punti come il pane. Una gara non entusiasmante con molte occasioni da una parte e dall’altra figlia perlopiu di errori difensivi, occasioni poi fallite da errori degli attaccanti. Unica eccezione, e giustamente ha risolto la contesa, la fiammata, l’unica, dì Vinicius che ha spaccato la partita e messo spalle al muro i bianconeri.
Sporting – Marsiglia: 2-1
14′ Paixao (M) – 69′ Catamo (S) – 86′ Alisson Santos (S)
Brutto ko per De Zerbi e i suoi che escono con le ossa rotta dall’Alvalade senza punti e con tanti rimpianti. Una sciocca espulsione si può dire che condizionerà tutta la fase campionato dei marsigliesi dopo aver già recriminato in casa Real. Con 3 punti in tre match si può già affermare che i giochi per i francesi in ottica qualificazione diretta sono già fatti, nel senso che le poche possibilità sono svanite, e dal prossimo turno al Velodrome con la Dea, De Zerbi dovrà passare al piano B per cercare un pasto dal nono al sedicesimo. Stesso obiettivo peraltro dei lusitani di Borges che malgrado il doppio dei punti attuali non ha l’organico per puntare a niente di meglio.
Athletic Bilbao – Qarabag: 3-1
1′ Leandro Andrade (Q) – 40’/88′ Guruzeta (A) – 79′ Navarro (A)
Pur non essendo una compagine particolarmente competitiva la squadra basca è riuscita a liberarsi abbastanza agevolmente dei sorprendenti azeri tenendo accesa la fiammella della speranza di arrivare agli spareggi di febbraio. Arrivarci da non testa di serie è verosimilmente anche l’obiettivo del club dell’ex Unione Sovietica che ha già messo in carniere la metà dei punti necessari e aspira al grande traguardi degli ottavi come un vero e proprio miracolo sportivo. La stessa formazione di Valverde non ha presumibilmente maggiori sogni nel cassetto considerato anche un calendario piuttosto complicato che al momento non può aggiungere ai tre punti attuali, più di sette,otto ulteriori.
Kairat Almaty – Pafos: 0-0
La sfida tra matricole disputata all’Almaty Ortalyk Stadion prende subito una brutta piega per gli ospiti, che, dopo più di 5000km percorsi, rimangono subito in dieci uomini a causa del rosso diretto mostrato al centravanti Correia, causato da un bruttissimo intervento a gamba alta che colpisce Luis Mata tra volto e petto. I kazaki fanno, come prevedibile, la partita, tenendo a lungo il possesso del pallone senza riuscire a trovare la porta, e nella prima frazione sono i ciprioti ad avere le occasioni più interessanti, con Anarbekov che ci mette letteralmente la faccia per parare il tiro a botta sicura di Dragomir al termine di un contropiede. Inizia poi una sfida tra il portiere locale e l’esperto David Luiz, vinta in più occasioni dal kazako, che viene aiutato anche dalla testa di Martynovich su un tiro praticamente a botta sicura di Bruno Felipe. Anarbekov si veste nuovamente da eroe su un tentativo di tap-in del brasiliano ex Chelsea, con Zaria che sporca finalmente i guantoni di Michael con un tiro interessante dal limite dell’area di rigore, poi la possibile svolta, negata da una posizione di offside: Dragomir calcia da lontano e impatta la traversa, il pallone colpisce la schiena dello sfortunato portiere locale, che, di fatto, infila il pallone nella propria porta, ma è appunto salvato dal fuorigioco. La paura sembra svegliare il Kairat, che impattano un palo interno con Arad a Michael battuto e calciano di poco a lato con i tiri da fuori di Tuyakbayev e Zaria, ma il risultato non cambia e il match si chiude con lo 0-0 di partenza.
Sicuramente un’occasione persa per entrambe le squadre di poter ottenere la prima storica vittoria nella massima competizione europea. Sicuramente ci si poteva aspettare di più dai padroni di casa, che invece, nonostante la superiorità numerica nella totalità del match, ha rischiato maggiormente la sconfitta, per merito di un Pafos mai domo e sempre pericoloso. Il Kairat trova comunque il primo punto, mentre i ciprioti ottengono il secondo 0-0 esterno della propria campagna, dopo quello nel match di esordio contro l’Olympiakos.
Spettacolarità: 65/100
Arsenal – Atletico Madrid: 4-0
57′ Gabriel – 64′ Martinelli – 67’/70′ Gyökeres
L’Atletico prova ad arginare le qualità offensive dell’Arsenal con un insolito 5-3-2 ma Eze impatta dopo meno di cinque minuti una traversa, complice anche una deviazione, e Rice fallisce il possibile tap-in, segno di come la serata degli spagnoli sarà tutt’altro che facile. La squadra del Cholo cresce con il passare dei minuti, con Raya che rischia di fare la frittata quando perde un pallone vicino alla rimessa laterale, con Alvarez che però non riesce a inquadrare la porta da posizione defilata. Oblak torna a sporcarsi i guantoni su una debole conclusione di Timber, e viene battuto da Martinelli al 35′ che era però partito in fuorigioco sul cross basso di Saka. A inizio ripresa l’Atleti va vicinissimo al vantaggio, con Raya che viene salvato dalla traversa sul tiro di Alvarez, ma poi ancora una volta l’Arsenal massimizza una palla inattiva e trova il vantaggio al 57′: pennellata di Rice dalla corsia mancina e zuccata di Gabriel che supera Oblak. Il difensore brasiliano è provvidenziale nell’opporsi a un tiro di Giuliano Simeone, mandando il pallone in angolo. Hancko incorna sul fondo al 62′ poi Martinelli raddoppia al 64′ con un piattone a giro su assist di Lewis-Skelly. Il capolavoro tattico di Arteta trova definitivo compimento al 67′ e 70′, con la doppietta di Gyökeres: entrambi i gol sono anche abbastanza fortunosi, ma ripagano lo svedese delle tante giornate di Premier League senza gioie ma comunque con gli elogi del suo allenatore. Raya poi decide anche di mantenere inviolata la sua porta, volando sul tiro di Gallagher all’85’, negando ogni possibile speranza agli spagnoli.
Successo molto importante per l’Arsenal, non solo perché ottenuta contro un avversario di caratura importantissima, ma anche per la quantità dei gol realizzati: i “Gunners” hanno (momentaneamente) una media reti peggiore solo rispetto a Paris SG e Inter (entrambe a +9), con un +8 totale. Débâcle pesante invece per l’Atletico Madrid, che subisce la seconda sconfitta (anche in questo caso in terra inglese dopo il 3-2 subito a Liverpool) e attende di conoscere gli altri risultati per capire se sarà ancora nella top24 dopo questo turno.
Spettacolarità: 70/100
Copenhagen – Borussia Dortmund: 2-4
20′ Nmecha (B) – 33′ Anton (D) – 61′ Bensebaini (B) – 76′ Nmecha (B) – 87′ Silva (B) – 90′ Dadason (C)
Al Parken a partire meglio sono i padroni di casa con Claesson che impegna Kobel già al 6′, ma sono gli ospiti a sbloccare la partita al primo tiro in porta, ossia una sassata dalla distanza di Nmecha che non lascia scampo a Kotarski. I danesi però sono in partita e trovano un (fortunoso) pareggio con l’autorete di Anton, dopo che Kobel si era superato sul tiro di Moukoko. Ancora l’attaccante ex di turno impegna Kobel al 42′. I Leoni continuano a fare la partita anche nella ripresa, ma la trattenuta di Lerager su Guirassy costringe il direttore di gara a concedere il rigore: così, al 61′, Bensebaini spiazza Kotarski e riporta in vantaggio il BVB. Tanti dubbi per un intervento di Bensebaini ai danni di Moukoko in area ospite, poi Jobe Bellingham viene fermato dal portiere locale al 73′, poi le ciliegine sulla torta le mettono Nmecha e Silva: il centrocampista al 76′, calciando nuovamente da fuori, trova questa volta una deviazione fortuita che mette fuori gioco un incolpevole Kotarski, che è invece molto colpevole sul diagonale dell’attaccante portoghese, sul quale avrebbe potuto certamente fare di più. I padroni di casa accorciano le distanze al 90′ con Dadason che rende però solamente meno amara la sconfitta.
Sconfitta pesante per il Copenhagen, che, già sorpreso dal Qarabag nel turno precedente, sperava certamente quantomeno in un pareggio oggi per muovere la classifica. Vittoria invece molto importante per il Borussia Dortmund, che si conferma una squadra dalle grandi capacità offensive ma anche dalla difesa non imperforabile. Attenzione però, perché se gli uomini di Kovač dovessero migliorare sotto quest’ultimo aspetto, potrebbero diventare una seria candidata per staccare il pass diretto agli ottavi di finale.
Spettacolarità: 65/100
Bayer Leverkusen – Paris SG: 2-7
7′ Pacho (PSG) – 38’/54′ Garcia (B) – 41’/45+3′ Doue (PSG) – 44′ Kvaratskhelia (PSG) – 50′ Mendes (PSG) – 66′ Dembele (PSG) – 90′ Vitinha (PSG)
Bastano 7′ al Paris per sbloccare la partita: su sviluppi di corner, Nuno Mendes propone un cross al centro per Pacho che, lasciato solissimo a centro area da Badé, incorna alle spalle di Flekken. Non paghi, i francesi cercano subito il raddoppio con Hakimi che però ha mira leggermente imprecisa, ma i tedeschi ci credono e ottengono un calcio di rigore al 23′ per fallo di mano di Zabarnyi: dal dischetto si presenta Grimaldo che si fa però ipnotizzare da Chevalier, colpendo il palo. Anche gli ospiti impattano il montante con Mayulu poco prima della mezz’ora, poi sembra piovere sul bagnato per le “aspirine”, quando il cartellino inizialmente giallo mostrato ad Andrich per un gomito alto su Doué diventa rosso dopo revisione VAR. Tuttavia Zabarnyi commette un nuovo fallo da rigore e viene anche lui espulso; sul dischetto questa volta si presenta Alex Garcia che riesce a battere Chevalier, che intuisce ma non riesce a toccare il pallone. La classe però dei francesi viene fuori dal 41′ in poi, con tre reti messe a segno. Nel 1-2, Vitinha di tacco serve Barcola, la palla passa anche tra i piedi di Kvaratskhelia che apparecchia per Doué, abile a controllare di destro e calciare con il mancino mettendo contro tempo Flekken e battendolo nuovamente; passano altri tre minuti e il georgiano trova anche il gol personale, con un tiro a giro che ha una traiettoria talmente strana da impattare entrambi i pali prima di insaccarsi; infine Doué porta le squadre negli spogliatoi sul punteggio di 1-4 segnando nel terzo minuto di recupero sfruttando l’assist di Hakimi con un altro tiro a giro dal limite. I parigini non sono paghi, e, ben consci dell’importanza di una buona differenza reti, arrotondano ulteriormente al 50′ con il mancino di Mendes ben imbeccato da un filtrante di Vitinha. I tedeschi però non mollano e rendono meno amara la pillola con il gran gol di Alex Garcia, che batte Chevalier con un bellissimo tiro di esterno destro che va a togliere le ragnatele dal sette. Dembélé rientra dopo l’infortunio e chiude il set al 66′ con un destro su assist di Barcola che va a infilarsi sotto le gambe di Flekken prima di terminare in rete. La partita scorre fino al 90′, quando Vitinha si toglie anche la soddisfazione del gol personale con un tiro dalla distanza.
Vittoria importantissima per il Paris, che, grazie all’ampio scarto, si prende momentaneamente la vetta della competizione con la terza vittoria e un +10 di differenza reti, spedendo invece il Leverkusen fuori dalla zona degli spareggi e ancora alla ricerca del primo successo dopo i due pareggi maturati contro Copenhagen e PSV.
Spettacolarità: 80/100
PSV – Napoli: 6-2
31’/86′ McTominay (N) – 35′ Buongiorno (N) – 38′ Saibari (PSV) – 54’/80′ Man (PSV) – 87′ Pepi (PSV) – 89′ Driouech (PSV)
Gli uomini di Conte mettono subito gran ritmo per provare a sbloccare la contesa, conquistando numerosi angoli nei primi dieci giri di lancette che non producono però quanto sperato. Milinkovic Savic si supera sull’ex Parma Man all’11’ e vede Til fallire di un soffio il colpo di testa del possibile 1-0 sul corner seguente. Un tiro ben indirizzato di De Bruyne viene ribattuto da Til, prima del gol di Saibari annullato per fuorigioco al 19′. Il portiere dei partenopei deve nuovamente intervenire su un tiro dalla distanza di Mauro Jùnior ma è il Napoli a trovare il vantaggio al 31′: McTominay trova con la testa la giusta deviazione per infilare in rete il cross dalla sinistra di Spinazzola. Peccato che dopo tre minuti gli olandesi trovino subito il pareggio a causa di una sfortunata deviazione di Buongiorno con un colpo di testa in tuffo nel tentativo di anticipare Til. La situazione si mette ancora peggio per i campioni d’Italia quando al 39′ Saibari concretizza un rapidissimo contropiede freddando Milinkovic Savic. A inizio ripresa la partita è viva, con una zuccata di Lucca di poco alta e un’occasione anche per Saibari, dopo un errore in fase di impostazione di Gilmour, poi i biancorossi trovano il tris: Mauro Jùnior sfonda sulla destra e serve Man che con un tocco sporco trova la giusta deviazione per mandare il pallone prima sotto le gambe di Beukema e poi in rete. Gli azzurri non riescono a reagire, rischiano in più occasioni di incassare anche la quarta rete, e poi , dopo l’ingenuità di Lucca che perde la testa e si fa espellere dopo aver dato del matto al direttore di gara, la incassano quando Man calcia con il mancino senza lasciare scampo a Milinkovic Savic. McTominay accorcia le distanza all’85’ con un’altra zuccata, questa volta su angolo di Neres, ma bastano pochi secondi agli olandesi per riportarsi prima nuovamente a +3 con il tap-in di Pepi su assist di Driouech e poi a +4 per la rete dello stesso Driouech, che batte un incerto portiere partenopeo con un tiro da fuori.
Che dire: merito a Bosz che aveva detto di sapere come battere il Napoli ed effettivamente ci è riuscito, ribaltando l’iniziale svantaggio e trovando il primo successo in questa edizione. Demeriti però anche degli ospiti, che hanno concesso tanti spazi in campo aperto a Saibari e compagni, e ora, con questa seconda sconfitta esterna, ha certamente reso il suo percorso per la prosecuzione della competizione molto difficoltoso.
Spettacolarità: 75/100
Newcastle – Benfica: 3-0
32′ Gordon – 70’/83′ Barnes
Rien a faire per il pokerista Mou nel catino del St. James’ Park con un’altra pesante batosta per i lusitani che adesso, con zero punti e sette reti incassate e solo due all’attivo, occupano la terz’ultima posizione nel GironeUnico e sentono sempre più lontana la conquista degli spareggi. Tutt’altro spirito per le gazze che hanno già abbondantemente digerito la sconfitta casalinga del primo turno, arricchendo classifica e differenza reti nelle altre sue gare. Considerata anche l’assenza non banale di Tonali e di qualche altro elemento diventa chiaro come Howe punti senza indugio ad un passaggio diretto agli ottavi, risparmiandosi due gare in un periodo complicato. A questo proposito il prossimo scontro con i baschi dell’Athletic potrebbe dare ulteriori certezze in questa direzione.
Royale Union SG – Inter: 0-4
41′ Dumfries -45+1′ Martinez – 53′ Calhanoglu – 76′ Esposito
Le insidie che vedevamo sono effettivamente affiorate nella parte iniziale della gara disputata nello stadio dell’Anderlecht. Ma riuscendo a passare indenne, anche con un po’ di fortuna, quel breve momento, la vecchia Inter ha poi fatto valere la sua grande esperienza a certi livelli e alfine ha maramaldeggiato sugli sprovveduti giovanotti belgi. Classifica da sogno per i nerazzurri e intatte le possibilità per i brussellesi di arpionare le ultime posizioni valide per gli spareggi. Per i milanesi invece la concreta possibilità di gestire il GironeUnico e di profondere il massimo sforzo nel torneo nazionale per assicurarsi la migliore posizione prima dell’inizio degli scontri diretti in Champions
Barcellona – Olympiakos: 6-1
7’/39’/76′ Lopez (B) – 53′ El Kaabi (O) – 68′ Lamine Yamal (B) – 74’/79′ Rashford (B)
Passeggiata di salute sulla collina del Montjuic per Lamine e i suoi fratelli. Goleada agli spauriti greci e bella iniezione di fiducia con unasistemata alla classifica e quel più 6 fra reti segnate e quelle subite (9/3) che farà la differenza alla fine della League Phase.
Una serata di assoluta tranquillità per il tedesco Flick che è servito anche a preparare al meglio l’ennesimo classico ormai alle porte e a presentare all’Europa calcistica l’ennesimo talento del fertile vivaio blaugrana, quel Pedro Fernandez, galiziano classe 2008, che si fa chiamare, per praticità tipicamente giovanile, solo Dro. Un’altro principe alla corte di sua maestà Yamal per tentare l’assalto alla finale di Budapest.
Villarreal – Manchester City: 0-2
17′ Haaland – 40′ Silva
Troppo City per i castigliani che cercano di giocarsi la partita ma non riescono a segnare neppure una rete a Gigio Donnarumma. E questa, forse, è la migliore notizia per Pep che solo riuscendo a ritrovare la sua difesa può pensare di lottare per il titolo. Intanto la classifica si fa interessante ma richiede ulteriori conferme in merito alla guarigione della truppa celeste. Gli spagnoli sono già spalle al muro e solo una vittoria nel borgo di Pafo può dargli vere speranze di rimanere dentro la competizione. Impresa possibile ma non facile.
Analisi secondo turno Champions
Union SG – Newcastle: 0-4
17′ Woltemade – 43’/64′ Gordon – 80′ Barnes
La prima storica partita casalinga della squadra di Saint-Gilles termina con una scoppola per i padroni di casa, che cedono il passo agli inglesi con un finale netto di 0-4.
La partita è viva anche se manca di vere e proprie stoccate decisive fino al 17′, quando un tiro, anche abbastanza centrale di Tonali, trova la deviazione decisiva di Woltemade, che cambia la traiettoria quanto basta per beffare Scherpen. I padroni di casa provano a reagire con Zorgane che impegna Pope dalla distanza in un paio di occasioni, ma anche gli ospiti si rendono pericolosi con una zuccata di Joelinton, poco prima della mezz’ora, che termina di poco sul fondo. Al 43′, nonostante il ritmo comunque alto, sembra tutto pronto per l’intervallo, ma Leysen stende Elanga poco dentro l’area di rigore: dal dischetto si presenta Gordon che spiazza Scherpen e raddoppia.
La mazzata avrebbe spezzato le gambe a qualsiasi squadra, ma non a quella di mister Pocognoli, che inizia la ripresa con grande intraprendenza, impensierendo seriamente Pope sia con tiri in porta che con azioni pericolose, peccato però che l’errore sia dietro l’angolo e lo commetta nuovamente Leysen: questa volta il difensore belga commette un fallo di mano, costringendo a revisione VAR e conseguente rigore che viene nuovamente calciato e realizzato da Gordon. Anche questa volta c’è un tentativo di reazione, ma i gialloblù sono troppo sbilanciati in avanti e si fanno bucare anche da Barnes, che conclude un rapido contropiede finalizzando l’assist di Osula.
Entrambe le squadre si trovano ora a quota tre punti in classifica, ma certamente si è visto come i bianconeri abbiano le potenzialità per chiudere quantomeno tra la nona e la sedicesima posizione, che vorrebbe dire affrontare i sedicesimi con il vantaggio di affrontare il ritorno tra le mura amiche.
Arsenal – Olympiacos: 2-0
12′ Martinelli – 90+2′ Saka
L’Arsenal non manca l’appuntamento con il successo, ma sicuramente avrebbe voluto farlo con uno scarto maggiore, soprattutto per quanto prodotto, contro un Olympiacos che è stato comunque bravo a rimanere in partita praticamente fino al triplice fischio.
Partono subito forte i padroni di casa con la zuccata di Martinelli dopo meno di due minuti che non inquadra la porta, ma si fa perdonare al 13′, quando si fa trovare pronto per insaccare di tacco il pallone rimasto vagante in area piccola, dopo che il tiro di Gyökeres era stato mandato sul palo da Tzolakis. I gunners continuano a fare la partita ma mancano nella finalizzazione, con Gyökeres che sembra avere difficoltà a inquadrare la porta, con la partita che scorre senza particolari emozioni fino al gol annullato a El Kaabi, per posizione di offside, al 67′. All’82’ Ødegaard si fa murare clamorosamente da Tzolakis e Retsos, così i greci ci credono con Raya costretto a chiudere nuovamente su El Kaabi all’88’, ma poi arriva Saka a trovare al 92′ il 2-0, che fissa il finale.
Gli uomini di Arteta piazzano il doppio successo nei primi 180, con porta ancora imbattuta che fa ben sperare. L’Olympiacos rimane fermo a un punto, quello ottenuto nello 0-0 col Pafos, che lascia ancora l’amaro in bocca.
Barcellona – Paris SG: 1-2
19′ Torres (B) – 38′ Mayulu (P) – 90′ Ramos (P)
Ci si attendeva spettacolo, ma in realtà inizialmente stenta a decollare la sfida del Companys, per lo meno dal punto di vista delle azioni da gol, con gli amanti del calcio che devono attendere il 14′ per vedere il primo tiro in porta, con Ferran Torres che supera Chevalier ma non Zabarnyi, che salva in scivolata. Passa qualche minuto e il numero 7 blaugrana si fa perdonare, sfruttando al meglio l’assist di Rashford per infilare in rete. I padroni di casa continuano a pigiare sull’acceleratore, capendo come probabilmente sia l’unico modo per contenere le folate offensive parigine, con questi ultimi che si rendono pericolosi grazie a un’insidiosa punizione calciata da Hakimi alla mezz’ora che impegna un attento Szczęsny, che però nulla può al 38′ al mancino di Mayulu, che, dimenticato al limite dell’area dalla difesa locale, insacca e trova il pareggio. Il gol carica gli ospiti, che vanno vicino a portarsi in vantaggio con Barcola già prima dell’intervallo, con lo stesso esterno francese che impegna al 54′ il portiere locale. Anche il Barcellona però crea, con Hakimi che al 64′ in scivolata salva un pallone che aveva già superato Chevalier. I cambi si rivelano poi fondamentale ai fini del risultato finale: Lee Kang In colpisce un palo all’83’ e poi è Gonçalo Ramos a trovare il gol della vittoria, insaccando in contropiede l’assist di Hakimi.
Il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto? Sicuramente no, dato che basta un dato per dimostrarlo: un solo tiro nello specchio per i padroni di casa, anche se non sono mancati salvataggi sulla linea, ben sette per gli ospiti. Il Paris gode per la seconda vittoria consecutiva che lo proietta al primo posto insieme alle altre grandi e un sorprendente Qarabag. Il Barca si lecca le ferite, ma è certamente ancora in buona compagnia a tre punti.
Villarreal – Juventus: 2-2
18′ Mikautadze (V) – 49′ Gatti (J) – 56′ Conceicao (J) – 90′ Veiga (V)
Rischia la Juventus al 6′ minuto quando la trattenuta di Cabal su Pépé termina in area di rigore ma era iniziata fuori, con la concessione dunque solo di una punizione. I sottomarini gialli creano di più e, dopo l’uscita di Cabal per infortunio, concretizzano la superiorità con il rasoterra diagonale di Mikautadze su assist di Pepé, fortunato nel vincere un rimpallo in area ospite. Dopo un importante parata di Perin su Pedraza, la reazione bianconera non si fa attendere, con McKennie che impegna Tenas al 22′ e 29′, con lo statunitense che sembra essere una vera spina nel fianco per gli spagnoli. Il Villarreal però non sta a guardare e crea occasioni, costringendo anche Perin a superarsi su Buchanan al 43′ per mantenere il distacco di una sola rete. A inizio ripresa David fallisce clamorosamente il pallone del pareggio da due passi, ma l’appuntamento è rimandato solo di due giri di lancette, perché Gatti, con una splendida acrobazia, su sviluppi di una rimessa laterale, piega le mani di Tenas e insacca. La Juventus ci crede, continua ad attaccare e al 56′ ribalta la partita: il subentrato Conceição legge un errato passaggio di Parejo nella trequarti difensiva, recupera il pallone e trova il gol con un mancino potente e preciso. Non si spegne la spinta offensiva degli ospiti, con David che fallisce l’appuntamento con un altro pallone interessante allo scoccare dell’ora di gioco e colpisce al 72′ una traversa che nega la gioia del doppio vantaggio. Gatti è provvidenziale nella chiusura su Oluwaseyi al 74′, che un minuto più tardi grazia i bianconeri da due passi. Il gran secondo tempo della Juve viene però macchiato proprio sul più bello: quando il risultato sembrava in cassaforte, è l’ex Renato Veiga a insaccare il pareggio al 90′, sfruttando l’angolo battuto da Akhomach.
Primo punto per gli spagnoli che riescono a muovere la classifica dopo la sconfitta di misura con il Tottenham. Occasione persa per la Juventus, che, dopo lo scoppiettante 4-4 contro il Borussia Dortmund, dimostra ancora di essere una squadra che segna molto ma subisce altrettanto: va certamente migliorata la fase difensiva se si vuole ambire al passaggio del turno.
Dortmund – Ath. Bilbao: 4-1
28′ Svensson (D) – 50′ Chukwuemeka (D) – 61′ Guruzeta (A) – 82′ Guirassy (D) – 90+1′ Brandt (D)
Bel brodino per un Borussia in versione dimessa che però intanto le suona ad un avversario che sembra un po’ in difficoltà nella manifestazione. Comunque otto gol in due match sono una prova di prolificità non indifferente e anche la classifica premia il club giallo nero. Buio pesto per i baschi il cui ritorno in Champions sembra essere affrontato con una compagine non all’altezza in assenza del suo asso principale.
Leverkusen – PSV: 1-1
65′ Kofane (L) – 72′ Saibari (P)
Due debolezze creano un brutto pareggio che non serve a nessuno e anzi costringe entrambe questi club a sperare in un cambio di passo per accedere ai playoff. Cosa che può sperare forse la società tedesca mentre come già abbiamo detto ieri, quest’anno le compagini olandesi sono davvero poca cosa.
Monaco – Manchester City: 2-2
15’/44′ Haaland (MA) – 18′ Teze (MO) – 90′ Dier (MO)
Altro scippo subito da Pep che vede sparire due punti che valevano oro per consolidare la classifica che comunque parla ancora di un posto, l’ultimo, valido per l’accesso agli ottavi. La concentrazione da tempo fa difetto ai Citizen e neppure Per riesce a porre rimedio. Punto che peraltro non serve granché ai monegaschi che costretti al trentesimo posto dovranno penare anche solo per entrare nei 24.
Napoli – Sporting: 2-1
36’/79′ Hojlund (N) – 62′ Suarez (S)
Colpo grosso dei partenopei che dopo il brutto stop di San Siro hanno davvero rischiato di mettere a forte rischio il futuro in Champions. Dopo la sconfitta in casa Guardiola mancare il successo in questa gara avrebbe davvero costretto a scordarsi l’accesso diretto agli ottavi che è decisamente il traguardo degli uomini di Conte. Altra bella figura dei campioni di Portogallo che, malgrado la scondita all’ultimo tuffo, sono ancora posizionati nelle prima parte degli spareggi che possiamo considerare il massimo delle aspettative per i lusitani
Qarabag – FC Copenhagen: 2-0
28′ Zoubir – 83′ Addai
Baku in festa per il secondo successo in Champions e relativo sesto posto nella classifica del GironeUnico. Neanche il più entusiasta tifoso azero poteva immaginare un avvio così in una competizione del calibro della Champions League. Dopo l’incredibile blitz di Lisbona, gli uomini di Gurbanov non hanno problemi contro un arrendevole Copenhagen che fuori dalle mura amiche è meno competitivo e a questo punto non hanno molte chanche di arrivare ai playoff al contrario degli azeri che invece sono già molto vicini ad una vera e propria impresa.
Atalanta-Brugge: 2-1
38′ Tzolis (B) – 74′ Samardzic (A) – 87′ Pasalic (A)
Colpo grosso di una coraggiosa e fortunata Dea che acchiappa tre punti che potrebbero fare tutta la differenza per accedere ai playoff. Nella stagione di magra ampiamente pronosticata, i nerazzurri intanto navigano appena fuori il pelo dell’acqua e al termine del secondo turno potrebbero forse rientrare tra le 24 anche se scontano una differenza reti severa che renderà il cammino molto difficile. Il Bruges, per esempio, che ieri si è buttato via con un grave errore del suo portiere, mantiene proprio grazie alla differenza reti, una posizione assai più solida nella classifica.
Chelsea-Benfica: 1-0
18′ Rios (B) autogol
Brutto ritorno allo Stamford Bridge per lo Special One che, pur trovando i blues in un periodo gne gne, torna a Lisbona con un altra sconfitta e si lecca ancora le ferite del primo turno sciagurato ( quando in panchina sedeva ancora Lage). I prossimi turni con Newcastle e Leverkusen non promettono niente di buono e l’allenatore portoghese dovrà fare un autentico miracolo per portare la sua squadra ai playoff. Il Chelsea mette una toppa alla sconfitta netta di Monaco e rimane più che possibile un atterraggio finale tra il nono e il sedicesimo per uno spareggio comodo, soprattutto quando la forma sarà più rodata dell’attuale frutto delle scorie del vittorioso mondiale per club.
Galatasaray-Liverpool: 1-0
16′ Osimhen (G)
Sembrava impossibile ma il Gala fa fuori un Liverpool in un momento di difficoltà che in pochi giorni prende due mazzate da squadre ampiamente inferiori. Naturale che il clima del quartiere Galata non sia semplice per nessuno ma una squadra del livello dei Blues dovrebbe superare ben altri scogli. Invece un po’ Slot fa fatica a trovare il bandolo tra tanti assi è un po’ la condizione fisica è quella che è. Risultato i Reds devono già mettersi al lavoro duramente per evitare un playoff che sarebbe clamoroso e produrrebbe due partite in più che darebbero assai fastidio. Un Gala da sballo medica un po’ la batosta della prima giornata e torna concretamente a sperare nello spareggio.
Marsiglia-Ajax: 4-0
6’/12′ Paixao – 26′ Greenwood – 52′ Aubameyang
Si era ben visto con l’Inter che i lancieri erano poca cosa e la serata di ieri conferma che l’Olanda ha mandata in Europa due squadre davvero male in arnese. Assestato sulla penultima piazza la squadra di Amsterdam farà presto ritorno a casa, bocciata da un torneo troppo ambizioso per loro. Lodi sperticate invece per De Zerbi che sta pilotando alla grande la sua squadra, sia in patria che in Europa dove sogna addirittura l’accesso diretto e comunque non mancherà un playoff da testa di serie.
Kairat Almaty – Real Madrid: 0-5
25’/52’/73′ Mbappe – 83′ Camavinga – 90+3′ Diaz
Vittoria doveva essere e vittoria è stata per il Real Madrid in quel di Almaty, con i padroni di casa del Kairat che si dimostrano essere organizzati e compatti, tanto da avere anche occasioni da rete interessanti per mettere in difficoltà gli ospiti.
Partono subito forti i kazaki che, spinti dal pubblico locale (letteralmente impazzito dalla presenza degli spagnoli, con richieste altissime e prezzi esorbitanti per acquistare i biglietti) riescono a impegnare Courtois con Stapayev dopo solo 10”.
I blancos, costretti a un viaggio lunghissimo – basti pensare che la capitale spagnola è più vicina a New York rispetto ad Almaty (5.500km contro 6.500) – ci mettono un po’ a prendere il controllo della partita, ma poi parte un monologo che porta a numerose occasioni fallite, deviazioni provvidenziale di difensori locali e parate di un attento Kalmurza, come quella su Mbappé al 21′. Tuttavia, c’è bisogno di un rigore per sbloccare il match: Sorokin prova un retropassaggio senza accorgersi della presenza di Mastantuono, che viene steso da Kalmurza; sul dischetto si presenta Mbappé che fredda il portiere locale.
Ecco, se proprio si dovesse trovare un difetto nei primi 135′ di Champions League dei calciatori di Xabi Alonso, ci sarebbe da segnalare il fatto che continuano a peccare nella finalizzazione, con tutti i gol giunti grazie a calcio di rigore. Questa possibile critica viene però prontamente spenta al 52′, quando, su rinvio di Courtois, Mbappé elude il fuorigioco e supera con un soffice pallonetto il portiere. Il 10 Real fallisce clamorosamente la tripletta personale e i gialloneri ci credono, con Luìs Mata che costringe Courtois alla parata al 62′ ma, dopo un intervento di Kalmurza su Mastantuono, è nuovamente “Donatello” ha trovare il tris con un rasoterra dal limite al 74′. Ad arrotondare il punteggio ci pensano poi anche Camavinga e Brahim Diaz, che aumentano il bottino rispettivamente al termine di un veloce contropiede con un colpo di testa in tuffo e con un preciso diagonale scoccato col destro.
Sicuramente non era questo il banco di prova per capire se il Real Madrid sarà una seria pretendente alla vittoria finale, ma è anche vero che era importante vincere e sbloccarsi. Merito al Kairat, che, nonostante il risultato, ha fornito una buona prestazione e avrebbe forse meritato almeno un gol.
Atletico Madrid – Francoforte 5-1
4′ Raspadori (A) – 33′ Le Normand (A) – 45+1′ Griezmann (A) – 57′ Burkardt (F) – 70′ Simeone (A) – 82′ Alvarez (A)
Ci potevamo aspettare un successo spagnolo, ma non ci saremmo di certo aspettati una così fragorosa caduta dei tedeschi, che non reggono l’urto all’Estadio Metropolitano.
Bastano quattro giri di lancette agli uomini del Cholo per trovare il vantaggio con Raspadori che, da rapace d’area, si fionda su un pallone rimasto vagante dopo un cross basso e lo insacca. Alvarez preferisce la potenza ma viene murato da Kauã Santos al 17′, che nulla può però al 33′ quando, sugli sviluppi di corner battuto dallo stesso Alvarez, si supera sul colpo di tacco di Griezmann ma nulla può sul tocco sotto misura di Le Normand. Le Petit Diable deve però solo rimandare l’appuntamento con il suo 200° gol in maglia biancorossa: ancora Alvarez prende parte all’azione, servendo al francese un pallone da spingere solamente in rete con il piattone mancino, prima di esultare con una maglia celebrativa. Burkardt al 57′ prova a riaprire la partita, insaccando con il mancino il passaggio di Knauff anche grazie alla deviazione di Llorente, ma prima Griezmann si vede annullare per fallo di mano la doppietta e poi Giuliano Simeone riporta a tre le reti di vantaggio al 70′, con Alvarez sempre in veste di assist-man in entrambe le situazioni. Proprio Alvarez si toglie, su rigore, anche la soddisfazione del gol con un cucchiaio non proprio perfetto che viene toccato da Kauã Santos, ma non quanto sarebbe bastato per toglierlo dalla rete.
Gli uomini del Cholo ottengono quindi i primi tre punti della loro campagna europea, convincendo fortemente a mandando un segnale forte a tutte le antagoniste future.
Bodø/Glimt – Tottenham: 2-2
53’/66′ Hauge (B) – 68′ Van de Ven (T) – 89′ Gundersen (B) Autogol
All’Aspmyra è il Bodø a fare la partita, tenendo il pallino del gioco con un importante possesso palla e costringendo Vicario all’intervento già al 4′ per opporsi a un tiro di Berg. Gli inglesi provano a rispondere ma, nella prima frazione, Haikin viene impegnato solamente al 9′ da Richarlison, mentre i gialloneri vanno ancora vicinissimi al gol: Vicario al 27′ si oppone a Bjørtfut, poi al 35′ vede il calcio di rigore tirato da Høgh (concesso per un dubbio tocco di mano di Bentancur) terminare alle stelle, così come termina in curva anche il tentativo al 43′, da ottima posizione, Brunstad Fet. Il predominio tattico giallonero però trova compimento al 53′ e 66′ e porta il nome dell’ex milanista Hauge: il dieci prima sblocca la partita inventandosi uno splendido tiro a giro e poi batte nuovamente Vicario dopo essersi liberato con una serpentina dei difensori avversari e calciato con un diagonale mancino rasoterra.
Nel mezzo, il Tottenham aveva trovato il pareggio, ma il gol di tacco di Bentancur era stato annullato per un fallo di Van de Ven che, per farsi perdonare, riesce a riaprire il discorso al 68′, con un’incornata su punizione calciata da Porro.
Gli Spurs ci credono e vanno vicinissimi al 2-2, negato dal palo a Odobert all’85’, poi la svolta al minuto 89: il tiro di Gray viene respinto da Haikin, la palla rimpalla su Gundersen che, pressato da Richarlison, infila la sua porta.
Davvero una beffa per i padroni di casa, che falliscono la ghiotta occasione di ottenere la prima, storica, vittoria dei fulmini nella massima competizione europea. Un risultato comunque negativo anche per il Tottenham, che sicuramente voleva i tre punti da questa partita, ma ha fallito l’occasione e forse, tutto sommato, alla fine potrebbe anche dover benedire questo punticino ottenuto.
Inter – Slavia Praga: 3-0
30’/65′ Martinez – 34′ Dumfries
Per i calciatori di Chivu vincere con tanti gol questa partita era molto importante per alimentare le speranze di una posizione importante al termine della League Phase e, se vogliamo, l’averne realizzati solamente tre potrebbe non renderli del tutto soddisfatti.
Partono ovviamente forte Lautaro Martinez e compagni, con Thuram che impegna Staněk già al 13′ con un tiro potente che avrebbe forse ottenuto migliori fortune se fosse stata scelta la precisione. Su due angoli battuti da Dimarco, le zuccate di Martinez al 23′ e Bastoni al 30′ terminano alte, così come anche la mira di Thuram (mancino al volo al 25′) risulta essere imprecisa, ma il gol è nell’aria e arriva proprio alla mezz’ora: Martinez fiuta l’occasione e va a pressare alto Staněk, che, incredibilmente, fallisce il passaggio al compagno e apparecchia per l’argentino il più facile dei tap-in a porta vuota. Quattro giri di lancette più tardi giunge già il raddoppio, quando, sul break di Acerbi, il pallone giunge sulla corsia mancina a Thuram, sul cui cross irrompe con consueto movimento a stringere verso il centro Dumfries, abile poi a gonfiare la rete. Nella ripresa, Sučić si vede negare dal prodigioso intervento in scivolata di Chaloupek (a Staněk già superato e battuto, il possibile 3-0, che giunge però al 65′, quando è nuovamente Martinez a violare la porta praghese, con un facile piattone dall’interno dell’area piccola su un tagliente cross basso di Bastoni.
Vittoria comunque importante per rimanere a punteggio pieno per i meneghini, che restano a punteggio premio: sapendo quanto varrà quest’anno arrivare tra le prime otto, anche vincere senza esaltare potrebbe rivelarsi fondamentale!
Pafos – Bayern Monaco: 1-5
15’/34′ Kane (B) – 20′ Guerreiro (B) – 31′ Jackson (B) – 45′ Orsic (P) – 68′ Olise (B)
La resistenza dei ciprioti si è dimostrata, come prevedibile, insufficiente per negare ai bavaresi la goleada.
La partita si sblocca aI quarto d’ora, con Kane (e chi altrimenti!) che fredda Michael con un diagonale. Da qui si mette in discesa e diventa quasi Oktoberfest, con gol che scorrono come birra: il portiere dei ciprioti deve recuperare dalla sua porta anche i palloni calciati da Guerreiro al 20′, su una splendida sponda di Jackson che al 31′ si mette in proprio e insacca (dopo aver avuto tutto il tempo di controllare e incrociare con il destro l’assist di Olise), poi al 34′ Kane, in versione Alberto Tomba dei tempi d’oro, salta tutta la difesa avversaria e insacca il 4-0 infilando tra le gambe di Michael. Il Pafos però riesce a togliersi la soddisfazione di segnare il suo primo gol casalingo in una fase finale della Champions League, con Oršić che fredda Neuer con uno splendido tiro dalla distanza al 45′. Di fatto il secondo tempo è di copione facile: gli ospiti vanno ancora alla ricerca di reti – non senza concedere anche qualcosina ai padroni di casa – e lo trovano con Olise al 69′. Poi è pura accademia, con il risultato che non cambia più e i tedeschi che portano a casa quanto volevano: tre punti e tanti gol.
